Vangelo & Ricchezza

Il messaggio evangelico puo’ convivere con la ricchezza materiale di chi lo pratica e lo diffonde?

Qualcuno risponde: “purché si usi bene quella ricchezza”. Ma cosa significa “usare bene la ricchezza”?

Farla fruttare? Donarla ai poveri? Donarla alla città? Metterla in circolo? Non pensarci in modo ossessivo?

Il problema resta aperto: della ricchezza di solito si giudica provenienza e origine, raramente l’essenza.

Una personalità che si è impegnata a fondo su questo dilemma è Padre Angelo Tosato, molto del suo lavoro si ritrova sintetizzato nel libro “Vangelo e ricchezza: nuove prospettive esegetiche”.

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L’attacco è brutale, si parte con la constatazione di quanto sia inquietante il progetto sociale di Gesù come emerge dai Vangeli: indifferenza per il proprio sostentamento, astensione dal lavoro, rinuncia al risparmio, rottura dei rapporti familiari, affidamento alla provvidenza e alla speranza del Regno.

E’ stato l’economista Ludwig von Mises ad evidenziare meglio le assurdità dell’economia messianica: una comunità non fa molta strada con questi precetti.

C’è una lettura piuttosto naif di tutto cio’: il vangelo annunzia una ricchezza nuova svalutando così quella terrena e condannandola, insieme a chi la detiene.

Tuttavia, un insegnamento del genere sarebbe 1. dannoso per il vivere sociale e 2 inattendibile.

Perché dannoso? La laboriosità di chi valorizza le cose del mondo diverrebbe un vizio, e tutto cio’ spingerebbe verso una società indigente e mendicante. Un destino disumano.

Perché inattendibile? Perché contraria al buon senso altrove apprezzato nelle Scritture. Contraria all’ insegnamento della tradizione (la Chiesa ha sempre combattuto il pauperismo).

Eppure, nel Nuovo Testamento – inutile negarlo – la ricchezza è condannata in più punti. Come reagire a questo fatto di per sé incontestabile?

Alcuni imbracciano il buon senso: basta non farsi schiavi della ricchezza e i precetti sono assolti.

Altri si attaccano alla storia: nessuno in realtà si fece veramente povero, tranne casi eccezionali.

Altri introducono un doppio standard: certe parole che ci suonano radicali sono rivolte in realtà solo agli adepti più stretti.

Altri vedono nel Cristo Re il nuovo imperatore. Allora uno dei titoli dell’imperatore era “difensore dei poveri”. I poveri sono gli indifesi per eccellenza, e allorché Israele perse il suo re divenne perseguitato e detto “povero” (o umile o soggiogato). Termini interscambiabili. L’esaltazione dei poveri non è che un modo per esaltare la regalità di Cristo.

Altri considerano il desiderio di essere ammirati dagli ellenisti, notoriamente vicini alla perfezione di una società comunista. Tuttavia, certe pratiche sono pompate. Per esempio, la cassa comune non esisteva nella realtà, si trattava di una semplice elemosina residuale. L’ esaltazione di episodi di eccezionale generosità ha catturato l’ attenzione facendo pensare che fossero la norma.

Altri considerano l’insegnamento sulla ricchezza iperbolico: Gesù non puo’ chiedere tanto! E poi gli  insegnamenti iperbolici non mancano: se la tua mano ti scandalizza tagliala.

Qualcuno pensa ai “poveri” come agli israeliti perseguitati.

Per alcuni la povertà evangelica è povertà di spirito, ovvero umiltà.

Per molti, la “ricchezza” di quei tempi va reinterpretata come “disonestà“. Nelle società primitive ci si arricchiva smisuratamente solo tramite rapina e la mentalità corrente identificava la ricchezza diseguale come un segnale di disonestà e prepotenza. Oggi non è più così, occorre prenderne atto aggiornando l’ ermeneutica evangelica.

Infine, c’è chi si lascia andare ad una franca ammissione: stando all’insegnamento di Gesù ricchezza e Vangelo sono incompatibili.

Quest’ultima posizione sembra la più fruttuosa: senza l’ammissione che esiste un problema di base relativo alla compatibilità tra etica dei Vangeli e Capitalismo, non restano che mediazioni elusive e sempre attaccabili.

Il Gesù dei Vangeli sembra allora adoperarsi per distruggere l’ ordine sociale senza costruire un’ alternativa minimamente credibile. Dobbiamo accettarlo.

Ma esiste una via per riabilitare le sue parole?

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Ricordiamo, del resto, che le Scritture in molti passaggi sembrano non essere poi così ostili alla ricchezza: c’è la parabola dei talenti, quella del fico oltre all’olio di Marta. Gesù stesso è accusato di essere un “mangione e un beone”: ama la compagnia dei ricchi e si accompagna spesso a loro senza ostilità. La cosa sarebbe inspiegabile. Invita spesso a fare festa senza astenersi dai godimenti: “deve forse stare in lutto il festeggiato?”. Non risulta che Gesù abbia venduto i suoi averi o rinunciato ad alcunché, nemmeno lo chiese agli apostoli (si limitò a dire loro “seguitemi”). Non lo chiese ai suoi genitori. Sappiamo invece che vestiva abiti curati: la sua veste venne giocata ai dadi e non divisa equamente tra i centurioni, questo per non deprezzarne il valore che, evidentemente, era notevole.

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Da una parte condanne inappellabili, dall’altra qualche spiraglio. Come uscirne?

Non ci resta che forzare sul pedale dell’interpretazione! Si ma quale?

Diventano cruciali due passaggi: interpretare ricorrendo a esegesi (interpretazione nel contesto) ed ermeneutica (traduzione in altri contesti).

Altro fatto cruciale di cui tener conto: Gesù è calato in un contesto.

Probabilmente è un profeta apocalittico come molti altri allora, in questo caso le norme che introduceva sono da vedere come transitorie e dettate dall’ emergenza dell’imminente apocalissi.

Altro elemento decisivo: il Regno incombente probabilmente era, secondo la cultura ebraica, un regno materiale. La cultura ebraica e i profeti affini a Gesù avevano una visione molto materialista delle cose, l’ipotesi più plausibile è che Gesù non si distanziasse molto da loro.

In altre parole, la nuova ricchezza annunziata dal Vangelo è terrena, in coerenza con l’ animo israelita. Non si svaluta la ricchezza terrena in sé ma si ritiene che quella attuale sia destinata a rovina per l’ avvento di un nuovo regno. È necessario allora “convertirla” al più presto.

Pensiamo ad un imminente crollo di borsa: “non accumulare tesori perché sono destinati alle tarme”. Sono parole che filano. Investire invece in beni che avranno corso nel nuovo regno di Dio in terra: il nuovo Paradiso Terrestre. la nuova Gerusalemme in Terra. Siamo di fronte quindi ad una oculata consulenza finanziaria o d’ investimento.

Oggi sappiamo che l’ imminenza del regno non esiste, quindi il consiglio di vendere puó essere tralasciato. Quel che resta è la sensibilizzazione all’ investimento oculato.

L’equalizzazione tra Regno dei cieli e Regno di Dio potrebbe metterci in imbarazzo ma è un’ espressione che ricorre solo in Marco. Più diffusi i passaggi riferiti al “venga il tuo regno in terra”, in questo senso molto espliciti e concordanti con la nostra interpretazione.

E l’espressione “il mio regno non è di questo mondo“? Sembrerebbe chiara.

Ma qui c’è un palese errore di traduzione. L’espressione corretta è “il mio regno non è da questo mondo”, che caratterizzerebbe il progetto materiale di Gesù: rigenerare l’ Israele corrotta.

Con l’esegesi abbiamo contestualizzato l’insegnamento di Gesù, con l’ermeneutica possiamo/dobbiamo attualizzarlo. Molta dottrina è mutata grazie all’ermeneutica, il caso più noto è quella intorno all’usura.

Vediamo proprio questo caso. Senso della proibizione: evitare la schiavizzazione del debitore. Oggi sappiamo che la via migliore non è la proibizione (abbandonata) bensì la concorrenza tra prestatori. Da qui il ritiro della condanna del prestito a interesse.

Altro esempio: la condanna della proprietà privata: nell’ Antico Testamento appare ma nella storia della Chiesa è ormai solo un ricordo, specie nella difesa accorata della Rerum Novarum.

Qui occorre ricordare che Gesù è un buon ebreo, non rinuncia alla legge dei Padri, chiede al limite nuove interpretazioni (esempio sul Sabato). Allo stesso modo è lecito supporre che non chieda ai seguaci una rinuncia definitiva al patrimonio ma solo una rinuncia strategica in vista di una distruzione imminente.

Cosa implica un’ipotesi del genere? Semplice: la rinuncia alla ricchezza accumulata in un sistema ingiusto si traduceva in un oculato investimento in vista dell’ avvento di un nuovo ordine più giusto.

Aderire al cristianesimo esponeva ai rischi cosicché non si rinunciava per rinunciare ma per convertire la ricchezza in forme più pratiche di possesso.

Non accumulare poiché con la venuta del regno e la fine dell’ordine presente la ricchezza consueta è in pericolo. Sarebbe questo un insegnamento profetico(contingente) più che sapienziale (permanente).

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Ma è davvero necessaria un’ esegesi e un ermeneutica tanto radicali?

Probabilmente sì: la condanna della ricchezza fatta dalle scritture appare irredimibile per altra via, è troppo netta.

Ci sono infatti casi molto problematici, per esempio nelle beatitudini: “beati i poveri”. Ancora peggio il “guai ai ricchi”!

In Matteo si precisa poveri di spirito Ma Luca no: “beati i poveri” punto e basta. “Guai ai ricchi” punto e basta.

Altri dicono che Matteo è più attendibile: 1) collima con l’ impostazione ebraica 2) collima col resto dell’ insegnamento: è la fede innanzitutto che salva. Il pauperismo è più di Luca, però, resta insormontabile senza la genesi/ermeneutica proposta.

C’è poi il caso del giovane ricco, ovvero la questione del cammello. Secondo gli ottimisti Gesù esprime la metafora estrema come sfogo di fronte all’ insistita ipocrisia e avarizia di un riccone. Inoltre, la metafora tratta di una difficoltà non di un’impossibilità. Qui ci puo’ anche stare.

Per quanto la si rigiri, comunque, le difficoltà si accavallano e i problemi sembrano insormontabili poiché la ricchezza sembra comunque demonizzata in sé in molti passaggi: 1 nelle tentazioni, 2 nell’alternativa tra Dio e Mammona 3 nella parabola del seminatore… Ci sono poi alcuni punti fissi che si ripetono:

1: la ricchezza ha una provenienza demoniaca,

2: il ricco è condannato per natura a farsi schiavo della sua ricchezza.

Insomma, Gesù sembra condannare i ricchi in quanto tali e li invita caldamente a liberarsi della nuova ricchezza.

Poi ci sono gli Atti degli Apostoli, in cui si predica un’organizzazione comunista dei rapporti sociali.

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La soluzione deve dunque essere senza compromessi: il rapporto tra Gesù e ricchezza va rivisto in modo radicale.

Ma questo non è possibile!, dirà qualcuno.

No, è possibile, talmente possibile che è già stato fatto.

Prima abbiamo visto il caso dell’usura, ora vediamo quello relativo al rapporto tra i coniugi nel matrimonio. Qui si è realizzata una reinterpretazione che adattato lo spirito con cui certe norme furono scritte alla realtà contemporanea.

Il comando della sottomissione è semplice e inequivoco, unanimemente interpretato da padri pontefici e teologi fino a metà del ‘900, allorché è stato ribaltato. Un caso di scuola per l’ innovazione del magistero e per l’ adozione di criteri empirici induttivi anziché dogmatici e deduttivi.

La tradizione riteneva che ogni società richiedesse un capo (destinato da Dio). Nella famiglia il capo designato era l’ uomo.

Giovanni XXIII mutò l’approccio: ogni società richiede un ordine e per desumerlo non guardiamo tanto alle scritture quanto alla natura umana. Il diritto delle donne viene constatato nella realtà quotidiana come segno dei tempi. La Chiesa DEVE scrutarlo e interpretarlo alla luce delle scritture. La parola di Dio del libro viene letta alla luce della parola di Dio nel mondo.

Per giustificare il cambiamento vengono enfatizzati passi alternativi a quelli prima considerati, per quanto l’operazione sia esegeticamente una forzatura.

La sottomissione diventa così reciproca. Il riferimento ad Efesini è forzato se non palesemente improprio. I passi imbarazzanti del Nuovo Testamento vengono bollati come un residuo dell’ Antico Testamento. Si confonde l’ esegesi con l’ ermeneutica dando luogo ad un’ esegesi scorretta solo perché ossessionati da preoccupazioni ermeneutiche.

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Parte del Vangelo va allora abbandonata come superata. Il “beati i poveri” va trattato come “stia la donna sottomessa all’ uomo“. La Chiesa Cattolica serve anche a questo, a far vivere il Vangelo nel tempo, ovvero a mutarne gli insegnamenti. Non ci serve a nulla un Corpo Vivo che non vivifica l’insegnamento di cui è depositario.

La dottrina sociale della Chiesa oggi non sembra affrontare il problema della ricchezza in modo adeguato poiché non fa altro che opporsi ad un generico “economicismo” (economia come fine) per promuovere l’ uomo come fine.

Astrazioni.

Percorrendo questa via si è arrivati alla simmetria tra socialismo e capitalismo (senza nulla togliere alla zampata di GPII  con la Centesimus, subito rintuzzata dall’ “economia che uccide” di Francesco).

Non sarebbe meglio allora che la dottrina sociale puntasse su un problema concreto, per esempio la diminuzione della povertà nel mondo?

E il profitto che fine fa? Nell’ottica proposta puo’ essere giustificato in vari modi.

Innanzitutto assolve al comando di fecondare la terra (presente nel Nuovo Testamento nella parabola dei talenti e in quella del fico).

In secondo luogo realizza la solidarietà: la competizione è la più alta forma di cooperazione!

Ma è possibile una solidarietà non intenzionale?

Stando alle beatitudini sì: “avevo fame e mi avete dato da mangiare”, “ma quando mai ti abbiamo visto affamato, Signore?”. Il bene puo’ essere fatto senza intenzione.

Detto questo, sia chiaro, un imprenditore puo’ anche fare il suo lavoro consapevole dei benefici che apporta alla città. Questo consapevolezza aggiunge ma non determina.

Inoltre, bisogna considerare l’ovvio: una società ricca puo’ realizzare più bene. La speranza dei poveri – da sempre – sono i ricchi più che gli altri poveri. Sono i ricchi che possono alleviare le sofferenze dei poveri, non altri.

Da ultimo, chiediamoci la funzione del Giudizio Universale, forse serve proprio perché noi non sappiamo chi ha fatto veramente del bene: Norman Barlaug ha giovato più di Madre Teresa? Il cuore di Madre Teresa era senz’altro più ispirato ma Norman Barlaug ha di fatto salvato più vite e prodotto più sollievo per il mondo in cui viviamo. Non sarebbe bene che entrambi abbiano una chace di primeggiare tra i buoni del genere umano?

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Molti obbiettano che la ricchezza materiale non è sinonimo di felicità e realizzazione. Vero: ma la ricchezza materiale collegata alla “povertà di spirito” (umiltà) puo’ molto.

La povertà di spirito infatti annienta l’ invidia che – come ci spiegano gli psicologi evoluzionisti – è il fattore principale di infelicità nel mondo materialmente ricco. Noi sappiamo da tempo che la ricchezza non porta automaticamente felicità (paradosso di Easterline), ma sappiamo anche cosa occorra per ristabilire un saldo legame tra le due variabili, serve una maggiore “povertà di spirito”, ovvero: serve più umiltà, ovvero: serve vaccinarsi contro l’ invidia. In questo modo auspicare un mondo più ricco e più umile non solo è compatibile con l’ azione della Chiesa ma è anche la ricetta più razionale per il non credente.

Le virtù e i vizi della Virtù.

 

In campo morale lo scontro tra deontologia e virtù è millenario. Voi da che parte state?

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Vediamo di che si tratta.

Per la deontologia esistono solo dei doveri di base (minimali), tutte le altre scelte dell’uomo riguardano il gusto e non sono quindi criticabili.

