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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Piccola difesa del libero arbitrio

Il libero arbitrio è la capacità di scegliere. Detto questo, le ambiguità di un simile concetto non sono esaurite.

Alcune ulteriori precisazioni andrebbero fatte e a farle ci pensa Bryan Caplan nel saggio “A Short Essay on the Freedom”.

Chi si oppone all’esistenza del libero arbitrio lo fa di solito in nome della scienza: tutti i fenomeni materiali hanno una causa materiale, quindi il libero arbitrio non puo’ esistere.

Ma la scienza si basa su una logica induttiva, quindi, fallace. In mancanza di verifiche il dibattito resta aperto.

C’è anche chi discutendo della faccenda tira in ballo la fisica quantistica:

a probabilistic theory of choice is just as contrary to the freedom of the will as a fully deterministic one. The argument here is extremely simple. Imagine that my action is determined by the roll of a six-sided die; if it comes up six, I raise my arm…

Se cio’ che faccio è imprevedibile perché soggetto a una “lotteria quantistica”, cio’ non significa affatto che sono libero.

Chi crede nel libero arbitrio afferma che noi siamo liberi di scegliere. Ma cosa? Essenzialmente tre cose:

… To begin with, we choose our beliefs. Secondly, we choose many of our bodily movements. Thirdly, we choose many of our mental processes

Gli argomenti a sostegno sono quattro:

  1. Osservazione. Osservo che sono libero, e la scienza si basa sulle osservazioni. La logica (induttiva) viene dopo, si applica alle osservazioni. Chi insiste nel negare valore all’introspezione, allora nega valore anche al metodo sperimentale che si fonda su cio’ che mi sembra di vedere e toccare.
  2. Assurdità dello scetticismo. Se siamo esseri predeterminati, allora ogni discussione è insensata visto che la ragione non esiste o comunque non è accessibile.
  3. Argomento di Moore. Poiché vince l’argomento con le premesse più solide, e la premessa “sono in parte libero” è la più solida, gli argomenti per il libero arbitrio sono vincenti. Anche l’argomento: “questa discussione intorno al libero arbitrio è sensata” è una premessa solida che assegna la palma ai libertari.
  4. Argomento della falsificazione. Una volta che i deterministi mi porteranno una legge in grado di prevedere che “ora” non alzerò la mia mano anche se lo potrei fare, io la confuterò facilmente alzando la mano.

Ancora sull’ “osservazione”. Se per me l’essere parzialmente libero è evidente, non si capisce perché mai – in mancanza di solide prove contrarie – dovrei considerare tutto questo un’illusione…

… I observe that I choose freely, at least sometimes; and if you introspect, you will see it too. There is no reason to assume that these observations are illusory… argument against the validity of introspection might be applied, ipso facto, to sight, hearing, touch, taste…

Sull’assurdità dello scetticismo: nel momento in cui ci si impanca a discutere la faccenda, non si puo’ che posizionarsi per il libero arbitrio… 

… I shall begin with the assumption of determinism, and show that it leads to the self-contradictory position of abject skepticism. Now it is a fact that people disagree on many questions; this leads us to wonder if on any given issue we are correct. How is the determinist to come to grips with this?…

Obiezione 1: le dipendenze ci tolgono la libertà.

Attenzione a non confondere scelta e piacere: una scelta piacevole è più facile ma non per questo meno libera di una scelta spiacevole.

Prendiamo il caso dell’alcol. Cosa dice chi obbietta in nome delle “dipendenze”?…

… normal person is free to use or not use alcohol; but certain people are not free to not use it. The choice is “too hard” for them to make…

Risposta

… my objection to this is basically that it just contradicts experience. Imagine that there were a button in front of you, the pressing of which would instantly exterminate all human life. You would not (I hope) want to press this button. But can you really say that you do not feel just as free to do so as you would to dial a phone number? Suppose someone pointed a gun at you and told you to push the button. Would you not be free to refrain? But if you are free in these extreme cases, how could you be unfree to refrain from drinking alcohol…

Obiezione 2: la massa è conformista e quindi non libera.

Noi difendiamo una libertà minima, non assoluta: l’esistenza di condizionamenti è inevitabile. La massa, inoltre, dimostra di sapere benissimo cosa sia la libertà poiché usa il termine in modo appropriato…

… Almost all humans use the language and concepts of free will…. experience of free will permeates the lives of ordinary people…

Obiezione 3: perchè gruppi differenti fanno scelte differenti se gli individui che li compongono sono liberi?

Il fenomeno non è contraddittorio una volta ammessa l’esistenza di condizionamenti….

different groups behave consistently differently. There is nothing amazing about this. The typical criminal makes a long series of brutal choices over his life; there is a systematic pattern to his choices. Does this show that each of his actions was not a choice?…

Obiezione 4: la dottrina del libero arbitrio impedisce di spiegare in modo completo il mondo, un progetto a cui ambisce la scienza.

Questa non è un’obiezione alla teoria del libero arbitrio, semmai la frustrazione di un certo scientismo con pretese velleitarie….

… Another objection to the doctrine of free will is that it renders a persons choices inexplicable. But there is really no paradox here, anyway. Of course it is possible to “explain” a choice, in the sense of describing the actor’s motives, goals, impulses, and so on. But we must remember that these were simply the factors that the agent chose to go along with; we are explaining which factors out of the cosmos of possibilities that the actor drew upon when making his choice…

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Michael Huemer ha dimostrato l’esistenza del libero arbitrio in questo modo (“A Proof of Free Will”)…

PREMESSA 1: devo affermare solo cio’ che è vero (premessa EPISTEMOLOGICA).

PREMESSA 2: quel che devo fare deve essere possibile (premessa ETICA).

PREMESSA 3: se il determinismo è vero, tutto cio’ che posso fare lo faccio (premessa LOGICA).

PREMESSA 4: credo di essere parzialmente libero (FATTO).

CONSIDERAZIONE 1. In virtù di P1 e P2 io non devo affermare falsità in tema di libero arbitrio.

CONSIDERAZIONE 2. In virtù di P3 e C1, se il determinismo fosse vero, non affermerei mai delle falsità in tema di libero arbitrio.

CONSIDERAZIONE 3. Per P4 e C2 io sono parzialmente libero.

CONSIDERAZIONE 4. L’ipotesi determinista o 1) convalida anche la sua ipotesi contraria (creando paradossi) o non puo’ accettare evidenze palmari come P1 o P2.

CONSIDERAZIONE 4. Un’ipotesi incoerente oppure non in grado di dar conto di chiare evidenze come P1, P2, è da respingere.

Sintesi: la logica sottostante al determinismo è che i “doveri etici” sono insensati, ma nessuno di noi puo’ esimersi dall’avere dei doveri, in primo luogo scienziati e filosofi (che hanno il dovere di cercare la verità). E sono proprio scienziati e filosofi che dibattono sul libero arbitrio.

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Tuttavia, nonostante le forti ragioni in favore del libero arbitrio, gira voce che “la scienza” ne abbia confutato l’esistenza.

Si occupa della cosa Alfred Mele nel suo scritto “What Are the Implications of the Free Will Debate for Individuals and Society”.

Puo’ darsi che anche quel briciolo di libertà che ci sembra di avere sia solo un’illusione e che in realtà sia il nostro inconscio ad agire per noi…

… One major plank in a well-known neuroscientific argument for the nonexistence of free will is the claim that participants in various experiments make their decisions unconsciously…

Stando agli esperimenti di Benjamin Libet, sembra che quando pensiamo di decidere, in realtà il nostro corpo ha già deciso (ha avviato i motori per operare nel senso che noi crediamo di aver scelto autonomamente)…

… The other part of the evidence comes from participants’ reports on when they first became aware of their decisions…

Sequenza tipica di quel che accade…

… the typical sequence of events is as follows: first, there is the brain activity the scientists focus on, then the participants become aware of decisions (or intentions or urges) to act, and then they act, flexing a wrist or pushing a button, for example…

Conclusioni tipiche

… 1. In various experiments, participants decide unconsciously. 2. Only consciously made decisions can be freely made…

L’assunto problematico: il modo in cui decidono le “cavie” di questi esperimenti è il modo tipico in cui decidono le persone.

Tuttavia, non sembra che le cose siano in questi termini.

La scelta che devono compiere le cavie è semplicissima

… Participants in these experiments are instructed to perform a simple action whenever they want and then report on when they first became aware of an urge, intention, or decision to perform it…

Il setting dell’esperimento, poi, non è certo quello che ci propone la vita quotidiana…

… The experimental setting is very different from a situation in which you’re carefully weighing pros and cons…

Insomma, non siamo nelle condizioni tipiche in cui prendiamo le nostre decisioni.

Quando le cose sono tanto semplificate è plausibile pensare che l’istinto giochi un ruolo preminente.

Inoltre, il fatto che una decisione presa d’istinto (o inconsciamente) si possa frenare significa già di per sè che il libero arbitrio non è stato confutato.

Altri problemi: come si correlano coscienza e attività cerebrale?…

… the brain activity that experimenters are measuring several hundred milliseconds or several seconds in advance of the action gives rise to additional brain activity that is a conscious decision, and that conscious decision plays a part in producing the action – the flexing, clicking, or pressing. There is no good reason to believe that the early brain activity (measured in seconds with fMRI and in milliseconds in the other studies) is correlated with a decision that is made – unconsciously – at that time…

Sì, c’è un’attività cerebrale precedente, ma di che natura? Una cosa è certa: non ci consente di prevedere la risposta.

Come possiamo definire il libero arbitrio? Modesta proposta: uno è libero quando non esistono forze che lo determinano…

… According to a modest conception of free will, as long as you’re able to make rational, informed, decisions when you’re not being subjected to undue force and also are capable of acting on the basis of some of those decisions, you have free will…

Definizione più ambiziosa: uno è libero quando il suo comportamento è imprevedibile…

… According to a more ambitious view, something crucial must be added to these abilities: If you have free will, then alternative decisions are open to you in a way requiring that the natural laws that govern your brain activity sometimes give you at most a probability of deciding one way and a probability of deciding another way…

L’indeterminatezza del futuro è per noi esperienza abituale, fa parte del buon senso…

… Most people assume that the future is open in a certain way. As they see it, not only don’t we know now exactly what we will do next week, but it also is not determined…

Gli studi di Benjamin Libet registrano una semplice attività cerebrale che consente predizioni giusto al 60%. Il futuro è dunque aperto anche nei casi semplicistici messi sotto la lente…

… In the fMRI study I mentioned, scientists were able to predict with 60% accuracy… After all, the evidence leaves a 40% chance that the participant would press the other button…

Si tratta quindi di esperimenti compatibili anche con la definizione più ambiziosa di libero arbitrio…

… Believers in ambitious free will thrive on probabilities of action, and that’s exactly what we find in these studies…

Conclusione. La scienza non confutato il libero arbitrio poiché sperimenta su casi non equiparabili a quelli che una persona affronta, inoltre non conosciamo bene la correlazione tra attività cerebrale e coscienza (il fatto che esista un’attività non significa che si è già deciso).

