IL PROBLEMA DEL MALE (n.5).

Perché un Dio buono dovrebbe creare un mondo che contempla il male?

Ragione 1. Perché dal male esce il bene. Esempio: l’avido capitalista dà lavoro, beni e prosperità alla comunità in cui agisce.

Ragione 2. Perchè dal bene esce il male. Esempio: l’aiuto al bisognoso trasforma il povero in parassita.

In sintesi: le nostre azioni hanno conseguenze non intenzionali.

Se devo prendere un caffé, la mia coscienza ambientale mi porta verso il bar A che importa una miscela particolare coltivata con un risparmio d’acqua fino al 30%. Eppure avrei fatto meglio ad andare nel normalissimo bar B perché A non ha i doppi vetri e il suo proprietario percorre 20+20 Km al giorno in auto per andare al lavoro. Dal punto di vista ambientale, andando nel “bar verde” A, rendo il mondo un posto peggiore. Volevo fare del bene e ho fatto del male. Dal bene esce il male.

Calcolare le conseguenze di quello che facciamo è molto complicato, la calcolatrice più potente che siamo riusciti a costruire si chiama LIBERO MERCATO. Non abolisce certo il male ma ci dà parecchie garanzie di tenerlo a bada.

Ecco, la mente di Dio possiamo immaginarcela come una calcolatrice ANCORA più potente del libero mercato. Dio è uno speculatore che “batte” regolarmente il libero mercato. Tuttavia, deve anche tollerarlo visto che tra il tanto bene che c’è al mondo la libertà umana è forse il bene maggiore.

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