Per i virtuosisti, invece, ogni decisione puo’ dirsi “giusta o sbagliata” in termini morali. Ci sono errori più gravi, scelte più o meno encomiabili ma il moralismo è onnipresente.

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Per la deontologia i soggetti devono conoscere i loro doveri e poi – ragionando nelle varie situazioni – ricavare il comportamento più corretto da tenersi.

Per i virtuosisti, invece, il carattere dei soggetti deve essere educato fin dalla prima infanzia affinché poi l’osservanza dei precetti risulti spontanea.

Questa differenza, si noti, discende da quanto detto prima: è chiaro infatti che se ogni comportamento ha rilevanza etica, lo spontaneismo diviene centrale: non si puo’ fermarsi a ragionare su ogni gesto che compiamo.

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Il virtuosista punta all’eccellenza, la deontologia al minimo indispensabile. Il virtusista mira alla santità, l’altro a non prendere multe.

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Vediamo quali sono i “pro” e i “contro” delle virtuosismo, ovvero dell’amore per l’eccellenza.

Pro: Concede sempre a tutti  uno spazio per migliorarsi, realizzarsi, essere fieri di sé. L’uomo si sente felice, non dico quando è Santo, ma comunque quando sente di adempiere ad un compito importante e difficile. Non a caso il virtuosismo è spesso connesso ad una religione.

Pro: Coordina meglio la società rendendola più prevedibile. Ci attendiamo tutti che venga compiuta l’azione considerata “buona” ma per chi si affida ai semplici “doveri” le azioni suscettibili di questo “marchio” sono poche,  prevalgono le azioni amorali e quindi l’incertezza nel comportamento altrui.

Pro: Con soggetti dal carattere ben formato l’ipotesi libertaria è meno utopica. Con soggetti che a malapena si astengono dall’aggredire il prossimo e su tutto il resto sono fragili e “dipendenti”, la proposta liberale suona velleitaria.

Pro: Diviene centrale l’educazione precoce, quella fondata sul buon esempio e sull’ affettività.

Pro: Noi siamo dotati di un “senso morale” pervasivo, l’approccio virtuosista è più confacente alla nostra natura.

Contro: Scade nell’arbitrio più facilmente laddove pretende di discernere ovunque bene e male, anche nelle piccole cose.

Contro: Pretendendo troppo, puo’ risultare esoso e produrre un “effetto Laffer” nella curva dei peccati.

Contro: Conformismo, formalismo, estetismo e soprattutto intolleranza sono pericoli sempre in agguato.

Contro: Il rischio di chiedere troppo si scontra anche con la rigidità della nostra natura. L’educazione, per quanto precoce, non è in grado di modellarla se non a costo di sofferenze prolungate che oggi giudichiamo intollerabili.

GOO

L’anima esiste! (con video allegato)

L’dea che l’uomo sia formato da corpo e spirito (dualismo) è caduta in discredito.

Secondo Richard Swinburne il motivo di questo discredito è misterioso. Il libro “The evolution of the soul” è un tour de force su questi temi.

Aristotele riteneva che l’anima fosse una proprietà del corpo – in particolare la forma – e che quindi non potesse prescindere dall’esistenza del corpo stesso.

Chi invece crede che l’anima possa esistere anche quando il corpo cessa di esistere è un dualista sostanziale (o cartesiano)…

… The crucial point that Descartes’ and others were presumably trying to make is not that (in the case of men) the living body is not part of the person, but that it is not essentially, only contingently, part of the person. The body is separable from the person and the person can continue even if the body is destroyed. Just as I continue to exist wholly and completely if you cut off my hair, so, the dualist holds, it is possible that I continue to exist if you destroy my body. The soul, by contrast, is the necessary core which must continue if I am to continue…

Ma cos’è l’anima? È ciò che ci dà identità

… it is the part of the person which is necessary for his continuing existence. The person is the soul together with whatever, if any, body is linked temporarily to it. By saying that the person `can’ continue if the body is destroyed I mean only that this is logically possible, that there is no contradiction in supposing the soul to continue to exist without its present body or indeed any body at all (although such a soul would not then, on the understanding which I have given to `man’-sec pp. 4 f.-he a man or part of a man, although it would have been part of a man). Whether this normally happens, is another question…

Facciamo un esempio. Se mi ami veramente mi ami anche se mi taglio le unghie. Anche se mi rado a zero i capelli, anche se mi amputano una gamba, anche se mi amputano gambe e braccia. Se mi ami veramente, ami la mia anima, ovvero ciò che mi identifica.

Chi non crede nell’esistenza dell’anima non nega l’esistenza dell’identità ma pensa che il corpo sia sufficiente a conferirla.

Ma begare l’anima è altamente problematico. Non si può infatti parlare in modo compiuto delle persone limitando il discorso ai loro corpi.

Facciamo un esempio attraverso un esperimento mentale che riguarda il trapianto del cervello

… It might be possible one day to remove a whole hemisphere, without killing the person, and to transplant it into the skull of a living body from which the brain has just been removed, so that the transplant takes. There would then appear to be two separate living persons. Since both are controlled by hemispheres originating from the original person p, and since apparent memory and character and their manifestation in behaviour are dependent on factors present in both hemispheres, we would expect each publicly to affirm such apparent memories and to behave as if he had p’s character… two persons, both with p’s apparent memories and character. But they cannot both be p….

Se i due emisferi del tuo cervello – che possono funzionare anche separatamente – vengono trapiantati rispettivamente in A e in B.

Tu chi sei?

Il tuo corpo non ha più cervello, è una scatola vuota. A e B pensano e ricordano come te.

Qui però non si vuole affrontare il problema. Ognuno può fare le sue ipotesi ma nessuno può negare l’incertezza di fondo

… we may have our views about which (if either) resultant person p is, but we could be wrong. And that is my basic point-however…

Eppure, in un caso del genere sappiamo tutto di quel che succede ai corpi, non dovremmo avere problemi nel ricostruire l’identità delle persone.

Evidentemente, i corpi non ci raccontano l’intera storia.

Con i “trapianti di cervello” si può giocare a lungo, come ha fatto il filosofo Bernard Williams inventandosi un “medico pazzo” che tortura i suoi pazienti trapiantandoli dopo averli fatti scommettere sulla loro sorte…

… He is going to torture one of the resulting persons and free the other with a gift of a million pounds. You can choose which person is to be tortured and which to be rewarded… Whichever way you choose, the choice would, in Williams’s telling word about his similar story, be a `risk’-which shows that there is something other to the continuity of the person, than any continuity of parts of brain or body…

C’è un altro esperimento mentale che mette in luce la necessità dell’anima: il teletrasporto.

Supponete che la cabina A vi teletrasporti nella cabina B (situata a distanza), lo fa distruggendo il vostro corpo in A e ricostruendolo in B. Una specie di stampa 3d.

La vostra stampa site ancora voi?

E se la stampa non implicasse la distruzione del vostro corpo originale?

E se voi, dopo aver ucciso un uomo, vi stampate da A in B distruggendo il vostro vecchio corpo, la stampa è imputabile per omicidio?

Guardate, per esempio, questo video:

 

Ancora: qui non chiediamo risposte, chiediamo solo di notare le mille incertezze che emergono in relazione all’identità pur disponendo di un resoconto minuzioso dei corpi.

La morale è una sola: sapere tutto dei corpi ci dice poco dell’identità. Evidentemente in queste storie manca un pezzo: l’anima. Parlare delle persone senza assumere l’anima conduce a discorsi sconclusionati…

… My argument has been that knowledge of what has happened to a person’s body and its parts will not necessarily give you knowledge of what has happened to the person, and so, that persons are not the same as their bodies…

Ma l’anima continua ad esistere anche se il corpo viene distrutto?

Di certo è possibile immaginarla anche in assenza di corpo. Io potrei svegliarmi in una stanza buia e non sentire più il corpo, un po’ come chi si sveglia paralizzato dopo un incidente…

… life after death. It seems self-consistent to affirm with respect to any person who is the subject of mental properties that he continue to have them, while his body is annihilated… suppose that a person who has been a man now finds himself no longer able to operate on the world, nor to acquire true beliefs about it; yet still to have a full mental life, some of it subject to his voluntary control. He would be disembodied…

Una situazione del genere sembra coerente, non ci sono impedimenti ad immaginarla…

… The supposition that a person who is currently a man might become disembodied in one or other of these ways seems coherent. Not merely is it not logically necessary that a person have a body or brain made of certain matter, if he is to be the person which he is; it is not even necessitated by laws of nature.`…

Un’anima “eterna” può essere immaginata facilmente, ciò non significa che esista. Per argomentare sulla sua esistenza occorre una conoscenza pregressa, per esempio di tipo teistico, ma dopo approfondiremo questo punto.

Per ora limitiamoci a constatare un altro fatto che depone a favore dell’esistenza dell’anima: potrei anche svegliarmi e constatare che col mio pensiero controllo parte del corpo di mia moglie oltre a parte del mio, e viceversa mia moglie potrebbe controllare con la sua mente parte del mio corpo oltre che parte del suo…

… Suppose that one morning a man wakes up to find himself unable to control the right side of his body, including his right arm and leg. When he tries to move the right-side parts of his body, he finds that the corresponding left-side parts of his body move; and when he tries to move the left-side parts, the corresponding parts of his wife’s body move…

Con la mia mente, insomma, controllo più corpi. Ma chi sono io? Qual è il mio corpo…

…My point now is that what natural laws still in no way determine is which animate body is yours and which is mine… My conclusion-that truths about persons are other than truths about their bodies and parts thereof-is, I suggest, forced upon anyone who reflects seriously on the fact of the unity of consciousness over time and at a time…

Ancora una volta: evidentemente, parlare dei corpi delle persone ci dice poco delle persone. Per rendere coerente il discorso dobbiamo parlare di anima.

Se racconto una fiaba e dico che il mago Merlino con la sua mente addestrata è in grado di controllare il corpo di Semola, chi mi ascolta sprovvisto del concetto di anima (in questo caso implicito nei nomi propri) conclude che Merlino e Semola sono la stessa persona. Non ha capito niente perché senza il concetto di anima molti discorsi che noi tutti afferriamo diventano inafferrabili. Invece, i bambini, dotati come sono del concetto di anima, comprendono tutto alla perfezione.

… A framework of thought which makes sense of this fact is provided if we think of a person as body plus soul, such that the continuing of the soul alone guarantees the continuing of the person…

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Ma quando  nasce un’anima?

Dalla nostra esperienza l’anima emerge quando si realizza una configurazione particolare della materia.

Conoscere la neurofisiologia è quindi importante per rispondere..

… the answers to these questions depend in part on the answers to detailed questions of physiology which I shall not attempt to provide, I hope to show what kind of physiological information is relevant…

Come possiamo capire se il nostro prossimo ha un’anima?

Non esiste un modo certo, lo si intuisce da certi comportamenti e da certi fatti neurofisiologici: se ha un corpo simile al nostro e si comporta in modo simile a noi probabilmente ha un’anima come noi. Per esempio…

… The evidence available to others that some man is currently conscious will, we saw in earlier chapters, be his testimony and certain patterns of bodily behaviour which manifest his conscious life (e.g. screaming when in pain)… This direct evidence of consciousness is found to be correlated with physiological phenomena… the electrical rhythm of a man’s brain, his EEG, is found to have a certain pattern… evidence of the connection of EEG rhythm with consciousness, means that (since a man’s own apparent memory of whether he was at some time conscious or not can err, like all memory) it can be used to correct apparent memory-e.g. if a man woken up from what by EEG rhythm evidence is deep dreamless sleep claims that he was woken from a long dream, the EEG evidence acts at least to cast doubt on his claim… The same goes for the evidence of rapid eye movements during sleep (REMs) showing that a man is dreaming… there are periods of deep sleep in which a man is not conscious at all… The absence of consciousness for those periods is clearly dependent on the state of the brain, and not vice versa. A man can be made unconscious-by drugs, being knocked out, etc.-or woken up. The functioning of the soul depends on the correct functioning of the brain…

Anima e coscienza non sono la stessa cosa poiché noi manteniamo la nostra identità anche in uno stato di incoscienza, per esempio quando dormiamo…

… there is no conscious life before some point between conception and birth. No one can recall conscious episodes immediately after conception, there are no bodily movements evidential of sensations, thoughts, or purposings, and there is no brain to evince the electrical patterns characteristic of consciousness…

Il feto ha una sua identità ma forse non è cosciente (perlomeno noi non ricordiamo di essere stati dei feti)…

… The evidence suggests that consciousness originates when the foetus has a brain with the kind of electrical rhythms characteristic…

Funzionare ed esistere sono cose differenti. Per gli oggetti la cosa è evidente. Pensiamo ad un orologio…

… What I have argued so far is that without a functioning brain, the soul will not function (i.e. have conscious episodes)-not that it will not exist…. The distinction between existence and functioning is clear enough in the case of a material substance, which has some sort of life (e.g. a plant) or some sort of working (e.g. a machine). The substance continues to exist so long as the matter of which it is made continues to exist… But it functions only so long as normal life-processes or machine-use continue…. The clock exists, when it no longer tells the time, so long as the parts remain joined in roughly the normal way… a dead tree is still a tree…

Cos’ come per gli oggetti, anche  l’anima può esistere senza funzionare, come nel caso dell’uomo profondamente addormentato…

… The soul functions while it is the subject of conscious episodes-while it has sensations or thoughts or purposes. But is it still there when the man is asleep, having no conscious episodes?… In saying that some such person still exists, we mean, I suggest, that the sleeping body will again by normal processes give rise to a conscious life,… although persons only exist while they are conscious, the bodies which they previously owned continue to exist during the periods of unconsciousness…

Suona assurdo pensare che chi si addormenta entra ed esca dall’esistenza. È più naturale pensare che continui ad esistere sospendendo le sue funzioni…

… that would be a very unnatural way to talk, largely because it has the consequence that certain substances (persons) are continually popping in and out of existence… it seems a less cumbersome way to describe the cited fact to say that persons exist while not conscious…

Una persona ha solo un’esistenza e una sola anima

… This will have the consequence that persons normally have only one beginning of existence during their life on Earth… With this usage, a soul exists while its owner exists; and a soul will normally have only one beginning of existence during a man’s life on Earth…

Ciò non significa che i confini dell’esistenza siano chiari, tutt’altro…

… But the boundaries of this usage are not as clear as they look. It all depends on what we understand by ‘normal’ bodily processes…

Il caso del rinvenimento in seguito a respirazione artificiale non sembra presentare problemi…

… If a drowned body of a person can be revived by artificial respiration, t certainly exists before the respiration is given…

E il caso del coma irreversibile?…

… But what about the man in a coma for reviving whom there are no techniques available to doctors at that place and time, though there will be such techniques usable a few years later?… If he recovers, have ‘normal processes’ made his soul function again’?…

Per valutare la sorte dell’anima dei comatosi i concetti da considerare sono quelli di “normale processo corporeo” e di “tecnica disponibile” Una persona è viva se i processi corporei sono “normali” oppure se esiste una tecnica per riportarli alla “normalità”…

… we must, I think, develop the account which I have given so far by giving fairly arbitrary stipulative definitions of ‘normal’ bodily processes and ‘available’ techniques… If our talk of persons existing is not to depart too wildly from ordinary usage, we must deny that it is sufficient for the existence of a man merely that it is logically possible that he be brought to life again; for in that case all dead men would continue to exist (as a mere logical consequence of once having existed)…. I suggest that we understand in this context by a bodily process being ‘normal’, that it will yield its outcome with a high degree of predictability given normal nutrition, respiration, etc…. and by a technique being ‘available’, that it is available to doctors during that period of history within a region of the size of the average county…. My preferred definition does allow that it sometimes happens that a person (and so his soul) ceases to exist and then by an unexpected accident comes to exist again…

E l’embrione prima delle 20 settimane? Anche in questo caso consideriamo i processi corporei: il cervello ha una sua attività dopo le 20 settimane ma i processi corporei partono dalla concezione per cui l’anima sembrerebbe esistere da quel momento…

… So, given that the soul functions first about twenty weeks after conception, when does it come into existence? There exist normal bodily processes by which the fertilized egg develops into a foetus with a brain after twenty weeks which gives rise to a functioning soul. If the soul exists just because normal bodily processes will bring it one day to function, it surely therefore exists, once the egg is fertilized, at conception….