Un’ultima cosa: l’ipotesi del libero arbitrio è preferibile anche per motivi pratici:…

…  lowering people’s confidence in the existence of free will increases bad behavior…

Credere alla nostra libertà ci rende persone migliori

… belief in free will promotes personal well-being…

… e anche persone più soddisfatte.

Quando le ragioni teoriche sono deboli, anche le ragioni pragmatiche assumono un peso importante.

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Esistono alcuni controesperimenti implementati con un setting molto più realistico, in casi del genere il ruolo della coscienza e del libero arbitrio è difficile da eludere.

Il primo riguarda delle donne che decidono di sottoporsi allo screening: tra chi dice di “aver deciso” bisogna ancora distinguere chi ha preso un impegno serio e le altre. Se ci si limita alle seconde è facile vedere all’opera forze misteriose che trascendono la coscienza e la fanno apparire come un’illusione.

… In one experiment, the participants were women who wanted to do a breast self-examination during the next month.  The women were divided into two groups.  There was only one difference in what they were instructed to do.  One group was asked to decide during the experiment on a place and time to do the examination the next month, and the other group wasn’t.  The first group wrote down what they decided before the experiment ended and turned the note in.  Obviously, they were conscious of what they were writing down.  They had conscious implementation intentions…. The results were impressive.  All of the women given the implementation intention instruction did complete a breast exam the next month, and all but one of them did it at basically the time and place they decided on in advance.  But only 53 percent of the women from the other group performed a breast exam the following month…

Se l’impegno è serio lo si adempie, altrimenti non si è “manipolati”, molto più semplicemente ci si autoinganna per convenienza. Caso due…

… In another experiment, participants were informed of the benefits of vigorous exercise. Again, there were two groups.  One group was asked to decide during the experiment on a place and time for twenty minutes of exercise the next week, and the other group wasn’t given this instruction.  The vast majority – 91 percent – of those in the implementation intention group exercised the following week, compared to only 39 percent of the other group…

Se decidiamo di fare una cosa e ne facciamo un’altra non è tanto perché il libero arbitrio sia illusorio, quanto perché le nostre priorità cambiano nel tempo e tendiamo – anche inconsciamente – ad approfittare della vaghezza nell’impegno preso. Caso tre…

… In a third experiment, the participants were recovering drug addicts who would be looking for jobs soon.  All of them were supposed to write resumes by the end of the day.  One group was asked in the morning to decide on a place and time later that day to carry out that task.  The other group was asked to decide on a place and time to eat lunch.  None of the people in the second group wrote a resume by the end of the day, but 80 percent of the first group did…

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Denaro e poesia

Sono due aspetti della nostra cultura che non sembrano volersi molto bene: in letteratura il mondo degli affari è dipinto come spregevole.

Sarah Skwire ritiene però che l’incompatibilità sia fondata su un equivoco. Il saggio. “Bonfire of the Clichés” è il saggio scritto per puntellare questa tesi.

Si parte prendendo in esame un libro esemplare come quello di Linda Woodbridge (Money and the Age of Shakespeare: Essays in the New Economic Criticism) che sembra scritto apposta per rafforzare il clichè ma che, indirettamente, lo smaschera.

Ma guardiamolo più da vicino: per soppesare il ruolo degli “affari” nella letteratura occidentale, la la letteratura occidentale stessa viene ridotta al buon Shakespeare, e Shakespeare ridotto ad un’opera: Il Mercante di Venezia

… relying on The Merchant of Venice as the source for our image of Shakespeare’s attitude toward money means that we’re getting an impression that is about as reliable as depending solely upon Macbeth as the source for Shakespeare’s attitude towards marriage…

Eppure, il bardo ha scritto 38 opere teatrali, possibile che “il suo rapporto con il denaro” possa emergere in modo esaustivo limitando l’esame ad una tra le più brevi?

Lo stesso discorso fatto per Shakespeare è ripetibile per Dickens. Sentenza: la sua produzione artistica è una denuncia della società industriale. Laddove per “produzione artistica” si intende “Racconto di Natale” e “Tempi difficili”.

Parliamo quindi di 141.000 parole quando Dickens ne ha vergate oltre 4 milioni. Esprimiamo cioè giudizi sulla sua opera considerandone il 3.5%.

Si ha una leggerissima impressione che il campione non sia rappresentativo…

… this kind of incomplete evidence is a plague in current discussions of markets and literature…

Questo problema ha un nome: “deduction by reduction”.

… if one Googles, for example, “Shakespeare and economics” one will turn up thousands of results relating to Merchant… Similar searches on “Dickens and economics” will lead equally rapidly and often to A Christmas Carol and Hard Times…

Il Mercante di Venezia e Scrooge non sono certo i migliori sponsor per il mondo del business. Questo è vero. Ma forse non sono nemmeno i migliori rappresentanti di Shakespeare e Dickens! Di certo non sono gli unici.

Tutti vanno a cercare nello stesso posto e trovano la stessa cosa giungendo alle medesime conclusioni. Ma ci sono interi filoni che giacciono inesplorati.

Richard Strier – caso unico – si esercita per esempio con la “Commedia degli Errori” e… sorpresa!:

… “a world of merchants— every one of whom is honest generous and admirable.…There is not a single lie or deception, not a single crooked, devious, or dubious monetary dealing in the play. Contracts are honored, and it is a matter of shame not to do so. Money in the play is neither filthy nor corrupting. No one is self-conscious about it, and no one is either greedy or miserly. It is taken as perfectly normal not to cheat and to expect not to be cheated.”…

Come cambierebbe il nesso immaginario tra Shakespeare e il denaro se la “Commedia degli Errori” fosse posta sullo stesso piano del “Mercante di Venezia”?

Oppure, prendi Dickens: “Tempi Difficili” è certamente un attacco al mondo delle industrie di Manchester. Ma “Casa Desolata”? Lì dentro ci sono molti concetti che si sposano al meglio con i meccanismi di mercato…

… waste of potential human capital that occurs when young men are not expected to engage in the world of work… character-destroying qualities of financial irresponsibility….

Gli studiosi di Adam Smith sono familiari con questa doppia dimensione di uno scrittore…

… Smith’s opinions and politics can depend, more or less entirely, on whether they have read Wealth of Nations or Theory of Moral Sentiments…

Basta leggere quel che è letto da tutti: ricerchiamo filoni alternativi, ne esistono in abbondanza.

C’è chi ha puntato sui gialli, sul noir, sulle storie investigative in genere: più logica, più commercio.

L’investigatore privato è il prototipo del “bene fatto per interesse”. Pura logica di mercato.

La letteratura di genere, bisogna ammetterlopromette più di quella autoriale: leggo Loretta Chase (genere erotico), fa girare il suo romanzo più famoso intorno alla nuova impresa costituita dell’ eroina-stilista Marcelline Noirot, che viene descritta più come una “vocazione” che come un “lavoro”.

Chi cerca trova, e in quest’opera salta agli occhi una certa inerzia intellettuale: ci fidiamo di quanto ci dicono gli esperti, e non andiamo oltre.

Ma i critici letterari non hanno un solido background nelle scienze economiche. Molti concetti sfuggono alla loro lente, il quadro d’insieme che disegnano non è quasi mai completo sotto questo punto di vista.

La scena d’apertura dell’ Enrico V dipinge un chiaro “fallimento della politica” che nemmeno James Buchanan avrebbe potuto rendere. Eppure, non non è mai presentato come tale…

… two churchmen persuade Henry to invade France in order to distract him from a bill pending in parliament that would take church lands for the Crown…

Ma nelle stesso Mercante ci sono passaggi che hanno come riferimento molti preziosi servizi svolti dal mercato… 

… the play contains some good lessons about the value of diversifying one’s investments… importance of avoiding the sunk cost fallacy… need for marine insurance…

Perché il critico letterario tipo mette in evidenza l’avidità di Shilock e non la sottostante insipienza di Bassanio che non assicura il suo carico? Semplice: perchè è incompetente in fatto di economia e non vede entrambi gli aspetti della faccenda, non collega come la soluzione al problema che lo tormenta venga dal mondo che condanna (o che fa condannare all’autore del testo).

Persino in “Tempi Difficili” alcuni passaggi contengono una difesa indiretta alla libera competizione

… It is also about the nefarious union organizer, Slackbridge, who willfully destroys the character and life of the honest and forthright Stephen Blackpool when he declines union membership…

Naturalmente, sarebbe assurdo pretendere dalla letteratura un’ apologia del mercato, la sua funzione è diversa…

… The surest way to write a bad novel, after all, is to write it because you really want to teach…

Il peccato di didatticismo è tra i più gravi in cui puo’ incappare uno scrittore.

La letteratura prospera sulla complessità, contiene un vasto repertorio di mondi e caratteri umani. Se ci si riduce a buoni contro cattivi lo scadimento è assicurato…

… every time you’re telling a good vs. evil story, you’re basically lowering your IQ by ten points or more…

La letteratura non dà e non deve dare risposte chiare: lì dento c’è e deve starci un po’ di tutto. Anche per questa ricchezza è possibile isolare molti contesti pro-market. Solo che non lo si fa.

Si è affermato che…

… impulse to become a writer suggests a fundamental fiscal incompetence

Non penso sia vero: tutte le volte che frequento artisti (più o meno velleitari) l’argomento non è mai l’arte ma la burocrazia e le royalties. Evidentemente sanno anche qualcosa di quel mondo. Senza contare la massima – forse un po’ esagerata – del Dr. Johnson

… No man but a blockhead ever wrote, except for money…

Concludere che i letterati non capiscano niente di economia e che quindi la odino a priori, significa concedere un punto che non c’è alcun bisogno di concedere.

Proposte? La salvezza sta nell’interdisciplinarietà.

Il “nodo” non sono i letterati ma semmai i critici letterari, in loro sì che pesa una certa incompetenza quando giungono a facili conclusioni anche su materie che esulano in senso stretto dalla letteratura.

D’altronde, critica letteraria e snobismo sono andati a braccetto per molto tempo: denaro e preoccupazioni materiali sono qualcosa di trascurabile (per lo snob).

Agli albori le università erano pascolo di quella borghesia in cerca di abbinare sapere e prestigio sociale, con quest’ultimo fino ad allora riservato ai nobili (tipicamente sprezzanti del denaro). I critici letterari di estrazione borghese avevano così l’ambizione di accreditarsi in quel mondo emulandone gli atteggiamenti.

Alcuni esempi virtuosi di incrocio tra competenze…

… Deirdre McCloskey’s Bourgeois Virtues and Bourgeois Dignity, Michael Watt’s Literary Book of Economics, the novels of Russ Roberts… Cox and Cantor’s Literature and the Economics of Liberty, the Harry Potter scholarship Sturgis references…

Non tutti possono sapere tutto: dove arriva il critico letterario non arriva l’economista e viceversa. Metterli insieme evita cliché e sbilanciamenti. In questo senso rete e social media funzionano come connettore a basso costo.