E gli animali hanno un’anima?

Guardiamo ai comportamenti e al nostro intuito: probabilmente alcuni mammiferi ce l’hanno, sentiamo con loro certe affinità

… the grounds for attributing a mental life of sensation, thought, purpose, desire, and belief to other men are provided by the pattern of their public behaviour, including above all what they say…. There are, as we noted there, similar grounds for attributing a mental life characterized by these elements to the higher animals, especially mammals…. animals sometimes show the facial signs which humans show when struck by th by these elements to the higher animals, especially mammals…. animals sometimes show the facial signs which humans show when struck by thought…

Quel che manca all’animale è un linguaggio strutturato e dei principi etici. Difficilmente riteniamo un animale responsabile delle sue azioni…

… But of course the most obvious difference between the higher animals and ourselves is that they do not have a structured language… this meansncAn organism can have sensations without having mental events of other kinds; and my suspicion is that the conscious life of the first conscious animals was purely sensory… lusions we reach about their mental lives must he much more tentative than any conclusions we may reach about the mental lives of other men… Since, as I shall argue, creatures without language cannot have moral concepts, desire alone must move such creatures to action… beliefs must have been present in all purposing animals. Sooner or later animals must have formulated their beliefs to themselves in thought…

Del resto, quanto detto per l’uomo in tema di dualismo e trapianti di cervello, vale anche per certi animali, seppure in forma depotenziata…

… Now the claim which I made in Chapter 8 about the need to describe humans as composed of body and soul applies to conscious animals as well…. If you divide my cat’s brain and transplant the two halves into empty cat skulls and the transplants take, there is a truth about which subsequent cat is my cat which is not necessarily revealed by knowledge of what has happened to the parts of my cat’s body…

Nel pensiero greco e medioevale l’anima era riconosciuta agli animali…

… Talk about animal souls as well as human souls was normal in Greek philosophy and Christian medieval thought…

Fu Cartesio a ritenere che gli animali fossero robot

… The idea of a very sharp division between animals who had no souls, and men who had souls, arrived in the seventeenth century with Descartes and his strange view that animals were unconscious automata…

Forse è il caso di ritornare alla distinzione tra anime sensitive e anime razionali

… The difference between animals and men, as the medievals well recognised, was not that men had a mental life and so souls, and animals did not; but that man had a special kind of mental life (mental capacities which went beyond those of animals) and so a special kind of soul. The medievals called this soul the rational or intellectual soul, as opposed to the animal or sensitive soul.’ …

***

Ma la scienza è in grado di spiegare la coscienza? E’ in grado di capire  quando è nata e come?

In genere la scienza mette in luce una correlazione tra eventi cerebrali ed eventi della coscienza…

… Most writers who discuss the relation of mind and body and consider the possibility of scientific explanation in this field normally make an assumption of one-many simultaneous mind-brain correlation… the assumption of one-many correlation is an assumption for which no one has ever produced any detailed evidence…

Si assume di solito che il nesso causale vada dal cervello alla coscienza senza poter provare nulla in merito…

… The assumption of one-many mind-brain correlation would follow from the assumptions that every event has a cause, and that all mental events are caused exclusively and instantaneously by brain-events…

Possiamo concludere che la scienza ci dice ben poco sul tema della coscienza…

… I shall make the assumption of one-many mind-brain correlation for humans, animals, and any other conscious beings there may be; and show that even with it, central theses of mine about the structure and causal efficacy, and yet ultimate inexplicability, of the soul still follow…

In questo senso l’evoluzionismo è impotente sul tema della coscienza e dell’anima…

… … The assumption of one-many mind-brain correlation would follow from the assumptions that every event has a cause, and that all mental events are caused exclusively and instantaneously by brain-events…

C’è una cosa che difficilmente la scienza potrà mai dirci: come si passa da una certa configurazione della materia ad uno stato di coscienza…

… what physics and chemistry could not possibly explain is why the brain-events to which the impinging light gives rise, in turn give rise to sensations of blueness (as opposed to redness), a high noise rather than a low noise, this sort of smell rather than that sort of smell-why sodium chloride tastes salty, and roses look pink. And the reason why physics and chemistry could not explain these things is that pink looks, high noises, and salty tastes are not the sort of thing physics and chemistry deal in… mental properties are different properties from physical properties; and even if there is one-many correlation between mental events and brain-events, physics and chemistry cannot explain why there are these correlations rather than those correlations…

Dovremo attendere una nuova fisica?…

… But could not physics and chemistry be enlarged so as to become a super-science dealing with both physical and mental properties…

No. Probabilmente una fisica del genere non emergerà mai poiché si tratta di connettere realtà di natura differente. Le rivoluzioni passate della scienza non hanno mai introdotto realtà di natura differente. Tra cervello e coscienza la differenza è qualitativa…

… There is a crucial difference between the two cases. All other integrations into a super-science, of sciences dealing with entities and properties apparently qualitatively very distinct, were achieved by saying that really some of those entities and properties were not as they appeared to be; by making a distinction between the underlying (not immediately observable) entities and properties and the phenomenal properties to which they gave rise…

Le grandi “riduzioni” del passato (colore, calore, gusto, suono…) conservavano la qualità…

… All `reduction’ of one science to another dealing with apparently very disparate properties has been achieved by this device of denying that the apparent properties (i.e. the `secondary qualities’ of colour, heat, sound, taste, etc.) with which one science dealt belonged to the physical world at all…

Nel nostro caso  quel meccanismo di riduzione non funziona: se devi spiegare una sensazione non puoi negare che sia una sensazione per affermare che sia un gioco di molecole…

… But then, when you come to face the problem of the sensations themselves, you cannot do this. If you are to explain the sensations themselves, you cannot distinguish between them and their underlying causes and only explain the latter…

Introducendo il concetto di “sensazione” l’ evoluzionismo – inteso come filosofia – entra in crisi: perché avere sensazioni dovrebbe comportare un vantaggio evolutivo? Non basterebbe essere dei robottoni? Perché questa eccedenza, questo sovrappiù?…

… can natural selection explain why animals with the capacity to have sensations survived? What evolutionary advantage does the capacity to have sensations give to a creature?…

Darwin è impotente sulla giustificazione degli epifenomeni, deve negarli contro l’evidenza…

… If epiphenomenalism were true, there would be no evolutionary advantage in having sensations… having of sensations would never make any difference to the animal’s behaviour…

La sensazione diventa quindi un pleonasma nel paradigma darwiniano e la posizione eliminativista l’unica coerente…

… this system of ours in which sensations are causally intermediate between stimulus and response will clearly have no evolutionary advantage over a mechanism which produces the same behavioural modifications without going through sensations to produce them…

Così come la sensazione, nemmeno la coscienza dà vantaggi evolutivi…

… What advantage is there in the mental awareness as opposed to the unconscious disposition’?…

Per avere un’idea minimamente completa dell’uomo bisogna andare oltre Darwin…

… So we have noted one crucial all-important question which is utterly beyond the powers of Darwinism or apparently science itself to answer-why do certain brain-events give rise to certain mental events-and one question on which there are possibilities for a Darwinian answer…

Ma lo stesso vantaggio evolutivo della verità è revocato in dubbio…

… Why is the brain connected via the optic nerve to the eye in such a way that the brain-event which gives rise to the belief that there is a table present is normally caused to occur when and only when there is a table present? The answer is evident-animals with beliefs are more likely to survive if their beliefs are largely true…

La teoria evoluzionista – si dice in gergo – è autorimuovente (si propone come verità affermando che la verità non è cio’ che cerca l’uomo), cosicché va integrata per renderla meno precaria.

In conclusione, non sembra che la scienza possa mai isolare le leggi che regolano l’interazione tra mente e corpo, probabilmente queste leggi non ci sono e il vuoto è riempito dalla libertà umana…

There may be some natural law concerning when and how soul and body interact, but my argument suggests that there is not (because our present evidence would count against any suggested law) and in consequence scientists are unlikely to find one.

***

Ma ci sono anime su altri pianeti? Riusciremo ad ottenere delle anime attraverso procedimenti diversi dalla riproduzione sessuale?…

… what of organisms who might be found on other planets, made of very different kinds of molecule from animals on this planet (let us call them `Martians’); and what of organisms which are brought into being, not by normal sexual processes, but are put together in a laboratory on this Earth, made either of similar molecules and similar construction to animals (let us call them `synthesized animals’) or of very different molecules and construction (let us call them `robots’)?…

La cosa non può essere esclusa. La risposta però non può prescindere dalla conoscenza di questi esseri e soprattutto da una prolungata esperienza di interazione diretta con loro…

… The difference of construction of robots and Martians from ourselves, means that we no longer have the crucial grounds for attributing consciousness… If they have a mental life like ours, we must obviously treat them differently from the way in which we treat machines… synthesized animals, having considerable similarity of brain to ourselves, are justifiably believed to have souls. There is no reason to suppose that souls will come into existence only through the normal sexual processes…

***

Torniamo da ultimo al tema delle anime prive di corpo

… Can this complex evolved human soul survive on its own apart from the body which sustains it?…

Dopo la morte del corpo l’anima sembrerebbe cessare la sua esistenza…

… When the body dies and the brain ceases to function, the evidence of the kind considered in Chapter 10 suggests that the soul will cease to function also…

Ma non possiamo escludere asimmetrie rispetto all’inizio della vita (quando l’inesistenza di un corpo designa chiaramente l’inesistenza ddell’anima)…

… However, there are arguments and evidence of less usual kinds which purport to show that things are different after death from what they are before birth…

Poniamo il caso di un cervello che si spegne e che viene riattivato. Nasce una nuova persona? No. ma se è così la condizione dell’anima dallo spegnimento alla riaccensione è una forma di esistenza…

… we must consider the question of whether, after death, the brain which ceases to function at death can be made to function again…

Il caso dell’ibernato è di questo tipo…

… Suppose you die of a brain haemorrhage which today’s doctors cannot cure, but your relatives take your corpse and put it straight into a very deep freeze in California. Fifty years later your descendents take it out of the freeze; medical technology has improved and the doctors are able quickly to mend your brain, and your body is then warmed up. The body becomes what is clearly the body of a living person, and one with your apparent memory and character. Is it you?… the satisfaction of the criterion of apparent memory (together with the-at any rate partial-satisfaction of the criterion of brain continuity) would suggest that we ought to say ‘Yes’…

Il caso dell’ibernato, però,  puo’ essere fatto rientrare nell’analisi “normale funzionamento/tecnica disponibile” visto più sopra.

Poniamo invece che il cervello si disgreghi in milioni di pezzi non più riconponibili? Cosa succede in questi casi?

Prima di rispondere vediamo un’ altra domanda che costituisce un passo intermedio: quanti atomi originali deve contenere il nuovo cervello riassemblato per poter dire che la persona morta sia stata riportata in vita?…

… how many of the original atoms do we need in the original locations?… But it remains unclear and indeed insoluble exactly how much of the original brain is needed to provide satisfaction of the brain criterion….

Un curioso problema teologico medievale: il caso del cannibale che mangia solo carne umana. Il suo corpo è in buona parte costituito da atomi che appartengono anche ad altri corpi. Il giorno della resurrezione in quali corpi saranno destinati questi atomi…

… thinkers of the early Christian centuries and of the Middle Ages. They considered the imaginary case of the cannibal who eats nothing but human flesh. Given that both the cannibal and his victims are to be brought to life in the General Resurrection, to whom will be flesh of the cannibal belong?…

Soluzione di Tommaso

… Aquinas’ begins his answer by saying that `if something was materially present in many men, it will rise in him to whose perfection it belonged’, i.e. that that part of the body which is necessary for a man being the person he is will belong to him in the General Resurrection…

Teoria del “nocciolo”: ogni corpo ha un “nocciolo” che, una volta ricostituito è come se rianimasse il corpo originale.

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Torniamo alla domanda principale: l’anima puo’ sopravvivere ad un corpo disgregato in miliardi e miliardi di pezzi?

Gli argomenti sella sopravvivenza dell’anima sono di due tipi: 1) parapsicologici (in cui una persona manifesta la sua presenza dopo la morte), 2) legati ai cosiddetti “risvegli” (in cui una persona data per morta recupera e torna alla vita inspiegabilmente).

L’argomento della parapsicologia non sembra essere molto convincente

… My conclusion on parapsychology is that it provides no good evidence that the soul continues to function without the brain to which it is currently connected, functioning…

Anche le storie dei “risvegliati” lasciano adito a troppi dubbi. In genere il dualismo non mostra argomenti stringenti per l’immortalità dell’anima…

… The failure of the above arguments is, I suggest, typical of the failure of dualist arguments to show that the soul has an immortal nature…

Parrebbe che l’immanentismo sia la via di uscita più ragionevole (immanentismo: anima e corpo sono sempre connessi, quando cessa il corpo cessa anche l’anima).

Noi non abbiamo esperienze di anime sopravvissute ai corpi, per quanto non possiamo escludere che la cosa sia possibile…

… The situation is simply that the fairly direct kinds of evidence considered so far give no grounds for supposing that anyone has survived death, but we know of no reason to suppose that it is not possible for anyone to survive death…

È un po’ come con i marziani: non li abbiamo mai visti ma non possiamo escludere la loro presenza.

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Interessante questione: ma su chi grava l’onere della prova?…

… Someone may argue that failure to find something when you have looked for it is evidence that it does not exist. But that is so only if you would recognize the object when you found it, and if there is a limited region within which the object can exist and you have explored quite a lot of the region. Failure to find oil in the English Channel after you have drilled in most parts of it, or to find the Abominable Snowman if you have explored most of the Himalayas, is indeed evidence that the thing does not exist. But that is hardly the case with souls whose brains have ceased to function…

La prova spetta a chi sostiene l’esistenza di X allorché X è stato cercato e non trovato. Ma se X non è stato cercato o non è possibile cercarlo le cose cambiano, anche perché in questi casi non è mai nemmeno provabile una tesi diversa.

Diciamolo in altro modo: la prova spetta non tanto a chi afferma l’esistenza di qualcosa ma a chi afferma un fatto che è meno probabile di alcune alternative fornite da altri.

Se dico che nel canale della manica c’è il petrolio ma molti scavi sono già stati fatti senza successo, allora l’onere di provare questa esistenza spetta a me poiché l’alternativa (“nel canale della manica il petrolio non esiste”) è al momento la più probabile. Se invece affermo che i marziani esistono non spetta a me l’onere della prova perché le ricerche fin qui condotte senza successo – essendo di portata minima – non rendono più probabile l’ipotesi alternativa.

La regola è: confronta le alternative. E non invece come crede l’ingenuo: chi afferma l’esistenza di qualcosa deve provarla.

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L’immortalità dell’anima può derivare da una semplice teoria metafisica

… human souls survive death as a result of their nature or as a result of the predictable action of some agent who has the power to bring them to life….

Come quella del karma buddista

… One such theory is the Hindu-Buddhist metaphysic of karma…

Oppure del teismo cristiano

… Another such theory is of course Christian theism. The theist has first to argue for the existence of God…

In questa teoria metafisica la bontà di Dio implica l’immortalità dell’anima

… The Christian theist will need further to show that God intends to bring souls to function after death. He could show this either by showing that it was an obligation on an omnipotent being to do such a thing, and so that, being good, God would do it… if I am right in my claim that we cannot show that the soul has a nature such that it survives `under its own steam’, and that we cannot show that it has a nature such that it cannot survive without its sustaining brain, the only kind of argument that can be given is an argument which goes beyond nature…

Per quanto detto prima, se l’ipotesi teista è la teoria del tutto più probabile, allora l’immortalità dell’anima diventa l’ipotesi più probabile.