La cosa già avviene in molti campi. Fino a qualche tempo fa era forse immaginabile una rivista tipo “Literature and Medicine”? Ebbene, oggi esiste…

… scholarship in the “medical humanities” would have seemed absurd…

Gli articoli scientifici scritti a quattro mani con esperti di diversa provenienza sono sottovalutati. Ma è da lì che potrebbe passare il dissolvimento di certi stereotipi letterari.

Oggi vedo ragioni di ottimismo: viviamo in un contesto culturale che non considera sempre il mercato come un triste “male necessario”

… reality television shows like Project Runway where fashion designers compete to show their own collections and get funding to start/ support their own businesses, or Shark Tank where entrepreneurs compete for venture capital, I’m not so worried that our cultural productions are killing our entrepreneurial drive… anti-Statist and arguably anarchist Young Adult best sellers in the Hunger Games trilogy… the unschooling stance and praise for quirky individualism of the Mysterious Benedict Society… the music videos by John Papola, Russ Roberts, Remy, and Dorian Electra. (It’s a new age of political satire, and the YouTube video is our broadsheet, my friends.)… Iron Man and Batman posed above the slogan: “Money: Best Superpower Ever.”… Hilary Mantel’s success with novels about Tudor politics— novels crying out for a good solid public choice exploration of the problems inherent in political action… self-publishing, which does nothing, I admit, to disprove Sturgeon’s Law, but which goes a long way to hearten those who like emergent orders instead of top-down organization…

C’è un’enorme quantità di energia in movimento: il monopolio sulla letteratura spetta ai letterati solo finché si limitano a giudizi letterari, ma quando si va oltre anche specialisti di diversa estrazione possono avere voce in capitolo. In questi casi il lavorare insieme è la formula migliore.

 money

 

 

Privatizzare la scuola

La nomina di  Betsy DeVos – sostenitrice del sistema voucher a ministro dell’istruzione del governo Trump fa sperare/temere una privatizzazione della scuola americana.

E’ anche un’ occasione preziosa per ascoltare le voci anti-voucher, che hanno già cominciato a levarsi.

Una delle più autorevoli è quella di Nathan Robinson, a cui risponde Scott Alexander nel saggio “Contra Robinson On Schooling”.

Per i critici introdurre il profitto economico nei servizi scolastici è pericoloso: si creano incentivi perversi.

L’obiettivo di fondo dei “produttori” si trasformerebbe: dal fornire un servizio ottimale a massimizzare il guadagno degli azionisti.

In parole semplici: si spenderebbe il meno possibile nell’educazione vera e propria pur di girare a dividendo certe somme…

… If you don’t have to spring for new lab equipment or new textbooks, you have no incentive to do so…

La risposta qui è scontata: le imprese commerciali possono massimizzare i profitti solo soddisfacendo la clientela. Se scelgiessero delle scorciatoie i clienti volerebbero altrove…

… choice creates competition, which creates quality…

Anche la controreplica è nota: ma i genitori non hanno molte opzioni, non ci sono alternative valide nelle vicinanze.

In poche parole: nella scuola di stato tutte le risorse investite vanno alla scuola mentre nel privato si scindono tra investimenti scolastici e profitti.

Per dirimere la diatriba guardiamo ai fatti.

Potremmo comparare buoni scolastici e buoni alimentari (foodstamp), il meccanismo è il medesimo: com’è la qualità degli alimenti che si comperano in un supermercato che accetta foodstamp?…

… I know the quality of service these poor people get for their money. And it is really good…

In merito c’è un aneddoto sintomatico

… There’s a story about Boris Yeltsin coming to America for the first time, walking into a random grocery store, seeing that random middle-class Americans had a better selection of goods than the highest-status Soviet officials, and freaking out that this was some kind of weird Potemkin economy that the Americans had set up to demoralize him… fifty different kinds of cereal… hundred different kinds of soda… also really cheap…

Ma perché i supermercati non lucrano? Perché non abbassano la qualità intascandosi la differenza?…

… Something like 48% of Americans are satisfied with the education system in the US. My guess is 100% of Americans are satisfied with the grocery…

L’ipotesi più probabile: la lotta agli sprechi pesa più dei profitti.

D’altronde, i profitti di mercato sono lì, possono essere visti. Sono un numero, di solito piuttosto basso se considerato in percentuale.

Un esempio chiarificatore che mi sembra perfetto…

… An example: Health care in this country is overpriced… Some people think this is because greedy insurance… But health insurance companies have a profit margin of about 3%… not a big deal if you’re wondering how much they affect health care costs… If you’re paying $ 5,000 a year for health insurance, then take away all profit motive from the insurance companies and you would pay $ 4850 a year for health insurance…

Cosa concludere?…

… Insurance companies aren’t callously throwing sick people out on the street for profitability reasons, they’re callously throwing sick people out on the street because they can only pay as much money as their customers give them and that isn’t enough to fund as much health care as people need…

Certi beni sono cari perché costano cari (97% della quota del prezzo), non perché ci si specula sopra (3% della quota del prezzo), anche se a noi piace pensare altrimenti.

Un altro esempio è quello dei piccoli prestiti (che noi spesso etichettiamo come “usurai”)…

… In a profitability analysis by Fordham Journal of Corporate & Financial Law, it was determined that the average profit margin from seven publicly traded payday lending companies (including pawn shops) in the U.S. was 7.63%, and for pure payday lenders it was 3.57%. These averages are less than those of other traditional lending institutions such as credit unions and banks. Comparatively the profit margin of Starbucks for the measured time period was just over 9%, and comparison lenders had an average profit margin of 13.04%. These comparison lenders were mainstream companies: Capital One, GE Capital, HSBC, Money Tree, and American Express Credit…

Interessi esorbitanti sono da imputare al rischio corso dall’ “usuraio” più che ad una sua speculazione…

… Payday lenders aren’t charging outrageous interest rates so they can get fat off the profits. They’re charging outrageous interest rates because loaning money to poor people who often fail to pay back…

Quanto guadagneranno gli imprenditori scolastici? Volendo esagerare attenendoci a settori più concentrati rispetto a quello scolastico potremmo ipotizzare un 11%.

A questo punto la domanda cruciale si fa più chiara…

…  If private schools cost the same amount of money as public schools, but 11% of that went to shareholder profits, wouldn’t our children receive an 11% worse education?…

Profitto e guadagni in efficienza andrebbero confrontati. Conosciamo i profitti, come possiamo conoscere il potenziale guadagno in efficienza?

Possono aiutarci tabelle come questa...

primary_scost

Si tratta di un costo già indicizzato all’inflazione!

E chi valuta sospetta la fonte sappia che risultati simili vengono confermati anche dai “nemici”, in questo senso non sono in discussione.

A cosa è dovuta l’esplosione nei costi?

Gli stipendi degli insegnanti non sono cresciuti in modo apprezzabile.

Il fenomeno è di quelli che fanno girare la testa:

… how is an activity which basically involves getting a bunch of kids into a building and throwing a teacher at them rising so dramatically in the absence of changes in building or teacher prices?…

Ci sono tre risposte.

Innanzitutto il Paradosso Simpson: i gruppi etnici di studenti che fanno male nei test si sono rimpolpati nel tempo (considera solo un fenomeno come quello dell’immigrazione).

Ma gli esiti nei test sono stagnanti anche per classi distinte di studenti. L’ipotesi è dunque da scartare.

Seconda obiezione: si spende di più per i ragazzi con bisogni particolari.

Ipotizzando con larghezza che per ciascuno di questi studenti si spenda il doppio, spieghiamo in questo modo giusto il 13% dell’aumento, manca ancora il 150%!

Terza ipotesi: la burocrazia è in espansione.

Una prova a sostegno

… One argument in favor: the same thing that’s happening to primary education is happening to college education…

Non tutti sono convinti, però. Sta di fatto che il mistero dell’esplosione nei costi è misteriosamente irrisolto. Ma per noi il punto è un altro

… The point is, private schools lose 11% of their funding to shareholder profit, and public schools apparently lose 75% of their funding of… boh…

Chissà perché la spesa scolastica è difficilissima da tagliare

… In my home state of California, there was a big funding shortfall ten years ago, and schools tried to cut everything they could, but finally they said there was nothing left to cut and they had no more ideas, and I believe that they tried as hard as they could…

Quand’anche sia stata la burocrazia a far esplodere le spese, non l’ha fatto in modo ovvio. Se dietro c’è “qualcuno” questo “qualcuno” è un genio del male.

Forse è più plausibile ipotizzare che nelle nostre scuole si sia generata una “cultura dell’inefficienza” cosicché chi formula ipotesi “efficientiste” è mal visto, boicottato e considerato insensibile alla stregua di un bestemmiatore in chiesa. Cosicché, per quieto vivere, si evita anche solo di pensarci abbandonandosi all’inerzia.

Altra obiezione degli anti-voucher

… look what happens with food stamps: the moment you start handing out a “voucher,” conservatives start seeing it as some kind of unearned “handout.”…

In altri termini: il sussidiato verrebbe stigmatizzato e inizierebbero delle pressioni per il taglio dei buoni…

… they erode the idea of education as a fundamental right… making it seem like a privilege

Ma qui l’analogia usata sembra forzata. Basta cambiarla e si giunge a conclusioni opposte…

… Medicare remains popular even though it’s essentially a voucher…

Un po’ più preoccupante è l’analogia che si potrebbe fare con gli ospedali privati…

… Although for-profit hospitals aren’t noticeably worse than not-for-profit, they’re also not noticeably better…

Potrebbero essere molto più efficienti ma tendono ad “adeguarsi” al pubblico e al terzo settore. Quasi non volessero rompere le scatole ai loro colleghi presentandosi come una minaccia. Da notare che l’adeguamento è in termini di efficienza non in termini di prezzi (detto altrimenti: non si tratta di somme girate agli azionisti)…

… existence of for-profit hospitals hasn’t started some kind of virtuous cycle… Having a field be open to competition isn’t necessarily incompatible with it being overpriced and inefficient…

Anche le scuole private oggi in attività non sembrano risparmiare molto su quel 75% di costo inutile, quasi si adeguassero all’andazzo. Tagliare i costi è dura anche nel privato.

Gli anti-voucher si preoccupano anche per i genitori più deboli

… Privatization schemes are also heavily dependent on the existence of highly astute parents, who have the time and inclination to carefully study schools… most vulnerable children are unlikely to have such parents…

Il punto è rilevante: genitori con pochi mezzi sono svantaggiati nelle scelte. Ma con i buoni la loro scelta diventa comunque più facile. Scegliere di cambiare quartiere per una migliore istruzione dei figli è molto più impegnativo.