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Ma come dobbiamo immaginare la resurrezione cristiana? Forse il problema del cannibale richiede “corpi nuovi”…

… Note that if there does occur a general resurrection of souls with new bodies in some other world, yet with apparent memories of their past lives (or a general reincarnation on Earth with such memories), they would have grounds for reidentifying each other correctly. For then the general failure of the results of the criterion of bodily continuity to coincide with those of apparent memory would by the arguments of Chapter 9 justifiably lead us to abandon the former criterion and rely entirely on the latter…

L’analogia della lampadina…

… The soul is like a light bulb and the brain is like an electric light socket… If the socket is damaged or the current turned off, the light will not shine… Destroy the brain or cut off the nutriment supplied by the blood, and the soul will cease to function… But it can be revived and made to function again by repairing or reassembling the brain-just as the light can be made to shine again by repairing the socket… But now, my analogy breaks… there is a practical limit to the ability of humans to repair brains… Humans can move light bulbs and put them into entirely different sockets… the task is one involving no contradiction and an omnipotent God could achieve it…

Ecco allora un’ipotesi che forse merita di essere privilegiata: risorgeremo con corpi che ci renderanno riconoscibili ma che materialmente non saranno esattamente i nostri vecchi corpi perché esistono molti atomi che sono comuni a molti corpi.

Una teologia per il capitalismo

Michael Novak è l’autore che meglio ha inquadrato una possibile teologia simpatetica con il capitalismo moderno, il libro “The Spirit of Democratic Capitalism” è un punto di riferimento imprescindibile nella sua opera.

L’avvento del capitalismo democratico (CD) ha rivoluzionato la storia dell’uomo…

… Of all the systems of political economy which have shaped our history, none has so revolutionized ordinary expectations of human life—lengthened the life span, made the elimination of poverty and famine thinkable, enlarged the range of human choice—as democratic capitalism…

Eppure, nessuno, nell’ambito della dottrina sociale della Chiesa, ha saputo produrre una teologia all’altezza di questo fenomeno epocale…

… Yet no theologian, Christian or Jewish, has yet assessed the theological significance of democratic capitalism…

Ma cosa significa CD? Il CD presenta almeno tre elementi caratterizzanti…

… a predominantly market economy; a polity respectful of the rights of the individual to life, liberty, and the pursuit of happiness; and a system of cultural institutions moved by ideals of liberty and justice for all. In short, three dynamic and converging systems functioning as one: a democratic polity, an economy based on markets and incentives, and a moral-cultural system which is pluralistic and, in the largest sense, liberal…

Tra capitalismo e democrazia la connessione è robusta…

… the link between a democratic political system and a market economy is merely an accident of history. My argument is that the link is stronger: political democracy is compatible in practice only with a market economy. In turn, both systems nourish and are best nourished by a pluralistic liberal culture…

Il nesso è stato autorevolmente riconosciuto anche da chi avversa il sistema…

… Karl Marx recognized this link in his term of contempt: “bourgeois democracy,” he called it…

Cio’ non toglie l’esistenza di forme “bastarde”…

… While bastard forms of capitalism do seem able for a time to endure without democracy, the natural logic of capitalism leads to democracy…

Capitalismo e democrazia sono il frutto dei medesimi impulsi sociali…

… (1) to limit the power of the state, in defense against tyranny and stagnation; and (2) to liberate the energies of individuals and independently organized communities. Such impulses gave birth to modern European cities, whose first citizens took as their battle cry “City air makes men free.”2 Such citizens sought liberation from the crippling taxation, heavy bureaucracy, and dreary regulations of state and church…

Capitalismo e democrazia condividono valori comuni

… Not only do the logic of democracy and the logic of the market economy strengthen one another. Both also require a special moral-cultural base. Without certain moral and cultural presuppositions about the nature of individuals and their communities, about liberty and sin, about the changeability of history, about work and savings, about self-restraint and mutual cooperation, neither democracy nor capitalism can be made to work…

***

l’avvento del CD ha inaugurato una nuova era dell’uomo. Il 1776 è stato un anno cruciale…

… The watershed year was 1776. Almost simultaneously, Adam Smith published An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations and the first democratic capitalist republic came into existence in the United States…

Qual era la situazione precedente?…

… Famines ravaged the civilized world on the average once a generation.5 Plagues seized scores of thousands. In the 1780s, four-fifths of French families devoted 90 percent of their incomes simply to buying bread—only bread—to stay alive. Life expectancy in 1795 in France was 27.3 years for women and 23.4 for men. In the year 1800, in the whole of Germany fewer than a thousand people had incomes as high as $1,000.6…

Qual è la situazione laddove il CD non ha preso piede?…

… In Africa, the wheel had never been invented. Medical practice in vast stretches of the world was incantatory. Illiteracy was virtually universal. Most of the planet was unmapped. Hardly any of the world’s cities had plumbing systems. Potable water was mostly unavailable. Ignorance was so extreme that most humans did not know that unclean water spreads disease…

Ma laddove ha preso piede, a partire dal XIX secolo, il mutamento è stato radicale…

… After five millennia of blundering, human beings finally figured out how wealth may be produced in a sustained, systematic way. In Great Britain, real wages doubled between 1800 and 1850, and doubled again between 1850 and 1900. Since the population of Great Britain quadrupled in size, this represented a 1600 percent increase within one century.8 The gains in liberty of personal choice—in a more varied diet, new beverages, new skills, new vocations—increased accordingly…

Purtroppo, la Chiesa non ha capito la nuova economia e ha perso l’appuntamento con la storia.

Ha considerato il nuovo sistema materialista, secolarista e dannoso per la religione, anche se non la impediva materialmente.

Ma il vero demone, poi, è stato considerato l’individualismo.

Pio XI…

… Pope Pius XI said that the tragedy of the nineteenth century was the loss of the working classes to the church.10 An even deeper tragedy lay in the failure of the church to understand the moral-cultural roots of the new economics…

Eppure la teologia cristiana conteneva tutte le premesse per un accoglimento.

Sono i cristiani, più di altri, a vedere il mondo come qualcosa che l’uomo è chiamato a valorizzare attraverso la sua opera…

… Judaism and Christianity are distinctive among the world religions because they understand salvation as a vocation in history. It is the religious task of Jews and Christians to change the world as well as to purify their own souls; to build up “the Kingdom of God” in their own hearts and through the work of their hands…

Nisbet su cristianesimo e progresso…

… The Lord of History is purposive. Through his word, human existence aspires upward. Robert Nisbet in his brilliant History of the Idea of Progress (1980) shows, against J. B. Bury, that the sense of a future different from the past was crucial to Judaic and Christian theology…

***

Purtroppo, alla tradizione cattolica i meccanismi dell’economia non sono mai interessati…

… “The popes have no need to study modern economics” —The Twentieth Century Encyclopedia of Catholicism…

In sé la cosa non sarebbe assurda, nella misura in cui la Chiesa non parlasse continuamente di economia.

Conoscere almeno i rudimenti della disciplina diventa allora importante per un teologo…

… First, theologians must consider economic realities present in every economic system in every age. They need clear and critical concepts about such realities as scarcity, work, money, capital accumulation, production, distribution, inequality, technology, division of labor, and the like. What do such realities mean for religion, and what does religion mean for them?…

Nel corso della storia l’uomo ha sperimentato diversi “sistemi”…

… The human race has experienced systems based on hunting and systems, like feudalism, based on grants of land to nobility. Among other major systems have been state-controlled mercantilist systems, democratic capitalism, socialism in several forms, and communism… To think theologically about economics is, first of all, to learn some economics…

In questo senso i “cattocomunisti” sono più “avanti”: mentre i cattoliberali non studiano Adam Smith, loro studiano Marx…

… There is in our day an extended literature on the theology of socialism3 as old as early religious socialism in nineteenth-century Britain4 and as new as liberation theology in Latin America.5 There is virtually nothing on the theology of democratic capitalism…

Ma bisogna andare oltre il “fondamentalismo letteralista” per cogliere lo spirito del cristianesimo e vedere in che misura è compatibile con il CD…

… To move from the myth of Exodus to Marxist theories of exploitation and liberation, on the one hand, or from the parable of the hidden talents to a Spencerian theory of competition, on the other hand, is mere fundamentalism… neither Judaism nor Christianity is reducible to Karl Marx or Herbert Spencer…

Il capitalismo resta allora incompreso dalla teologia, l’imprenditore è un estraneo per il teologo cristiano…

… Over the years, I have slowly become convinced that the actual practice of democratic capitalism is more consistent with the high aims of Judaism and Christianity than the practice of any other system. Democratic capitalism respects the imperative of self-reform and self-transcendence. It has already changed much and is capable of indefinite future transformation. Yet for various reasons, the Christian churches have failed to comprehend its inner spirit

Questa incomprensione è preludio di ostilità

… “Any serious Christian,” Paul Tillich once said, “must be a socialist.”…

Nei documenti ecclesiastici il CD è chiamato “liberalismo”…

… the favored ecclesiastical word for democratic capitalism has been “liberalism.” This word is almost always used pejoratively in the papal documents…

I gesuiti sono sempre in prima fila nella condanna…

… In 1980, the superior general of the Jesuits, Father Pedro Arrupe, S.J., wrote: “. . . the type of social analysis used in the liberal world today implies an individualistic and materialistic vision of life that is destructive of Christian values and attitudes.”…

In realtà, almeno la “democrazia” sembra oggi riabilitata agli occhi della Chiesa…

… The traditional accusations against democratic capitalism fall into two categories: those against democracy and those against capitalism. Over the years, the former have fallen away…

Ma le resistenze verso il capitalismo restano. Il capitalismo è “individualista, materialista e anarchico”. E poi produce “diseguaglianza”.

La categoria dell’individualismo ha un padre nobile…

… The first known use of the word “individualism” occurs in an essay by the French writer Joseph de Maistre in 1820…

La sua condanna è totale…

… “for this deep and frightening division of minds, this infinite fragmentation of all doctrines, political protestantism carried to the most absolute individualism.”…

Altri la ripresero e l’aggiornarono…

… In 1829, the prominent French Catholic writer Lamennais assaulted “individualism” as a doctrine which nourishes “power without obedience” and “law without duty.”…

Entrambi questi autori sono francesi, non a caso…

… They were disturbed by the anti-clerical, anti-religious revolutionary secularism of France…

Pio IX s’incardinò su questa strada. Un italiano, non a caso…

… Pius IX (whose reign lasted 32 years, 1846–78), embittered by his experiences with Italian anti-clerical republicans, condemned nearly every thesis of a liberal society root and branch in his famous “Syllabus of Errors.”…

Il liberalismo francese e italiano era profondamente anti-clericale, se solo l’incontro fosse stato con il religioso liberalismo anglosassone le cose sarebbero andate diversamente.

Leone XIII fece qualche passo avanti ma sempre restando nel solco…

… He roundly condemned socialism, even in its milder forms. He upheld the notion of the limited state and the critical role of private property as the protector of liberty.14 But he was soundly critical not only of certain practices of capitalism but of some of its philosophical bases, especially its individualism and its radical dependence on the free market…

Su impulso della Rerum Novarum, dai vescovi americani venne una spinta verso l’allineamento con i sindacati dei lavoratori…

… The Catholic bishops of the United States played an important role in persuading Leo XIII to defend the rights of labor…

Pio XI…

… Pius XI, not quite as hostile to liberalism as Pius IX had been, nonetheless described individualism and collectivism as “twin evils.”…

In lui si percepisce comunque una certa asimmetria tra socialismo e capitalismo…

… Because of the Catholic tradition favoring limited government and private property, his treatment of the twin evils was not symmetrical. He described “Christian socialism” as a contradiction in terms, and held, “No one can be at the same time a sincere Catholic and a true socialist.”…

Ma le accuse al capitalismo restano: è la condanna del lavoratore alla mera sussistenza

… Pius XI made a grave charge against “capital”: Capital, however, was long able to appropriate to itself excessive advantages. It claimed all the products and profits and left to the laborer the barest minimum necessary to repair his strength and to ensure the continuation of his class. For by an inexorable economic law, it was held, all accumulation of riches must fall to the share of the wealthy, while the workingman must remain perpetually in indigence or reduced to the minimum needed for existence…

Per Paolo VI – Octogesima Adveniens, 1971 – il liberalismo fomenta l’illusione dell’autonomia dell’uomo…

… The liberal ideology . . . asserts itself in the name of economic efficiency, for the defense of the individual against the increasingly overwhelming hold of organizations, and as a reaction against the totalitarian tendencies of political powers. Certainly persônal initiative must be maintained and developed. But do not Christians who take this path tend to idealize liberalism . . . while easily forgetting that at the very root of philosophical liberalism is an erroneous affirmation of the autonomy of the individual in his activity, his motivation and the exercise of his liberty…

Nella Laborem Exercens del 1981 Giovanni Paolo II introduce però una nuova nozione di lavoro

… He identified as “labor” many sources of creativity—the work of inventors, intellectual workers, management experts and the like—which go far beyond blue-collar workers…

Non lavora solo l’operaio. Esiste nel lavoro un elemento creativo che va esaltato…

… Finally, he emphasized the creativity of modern work by drawing on the theological symbols of the Creator and his creation…

Per la prima volta la figura dell’imprenditore comincia a trapelare. Si va a verso la tradizione di John Locke e Adam Smith.

Ma le timidezze prevalgono, il cattolico non è né carne né pesce

… To be anti-communist and anti-socialist, and only halfheartedly committed to democratic capitalism, is to represent not a “middle way” but a halfway house. Such movements collapsed of their own lack of a serious ideal…

E chi, almeno dopo il Concilio, spinge per un’identità cattolica più definita, spinge di fatto verso il marxismo e il socialismo. I vescovi tedeschi, per esempio…

… chiefly in Germany, the new “political theology” began to move in a socialist direction…

Alcuni personaggi di vertice hanno le idee chiare…

Johannes Metz… It has shown contempt for bourgeois society, favored a “Christian-Marxist” dialogue… More recently, in Latin America and in the formerly French, Belgian, and Portuguese colonies of Africa and Asia, another form of socialism has arisen under the title “liberation theology”…

Le due parole chiave della dottrina sociale divengono “pace e giustizia”…

… peace and justice commissions were opened in many dioceses around the world. These commissions freed many priests and sisters from traditional pastoral duties so that they might engage in social action…

Pace e giustizia consentono di smarcarsi dal marxismo agendo come i marxisti. Dei “marxisti educati”, insomma…

… Many such activists deny that they are Marxists or even socialists, but one seldom hears them employing the ideas or the methods of democratic capitalism…

Manca del tutto la parola libertà…

… Perhaps their fatal flaw lies in the omission of the symbol “liberty.” Peace and justice there may be even under authoritarian societies…

Perché? Forse la cosa dipende dalla formazione dei teologi…

… Is it possible that there are some intellectual lacunae in Catholic teachings on political economy? Are there some insights missing? Such reflections as these have led me, over the years, to believe that just as the Catholic tradition has something to teach America, so also American democratic capitalism has some new things to add to the Catholic tradition…

Manca la necessaria apertura verso la cultura anglosassone

… The Catholic church has heretofore learned from the intellect of Greece and Rome, Germany and France. Why not also from America?…

***

Arthur McGovern ha sintetizzato così l’evoluzione del rapporto con il capitalismo nella dottrina sociale da Leone XIII a oggi…

… “From Anathemas to Christian Marxists.”…

Una deriva, insomma. Una deriva costellata da intenzioni nobili.

Per un cattolico, il marxismo puro e semplice presenta comunque qualche difficoltà…

… There are several difficulties in Marxist thought which, as Christians, they wish to avoid. They are not atheist. They are not materialist. They favor neither complete collectivization under the state nor one-party rule. They do not hold that divisive class struggle is the key to history. And they cannot be totally opposed to private property—a decisive limitation on the power of the state—for they generally favor land reform, rural cooperatives, and the ownership of one’s own home and personal goods…

Ma non si tratta di difficoltà insormontabili. Basta poco – giusto una rispolveratina – per diventare marxisti di fatto

… After their rejection of atheism, materialism, state collectivization, party rule, class struggle, and the abolition of private property, it is hard to see what is left of the Marxism of Christian Marxists…

Giovanni XXII fornì le categorie adatte per essere marxisti “di fatto”…

… he denies that cooperating with the “historical movement” of Marxism necessarily commits him to its basic “philosophical teachings.”…

Insomma, si puo’ dire “non siamo marxisti ma possiamo fare un bel pezzo di strada con loro, poi si vedrà”.