Altra paura è quella dell’indottrinamento: le scuole confessionali potrebbero “lavare il cervello” dei vostri figli. Qui però i fatti sembrano smentire…

… Catholic school is already sort of like this and they don’t seem to be some weird foreign cancer on the body politic, so maybe it’s not such a big deal?…

Altra paura: la segregazione. Ognuno va con i suoi…

… everyone already goes to public schools in their own class-segregated neighborhood anyway…

Anche qui la stessa logica di prima: è più facile sfuggire alla segregazione con i voucher che con un trasloco. C’è chi vede questi traslochi come una delle cause della bolla immobiliare americana…

Elizabeth Warren has argued this is primarily behind the secular rise in real estate… This factor could easily be more important than everything else combined and might make school vouchers a plus even if they seriously worsened the quality of education…

Conclusione: la cosa migliore è sperimentare

… As we start to understand things better, extend the window…

E la concorrenza? Ci sarà? Potrà sprigionare i suoi benefici? C’è chi ne dubita. Per identificare la quota di profitti abbiamo considerato settori più concentrati rispetto a quello della scuola, tuttavia altre soluzioni sono possibili…

… Let’s let random people open tiny schools

Oggi il 3% dei genitori americani fa scuola ai propri figli (homeschool), e da questo esperimento naturale sappiamo che la qualità non è un problema…

… All the research shows that home-schooled students do much better than traditionally schooled students on standardized tests, college admission exams, college GPAs, and general life satisfaction as adults…

Questo anche se c’è un problema di rappresentatività del campione: solo i genitori più attenti e coscienziosi optano per l’ homeschooling.

Dall’ homschooling alla tiny school il passo è breve.

E’ facile immaginarsi la storia standard

… A woman has a kid and decides she doesn’t want to go back to work and leave the kid in daycare for eighteen years. She takes some test, clears some regulatory hurdle, promises that she’ll clear a certain bar on her kids’ standardized test scores, and registers as an approved school. Then she gets a couple of friends and neighbors who trust her to send their kids to her too. Maybe her husband works outside the home, so she doesn’t even need five. She’s happy with two or three (I think it would be important that you can’t make any money by educating your own kid; otherwise the incentive is to keep them out of school and pretend to be educating them yourself). Then she tutors them in a class a fifth the size of comparable public school classes… If you’re an actual, qualified teacher, maybe you can get ten or twenty… That’s $ 100,000 to $ 200,000, minus your overhead…

E’ una stravaganza? No, è la storia americana…

… for the majority of American history, kids were taught by a member of the community in a one room schoolhouse… the system that produced Benjamin Franklin, Thomas Edison, et cetera….

Qui andrebbe anche ricordato quanto poco contino i titoli dell’insegnante sul suo lavoro…

… remember that all the research shows that formal teacher training and level of teacher credentialing has zero effect…

Molte tiny school, molti posti di lavoro

… This would provide provide a means of self-directed, boss-free income for millions of people…

Magari questa è un’eresia, solo sperimentando possiamo capirlo, mai fidarsi di chi emette sentenze a-priori.

E non dimentichiamoci che già esiste un esito sperimentale univoco e riconosciuto più o meno da tutti: scegliersi la scuola aumenta la soddisfazione della famiglia. Esempio

… Universally, school choice parents are highly satisfied with choice schools, reporting greater discipline, more responsive staff and better educational environments than the public schools they left. That parents are satisfied with their choice schools is a valuable indicator that school choice delivers real benefits. As University of Wisconsin professor John Witte, the official evaluator of the Milwaukee choice program, recently commented on school choice research: “There’s one very consistent finding: Parental involvement is very positive, and parental satisfaction is very positive…parents are happier. The people using vouchers are mostly black and Hispanic and very poor…they deserve the same kind of options that middle-class white people have.”… Patrick J. Wolf’s survey of twelve voucher programs (pdf) supports this interpretation.  And here are strongly positive results on parental satisfaction Indiana

Naturalmente i genitori potrebbero essere soddisfatti per motivi differenti dal risultato nei test

… parents may like the academic programs, teacher skills, school discipline, safety, student respect for teachers, moral values, class size, teacher-parent relations, parental involvement, and freedom to observe religious traditions, among other facets of school choice…

Gli economisti si sono sempre disinteressati alle ragioni per cui un consumatore si dichiara soddisfatto: conta solo la sua soddisfazione.

Ecco allora un’avvertenza che s’impone:

if you’re reading a critique of vouchers and the critic isn’t willing to tell you up front that parents typically like this form of school choice, I suspect the critic isn’t really trying to inform you

 

Crisi di autorità

Brexit, Trump e populismi vari in giro per il mondo hanno abbassato le quotazioni degli esperti tradizionali… e alzato quelle di Martin Gurri

Grazie al saggio  “The Revolt of the Public and the Crisis of Authority in the New Millennium” si candida a profeta del nostro tempo.

Quando si giudica l’autorità politica il pensiero sotteso è sempre più spesso: “anch’io potrei far meglio di quell’idiota”.

Il che implica: 1) disprezzo (non critica) per l’autorità politica del momento (l’idiota) e 2) richiesta di sempre maggiori poteri per l’autorità politica (la ricettina privata per “far meglio” è una lunga lista di divieti, obblighi e altre coercizioni varie).

Ma partiamo dall’inizio. 

Prendiamo una serie di eventi e chiediamoci cosa li connetta

… online universities…serial insurgencies… faster churning of companies in and out of the S& P 500…death of news… Facebook…. google… smartphone… crisis of government in liberal democracies…

Un ordine sociale sta sparendo, era fatto di gerarchie, esperti, industrie e convenzioni sociali che sentiamo desuete. Camminiamo ora in una terra di nessuno.

Una terra in cui informazione e conoscenza si stanno scollegando…

… the belief that information of the sort found in newspapers and television reports was identical to knowledge –so the more information, the better.   This was naïve…

In condizioni di scarsità informazione equivale ad autorità.

Il TG1 era autorevole, Nando Martellini era solenne con il suo triplice (allora solenne e oggi ridicolo) “Campioni del Mondo”.

E poi… povero Mubarak

… A resident of Cairo, who in the 1980s could only stare dully at one of two state-owned channels showing all Mubarak all the time, by the 2000s had access to more than 400 national and international stations…

La scarsità è finita, ok? Ma quantifichiamo il fenomeno, altrimenti non ci si capisce…

More information was generated in 2001 than in all the previous existence of our species on earth.   In fact, 2001 doubled the previous total.   And 2002 doubled the amount present in 2001…

Il trend dura da secoli, ma con questi numeri forse possiamo dire che “ora è diverso”.

Tanta informazione significa tanta incertezza.

Ora che sono informatissimo non vado a votare, sono indeciso. Prima – quand’ero all’oscuro di molte cose – il mio curriculum di elettore era impeccabile, avevo le idee chiare, consumavo schede elettorali come noccioline.

L’incertezza contribuisce alla corrosione dell’autorità: non ci si fida più di nessuno. Che valore hanno gli studi continuamente sbandierati da Tizio, Caio e Sempronio. I trucchetti sono mille, il profano magari non li conosce a menadito ma sa che esistono e ne presume l’impiego massiccio.

Non capiamo più nemmeno cosa sia importante, cosa valga la pena di discutere in pubblico… e si finisce ognuno nella propria nicchia a far chiacchiere senza fine.

Ma dove picchia più duro una crisi di tal fatta?… 

… in the relationship between elites and non-elites, between authority and obedience.   That passive mass audience on which so many political and economic institutions depended…

Ci si esprime su piattaforme digitali, ognuno dice (urla) la sua, la differenza professionista/dilettante sfuma, un po’ come succedeva in un tempo che pensavamo non ritornasse più…

… The voice of the vital communities was a new voice:   that of the amateur, of the educated non-elites, of a disaffected and unruly public…

Ognuno si aggrega e si trincera nella sua piccola comunità e il lavoro dei “persuasori occulti” è diventato impossibile: l’arrendevole massa da manipolare è un ricordo sbiadito…

… communities of interest reflected the true and abiding tastes of the public.   The docile mass audience, so easily persuaded by advertisers and politicians, had been a monopolist’s fantasy…

La rete trasforma il consumatore di opinioni in un produttore.

Le gerarchie del potere, del denaro e della cultura vanno in frantumi.

E loro, come reagiscono?…

… not worry or regret over lost influence, but moral outrage and condemnation, sometimes accompanied by calls for repression…

Alto e basso si rimescolano: un po’ perché il “basso” diventa narciso, un po’ perchè l’ alto si rivela spesso come un imperatore a cui mancano diversi vestiti.

In ogni settore della nostra vita (politica, scuola, lavoro…) una costante predomina…

… revolution in the relationship between the public and authority …

Ecco dove siamo. Siamo in transizione: dalla gerarchia alla rete. Non facile sincronizzare il passo.

Chi sta in alto, quando guarda giù, prova repulsa, forse è anche una forma di rimpianto…

… From the top, the public, and the swings of public opinion, appeared irrational and uninformed… “private citizen,”was a political amateur, a sheep in need of a shepherd…

Oggi l’autorità assomiglia di più alla bellezza: la riconosciamo solo quando la vediamo (e puo’ spuntare in ogni momento da ogni luogo).

Un tempo, invece, l’ autorità aveva il marchio dell’ accreditamento, le due cose procedevano inseparabili…

… the person in authority is a trained professional.   He’s an expert with access to hidden knowledge.   He perches near the top of some specialized hierarchy… he got there by a torturous process of accreditation…

Oggi ci accorgiamo meglio a cosa serva il monopolio, nella scuola come nell’informazione?…

… A crucial connection, as I said earlier, exists between institutional authority and monopoly conditions:   to the degree that an institution can command its field of play, its word will tend to go unchallenged.   This, rather than the obvious asymmetry in voice modulation, explains the difference between Cronkite and Katie Couric…

Come chiamare la nuova era?…

… “networked age,… “Digital age”……..“digital revolution”…

In passato abbiamo assistito a molte rivoluzioni della comunicazione, ognuna con la sua brava rivoluzione sociale.

Scrittura

… The invention of writing, for example… led to a form of government dependent on a mandarin or priestly caste…

Alfabeto

… The development of the alphabet was another: the republics of the classical world would have been unable to function without literate citizens…

Stampa

… A third wave, the arrival of the printing press and moveable type, was probably the most disruptive of all.   The Reformation, modern science, and the American and French revolutions would scarcely have been possible without printed books and pamphlets…

Mass Media: nascita della grande industria e delle grandi democrazie.