Da un lato, i ponti venivano costruiti da Bloch

… Marxist thinkers Ernst Bloch and Roger Garaudy tried to show that Marx never intended the individual to be “sacrificed” to the totalitarian state…

Dall’altro da Metz

… Catholic theologians like Johannes Metz tried to show that the primary impetus of Christianity is “eschatological,” that Jesus should be seen as “a revolutionary,” and that the church should consider itself an institution for the collective criticism of society…

Intanto, in America,  John Ryan si dava da fare con il catto-sindacalismo…

… Monsignor John A. Ryan had foreshadowed this effort, in an essay titled “May a Catholic be a Socialist?”4 He distinguished between socialism as a social movement hostile to religion, as a social philosophy committed to materialism, and as an economic technique of limited public ownership. He thought that this last, which he called “essential economic socialism,” respectful of home ownership and the private ownership of personal goods, might or might not work in practice. But it is, he taught, consistent with Catholic moral teaching…

Ecco un esempio di come veniva considerato il capitalismo dopo il Concilio…

… According to the Slant Manifesto of 1966, to be a Christian is to be committed to building community in the world and thus, logically, to oppose capitalism. In the Slant view, capitalism is thoroughly destructive of community…

I cattolici, a partire dai vescovi, adottarono con entusiasmo il gergo marxista…

… as Raymond Aron notes, has become the lingua franca of the educated classes of the West…

Moltmann, professore di teologia sistematica a Tubinga, fu probabilmente la figura di maggior spicco in questa fase.

Conosceva meglio Hegel di Tommaso, da qui la sua sensibilità verso Marx. Fu lui a elaborare la “teologia della speranza” o “teologia politica”…

… political theology has focused the attention of Christians upon the future (rather than on the past), stressing the eschatological aspects of Christian hope…

Mettere al centro il futuro era un modo per sintonizzarsi con il concetto di “rivoluzione” tanto caro ai “compagni di strada”.

Anche il concetto di “segno dei tempi” aveva questa funzione.

Per Moltmann il nemico era l’anima, un concetto che portava con sé un fastidioso residuo individualista: come faccio ad eliminare l’individuo se poi nel giorno del Giudizio saremo giudicati individualmente?…

… it breaks away from centuries of Christian emphasis upon the struggle of the individual soul. While it clings to the teaching “What shall it profit a man if he gain the whole world and suffer the loss of his soul?” (Mk. 8:36), it emphasizes the social nature of the Christian vocation…

La teologia non doveva essere dottrinaria ma pragmatica: doveva condurre l’azione. Un chiaro richiamo al concetto marxista di “prassi”.

La vicinanza con l’impostazione marxista, infatti, è evidente: c’è una lotta da fare qui e ora, non un pensiero da concepire per discernere torti e ragioni.

I numi tutelari di questo pragmatismo furono Maurice Blondel, William James e John Dewey.

I libri dove Moltmann espone il suo insegnamento…

… books have been The Theology of Hope (1967), The Crucified God (1974)…

Lo scopo: fornire un’etica cristiana al socialismo…

… His intention seems to be to articulate a new “Protestant ethic” that would bring Christianity to the support of socialism…

Il dialogo auspicato…

… He then posits two parties of the middle ground, whose dialogue gives most promise for the future: (1) “humanistic Marxism aligned with the downtrodden and the humiliated” and (2) humanistic Christianity which is chiliastic, future-oriented, and concerned for the poor….

Il Cristo crocifisso, poi, ci indica da che parte stare in questa lotta (con i poveri&oppressi contro i ricchi&potenti)…

… crucifixion of Jesus, which for him reveals the ambiguity of history and identifies Christianity with the poor and the oppressed…

Naturalmente, chi si colloca tra poveri e ricchi, è come se non esistesse…

… overlook the present situation of millions who live along the broad continuum between being poor and being rich…

***

La dottrina sociale cristiana invita i ricchi a sentirsi colpevoli per la povertà dei poveri. Una citazione d’obbligo direttamente dalla conferenza episcopale di Medellin…

… The principal guilt for the economic dependence of our countries rests with powers inspired by uncontrolled desire for gain, which leads to economic dictatorship and “the international imperialism of money” . . .

 

—Conference of Latin American Bishops, Medellín, 19681…

E come al solito, da dove arrivano i maggiori guai in tema di dottrina sociale? Dall’America Latina

… On few continents of the planet is the socialist myth more vigorous than in Latin America…

L’ideologia socialista lì spopola, il fatto è che – vera o non vera – fornisce comunque una scusa all’intero continente: “se sono povero la colpa è degli altri”…

La retorica centro-periferia sta poi al cuore di questo discorso…

… Democratic capitalism, they say, is responsible for the poverty of the Third World. It typically creates a “center” which oppresses “the periphery,”…

Ma sono davvero le nazioni ricche a causare la povertà delle nazioni povere?

A volte si dimentica che certe nazioni sono povere da sempre, quando tutti lo eravamo…

… It is odd, on the face of it, to blame the poverty of the rest of the world on democratic capitalism. Such poverty, after all, is hundreds of years older…

Persino quelle nazioni dotate di grandi risorse naturali, come molte dell’ America Latina…

… In those early days, Latin America seemed to have greater physical resources than North America…

Cosa differenziava Nord e Sud America? Cultura, valori e quindi anche istituzioni…

… The moral-cultural system of North America placed great emphasis on building and working for tomorrow. The moral-cultural system of Latin America favored other values…

Perché, partendo alla pari, il Sud non si è arricchito per primo? D’altronde, all’epoca aveva più risorse. Inoltre, non c’era la “dipendenza” dal Nord visto che, appunto, si partiva alla pari.

Risposta: cultura e istituzioni retrive lo hanno appiedato fin da subito…

… Suppose that Latin America had developed industries and manufacturing before the United States did. Clearly, the resources were available. Latin America is rich in oil, tin, bauxite, and many other important minerals. Its farmlands and tropical gardens are luxuriant. Why, then, didn’t Latin America become the richer of the two continents of the New World? The answer appears to lie in the quite different nature of the Latin America political system, economic system, and moral-cultural system…

Ma quella cultura che ha consegnato un continente alla povertà da dove veniva? Da secoli di cattolicesimo.

Dalla Chiesa Cattolica. Questo è un fatto triste per noi cattolici ma è un fatto.

Ora sembra molto più chiaro il perché la Chiesa di laggiù ancora oggi flirti con ideologie pericolose come un certo marxismo ripulito: la Chiesa Cattolica non puo’ accusare se stessa di essere alla fonte di molti mali latinoamericani, e per stornare ogni sospetto abbraccia le tesi del più rozzo terzomondismo: siamo poveri perché i ricchi ci “sfruttano”…

… Yet its Catholic bishops do not blame the Catholic church, the systems of political economy they long supported, or the past values and choices of its peoples. They blame the United States…

Eppure, i ricchi USA, che con la loro invadente presenza tengono sotto scacco un continente, sono ancora più presenti altrove. Perché allora lì non c’è “sfruttamento”, perché non c’è “dipendenza”?…

… Moreover, U.S. investments in Western Europe and Japan during that same period were many times higher, without producing similar “dependence.”…

Ma anche oggi gli investimenti USA sono troppo esigui per poter parlare di “dipendenza”…

… the total investment made by U.S. corporations between 1950 and 1965, as given, averages out to $253 million per year. This does not seem like sufficient money to make all of Latin America “dependent.”…

***

Qui è bene vedere meglio il legame tra cattolicesimo ed economia nella storia.

Le tesi di Weber sul capitalismo sono arcinote: nacque in ambito protestante facilitato da una certa etica religiosa che misurava le probabilità di salvezza dall’arricchimento personale. Ma Hugh R. Trevor-Roper ha qualcosa da aggiungere…

… Hugh R. Trevor-Roper, for example, discovered that many of the great entrepreneurs of the sixteenth and seventeenth centuries are to be distinguished less by the fact that many were Calvinists than by the fact that nearly all were immigrants. Among them were some Calvinists, but also others who were Jewish or Catholic. Thus, Trevor-Roper asks, what made these entrepreneurs migrate? Why did they find some cities and some regimes hospitable and others (including Calvinist ones) inhospitable? The details of Trevor-Roper’s argument, which I here summarize, are rich and the scholarship he cites broad. The basic picture he draws indicts Catholic Counter Reformation economies, particularly that of the Castilian monarchy of Spain, then at the zenith of its imperial power…

La culla del capitalismo moderno, quindi, si collocherebbe in effetti nei territori protestanti ma molti protagonisti di primo piano furono cattolici immigrati: la soffocante alleanza controriformista tra Stato e Chiesa aveva reso asfittici i loro affari.

La cosa quadra con quanto riscontriamo prima del 1500: il proto-capitalismo ferve soprattutto in ambito cattolico…

… He discovers the remote origins of capitalism, both as a system of production and as a technique of financing, in Catholic cities like Antwerp, Liège, Lisbon, Augsburg, Milan, Lucca. “These were the centers of European capitalism in 1500,”…

Anche le teorizzazioni migliori della logica capitalista vengono partorite in ambito cattolico. Qualche nome: Francisco de Vitoria, Juan de la Mariana, Pedro de Navarrete,  Azilpcueta, Lessio, Medina, De Molina, Pietro di Giovanni Olivi.

Ma tra il 1550 e il 1620 la decadenza dell’economia capitalista nei paesi cattolici è drammatica. Perché? L’ alleanza stato-chiesa in funzione anti-protestante rende la società molto più soffocante e meno libera spiegando molto…

… For Trevor-Roper, the decisive factor was a new alliance of church and state, more intolerable with each passing year, which drove the new class of Catholic businessmen in some cases out of their church but in many more cases out of their native cities and homelands. They sought out cities no longer under the control of princes and bishops; they sought self-governing cities of a republican character…

Molto ma non tutto: in fondo anche nei paesi protestanti si realizzò qualcosa del genere (in funzione anticattolica).

Senonché tra stati cattolici e stati protestanti c’era una qualche differenza. Guardiamo solo al più potente impero cattolico di allora: la Spagna

… Spanish Empire. Made rich by silver from South America, the Spaniards, who represented the dominant Catholic state, misperceived the basis of their new economic strength…

Era un impero ricchissimo che aveva drenato una montagna d’oro dal nuovo mondo appena scoperto e che quindi poteva permettersi anche un’economia inefficiente pur di accentrare il potere. Un po’ come oggi i paesi mediorientali: annegati nell’oro nero possono permettersi economie risibili.

I principi tedeschi (amici dei protestanti) non potevano invece concedersi un simile lusso, l’economia doveva funzionare, ovvero, doveva fondarsi necessariamente su istituzioni capitaliste, la libertà dei mercati doveva essere garantita.

Il matrimonio tra Chiesa Cattolica con la Spagna in epoca di Controriforma corruppe per sempre l’insegnamento cattolico in ambito sociale, un insegnamento prima tanto promettente…

… The Counter Reformation state impugned the religious value of commerce. It banned or restricted enterprise in the private sector. It licensed certain entrepreneurs to develop state monopolies; it favored state mercantilism over private mercantilism. “It was a change,” Trevor-Roper reports, “which occurred predominantly in countries of the Spanish clientele”…

La Chiesa latina da allora – presa com’era a difendere il potere delle monarchie assolute – fu sempre ostile ai liberali. Anche per questo nacquero fenomeni come il laicismo, qualcosa di sconosciuto nei paesi del nord…

… the tragedy of the seventeenth century, setting in motion the tragedy of the nineteenth, was the failure of Catholic thinking to grasp the creative potential of democratic capitalism. One result was that many early republicans and liberals, opposed to premodern ways of thought, were confirmed in the practical necessity of being anti-clerical and anti-Catholic. The revulsion against religion on the part of liberals and republicans was most pronounced in Latin lands, which to this day still suffer under the legacy of “laicism,” as did Pius IX in Italy before he issued his “Syllabus of Errors,” and as Mexico has since its anti-clerical revolution…

Un altro spiacevole effetto collaterale di questa dinamica è il clero latinoamericano…

… “We are the victims,” the bishops say. They accept no responsibility for three centuries of hostility to trade, commerce, and industry…

Siccome poi la Chiesa latina era la più potente, almeno in ambito cattolico, fu naturale che i suoi orientamenti perversi si estesero a nord, negli USA, per esempio…

… Yet this intellectual failure appears, as well, among North American bishops. In an unsigned pamphlet, “Development-Dependency: the Role of Multinational Corporations” (1974), the Catholic bishops of the United States say of themselves and their people, “We are a people so deeply committed in theory, if not in practice, to the philosophy or the ideology of free enterprise in the old-fashioned sense of the word . . .” This statement, in form an empirical statement, is not true of the bishops themselves…

***

Se ascoltate un sacerdote latinoamericano parlare di sviluppo e società, potete fare il conto alla rovescia: dopo massimo 15 secondi introdurrà il tema centro/periferia. Si tratta di un linguaggio marxista che ritroviamo ancora oggi in bocca a papa Francesco

… Marxist thought today uses the theory of center and periphery as an accusation against democratic capitalism…

Per un sacerdote latinoamericano, specie se gesuita, il paradigma marxismo spiega al meglio la realtà sociale del suo continente, e non solo…

… Baum believes that the Church’s social teaching “has accepted the neo-Marxist theory of dependency which argues that corporate capitalism enriches the center of the system at the expense of the periphery.”…

Il centro sfrutterebbe la periferia.

Il che in sé è già abbastanza curioso poiché sono proprio i socialisti a voler centralizzare tutto.

Ci sono poi altri problemi col modello centro/periferia. Prendiamo gli USA, dov’è il centro? New York? Si puo’ dire che New York sfrutti Atlanta? O che Milano sfrutti Varese? O che Varese sfrutti Arcisate? Non scherziamo…

… Is there a “center” within the United States today? Is it New York City, and is that city being enriched at the expense of Atlanta, Miami, Dallas, and Los Angeles? No region of the United States is poorer than it was in 1900…

Prendiamo allora un minuscolo scoglio alla periferia di tutto: Hong Kong. Dobbiamo attenderci che qui si concentrino le forze sfruttatrici del lontanissimo Centro, invece…

… What, then, does “the center” mean? It appears to mean any place where there is a great deal of economic activity, even if on a large rocklike island (like Hong Kong) far from its markets…

Conclusione: il centro è il posto dove ferve l’economia, dove si lavora e si produce ad alto valore aggiunto, non un luogo geografico dove hanno deciso di far base gli sfruttatori.

Il capitalismo innovativo ha bisogno di relazioni strette, di scambi di idee, di connessioni fisiche, esalta quindi l’urbe, ovvero la concentrazione, ovvero il centro. E’ un processo naturale, non un piano studiato a tavolino per sfruttare chissà quale fantomatica periferia. Il centro puo’ anche variare quando variano le produzioni e il sistema si riconfigura…

… The theory of the “center” and the “periphery” is merely a clever restatement of the proposition that the poverty of the poor is explained by the wealth of the wealthy…

Ad ogni modo, la critica della Chiesa al sistema attuale resta aspra. Ma uno si chiede, dov’è mai la controproposta? D’altronde, nessuno in un dibattito serio darebbe credito ad una critica senza controproposta. Purtroppo, dopo essere entrata nel merito per criticare, la Chiesa si ritrae al momento di proporre…

… Do the bishops of Canada, under Dr. Baum’s advice, propose the Catholic church as a model of a sinless structure? Would they have Canada organized as Cuba is organized, or as Nicaragua is organized under the Sandinistas?…

***

Un simile andazzo raggiunse il suo apice con la teologia della liberazione, frutto naturale del congresso di Medellin del 1968, lì il matrimonio tra cattolicesimo e marxismo fu celebrato…

… The Medellín statement and others subsequent to it have increasingly adopted a Marxist perspective, analysis, and future…

La teologia doveva fondarsi sullo studio della scrittura (basta con le astrazioni cervellotiche della dottrina!) mettendo in evidenza l’elemento ribellistico di Gesù…

… Recent Catholic theology has deemphasized philosophy and systematic theology in preference to Scripture studies. Reading Scripture as a story of liberation—as Exodus was a liberation—theologians began applying it to problems of poverty and development…

Fateci caso, i gesuiti divennero tutti “esperti di scrittura

La cultura anglosassone fu sempre tenuta a distanza…

… The Anglo-Saxon tradition is perhaps the least known among Catholic theologians trained (as most liberation theologians have been) in Europe…

Certe profezie, come si sa, si autoavverano: se gli imprenditori sono tutti criminali per definizione, ben presto saranno solo i criminali a fare impresa…

… Economic activism is not given high spiritual value. It follows that even many who engage in it do not hold themselves to spiritual standards which are not, in any case, widely embodied in Latin American literary culture. Business in Latin America, therefore, seldom carries with it the tacit sanctions so powerful in British or North American culture…

Ma non era solo il marxismo a sprezzare il mondo dell’impresa, il vecchio mondo aristocratico del latifondo non era da meno…

… The great Catholic thinker of nineteenth-century Spain, Donoso Cortés, for example, whose work is cherished by conservatives in Latin America, is profoundly opposed to Anglo-Saxon liberalismo….