Oggi il processo si ripete… centuplicato…

… I think I have already established that we stand, everywhere, at the first moment of what promises to be a cataclysmic expansion of information and communication technology…

Prendiamo una star della nuova era Hossein Derakhshan, blogger iraniano meglio noto come Hoder. Che tipo è?…

… Hoder was technically savvy: that was his claim to fame. But, for an Iranian and a supposed dissident, I found him surprisingly naïve… he was full of strange ideas about neocons conspiring with other Iranian exiles whom he didn’t like…. a very likeable person, possessed of a very ordinary intellect… he was not a politician, not a revolutionary, not a genius, not a scholar –not an authority of any sort…. chi era? he was a gifted amateur, propelled to unexpected places by the new information technology…

Avete presente cos’è l’ Iran?…

… In theory, the Iranian regime is a Platonic republic, with wise guardians protecting the moral… Recent history has seen cycles of superficial reforms to open up the system…

Difficile che qualcosa del genere possa protrarsi nel nuovo mondo, se non usando il pugno di ferro contro i vari Hoder. I guardiani della rivoluzione hanno fiutato all’istante il pericolo…

… the ruling class confronted what has come to be called “the dictator’s dilemma”… For security reasons, dictators must control and restrict communications to a minimum.   To make their rule legitimate, however, they need prosperity, which can only be attained by the open exchange of information.   Choose… North Korea, for example, stands at the restrictive extreme

Chi non è ricorso al pugno di ferro è collassato

… Egyptian dictator, Hosni Mubarak, lost power in part because of his vacillations…

La strategia iraniana è particolare…

… Iran’s rulers chose differently.   Formally at least, they embraced blogging… and encouraged regime supporters to get online… Whole swaths of Blogistan are thus dedicated to “conservative” political and religious views…. the regime also blocked many websites, and currently holds the world record for bloggers thrown in jail…

In uomo insignificante come Hoder ha messo in crisi la santità di una nazione immensa come l’ Iran.

E insisto sull’ insignificanza

… I ran across him in Nashville, he seemed less a blogfather than an orphaned techno-gypsy, drifting from conference to conference… in the fall of 2008, Hoder travelled to Tehran.   And so it happened that, on the first day of November, the Iranian authorities at last caught up with the insignificant man:   they arrested Hoder…… 19 ½ years of incarceration for the crime of blogging. Idle to speculate why Hoder returned to Iran:   he was, as I noted, of a naïve and unrealistic temperament…

Ma perchè tanta paura per una personalità tanto banale? La risposta è scontata: per la perdita di un Monopolio.

Lo si capisce dalla natura delle accuse

… a good place to start is with the formal charges….. “insulting the sanctities”… They speak when there should be silence…It is the speaking that is taboo… it’s the alien voice of the amateur, of the ordinary person, of the public, that is an abomination… This, not from selfish motives, no, not in the least –for the good of humanity.   Their authority rests on the moral order of the world.   Any challenge, however insignificant, isn’t just a potential threat to them but a violation of that order

In questo le democrazie non fanno eccezione…

… democratically elected governments have reacted in the same way.   Turkish Prime Minister Recep Tayyip Erdogan is his country’s most popular politician in generations, having comfortably won several national elections… when protests broke out in Istanbul over government plans to build a shopping mall on the site of a park, then spread throughout Turkey and acquired a definite anti-Erdogan edge, the Turkish news media ignored the events… Erdogan’s minister of interior announced that “provocations on social media”were to be targets of criminal…

Le notizie valgono meno della spazzatura e molti giornali falliscono. Chi fallisce si lamenta. Ma di cosa? Del proprio fallimento? No, del fatto che “la democrazia è in pericolo”…

… When, for example, Nicholas Kristof brooded on the “decline of traditional news media”which pays his salary, he evoked a dismal future of “polarization”…

Uomini insignificanti che mettono in crisi grandi industrie… eccone un altro…

… Fanning released the first version of Napster in June 1999.   He was 18, an unknown teenager without money or business connections… the noise of condemnation by defenders of the music and allied industries was Erdogan-worthy…..Jack Valenti, head of the Motion Pictures Association of America, portrayed the corporate interests he represented as “the backbone of America’s creative community”… Hilary Rosen, head of the Recording Industry Association of America:   “what Napster is doing…is legally and morally wrong.”…

Se valenti avesse avuto la possibilità di condannare Shawn Fanning a 19 anni e mezzo di carcere lo avrebbe fatto🙂.

Questo strano nuovo mondo verso cui siamo incamminati spiega molto anche delle primavere arabe

… Bouazizi burned to death in front of a camera.   For as long as digital images hold true, we will watch him explode into flames, still walking, at a nondescript public square.   This image was impossible to absorb without feeling pain and horror…. The photos of Bouazizi’s self-immolation were posted on Facebook, and aroused strong emotions in and out of Tunisia… the industrial age depended on chunky blocks of text to influence government and opinion.   The new digital world has preferred the power of the visual… most of Al Jazeera’s Tunisia footage came from cell phone

Vuoi mettere un video con un pallosissimo articolo. Ah, se avessimo avuto il video di Regeni torturato.

Vuoi mettere avere a disposizione milioni e milioni di reporter anziché una decina? Oggi ognuno di noi è reporter credibile, basta uno smartphone. la ridondanza nell’informazione è a livelli mai visti.

In Tunisia, una massa disorganizzata di persone ha spodestato in pochi giorni un regime saldo da 23 anni.

La rivoluzione diventa un “evento” Facebook e se vuoi partecipare basta un invito…

… I want to move directly to a specific moment:   January 14, 2011, when Ghonim, inspired by events in Tunisia, posted on the “Khaled Said”page a call for protests for January 25, the “Police Day”holiday in Egypt.   Ghonim gave the event its name:   “Revolution Against Torture, Poverty, Corruption, and Unemployment.”  And he created a Facebook Event for it…

Quali condizioni occorrono per dare il la alla rivoluzione?

… Roland Schatz,.. “Critical mass”occurs at between 10 and 20 percent of adoption –the level at which enough diffusion networks become “infected”by the virus of change to make the latter…

Obiezione: la gente distingue tra reale e virtuale, la rivoluzione non è una passeggiata, puoi invitare finché vuoi ma non avrai risposta.

Le primavere arabe confutano l’obiezione, tuttavia esiste un problema

… The problem has been posed in terms of online “weak bonds”as against real-life “strong bonds”…

In effetti nessuno può affermare che Ghonim è la causa della rivoluzione egiziana. E’ una tra le tante, forse nemmeno la primaria. La causa primaria è stata il “pacchetto” dell’informazione nel suo insieme, sono le ridondanze comunicative: una volta sprigionate sfuggono ogni controllo…

… Hosni Mubarak wished to modernize Egypt.   Modern countries boasted an abundance of TV channels and content.   Mubarak gambled that his regime could control the information pouring out of new channels… Ghonim’s raw, emotional performance on Dream TV has been credited with turning the tide decisively in favor of the protesters……. Dream TV… However, compared to state-owned television, this was indirect control

Non è dall’informazione che viene il pericolo/salvezza, è dalla sua mancata centralizzazione, dall’impossibilità di avere una stanza dei bottoni da cui controllare tutto o quasi. Il pericolo/salvezza viene dall’anarchia…

… unlike, say, TV or Facebook, the information sphere can’t be blocked by government…. This was demonstrated under almost laboratory conditions in Egypt on Friday, January 28, 2011:… Mobile phone service was disrupted as well…. Demonstrations planned after Friday prayers in many Egyptian cities were the immediate cause of the shutdown… starting with the octogenarian Mubarak, the people who ran the regime had come to power during the industrial age of information…

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Se il mondo prossimo venturo ha le caratteristiche accennate, alcune categorie del pensiero sbiadiscono…

… we still think in categories forged during the industrial age –liberal and conservative, for , or professional and amateur –our minds are blind…

Una tesi:

… We are caught between an old world which is decreasingly able to sustain us intellectually and spiritually, maybe even materially, and a new world that has not yet been born.   Given the character of the forces of change, we may be stuck for decades in this ungainly posture…

Alcuni beni del vecchio mondo sono sotto minaccia, inutile negarselo: democrazia liberale, stabilità economica

Anche la discussione pubblica è sempre più difficile per 2 motivi: 1) le vecchie autorità sono inamovibili e 2) ognuno chiacchiera nella sua nicchia.

Il vecchio mondo è ancora legato a denominazioni che riflettano una solennità che oggi appare trombona

… the industrial age insisted on portentous-sounding names of great seriousness..“Bank of America,”“National Broadcasting Corporation,”“New York Times. ”…

Il nuovo mondo invece predilige nomi buffi

… “Yahoo,”“Google,”“Twitter,”“reddit,”“Flickr,”“Photobucket,”“Bitcoin.”…

Pensate solo se Google si fosse chiamata  “National Search Engine Corporation”. Che ridere! Oppure Facebook, “Social Connections Center of America”. Avrebbe sfoggiato uno stile di merda a dir poco…

… The names of two popular political blogs from the early days of blogging, Glenn Reynolds’Instapundit and Andrew Sullivan’s Daily Dish, poked fun at the pretentiousness of the news business…

Questi nomi riflettono scarsa autorità, ma anche migliore comprensione delle dinamiche in atto: la gerarchia dominava ieri ma oggi il pubblico è in rivolta…

… hierarchy has ruled the world since the human race attained meaningful numbers…. From the era of Rameses to that of Hosni Mubarak… against this citadel of the status quo, the Fifth Wave has raised the network: that is, thepublic in revolt,…

All’ordine statuito va sostituendosi un’anarchia nichilista. Il “Centro” non tornerà più (per un po’).

I governi perdono il controllo dei propri documenti, gli editori dei propri libri, le case discografiche della propria musica.

Il 9/11 una manciata di uomini armati di taglierino hanno macellato e arrostito migliaia di americani.

Quando il “Centro” si mostra tanto debole, il risultato è sfiducia e perdita di autorità, dal che viene ulteriore debolezza.

Un parallelo storico…

… the closest historical parallel to our time may have been the wars of religion of the seventeenth century. I say this not necessarily because of the chaos and bloodshed of the period, but because every principle was contested…. “Who won – Catholics or Protestants?”… Neither won…

Le sorti della democrazia sono cruciali…

… my great concern as a citizen is for the future of liberal democracy…. That democracy became hierarchical, organizational, an institution of the Center… Many aspects of representative democracy have become less democratic, and are so perceived by the public….

Le scelte della massa conteranno più delle procedure selezionate dalla tradizione. C’è da preoccuparsi? Vista la qualità dell’elettore medio forse sì.

Qual è il possibile modello che spiega meglio l’azione dei media? Un secolo di ricerche ha condotto a risultati contraddittori. Scegliete voi.