Sia i cattolici progressisti che quelli tradizionalisti avevano dunque un comune nemico.

Utopia allora era un termine positivo: la Chiesa era esplicitamente chiamata a teorizzare l’utopia, doveva guardare avanti, al futuro, alla speranza. Proporre anche lei un “sol dell’avvenir”…

… Dodson claims the current rise of liberation theology is highly theoretical. He calls it “prophetic politics.” Latin American theologians like Juan Luis Segundo are explicit about their preference for the utopian vision…

Il concetto base del marxismo è sempre stato quello di “falsa coscienza”. L’operaio doveva essere “risvegliato”. Ma questo è un gergo che va a nozze con la sensibilità cattolica…

… In this sense, Marxism is a form of illuminism familiar enough in mystical and religious writings…

I preti dovevano uscire dai seminari e andare per la strada…

… As the liberation theologians themselves picture it, they were too long sheltered in divinity schools and too long content with tepid reformism and scholarship as usual…

I fedeli dovevano imparare dai poveri più che dal Vangelo (sembra di sentire papa Francesco!)…

… Instead of learning from the gospel “and then applying their insights to the actual world,” Dodson observes, the liberation theologians “try to learn from the world and then ‘locate’ their experience in the gospel.”…

Ma in questa retorica qualcosa non quadrava. Chi erano i poveri e i ricchi del Sudamerica?…

… Predominantly, the poor of Latin America are peasants in rural areas and now an urban proletariat. Predominantly, the wealthy of Latin America are landholders rather than industrialists…

E la dipendenza di Cuba dall’URSS, quella non va denunciata? Come mai?…

… the dependence of Cuba (and other socialist lands) upon the internationalist socialist system is treated in an altogether different manner. It is simply ignored…

Le multinazionali erano messe all’indice… e poi chiamate in gran segreto ad investire…

… Latin American liberation theologians seem to be ambivalent with respect to multinational corporations. Even if in theory they loathe them, in practice they often seem to think they may be useful. Fidel Castro is said to have advised Nicaragua in 1980 to keep lines open to an internal private sector and to Western financial markets, in order to avoid excessive dependence upon the Soviet Union…

Tuttavia, ripeto ancora, quel che sconcerta è che gente tanto impegnata nel sociale non avesse proposte in positivo degne di questo nome

… Further, one finds in liberation theology little reflection on the new institutions which, after the revolution, will replace the old… They have much to say about poverty—for which, invariably, they blame malevolent others—but little to say about the causes of wealth…

E allora l’unica alternativa concreta era quella che molti trovarono già bella e pronta. il marxismo. E fu subito Teologia della Liberazione: argomento base…

… Dodson summarizes the belief of liberation theologians: “Capitalism fosters individualism, competition, materialism, and greed. Socialism offers an alternative set of values, which stress the virtues of participation, community, equality and sacrifice.”…

E le falle evidenti dei regimi socialisti non si denunciano? No, la reticenza dei vescovi cattolici sul punto è formalmente giustificata…

… In Christians and Socialism, the English Catholic John Eagleson defends the unwillingness of liberation theologians to be more concrete: “The construction of socialism is a creative process, and that has nothing to do with dogmatic schemes or an uncritical stance.”…

L’argomento più ripetuto: “guarda come stanno bene i poveri di Cuba! Hanno persino gli ospedali”…

… The strongest argument the liberation theologians make is that socialist nations, even though their economies may stagnate, claim to supply basic necessities to all the poor. They “frequently point to Cuba as evidence…

Prosperano rispetto ad Haiti. E forse in parte anche rispetto a Puerto Rico, due sistemi difficilmente definibili come CD. Anche i poveri dell’URSS, comunque, prosperavano finché le risorse sono bastate.

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I Vescovi sudamericani hanno uno strano modo di fotografare lo sviluppo, eccone un esempio…

… Consider the assertion of Archbishop Dom Helder Camara of Brazil before the World Council of Churches in 1970: “It is a sad fact that 80 percent of the world’s resources are at the disposal of 20 percent of the world’s inhabitants.”…

Il 20% della popolazione che possiede l’80% delle ricchezze.

Chi pronuncia la sentenza non ha nemmeno bisogno di precisare che siamo di fronte ad un’ingiustizia. Va da sé.

Eppure, basta aggiungere qualche particolare per complicare il quadro. Per esempio, il petrolio appartiene per lo più ai paesi “poveri”, come mai allora sono poveri?…

… Most of the world’s oil, for example, appears to be in the hands of nations like Venezuela, Mexico, Nigeria, Saudi Arabia, Kuwait, Libya, and Iran…

Il fatto è che tutte queste risorse sono state scoperte e valorizzate da un’esigua minoranza della popolazione che risiede ed opera in quel 20-10% ricco…

…Archbishop Camara might have observed in fairness: “It is a marvelous fact that 80 percent—maybe even 90 percent—of the world’s resources have been discovered and put to use during the past century by one of the smaller cultures on the planet…

La domanda allora è: “come mai il 20% della popolazione mondiale inventa e produce l’80% delle ricchezze mondiali?”.

Suona un po’ meglio così?

Ma perché il Brasile non inventa nulla di rilevante?…

… Nothing prevented Brazilians from inventing the combustion engine, the radio, the airplane, penicillin, and other technologies which give resources their utility…

In fondo si è partiti tutti alla pari. Potremmo anche individuare un anno preciso di partenza alla pari: il 1850

… As late as 1850, the difference between the per capita income of Latin America and that of North America was not great… Why after 1850, then, did the journeys of North America and Latin America dramatically diverge?…

Cultura e valori, come già detto, fanno la differenza. In America Latina lo spiritualismo, l’autorità, il carisma, lo status, il sentimento aristocratico, l’eroismo la fanno da padroni…

… Latin Americans do not value the same moral qualities North Americans do. The two cultures see the world quite differently. Latin Americans seem to feel inferior to North Americans in practical matters, but superior in spiritual ones. In Latin American experience, powerful personages control almost everything… The “Catholic” aristocratic ethic of Latin America places more emphasis on luck, heroism, status, and figura than the relatively “Protestant” ethic of North America, which values diligent work, steadfast regularity, and the responsible seizure of opportunity…

Un misto di aristocrazia premoderna e marxismo modernista hanno svalutato la persona qualunque (o sei eroe o sei massa) e la possibilità di trasformare la propria condizione con le proprie sole forze.

In fondo anche gli USA erano “dipendenti” dall’Europa nella prima fase della loro storia…

… “The United States broke out of its dependency on what was then the world’s greatest power, while Latin America, colonized at the same time, still fails to do so.”…

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Ma come si puo’ passare dal marxismo al CD? Il miglior modo di vederlo è seguire il percorso di una persona, ci concentriamo sulla parabola di Reinhold Niebuhr (N.)…

… Reinhold Niebuhr became a Marxist early in his intellectual life, but soon he became critical of Marxism and, later, of democratic socialism. Although in the early 1930s he predicted the imminent collapse of capitalism and energetically spread the conviction that capitalism ought to collapse, he later discovered virtues in it he had not seen before…

Una parabola simile a quella di molti neo-conservatori

… Niebuhr’s career, in this sense, prefigured that of the “neo-conservatives” three decades later…

La prima fase fu socialista…

… In 1931, Niebuhr was predicting in The Christian Century that “the growth of socialistic political philosophy will be the most significant development in our political life in the next decades.”… Niebuhr in those days insisted upon being called a Marxist, not merely a religious socialist…

N prediceva a chiare lettere la morte del capitalismo

… In March 1933, Niebuhr wrote “on the assumption that capitalism is dying and with the conviction that it ought to die.”…

Secondo N il materialismo marxista era emendabile senza inconvenienti…

… Niebuhr did not regard the historical materialism of orthodox Marxism as basic to a socialist politics. He began slowly but surely to distinguish Christian socialism from Marxism….

La seconda fase è comprensibile se isoliamo cio’ che cerca in realtà il cristiano nel socialismo: cerca la comunità…

… Socialism has been from the beginning a protest against radical individualism and a search for lost community…

Se non la trova ed è onesto, cambia idea.

L’ascesa democratica di Hitler in Germania fu un trauma per N.: come poteva la democrazia aver partorito qualcosa del genere?…

… the accession of Hitler to power through democratic methods deeply disturbed him. He recognized that democracy and capitalism had grown up together, and that democracy transcended class interests….

Eppure era stato possibile. La vera democrazia, evidentemente, doveva essere qualcosa d’altro.

In N stava calando una voglia di realismo

… Niebuhr was now focusing more and more on the distance between the “City of God” and any historical “City of Man” (he had been reading much Augustine)…

Perché negli USA un Hitler non sarebbe stato possibile?…

… Niebuhr had a new experience to contemplate. Democracy, which failed in Weimar Germany, worked in the United States…

Forse per il loro pragmatismo?…

… Niebuhr was to appeal increasingly to the lessons of experience in the late 1940s and 1950s…

Dalla militanza socialista N passò ad una posizione di equidistanza tra socialismo e CD…

… Niebuhr reflected on the joint condemnations of capitalism and communism produced by the World Council of Churches meeting in Amsterdam in 1948…

Il marxismo veniva finalmente condannato…

… By 1952, Niebuhr was still clearer about the lessons of history concerning “Marxist dogma,” even elements which had once attracted him. “Its theory of revolution is incompatible with democratic responsibility; its theory of class conflict does not fit the multiple-class structure of modern industrial societies and is incompatible with the principle of ‘class collaboration’ upon which democratic politics depends; above all, its utopianism interferes with an interest in proximate, rather than ultimate goals, and that is the point which distinguishes a sane political movement from one that is corrupted by false religious visions.”…

Gli ultimi anni vedono un approdo di N a forme di CD? Ancora dubbio ma plausibile…

… Scholars are agreed that Niebuhr broke decisively with Marx and later with the Socialist Party. There is room for some disagreement about how far he broke from socialism and how highly he came to regard the virtues of a reformed capitalism…

N aveva equivocato sulla tradizione americana che prima vedeva come un misto di gretto individualismo e prosaico realismo…

… Central to Niebuhr’s vulnerability to Marxism was his vision of the American tradition into which he had been born. For many years, he understood this tradition in a quite shallow way. He saw it as no more than a too simple religious individualism, wed to a merely political realism…

Ora era disposto a ravvedersi: la politica puo’ far danni e le preoccupazioni dei Padri Costituenti per limitare il potere dei governi in carica erano più che giustificate…

… Unlike the idealists, Madison “knew the need for strong government.” Unlike Thomas Hobbes and the Marxists, “he feared the dangers of strong government” and insisted upon the separation of powers to prevent tyranny…

C’è il parallelo con il filosofo francese Maritain

… Earlier we briefly noted that a contemporary of Niebuhr’s, the French Catholic philosopher Jacques Maritain, went through a similar change in judgment about capitalism and, like Niebuhr, struggled for a phrase to describe it….

Il filosofo si chiedeva: come chiamare questo nostro sistema occidentale che alla prova dei fatti ha retto meglio ai colpi della storia?…

… How shall we describe this system—imperfect, but always improving, and always capable of further improvement—where men move forward together, working together, building together, producing always more and more, and sharing together the rewards of their increased production?45 The author requested suggestions and received over fifteen thousand replies. Never, said the editor, “have I touched so raw a nerve.” Among the suggestions: “the new capitalism,” “democratic capitalism,” “economic democracy,” “industrial democracy,” “distributism,” “mutualism,” and “productivism.”…

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Come sintetizzare allora il tragitto di N dal marxismo al CD? Proposta: un rinsavimento guidato dalla passione per i fatti

… Thus Reinhold Niebuhr, like Jacques Maritain, was obliged by experience to unlearn the ideology through which he had long looked at America, especially at its economic system. Neither thinker dwelt much upon the capitalist component of democratic capitalism…

La Chiesa dovrebbe fare lo stesso, appassionarsi ai fatti: se davvero è interessata alla società cerchi allora di approfondire la realtà, non basta una critica impressionistica del tutto priva di competenze e sganciata da un onesto confronto tra i sistemi alternativi in campo.

***

Veniamo finalmente alla domanda chiave: come potremmo impostare una teologia cristiana per il capitalismo?

Mai rinunciare all’ideale: il capitalismo funziona se è cultura, e la cultura produce ideali…

… The ideals a system is designed to serve, especially if they are transcendent ideals, stimulate each new generation to advance the work of its forebears… To know its ideals is to be restless under the status quo and to wish to do better in the future…

Ma noi siamo mille volte avvantaggiati in questa intrapresa intellettuale: il capitalismo è fiorito nei paesi cristiani, la cosa non è affatto casuale, significa che una base culturale già esiste…

… It is no accident that democratic capitalism arose first in Jewish-Christian lands (or that it is imitable only in analogous cultures). Apart from certain specific views of human life and human hope, neither a democratic polity nor a market economy makes sense…

Ma vediamo ora se la teologia canonica offre qualcosa che possiamo valorizzare ai nostri fini. Considereremo sei dottrine.

Partiamo dalla dottrina della Trinità

… The one God of Christians is also plural; appropriately, then, the mind becomes accustomed to seeing pluralism-in-unity throughout creation, even in social systems…

Il Dio cristiano è dunque pluralismo nell’unità. Anche la società capitalista assume una simile forma: individualismo nel rispetto di regole del gioco comuni. Differenziazione nell’armonia.

Alcuni critici temono che il pluralismo si trasformi in individualismo, quindi in atomismo che produce alienazione…

… Under democratic capitalism, the individual is freer than under any other political economy ever experienced by the human race, and this fact has led some scholars to speak of anomie, alienation, fragmentation…

Ma i fatti non sembrano avvalorare questo pessimismo…

… Yet the scholars who write of such things do not appear to be particularly anomic, alienated, or fragmented; nor do their readers; nor our own families, loved ones, and mediating communities…Under democratic capitalism, each individual participates in many vital communities.

Poi c’è la dottrina dell’incarnazione.

Un Dio incarnato è un Dio che accetta e si sottopone ai vincoli della realtà umana…

… God did not overpower history but respected its constraints…

Il vincolo principale è quello della scarsità delle risorse, il pensiero umano che affronta questo vincolo nel modo più rigoroso è il pensiero economico…

Un Dio incarnato ci richiama al realismo contro l’utopia misticheggiante…

… The Incarnation obliges us to reduce our noblest expectations, so to love the world as to fit a political economy to it, nourishing all that is best in it…

C’è poi la dottrina della competizione.

I testi sacri ci rappresentano storie in cui il protagonista è chiamato a competere e vincere. C’è qualcosa da ottenere, un’impresa in cui riuscire, un mondo da conquistare, un nemico da sconfiggere. Le storie giudaico cristiane sono improntate al dinamismo, all’azione e al successo…

… Judaism and Christianity are religions of narrative and liberty. In every story in the Bible, attention is focused upon the moment of decision. In any given story, dramatic interest is aroused because the outcome remains in doubt until the closing lines. King David might, or might not, betray his closest friend. In some episodes, David is virtuous; in others, vicious. The same human being, in his liberty, may say yes to grace, or like the rich young man turn sadly away in declination. Judaism and Christianity, in other words, envisage human life as a contest. The ultimate competition resides in the depths of one’s own heart…

Nelle storie bibliche si perde o si guadagna, si avanza o si retrocede. L’utilitarismo ha sempre un senso…

… “What does it profit a man if he gain the whole world and suffer the loss of his soul?” (Mk. 8:36)…

Un banco di prova, un esame da superare, una selezione attraverso cui passare…

… “Many are called, few are chosen” (Mt. 20:16)…

Interessante, poi, l’etimo di “competere”…

… to compete—com + petere, “to seek together although against each other”…

Cercare insieme confrontandosi dialetticamente.

Inutile dire che il CD è a suo agio in questo paradigma per cui la competizione è la più alta forma di cooperazione.

La neutralità della moneta apre a tutte le competizioni…

… Among the things for which humans compete, money is neutral and may be used in wise stewardship or foolish. Since it is impersonal and instrumental, its possessors may accept it with an infinite range of human attitudes and use it for a vast range of choices…

C’è poi la dottrina del peccato originale.

È una vaccinazione contro le trappole dell’utopia e della perfezione. Un riparo dalle facile illusioni e un richiamo al realismo dell’imperfezione…

… The force of the word “original” may, however, need exposition. Its effect is to deflate human pretensions of unambiguous virtue… to steel the gullible mind against such illusions…

Le società di mercato sembrano peccaminose, in realtà si limitano a non nascondere il peccato, a non vergognarsi dell’imperfezione, a ricordarcela sempre. In questo sono un monito costante al peccato originale…

… Outsiders like Solzhenitsyn are often shocked by such a nation’s public immoralities: massage parlors, pornography shops, pickpockets, winos, prostitutes, pushers, punk rock, chambers for group sex—you name it, democratic capitalism tolerates it and someone makes a living from it…

C’è poi la dottrina dei regni separati.

Dio e Cesare, per esempio…

… The classic text is: “Give to Caesar the things that are Caesar’s, and to God the things that are God’s” (Mt. 22:21)…

Ma anche Gerusalemme celeste e Gerusalemme terrena.

Una religione predisposta alla separazione dei regni è meglio attrezzata ad accogliere in sé il pluralismo, elemento imprescindibile del CD…

… the importance of structural pluralism to democratic capitalism… the political system of democratic capitalism cannot, in principle, be a Christian system. Clearly, it cannot be a confessional system…

Non esisterà un’economia cristiana, e questo è solo un bene…

… Dietrich Bonhoeffer has written about the impossibility of a Christian economy.9 For one thing, a market system must be open to all regardless of their religious faith. Economic liberty means that all must be permitted to establish their own values and priorities…

C’è poi la dottrina dell’amore (o della Carità, o della Misericordia).

È la dottrina centrale del cristianesimo…

… The highest of all theological symbols for Judaism and Christianity is the one closest to the personality of God: compassion, sacrificial love, caritas. Caritas is the proper name of the Creator…

Ma basta citare alcuni passaggi per accorgersi come l’amore cristiano abbia più a che fare con la legge che con il sentimento…

… Consider such passages as these: “Love your neighbor as yourself” (Mt. 22:39). “Love your enemies” (Mt. 5:44). “Love is the highest law” (Rom. 13:10). “The greatest of these is love” (I Cor. 13:13). Such passages make clear that something considerably more profound than feelings is involved…

L’amore è innanzitutto un principio organizzativo che governa la realtà più che un sentimento personale…

… The distinguishing feature of Jewish and Christian conceptions of love is that love is realistic. It is the very energy of reality itself… It is love that makes things “to be,”…

Dobbiamo cercare il bene concreto dell’altro, non esibire nei suoi confronti un sentimentalismo illusorio…

… the lover must will the good of the other, not simply illusions about that good…

Il legame amoroso ci impone un comportamento razionale, non un trasporto cieco…

L’ amore implica stabilità, realismo e giudizio razionale

… It means that the lover must not be led solely by desire, pleasure, or the wish to please, but must attempt to activate a more difficult capacity for realism and judgment….

L’amore è amore sponsale, principio organizzativo della famiglia che è cellula di base della società ordinata…

… Love, then, is a great teacher of realism about ourselves. Marital love, in particular, the most intimate and noble of all human friendships, is ruthless in destroying the illusions of each about each…

L’amore è accettazione dei difetti altrui e trasformazione di quei difetti in virtù…

… The problem for a system of economy is how to unleash human creativity and productivity while coping realistically with human sinfulness. To love humans as they are is to accept them in their sinfulness, while seeking a way to transform such sinfulness into creative action for the commonweal…

Un’economia ben organizzata produce valore e arricchisce tutti facendo il bene di ciascuno: desiderare un simile esito è la forma più alta di misericordia.

***

Come concludere?

Il Dio dei cristiani ci lascia liberi di peccare, ci responsabilizza e ci mette alla prova: possiamo fallire o avere successo. Sarebbe bene che la società umana si informasse a questi principi…

… Almighty God did not make creation coercive, but designed it as an arena of liberty..

Il CD è forse il sistema che più c’è andato vicino…

… Democratic capitalism has been designed to permit them, sinners all, to follow this free pattern. It creates a noncoercive society as an arena of liberty, within which individuals and peoples are called to realize, through democratic methods, the vocations to which they believe they are called…

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La dottrina della Grazia

Se c’è una dottrina cristiana lontana dal senso comune è quella della Grazia. Non quella della Trinità, come molti ritengono, ma quella della Grazia. Le sue forzature rendono piuttosto oscuri anche molti passaggi sul libero arbitrio costringendoci su innaturali posizioni “compatibiliste”. Tanto è vero che molti cristiani hanno preferito virare verso un più coerente determinismo.

***

Andrew Pinsent nel saggio “What’s Amazing About Grace?” ci introduce al tema partendo da una domanda

… Does God determine everything else, or can the actions of God also be determined, in some way, by created beings, such as ourselves?…

Il problema non è solo della persona con scrupoli religiosi. Esiste una sua versione secolare

… but those who are non-religious and the irreligious face some surprisingly similar challenges…

Come si riconciliano le Leggi della Natura con il libero arbitrio?

Il problema possiede anche una declinazione politica

… Imagine also that this supreme ruler happens to be all-wise and wholly untouched by vice (we can be creative in thought experiments). Should anyone else then get a say in how society works… should society be like a perfectly designed and operated machine, or like a garden that includes spontaneity and voluntary…

***

Il mondo può essere immaginato come un organismo, ovvero con molte cause concomitanti all’opera, oppure come un meccanismo, ovvero con un’unica causa originaria. La storia dell’uomo va dalla prima posizione alla seconda…

… For the ancient Greek philosophers until the end of the Middle Ages, the root metaphor of the world was usually organic, inspired by living and growing things… with the development of mechanical clocks and the success of early modern science in explaining the orbits of the planets by simple laws, the root metaphor of reality became that of the machine in a Cartesian box-like space…

Ma postulare Dio come unica causa confligge con molti passi della scrittura e con la nostra introspezione, che almeno in parte ci fa pensare di essere padroni del nostro destino…

… This concentration has the benefit of simplicity, but conflicts with the picture that emerges from many theological texts, including the Bible, in which human beings appear to be players… This approach also conflicts with our self-understanding…

Eppure, cedere alla multicausalità ha i suoi inconvenienti…

… One of the cornerstones of Christian doctrine is that salvation comes from God, not from us. What role then do we play in our salvation?... … If there is just one kind of cause, then the problem of the understanding divine and human contributions risks becoming a zero-sum game in which our contribution, if any, fills up a deficiency in God’s contribution… it makes the human and divine contributions differ only in degree, not in kind…

In altri termini, dove arrivo io recede lui (gioco a somma zero). Se siamo in presenza di più cause difficilmente potremo ancora definire Dio come onnipotente, onnisciente e perfettamente buono. In questo senso certo luteranesimo si comprende perfettamente: il Dio cristiano non tollera il libero arbitrio nell’uomo.

Come salvare entrambe le cose, ovvero il Dio-onnipotente, onnisciente e perfettamente buono e la nostra libertà?

Con la Grazia. La Grazia rende “compatibili” due aspetti all’apparenza opposti.

La Grazia viene da Dio e ci indirizza verso la giustizia e la verità

D’altro canto, la Grazia siamo noi, la Grazia non va pensata come qualcosa di esterno  a noi…

… As a special divine action, grace is an unmerited gift from God. But it is not something merely external to us…

Ricordate la parabola del seminatore? Forse aiuta a capire…

… All the ground needs to do is to cease to resist the seed, and a plant will start to grow…

La Grazia siamo noi, in questo senso l’espressione “uomini di buona volontà” è imprecisa, basta essere neutrali – non offrire resistenza – per andare verso il bene. Lo sottolinea il filosofo Eleonore Stump

… we don’t have to begin with a good will; all we need is to have the will in a “neutral position,” to cease to resist grace…

COMMENTO PERSONALE

Come riconciliare Dio e la libertà umana? Oppure, come riconciliare le leggi di natura e la libertà umana? Il problema è antico e in molti esimi pensatori, sia religiosi che laici, hanno trovato rifugio su posizioni “compatibiliste”: entrambe le cose possono convivere.

A me questa posizione sembra cervellotica, sono disposto a rinunciare a qualcosa pur di evitarla.

Devo ammettere che ho sempre avuto problemi a capire la posizione cattolica sulla libertà dell’uomo: da un lato si afferma che l’uomo è libero, dall’altro che non lo è più nel momento in cui sceglie il male.

Cerchiamo di comprendere in senso più generale – non riferito alla religione – la posizione “compatibilista”?

Il “compatibilista” afferma che l’uomo è libero di realizzare o meno un suo desiderio ma non è libero di desiderare quel che vuole.

La posizione “compatibilista” si concretizza in un determinismo morbido: da un lato i desideri che nutriamo sono determinati all’esterno, dall’altro è chiaro che ciascuno di noi sceglie di realizzare i desideri che nutre e solo quelli, sarebbe illogico pensare il contrario. In ultima analisi sono i comportamenti stessi ad essere determinati, solo che lo sono attraverso i desideri.

Per il “compatibilista” l’uomo puo’ rinunciare a perseguire un desiderio ma solo se nutre un desiderio alternativo e più potente

Per il compatibilista l’uomo potrebbe anche scegliere – in teoria e solo in teoria – di non perseguire il suo desiderio più potente, in questo senso è ANCHE libero (oltre che determinato). Allo stesso modo, per il cattolico l’uomo avrebbe anche potuto realizzare il male se lo avesse scelto, in questo senso è ANCHE libero.

Tuttavia, il “compatibilista” non si trova mai di fronte all’imbarazzo di dover in qualche modo definire l’uomo che nei fatti non realizza i suoi desideri: costui non esiste in pratica, è una mera ipotesi teorica. Se all’apparenza qualcuno sembra comportarsi in questa maniera si puo’ sempre dire che i suoi desideri REALI fossero altri.

Ma di uomini che fanno il male, invece, ce ne sono in abbondanza. E sono reali, non “teorici”! Come definirli? Infatti, l’uomo realmente libero puo’ fare solo il bene. Il cattolico, che non puo’ vantare le protezioni logiche del compatibilista,  deve necessariamente considerarli uomini non-liberi.

Si viene a creare un cortocicuito – una situazione ostica per il senso comune: di fronte alle opzioni A e B io sono libero, ma se scelgo B (il male) non sono più libero.

La posizione libertaria – ovvero l’alternativa al compatibilismo – è più vicina al senso comune: se scelgo B sono ancora un uomo libero che – molto semplicemente – ha scelto male. Insomma, il libertario non lega la libertà alla verità.

Per il “compatibilista” religioso: “la Verità vi farà liberi”. Per il libertario non è così. Sì, è vero, più conosco meglio sceglierò,  ma la libertà e bontà della scelta non vanno necessariamente insieme: posso essere libero e scegliere male, così come posso essere schiavo e scegliere bene.

Ma affinché il cristianesimo difenda il libero arbitrio adottando un approccio libertario anziché “compatibilista”, occorre rinunciare a parte dell’onnipotenza e dell’onniscienza divina: Dio non puo’ opporsi alle nostre decisioni (tanto è vero che non puo’ salvarci contro la nostra volontà), Dio non ci conosce mai perfettamente (tanto è vero che deve sottoporci ad una prova per giudicarci). Personalmente, a questo scambio ci sto. Ma questo scambio implica anche una revisione nella dottrina della Grazia.

grazia

Fede & Ragione

Titolo scontato?

Evitiamo allora di entrare nel merito, di misurare col bilancino quanta fede c’è nella ragione e quanta ragione c’è nella fede. Guardiamo invece all’uomo religioso e all’uomo razionale. Si tratta di due tipi che possono convivere nella stessa persona?

Si occupa della faccenda Scott Alexander nel saggio “Analytical Thinking Style And Religion”.

Recentemente Gervais e Norenzayan hanno pubblicato uno studio dal titolo eloquente: ” Analytic Thinking Promotes Religious Disbelief“. Descrizione del loro primo esperimento…

… They make some people take the Cognitive Reflection Test (CRT), a set of questions designed so that intuition gives the wrong answer and careful thought gives the right one. Then they ask those people a couple of questions about their religious beliefs (most simply, “do you believe in God?”). They find that people who do better on the CRT (ie people more prone to logical rather than intuitive thinking styles) are slightly less likely to be religious…

Esito

… religion is associated with intuitive thinking styles, atheism with logical thinking styles…

Proseguivano poi constatando che un certo “priming” analitico (roba tipo osservare a lungo la scultura di Rodin “Il pensatore”!) diminuiva la credenza religiosa dei partecipanti.

Sentite una certa puzza di bruciato? Ebbene, l’hanno sentita anche i ragazzi del Reproducibility Project,  i quali hanno rifatto l’esperimento senza riuscire a replicarne i risultati. Anzi, ottenendo risultati negativi….

… replication of Study… It was essentially negative;… two out of their three measures of religion, there was no significant rationality/ atheism correlation… on the third it was much smaller than the original study, so small it might as well not exist…. Then they move on to their replication of Study 2… This is the one with Rodin’s The Thinker…. They found no effect of sculpture-viewing…

In realtà Gervais e Norenzayan hanno condotto contestualmente altri tre test che confermavano l’esito dei primi. Tuttavia…

… studies 3, 4, or 5. But Studies 3 and 4 have been investigated by a different group in a slightly different context (CRT on liberal/ conservative) and they find that the prime doesn’t even work…

***

Uno si chiede: che c’è di strano? È solo uno dei tanti esperimenti di psicologia che non si riesce a replicare. Sappiamo tutti che la psicologia ha un tasso di replicabilità degli esperimenti molto basso, molto più basso rispetto all’economia per esempio…

… Seven bajillion vaguely similar priming-related studies have failed replication before. Now it’s seven bajillion and one…

Di strano c’è che si tratta di un esperimento piuttosto semplice, difficile da falsificare o da “sbagliare”.

Di solito gli studi non replicati hanno caratteristiche differenti…

… My usual understanding of why these sorts of studies go wrong is a combination of overly complicated statistical analysis with too many degrees of freedom, unblinded experimenters subtly influencing people, and publication bias… These studies don’t have overly complicated statistical analysis. They’re really simple…

In questo caso tutto è abbastanza lineare

… Do a randomized experiment, check your one variable of interest, do a t-test, done…

Publication bias? Difficile. Oltre ai 5 esperimenti di cui si è detto ci sono anche due esperimenti pilota con risultati simili. Con così tante prove condotte un publication bias è difficile.

Un problema di proxy?…

… A commenter brings up that they used different measures of religious belief in each study,..

Forse, ma…

***

Il fatto cruciale non è tanto che il Reproducibility Project non abbia saputo replicare gli esiti, quanto il fatto che – come lo stesso RP ha dichiarato – la replica fallita si è avuta invece in abbondanza attraverso studi simili condotti prima e dopo…

… Pennycook et al (2016) does a meta-analysis of all the work in this area. He finds thirty-five different studies totaling over 15,000 subjects comparing CRT scores and religious beliefs. Thirty-one are positive. Two of the remaining four detected an effect of the same magnitude as everyone else, but didn’t have enough power to prove it significant. The remaining two negative studies are delightful and deserve to be looked at separately…

Gli unici due studi non allineati sono quello di McCutcheon e altri “Analytic Thinking Related To Celebrity Worship And Disbelief In Religion?”, e Finley e altri ” Revisiting the Relationship between Individual Differences in Analytic Thinking and Religious Belief: Evidence That Measurement Order Moderates Their Inverse Correlation”.