C’è il modello dei media come persuasori

… do I, in my condition as a member of the public, accept all the mediators’ information, and act accordingly?… Lippmann argued… Propaganda, on this account, injected new opinions and actions directly into the gullible brains of the public…

C’è il modello che enfatizza i “legami forti”…

… I accept none of the mediators’information, because my moral and political beliefs were formed by “strong”social bonds, like church and family, rather than “weak”links like reading a newspaper?   That also has been proposed, most recently by Malcolm Gladwell…

C’è un mix tra i primi due

… I engage in a “two-step”process, in which I first absorb the opinions of a strong personal connection, like a trusted friend or minister, and only then accept certain mediated information?…

C’è il modello del media che detta solo l’agenda (dici poco!)…

… it the case that mediators have no power to control how I think or act, but can command my attention to those public issues… Roland Schatz…

C’è chi con internet sogna, chi trema e chi non vede niente di sostanziale nella rete… 

… some writers saw in digital media a boost to human collaboration and democracy.   Critics dubbed this tribe cyber-utopians.   Others found in the internet all manner of ills –the corruption of our culture, for example, or an invitation for governments to spy on their citizens.   These were the cyber-pessimists.   A third, much smaller group wondered whether anything important had really changed:   call them cyber-skeptics

Gladwell dà centralità ai legami forti: la realtà non si elude

… Only strong ties, argued Gladwell, made possible the informal coordination… real politics happened among comrades..Gladwell is a thinker of the Center, a mind of the industrial age…. He explicitly identified strong ties with hierarchy…

Shirky vede nella rete un amplificatore che sovrasta la realtà, per quanto la realtà resti il punto di partenza… 

… Clay Shirky has noted that a committed activist with strong personal ties to others also can expand his reach by becoming a Facebook warrior…

Forse tra utopisti e catastrofisti è meglio limitarsi alle constatazioni di fatto…

… power has fundamentally shifted between authority and obedience, ruler and ruled, elite and public, so that each can inflict damage on the other but neither can attain a decisive advantage.   That is the non-utopian thesis of this book…

Il potere è sempre un affare religioso, un affare di “fede” e l’informazione corrode la “fede”, per questo tanto allarme.

La legittimazione è una “storia”, una favola ben raccontata che ne risente se analizzata con la lente. L’ homo informaticus è necessariamente anarchico e de-sacralizzato…

… he rise of a restless, disruptive organism, which I have taken the bold step to name Homo informaticus… products of….the spread of education, expanded levels of wealthand security, and improved means of communication…

Solo l’uomo senza informazioni necessita e chiede mediazioni

… He was likely to be illiterate, and had neither the means nor the interest to travel very far.   His only channels of information were the people around him…… the typical Egyptian of 1980…

Nell’era senza info al politico basta controllare la comunità (unica fonte d’info)…

… for the regime to communicate and interact with Unmediated Man in terms advantageous to its story of legitimacy, it needed only to control the community… regime appointed the local authorities

L’uomo disinformato protesta violentemente ma non fa rivoluzioni, non fa un salto nel buio. Una legge che valeva prima (a cosa dobbiamo il collasso sovietico?) e vale ancora di più adesso.

Ben diverso l’andazzo con l’ homo informaticus

… homo informaticus is a differently-endowed member of the public: he’s literate, and has access to newspapers, radio, movies, TV. He has been exposed to a larger world beyond the immediate community.…. conceives of an alternative form of government…

Non è più possibile legittimare l’autorità politica, l’unica posizione è stare sulla difensiva e minacciare: “attenti, il mondo è complesso non crediate di averlo capito, non crediate che cambiare vi porterà un beneficio”. Ecco, un messaggio del genere ancora viene recepito…

… trivial example would be a TV commercial for a new, improved dishwasher detergent. A political example was the jolt of hope experienced by the Egyptian opposition after the fall of Ben Ali in Tunisia…

L’ homo informaticus sa che il mondo non ci sta in una testa, sceglie allora la sua fettina di informazione, la sua nicchia, la sua identità e si diversifica, si polarizza.

Lo stato controlla un millesimo del sistema informativo, e lo vediamo da come ci appaiono ridicoli i nostri governanti. Renzi sembra l’ ex compagno di classe bietolone che parla parla senza saper bene quel che dice. Al confronto un Aldo Moro qualsiasi era un Sacerdote del Culto dotato di paramenti di prim’ordine. Ma Moro giganteggiava al centro della scena di un Panopticon costruito appositamente per lui, Renzi invece è un corpuscolo minimo che va disordinatamente alla deriva in un sistema policentrico e senza gravità: più il pubblico è informato (o crede di esserlo), più il potere si delegittima.

Oggi mi sento di dire con pacata convinzione che esiste un dovere di disobbedire alla legge, oppure che esiste un dovere di non votare. Lo avrei fatto con altrettanta tranquillità 30 anni fa? No di certo.

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Perché riconosciamo autorità ai nostri governi?

Perché riconosciamo autorità ai nostri governi?

Risposta in coro: perché altrimenti sarebbe l’anarchia, il tutti contro tutto, il “vita mea morte tua”, eccetera. Insomma, un gran casino che è meglio evitare.

Questa la risposta più scontata, senonché Mike Huemer nel saggio “Consequentialism and Fairness” s’incarica di smontarla pezzo a pezzo. Unica guida: il buon senso.

Cominciamo a dire che chi risponde in questo modo è un “conseguenzialista”: riconosce la bontà di una decisione dalla bontà delle sue conseguenze.

L’argomento del conseguenzialista è questo: 1) poiché obbedire ha conseguenze buone, allora è nostro dovere obbedire, 2) quando esiste un dovere, allora è legittimo usare la forza per farlo rispettare.

La sicurezza è il primo bene che ci garantisce il governo…

… Those who are most pessimistic about human nature fear that society would be reduced to a barbaric state of constant war of everyone against everyone…

Poi ci garantisce anche l’ordine, ovvero la legge. Dici poco.

Si tratta di ipotesi problematiche ma assumiamole come vere per continuare il discorso e poterci concentrare su altri aspetti.

La prima falla nell’argomento del conseguenzialista salta subito all’occhio: se disubbidisco ad una legge non distruggo il governo e quindi non precipito nessuno nell’anarchia.

Forse qui è meglio precisare una cosa: ok, ci sono leggi a cui è bene obbedire. Per esempio, non bisogna rubare: ma questo indipendentemente dall’esistenza formale o meno di quella legge! Non sono leggi come “non bisogna rubare” che difende il conseguenzialista. La sua difesa è una difesa della legge indipendente dal suo contenuto etico. L’obbedienza per lui è SEMPRE dovuta.

Facciamo un caso concreto

… Take the case in which you see a child drowning in a shallow pond: you could easily wade in and save the child, though this would entail getting your clothes muddy and missing a class…

Sicuramente in un caso del genere è doveroso tuffarsi e salvare il bambino. Ma questo non è un caso analogo a quello che affronta un cittadino davanti alla legge. Il suo caso è piuttosto quest’altro:

…Return to the case of the child drowning in the shallow pond (Section 5.1.3). But this time, suppose that there are three other people nearby ready to save the child. They do not need help; there is no danger that the child will drown or suffer…

E in questo caso non sembra esistere un dovere di tuffarsi, ci sono già molti altri che stanno intervenendo per salvare il bambino. Per conseguenza, non dovrebbe esistere nemmeno un dovere analogo di obbedire alle leggi, ci sono già altri che lo fanno.

L’obbedienza richiesta dal conseguenzialista è quindi ridondante.

A questo punto la domanda che ci attendiamo è questa: “e se tutti facessero come te?”.

Qui però abbandoniamo il conseguenzialismo puro in favore di un conseguenzialismo delle regole

… Take the case of a newly planted lawn on a university campus. Students and professors are tempted to take short cuts across the lawn while walking from building to building. One person cutting across the lawn will have no noticeable effect. But if everybody does it, the pristine lawn will be marred…

Ma questa dottrina si rivela assurda in molti casi

… Suppose I decide to become a professional philosopher. This seems permissible. But what if everybody did this?…

Non potrei nemmeno salire sul treno: “se tutti salissero”, infatti, moriremmo soffocati.

A questo punto il conseguenzialista e il conseguenzialista delle regole potrebbero puntare sull’equità legata all’obbedienza: disobbedire è ingiusto nei confronti di chi obbedisce.

Ma qui usciamo una volta per tutte dal conseguenzialismo, sia ben chiaro.

Per valutare al meglio l’argomento dell’equità ricorriamo all’analogia della barca…

… Contrast the following scenario. You are in a lifeboat with several other people. You are caught in a storm, and the boat is taking on water, which needs to be bailed out. Other passengers take up containers and start bailing. The other passengers’ efforts are clearly sufficient to keep the boat afloat; thus, no large negative consequences will result if you refuse to bail. Nevertheless, it seems obvious that you should help bail water. Intuitively… it would be unfair to let the others do all the work…

In effetti rifiutarmi di prendere il secchio sembrerebbe ingiusto, anche se quando il mio contributo fosse minimo.

E se gli altri rematori mi chiedessero, oltre che lavorare di secchio, di fare loro un panino? Fin dove deve spingersi l’obbedienza?

Ammettiamo che l’equipaggio elegga come capo Robert “il pazzo”, il quale escogita il seguente piano: usare i secchi per prendere l’acqua da fuori e svuotarli nella barca. Oppure: abbandonare i remi e pregare Poseidone. Oppure: ognuno prenda la frusta e si flagelli. Oppure: dare 100 euro a Sally…

Sono tenuto ad obbedire? Se non lo faccio manco di rispetto agli altri?

Ricordo solo che chi ritiene dovuta l’obbedienza la ritiene anche questo dovere svincolato da ogni contenuto.

Il disobbediente rischia l’anarchia ma il comandante che fa leggi assurde a cui è ben difficile obbedire, non è da meno.

C’è poi il problema dell’eremita

… individuals who feel they do not need the state; for example, hermits living in the wilderness or indigenous peoples who would prefer that European colonists had never arrived on their continent…

E’ un po’ difficile agitare lo spauracchio dell’anarchia ad un anarchico. Così come i pericoli che derivano dal non fare una guerra impressionano poco il pacifista….

… suppose that the other passengers on the lifeboat believe that praying to Jehovah will assist them… in many cases, their view, whether correct or incorrect, is perfectly reasonable. I should think this is the case in regard to those who oppose the U.S. presence in Afghanistan, drug prohibition, immigration restrictions, and several other controversial laws or governmental projects…

Il cattolico non è atterrito dalle conseguenze che potrebbero derivare dal non pregare per il Buddah. La sua apparente calma e il suo rifiuto non deriva da comportamenti opportunistici ma da convinzioni reali.

Il costo di ubbidire alla legge comprende il costo di cio’ a cui rinunciamo…

… obeying the law often interferes with doing more important things. For instance, suppose you have the opportunity to safely evade $1,000 worth of legally prescribed taxes. It would perhaps be wrong to evade the taxes to spend the money on a new television. It would, however, be permissible to evade the taxes to use the money in a more socially valuable way than giving it to the government… the marginal social benefit of a dollar given to any of a variety of extremely effective private charities.17 In this case, it is not wrong to evade one’s taxes to send the money to charity… duress excuses the payment of taxes, but it does not render it praiseworthy…

Il costo di pagare le tasse non è pari alle tasse ma comprende la maggiore efficienza dell’impiego alternativo che avrebbero potuto avere quelle risorse.

Per legittimare l’autorità politica non basta dimostrare che è doveroso ubbidire ai suoi ordini ma anche che non è condannabile chi violenta il disubbidiente. Un’analogia appropriata è la seguente:

… suppose you are at a board meeting at which you and the other members are discussing how to improve your company’s sales. You know that the best way to do this is to hire the Sneaku Ad Agency. Your plan will be morally unobjectionable and highly beneficial to the company. Nevertheless, the other members are not convinced. So you pull out your handgun and order them to vote for your proposal…

Un comportamento simile potrebbe essere giustificato nei casi di emergenza estrema….

… Christopher Wellman offers an example with a similar lesson.18 Amy has a medical emergency and needs to be taken to the hospital immediately. Beth is aware of this but has no vehicle with which to transport Amy. So she temporarily steals Cathy’s car… it is permissible to coerce a person or violate a person’s property rights, provided that doing so is necessary to prevent something much worse… Thus, perhaps the state is justified in coercing people and seizing people’s property through taxation, because doing so is necessary to prevent a virtual collapse of society…

… ma non è mai giustificabile come regola.

Grazie all’analogia della barca abbiamo visto come il dovere di ubbidire non puo’ essere indipendente dal contenuto dell’ordine. Non posso violentare il mio prossimo per indurlo ad una condotta inutile se non dannosa. Quanta legislazione puo’ ritenersi legittima a questa stregua? Giusto quella che condanna il furto, l’omicidio, la rapina, la frode.

Qualcuno aggiungerebbe volentieri alla lista la legislazione che consente di produrre beni pubblici. Testiamola allora con l’analogia della barca….

… You have forced the other passengers to bail water out of the boat, thus saving it from sinking. While you have your gun out, you decide you might as well accomplish a few other desirable goals. You see a passenger eating potato chips, which will elevate his risk of heart disease

Non sembra proprio che i beni pubblici passino il test! Anche in questo caso bisognerebbe introdurre dei distinguo.

Ma possiamo spingerci oltre: la natura dello stato richiede obbedienza completa indipendentemente dai contenuti degli ordini, non si è mai visti fare dei distinguo, lo stato deve detenere una sovranità assoluta. In questo senso è sempre illegittimo dal punto di vista etico…

… This is a problem because the state’s authority is generally held to be comprehensive and content-independent. On a very strict reading of the comprehensiveness and content-independence conditions, the existence of just a few laws that the state is not entitled to make would preclude the state’s having genuine authority…

Come se non bastasse, le pretese dello stato vanno oltre: chiede il monopolio. Torniamo sulla barca…

… Modifying the lifeboat scenario once again, suppose that on the boat there are two armed passengers, Gumby and Pokey… Gumby is quicker to act… does Gumby acquire some sort of supremacy?… No, he does not… It seems, then, that the state does not, on consequentialist grounds, have supreme authority….

Perché mai dovrei obbedienza allo stato X piuttosto che al potenziale stato Y? Forse perché X esiste ora e Y esisterebbe solo se X collassasse? Non è certo questa una buona ragione morale.

Ziggy Queenie SMALL

 

Il trionfo dello statalismo è inevitabile

L’ideologia liberale, vincente sul piano intellettuale, è perdente nei fatti.

Qualcuno si è spinto a parlare di “pensiero unico” riferendosi alle ideologie post-muro: non sappiamo ragionare che in termini liberali.

D’altra parte, mentre i liberali pontificano, il ruolo dei governi cresce in continuazione, così come la spesa statale. Perché? Tenta di rispondere Tyler Cowen nel saggio “Does Technology Drive the Growth of Government?”.

Perché nel mondo occidentale (ma anche in Giappone) il governo si occupa praticamente di tutto?

Gordon Tullock ha parlato di paradosso: per quanto la teoria ci dica che la formula “meno stato” sia vincente sul piano dell’efficienza, i governi crescono ovunque.

Prima del novecento l’azione di governo era limitata, la spesa non superava il 5% del pil. Oggi, arriviamo al 40-50%!

Per non parlare della regolamentazione, oggi ipertrofica, ieri rarefatta.

Nel frattempo, gli economisti liberali vivono sdraiati da mattina a sera nell’ aula magna delle loro università: disturbarli è anti-scientifico. Ma cosa diavolo sta succedendo?

Ci sono ottime spiegazioni contingenti, ma puo’ essere pensata una teoria generale dello statalismo?

E’ un po’ difficile poiché le cause sono molte. Passiamole rapidamente al vaglio registrando la loro insufficienza.

Il paradigma della “public choice” ci dice che il governo serve gli interessi dei politici (e dei gruppi a loro vicini) più che quello dei cittadini.

L’interesse dei politici si traduce in “più potere”, ovvero “più governo”.

L’elettore è un “ignorante razionale” che non ha interesse a controllare più di tanto l’azione politica, i frutti di uno sforzo del genere andrebbero a tutti cosicché si creano comportamenti opportunistici.

Ma la spiegazione public choice non soddisfa del tutto: i governi c’erano anche nell’ottocento…

… Those theories, however, at best explain the twentieth 2 century, rather than the historical pattern more generally. Until the late nineteenth century, governments were not growing very rapidly. The standard public choice accounts do not contain enough institutional differentiation to account for no government growth in one period and rapid government growth in another period. Some structural shift occurred in the late nineteenth…

Altri pensano all’ideologia: gli intellettuali sono tutti di sinistra e l’influsso di una simile figura è aumentato nel corso del novecento.

Di certo l’ideologia liberale classica nel novecento ha subito un tracollo a favore dell’ideale socialista. Tuttavia, non si vede come mai gli intellettuali abbiano virato così senza una ragione precisa. Molti di loro, nel farlo, erano e sono senz’altro sinceri, c’erano probabilmente quindi condizioni oggettive che favorivano la visione socialista…

… Ideologies changed, in part, because intellectuals perceived a benefit to promoting ideas of larger government, rather than promoting classical liberalism. It remains necessary to identify the change in social conditions that drove this trend…

Altri abbinano l’esplosione del peso governativo alle grandi guerre del novecento: questi eventi emergenziali (la guerra non è l’unico ma è il più clamoroso) spingono ad allargare i compiti della politica che poi, finita l’emergenza, non rientra mai nei ranghi ma mantiene buona parte del territorio acquisito.

Robert Higgs nel suo “Crises of Leviathan” ha indagato il fenomeno parlando di “ratchet effect”: in certe epoche storiche, la politica ha l’occasione di  piantare le sue bandierine e da lì non arretra.

… For instance, state activity invariably expands in wartime, if only to fight the war. Taxes increase, resources are conscripted, and economic controls are implemented. When the war is over, some of these extensions of state power remain in place. The twentieth century, of course, has seen the two bloodiest and most costly wars in history, the two World Wars…

Ma anche la teoria del ratchet effect ha i suoi buchi

… The example of Sweden is instructive. Sweden avoided both World Wars, and had a relatively mild depression in the 1930s, but has one of the largest governments, relative to the size of its economy, in the developed world. The war hypothesis also does not explain all of the chronology of observed growth. Many Western countries were well on a path towards larger government before the First World War. And the 1970s were a significant period for government growth in many nations, despite the prosperity and relative calm of the 1960s…

C’è chi accusa il suffragio universale: prima – all’inizio dell’ottocento – il voto era limitato ad una minoranza benestante di maschi istruiti e con interessi privatistici. Oggi la massa vuole garanzie e welfare…

… Under this hypothesis, widespread voting was the central force behind the move to larger government. The small governments of the early nineteenth century are portrayed as the tools of ruling elites. But once the franchise was extended, the new voters demanded welfare state programs, which account for the bulk of government expenditure…

I problemi legati a questa ipotesi non mancano…

… First, non-democratic regimes, such as Franco’s Spain, illustrate similar patterns of government  Along these lines, Husted and Kenny (1997a), looking at data from state governments, find that the elimination of poll taxes and literacy tests leads to higher turnout and higher welfare spending. Lott and Kenny (1999) find that women’s suffrage had some role in promoting greater government expenditures… Second, much of the Western world was fully democratized by the 1920s. Most governmental growth comes well after that date, and some of it, such as Bismarck’s Germany, comes well before that time. Third, and most fundamentally, white male property owners today do not favor extremely small government, though they do tend to be more economically conservative than female voters…

Cio’ non toglie, sia chiaro, che l’opinione pubblica conti: se il popolo volesse meno governo un politico che promettesse meno governo avrebbe molte opportunità di vittoria.

… Democratic government cannot grow large, and stay large, against the express wishes of a substantial majority of the population…

Probabilmente l’elemento che più ha spinto l’espansione dei governi è la tecnologia che si è resa disponibile nel XX secolo. E’ questo l’elemento mancante.

La tecnologia di cui parlo ha facilitato le comunicazioni, l’organizzazione e il coordinamento delle masse, proprio cio’ che occorre ad un governo. Parliamo di…

… electricity, automobiles, airplanes, household appliances, the telephone, vastly cheaper power, industrialism, mass production, and radio…

Le ferrovie erano a disposizione già da prima ma solo nel novecento hanno visto uno sviluppo compiuto. Nel 1950 entra poi in campo la TV.

Questa idea legata al ruolo cruciale della tecnologia ha dei precursori

… The historian S.E. Finer (1997a, 1997b) first suggested that technology was behind the rise of big government, though he did not consider this claim in the context of public choice issues. Bradford DeLong’s unpublished manuscript, “Slouching Towards Utopia,” sometimes available on the web in various parts, appears to cover related themes…

Ma perché il miglioramento nei trasporti dovrebbe incidere sull’azione di governo?

… Transportation has made it possible to extend the reach of modern bureaucracy across geographic space. The railroad allowed the North to defeat the South in the Civil War. More generally, cheap transportation increased the reach and power of a central Federal government. Federal employees, police, and armies can travel to all parts of the country with relative ease. Transportation allows published bureaucratic dictates to be distributed and shipped at relatively low expense…

Le lobby vanno a Washington in poche ore. I contatti più frequenti ci fanno pensare i problemi  in termini di “nazione” e la soluzione in termini “governativi”. Si viaggia e nasce una coscienza nazionale.

Con il telefono il centro comunica con la periferia a costi molto più bassi. La nazione viene “cucita insieme” grazie al telefono, cosa prima impossibile.

La produzione di massa garantisce luoghi di lavoro fissi e ben identificabili… 

… Factories, smokestacks, power plants, and assembly lines…

…il che facilita la tassazione. Le aliquote lievitano, la “vittima” non puo’ più scappare o nascondersi, il controllo è ubiquo…

… When most of the population lives from small-scale subsistence farming, and takes income in-kind, it is much harder both to levy taxes and put the in-kind revenue to good use…

Radio e la tv danno la possibilità di sentire i propri capi. F.D. Roosvelt è il primo presidente a ricevere una montagna di lettere. Cresce la voglia di storie e miti. Il politico puo’ incarnare la figura del super-eroe.

Il totalitarismo novecentesco – inutile dirlo – sfrutta appieno questi media, ma la democrazia non è da meno. Molti movimenti si formano grazie alla possibilità di far incontrare interessi altrimenti dispersi: il movimento dei consumatori, quello ambientalista. I movimenti si trasformano in lobby e le lobby in richiesta di leggi e di espansione di governo. la politica diventa un affare emotivo, l’analisi è scoraggiata e i costi-opportunità di ogni soluzione proposta diventano invisibili ai più. Il fuoco è sul tutto, sulla nazione. Occuparsi del “locale” diventa affare per politici di serie b.