Finley nota una cosa interessante…

if you measure rationality first and then ask about religion, more rational people are less religious… But if you measure religion first and then ask about rationality, there’s no link…

Quasi che fosse all’opera una sorta di “priming”.

Ma la risposta è pronta…

… Pennycook responds by pointing out seven other studies in his meta-analysis that ask for religion before…

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Riepiloghiamo…

… 31 good studies finding an effect and 2 good studies not finding it…

Di fronte a questi numeri facciamo pure la tara con le misure standard di “publication bias”, le conclusioni non mutano.

Tuttavia, può darsi che quel che è vero per gli universitari/cavia non sia vero per le altre categorie di persone. Anche qui la risposta è pronta…

… No. Browne et al look at 1053 elderly people’s CRT scores and religiosity, and find the effect at the same level…

C’è forse qualche interazione strana tra IQ e razionalità (che non sono la stessa cosa, anche se in correlazione tra loro)? È l’idea di Razmar e Reeve

… it’s not that more rational people are less religious, it’s that smarter people are both more rational and less religious…

Ma il solito Pennycook, nella sua meta-analisi, obbietta…

… both IQ and CRT are independently correlated with irreligion…

Sebbene l’IQ sembri più saldamente correlato con l’ateismo, anche la razionalità lo è.

***

Farei piuttosto un’altra osservazione: la credenza religiosa non è unica, ce ne sono tante. Anche la stessa credenza religiosa del cristianesimo può essere vissuta in modi diversi: formalmente, l’assidua vecchina con la terza elementare sempre presente in Chiesa in prima fila e Alvin Plantinga credono nello stesso Dio. Diciamo che gli “dei” sono molti e la gran parte di loro è decisamente naif. Tra i credenti i “semplici” sono sovra-rappresentati, in questo modo gli studi appena visti si spiegano facilmente. Anzi, mi sarei aspettato una differenziale ancor pèiù marcato.

***

Ma c’è qualcosa di ancora più interessante che emerge in questi test da laboratorio…

religious people take less time to solve problems, even when both sets of people get the right answer…

Questo cosa può indicare?…

… the idea that people naturally gravitate toward ideologies that match their level of cognitive complexity. Thus, according to this position, religious ideologies are less complex than secular ones, and, as a consequence, more likely to be held by less cognitively complex individuals…

Sbrigare velocemente una faccenda – nella quale pure ci si dimostra competenti – significa non appassionarsi troppo ad essa, non attribuirle troppa importanza.

Diciamo che i credenti prediligono soluzioni più semplici (rischiando il semplicismo), gli atei soluzioni complicate (rischiando l’astrusità). Questo a prescindere dalle loro capacità cognitive e dalla correttezza della soluzione fornita.

Diciamolo in altro modo: sia il credente che l’ateo di pari abilità prendono i loro rischi rischi, ma in questo senso hanno preferenze diverse: il credente preferisce rischiare di presentarsi come ingenuo, l’ateo come virtuoso difensore di cause perse.

Tra chi è più propenso all’ingenuità e chi è attirato dalle cause perse, è il secondo a mostrarsi più “innamorato” della razionalità (fino a sconfinare nel sofistico).

Ammettiamo che davanti ad un problema io abbia due scopi: 1) trovare la soluzione e 2) mostrare la mia potenza cognitiva. Tenderò a sbagliare per eccesso di astrusità. Ammettiamo invece che il mio duplice obbiettivo davanti ad un acrostico sia differente: 1) trovare la soluzione 2) togliermelo dai piedi il più presto possibile. Tenderò a sbagliare per semplicismo. Questo postulando che entrambi i candidati diano lo stesso numero di risposte esatte.

***

Un’ ultima considerazione sociologica: le battaglie culturali, di solito, sono combattute da un 20% della popolazione, quella mediamente più istruita e razionale. L’ 80% della popolazione è gregge conformista. Ammettiamo che l’élite (20%) si divida in due partiti: atei (10%) e religiosi (10%). Al momento – supponiamo – i religiosi prevalgono, per cui la popolazione è prevalentemente religiosa (90%). E’ chiaro che in questa fase la razionalità media del partito religioso – annacquata dai “conformisti” – è inferiore a quella del partito ateo. Supponiamo infine che fenomeni epocali (secolarizzazione) spostino lentamente gli equilibri con una trasmigrazione dei conformisti da un partito all’altro: si invertirebbe anche lo squilibrio tra intelligenze medie. A questo punto la domanda pertinente è: a che punto siamo con la secolarizzazione in questa fase storica?

***

In sintesi: 1) nello spettro delle soluzioni religiose quelle semplici sono sovra-rappresentate, 2) lo stile cognitivo  di una persona la attrae verso soluzioni più o meno complesse, 3) con chi stanno i conformisti al punto in cui siamo nei processi di secolarizzazione?

I tre punti spiegano forse la natura del nesso tra razionalità e fede, così come viene registrato dagli studiosi.

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Cosa portarsi a casa da tutto ciò?

cognitive skills… probably increases likelihood of being an atheist and decrease the likelihood of being religious… The effect size seems pretty smallIQ probably also increases likelihood being an atheist… Openness To Experience…make people less fundamentalist… There’s no good evidence that “priming” analytical thinking style can make you more or less religious…

***

Questi studi lasciano  un dubbio: la credenza religiosa si porta sempre dietro un’intera cultura, un coacervo di fattori descrivibile solo con mille variabili. In questo senso la procedura random trial può non essere sufficiente a “ripulire” il campo dalle possibili interferenze.

Questo è tanto più vero quando il confronto è tra paesi anziché tra singoli. C’è chi vede una maggiore propensione all’ateismo per le nazioni caratterizzate da una migliore educazione e da un IQ medio più elevato.

Tuttavia, i fattori in gioco sono molti. Una nazione ricca, ad esempio, può dedicare maggiori risorse all’istruzione, venendo dunque caratterizzata da una cultura e da un QI medio più elevati. Allo stesso tempo la maggiore ricchezza può ottenere l’effetto di una minore religiosità.

Scrive Roberto Raggi commentando lo studio “Are Highly Theistic Countries Dumber? Critiquing the Intelligence-Religiosity Nexus Theory” di  Amir Azarvan…

… l’ateismo è correlato a fattori come l’avere un trascorso di dominio comunista, il maggiore reddito procapite, la libertà religiosa (di per sé positiva ma si pensi alle molte nazioni islamiche dove la religiosità è garantita e quasi imposta dallo stato), all’istruzione superiore (che può predisporre a un maggiore materialismo). Ma l’ateismo non risulta direttamente correlato in maniera significativa al QI medio…

Inoltre, ci sono studi –   Manuale di religione e salute (Oxford University Press, 2012) – che segnalano un nesso tra credo religioso e rendimento scolastico. In casi del genere, ammettiamolo, il ruolo di intelligenza e razionalità potrebbe essere secondario.

Ultimo input tanto per sottolineare ulteriormente la complessità del legame tra fede & ragione: segnalerei il lavoro di Flannelly–Galek-Kytle-Silton: “Religion in America–1972-2006: religious affiliation, attendance, and strength of faith”. I credenti americani con una fede più intensa sono anche i più istruiti (istruzione e intelligenza sono correlati in modo robusto)…

… Level of education was… directly related to frequency of religious service attendance and strength of faith among those who were affiliated…

Questo a prescindere dal fatto che gli atei siano mediamente più istruiti dei credenti.

rodin_theThinker

Dio è un modello (e ci insegna a vivere)

Abbiamo visto che probabilmente esiste un Dio, che probabilmente coincide con il Dio cristiano e che, anche se parliamo di un Dio d’amore, la presenza del male sulla terra è giustificato. Un Dio del genere probabilmente ci starà vicino facendosi uomo e allevierà la nostra condizione. Ma noi cosa possiamo fare per lui? Risponde Richard Swinburne in GOD TEACHES US HOW TO LIVE.

Noi abbiamo un unico problema: per risarcire Dio dei nostri peccati siamo tenuti a vivere una vita perfetta.

Non ci riusciremo mai – e infatti Gesù l’ha fatto per noi – tuttavia dobbiamo pagare il nostro debito per quanto possiamo, dobbiamo mostrare di fare quanto in nostro potere.

Per vivere una vita perfetta il primo problema è informativo: dobbiamo sapere molte cose. Possiamo arrivare a comprendere cio’ che è dovuto, in fondo la morale di base è comune a tutti gli uomini dotati di ragione, ma ci sfugge necessariamente tutto cio’ che è lodevole, la conoscenza dei particolari non è alla nostra portata.

… We need to be reminded of … necessary moral truths, and we need to be told how they apply in detail. For example, we may recognize that (with the possible exceptions considered above) it is wrong to kill people, but need to be told whether a foetus or an old man in a coma is or is not a person…

Il secondo problema è quello di piegare la nostra natura alle esigenze della giustizia.

Ma perché non basta pagare il “giusto”? Perché si rende necessario il “lodevole”? Perché insomma Dio ci impone degli obblighi ulteriori rispetto a quelli della morale di base?

Ci sono essenzialmente due motivi: uno esistenziale e uno comunitario.

Motivo comunitario: condividere dei valori realizza un coordinamento. Se non vi fidate della dottrina cattolica consultate pure la teoria dei giochi.

Imponendo un giorno comune per la festa, per esempio, si coordinano le relazioni comunitarie.

Da quanto detto si scorge la natura politica della religione cristiana.

Per fare un parallelo: comprendiamo bene che un governo politico bandisca l’omicidio ma perché mai dovrebbe imporci di guidare tenendo la destra? Non ha nessun contenuto morale un comando del genere, eppure è imposto in modo coercitivo. La risposta in questo caso è evidente: per realizzare un coordinamento, funzione primaria dei governi politici.

Motivo esistenziale: puntare in alto ci realizza. Se non vi fidate della dottrina cattolica consultate pure la scienza psicologica.

Se l’impegno che ci viene richiesto richiede un investimento non banale, la nostra personalità fiorisce. Difficile sentirsi realizzati limitandosi a non uccidere il fratello, molto più facile esserlo aiutando lo sconosciuto o compiendo un gesto eroico.

Ogni buon genitore, d’altra parte, impone ai figli doveri che oltrepassano la comune morale. Fare l’elemosina in favore dei bambini africani non è un dovere in senso stretto ma il buon genitore abitua così il figlio alla magnanimità d’animo e a perseguire mete elevate che vanno al di là dello stretto indispensabile e danno un senso più compiuto alla propria esistenza…

… Even if it is not otherwise obligatory to care for the poor in distant lands, God could make it our duty and thus oblige us to live better lives than we would live otherwise. And there are more specific matters, for example, matters concerned with sex or the sanctity of life, about which God might impose obligations which are more demanding than the very general necessary truths of morality…… Parents may tell children to do the shopping for a sick neighbour… because parents want their children to get into the habit of doing what is good beyond obligation… Likewise God wants humans to be naturally good people, to get much of our happiness from making other people happy…

Si noti che molte azioni di coordinamento sono pressoché arbitrarie: tenere la destra equivale a tenere la sinistra, cambia poco. Questa arbitrarietà fa sì che la ragione umana stenti ad individuarle. Anche per questo diventa decisivo che a fissare la regola sia una voce autorevole, in modo da realizzare “conoscenza comune”. In poche parole, si rende necessaria una rivelazione divina. Noi sappiamo che rubare è sbagliato ma non sappiamo il giorno in cui andare a messa o fare digiuno.

Nella religione cristiana Dio ha parlato all’uomo (si è rivelato) più volte.

… The Creed acknowledges this by the claim that God (the Holy Spirit) ‘spoke through the prophets’, the prophets being those who taught ancient Israel about God…

Questa rivelazione assume la sua pienezza con la vita di Gesù. Nell’insegnamento di Cristo e nell’ insegnamento della Chiesa di Cristo i doveri del buon cristiano si sono estesi a dismisura

… Christianity, is that we should show love to God and to other humans in ways far more extensive than those contained in the Ten Commandments or elsewhere in the Old Testament… Jesus and his Church clearly taught that many actions previously supererogatory were now obligatory. We should worship and pray much, for that will make us aware of God… Christian tradition has taught that there are certain further specific actions which are wrong, mainly actions concerned with sexual conduct (e.g. sexual intercourse outside marriage), family stability (e.g. divorce), and the preservation of life (e.g. abortion and euthanasia)… While, I pointed out earlier, it is a necessary moral truth that adultery is wrong, traditional Christianity also teaches that sexual intercourse outside marriage and divorce (or at least divorce from a faithful spouse), are also wrong… Both of these prohibitions presuppose an understanding of marriage as lifelong…

Molti di questi doveri hanno un contenuto razionale alla nostra portata, pensiamo solo agli obblighi familiari. Tuttavia, per avere chiarezza nei dettagli la rivelazione è essenziale.

L’ universalità del comando divino fa sì che molte situazioni speciali non saranno disciplinate al meglio, cionondimeno l’azione complessiva di questi comandi renderà la comunità più prospera.

… even if all the attempts of some couples to make their marriages work fail, the persistence of these couples in this task will encourage other couples to try harder to make their marriages work; and these other couples may succeed in this task… if separated spouses do not remarry, that will bring home to others considering marriage the seriousness of the marriage commitment and deter them from entering into marriage too lightly…

Non si puo’ negare che sul punto ci siano approcci differenti, in particolare se si confrontano cattolici e protestanti

… The “Catholic” approach has extremely high moral standards (e.g. Be celibate; give everything you have to the poor; love everyone), but enforces them loosely…. The “Protestant” approach has moderate moral standards (e.g. Don’t commit adultery; prudently give to the deserving poor; don’t hate people who’ve never done you wrong), but enforces them strictly…

Sappiamo che il miglior modo di insegnare consiste nel farlo attraverso l’esempio, cosicché il più grande insegnamento divino ci viene impartito fornendoci un esempio vivente: Cristo…

… God could certainly provide propositional revelation in words without himself becoming incarnate, and other religions (e.g. Islam) claim that this has happened. It is, however, I argued earlier, necessary if we are to understand such fundamental moral concepts as ‘good’ and ‘obligation’ that we should be shown, or at least have described to us, examples of ‘good’ actions and ‘obligations’ by means of which we can then recognize other examples of these… It would be a lot easier to understand how to live a perfectly good life if we have an example of someone doing this… So God has good reason not merely to provide us with revealed teaching on how to live, but to show us how to live and to encourage us to live in that way by himself becoming incarnate…

Ma ogni comunità ha i suoi costumi e le sue tradizioni, cosicché ogni insegnamento deve essere rimodulato in conformità a quei costumi e a quelle tradizioni. E’ a questo che serve una Chiesa, ovvero il corpo di Cristo che vive sempre nella contemporaneità del credente. La Chiesa reinterpreta continuamente la rivelazione divina mantenendo l’unità dell’insegnamento originario…

… But if the revelation is to be available to future generations and cultures, God must ensure that in the end, perhaps after much controversy, the correct interpretation of the original revelation emerges… the correct interpretation… The Nicene Creed claims that God has provided ‘one holy catholic and Apostolic Church’…  ‘catholic’ means ‘universal’, and ‘Apostolic’ means ‘deriving from the Church of the Apostles’.)…

Ma c’è un’altra funzione della Chiesa. Noi siamo deboli. A volte conosciamo cio’ che è giusto ma non riusciamo a realizzarlo. Per esempio, sappiamo che lo zainetto di marca non è necessario per nostro figlio, che è meglio investire altrove per lui e che è giusto respingere i suoi capricci; ma poi ci ritroviamo in un contesto in cui tutti hanno lo zainetto di marca e cediamo. Ecco, la Chiesa è anche un luogo di reciproco aiuto, una comunità dove si puo’ crescere al meglio sempre esposti agli esempi più elevati. Chi ha detto che per crescere non occorre un insegnante ma un villaggio?… La Chiesa è quel villaggio…

… an obvious further task for a Church (additional to being a source of revealed truth) is as a society in which those who seek atonement for the past, and to learn what is the good way to live in the present, also help each other to form a naturally good character—help each other to become saints. The Church should be a community of encouragement…

  Una versione alternativa del messaggio contenuto in questo post si trova  qui.

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