La contabilità sistematica e le nuove tecniche manageriali accompagnano la crescita della burocrazia…

… advances in recording, processing, manipulating, and communicating…

Il welfare senza burocrazia non potrebbe semplicemente esistere.

Noi diamo per assodata l’esistenza di certi registri ma prima dell’avvento del “management scientifico” non esisteva niente del genere: i meticolosi sistemi contabili in grado di connettere milioni di dati sono in realtà una conquista recente.

… British government did not organize its paper records in terms of “files” until 1868 (Finer 1997b, p.1617)…

Inutile dire che la raccolta delle tasse ha beneficiato grandemente di questi metodi di registrazione e reporting…

… a wealthier economy will have many citizens working at legitimate, regular businesses with a distinct physical locale… The growth of the publicly owned, limited liability corporation, also helped create the systematic records that make corporate taxation possible. Collecting taxes is easier in an economically advanced environment…

Il governo è un bene di lusso e quando gli uomini escono dalla povertà cominciano a “comprarne” di più per tacitare la propria coscienza…

… Wealth above subsistence allows people to vote to assuage their consciences, even if the collective result of such votes destroys wealth and opportunity (Brennan and Lomasky 1993)…

Le società ricche hanno molto tempo libero e nel nel tempo libero ognuno vuol contribuire, ognuno vuol dire la sua. Ma perché sbilanciarsi su questioni piccole che interessano poca gente? Meglio farlo su questioni grandi che interessano tutti! Tanto non costa niente. Quando cerchi una ricetta per risolvere la “questione nazionale”, la politica è l’unico fornitore di bacchette magiche.

Tutti avanzano la loro soluzione definitiva ai grandi problemi sociali, tutti propongono di affrontarli premendo i bottoni in una sequenza originale. Ma tutti hanno qualcosa in comune: non possono prescindere dalla presenza “stanza dei bottoni”. Nell’immaginario collettivo esiste come esiste Dio. Quanto più la soluzione è ingenua, tanto più la “stanza dei bottoni” diventa imprescindibile.

La domanda di governo cresce perché la tua soluzione ideale (pensata nella pausa caffé) ai problemi del mondo richiede un governo giusto e competente per essere realizzata. La mente semplice ha difficoltà a pensare la società in mancanza di un Creatore/Pianificatore.

Quanta più tecnologia è disponibile, tanto meno chimerica è la stanza dei bottoni.

Cerchiamo ora di pensare ad un mondo impoverito di tecnologia

… Assume that we had no cars, no trucks, no planes, no telephones, no TV or radio, and no rail network. Of course we would all be much poorer. But how large could government be? Government might take on more characteristics of a petty tyrant, but we would not expect to find the modern administrative state, commanding forty to fifty percent of gross domestic product in the developed nations, and reaching into the lives of every individual daily…

l’ipotesi di una correlazione tra tecnologia e crescita del governo ha il pregio di rispettare il timing della storia…

… The lag between technology and governmental growth is not a very long one. The technologies discussed above all had 10 slightly different rates of arrival and dissemination, but came clustered in the same general period. With the exception of the railroads and the telegraph (both coming into widespread use in the mid-nineteenth century), none predated the late nineteenth century, exactly the time when governmental growth gets underway in most parts of the West…

L’esplosione si ha negli anni 20 e 30 del novecento: esattamente gli anni in cui esplodono anche le innovazioni di cui abbiamo parlato.

E il settore privato? L’ipotesi prevede che anche altre organizzazioni, oltre ai governi, abbiano sfruttato i cambiamenti della tecnologia.

E infatti il mondo delle corporation ha subito una mutazione analoga con aumenti spaventosi nella dimensione media… 

… This is exactly what we observe. Prior to the American railroads, which arose in the middle of the nineteenth century, private business corporations were not typically very large. The costs of control and large-scale organization were simply too high and no single business had a truly national reach… Following the railroads, large corporations arose in steel, oil, and later automobiles, to name a few examples. The United States Steel Corporation was the largest of the new behemoths. The J.P. Morgan banking syndicate created the company in 1901, through a 4 On the rail numbers, see Warren (1996, p.2). On the growth of large rail companies, see Chandler (1965). 11 merger of numerous smaller firms. The new company owned 156 major factories and employed 168,000 workers. The capitalization was $1.4 billion, an immense sum for the time…

Le fusioni erano all’ordine del giorno…

… Other very large companies followed, including General Electric, National Biscuit Company (Nabisco), American Can Company, Eastman Kodak, U.S. Rubber (later Uniroyal), and AT&T, among others…

Grandi governi e grandi società si spiegano con i mutamenti tecnologici. Nel timing il privato anticipa lo stato per il solo fatto ché è più pronto nella reazione ai cambiamenti.

L’ipotesi tecnologica sembra supportata anche dalla storia umana in senso lato. I pigmei sono anarchici non per la loro filosofia politica ma per la mancanza di tecnologie in grado di sostenere un governo…

… Consider a society of hunter-gatherers, as we still find in the Pygmies of Central Africa. Under some interpretations Pygmy society has a kind of anarchy. The reason for this state of affairs is obvious. It is not due to the Pygmy electoral system, Pygmy ideology, or the infrequency of Pygmy war. The Pygmies simply do not have any large-scale formal institutions of any kind. A typical Pygmy family (at least those who continue to live a traditional Pygmy existence; there are migrants to other cultures) will not own any more than its members can carry on their collective backs, when moving from hunting camp to hunting camp. Given this low level of technology, big government, for the Pygmies, simply is not an option…

L’avvento della scrittura, dell’aritmetica e delle grandi città diede modo di creare governi estesi, come nel caso dei Sumeri (3500 avanti Cristo). la burocrazia diveniva possibile per la prima volta… 

… Sumerian bureaucracy made extensive use of files, records, and archives…

Lo stesso puo’ dirsi per l’impero persiano (classico esempio di tirannia per Erodoto, almeno rispetto alle città-stato greche).

Detto questo, rendiamoci conto per attraversare l’impero occorrevano 60 giorni, cosicché il tiranno probabilmente aveva meno controllo sulle vite dei sudditi rispetto ad un politico dei tempi nostri. Ma come tiranneggiare senza tecnologia? Era praticamente impossibile…

… The Persians therefore governed through a simple formula, as explained by Finer (1997a, pp.297-8): “[They] set themselves the most limited objectives possible, short of losing control: in brief, to provide an overarching structure of authority throughout the entire territory which confined itself to two aims only: tribute and obedience. Otherwise nothing.”…

Gli egiziani erano la società totalitaria per eccellenza, incentrata su burocrazia, annotazioni e tassazione formale. Potevano godere di un’autostrada ante-litteram, il Nilo.

… Nile ran through most of the Egyptian kingdoms and served as a highway… the best communications system of the ancient world…

Riepilogando:

… “For thousands of years mankind had no large-scale empires or bureaucracies. Suddenly government became much larger in Sumeria, Egypt, and other locales, and has stayed large.” While our historical understanding of this period is incomplete, new technologies appear to have been central to the growth of empire in that time. The same advances that boosted living standards also boosted centralized rule…

Nella storia seguente abbiamo visto sorgere molte tirannie anche spietate, ma nessuna con a disposizione tecnologie paragonabili alle nostre. Questo fa dire allo storico Jean Dunbabin:

… “nobody was governed before the late nineteenth Century.”…

Nella Cina imperiale l’ideologia era fortemente statalista, nonostante questo ecco come Finer parlava della vita laggiù:

… “In principle the emperor knew no substantive or procedural limits to his authority, and the localities, down to the 14 villages, were supposedly completely controlled and directed from his palace.” In reality, however, the reach of the emperor was quite modest. Finer (1997a, p.73) tells us that in Imperial China “the scope of the central government was, of course, very much narrower than in our own day.”…

Le città-stato greche a volte erano tirannidi sanguinose ma erano piccolissime: se volevi te ne potevi andare votando con i piedi.

Gli imperi del passato erano macchine per estrarre tasse più che per governare. Di certo erano così l’impero mongolo e quello atzeco: le truppe del sovrano arrivavano facendo le veci di Equitalia, poi se ne andavano e le rivedevi l’anno dopo. Il Governo era cosa lontana e intangibile.

… They could not issue, communicate, and enforce the kind of detailed laws and regulations that emanate from Western governments today. So for much of recorded human history we had a combination of oppressive local governments, on a small scale geographically, combined with the payment of tribute to an external central ruler…

Negli USA la cosa più simile al big government di oggi è stata la schiavitù. Ma anche in quel caso l’istituto era tenuto in piedi da autorità locali

… Government sanctioned a system of private violence and oppression, but the government of that time did not have the reach or the machinery to run a full-scale slave economy…

Oggi i paesi poveri possiedono una tecnologia povera e vivono con governi ridotti nelle dimensioni.

Prendi Haiti

… Per capita income ranges around $400, literacy rates run about fifteen percent, and life expectancy barely exceeds forty. The rate of malaria infection is almost one hundred percent… Most parts of the country have neither electricity nor running water…. Few people have cars… oral culture… relies very little on newspapers… Haitian countryside lives in a state of virtual anarchy…

Il brutale governo di Haiti è composto da una manciata di persone che spende giusto il 20% del pil.

Basta passare in Botswana – il miracolo africano – e la musica cambia…

… Unlike most African polities, which stand closer to Haiti, Botswana has democratic government, a semblance of rule of law, and a developed market economy…

Il governo rosicchia il 40% del pil, come nei paesi occidentali.

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Fin qui i fatti. Che fare?

Sembra proprio che invertire la tendenza sia problematico: mica possiamo rinunciare alla tecnologia!

L’ipotesi tecnologica è comunque una condizione necessaria per il “big gov”, ma non una condizione sufficiente. Il legame, in via di principio, puo’ essere tagliato. Così come è stato domato il fascismo, puo’ essere domato anche il leviatano democratico…

… Those technologies made mass culture possible and in the realm of politics that mass culture translated into fascism. Only after bitter experience did fascist ideas become less popular and social and political norms subsequently evolved to protect electorates against the fascist temptation. In any case, these examples raise the question of whether we might see a subsequent evolution of institutions today, reversing how mass media and technology have shaped our politics…

Ma se ci guardiamo indietro non abbiamo molto da rimpiangere: i primi tempi non erano affatto il paradiso delle libertà, quanto piuttosto dei clan.

Forse la contrapposizione liberismo vs statalismo è scorretta: con la libertà arriva l’innovazione e quindi anche lo statalismo, il “pacchetto” ci viene offerto insieme, prendere o lasciare. L’epoca liberale non tornerà più.

Ma la tecnologia del futuro sarà un propellente per il governo o un freno?

C’è chi sogna l’ingegneria genetica o  l’anonimia di internet come il paradiso dell’anarchia. La storia ci spinge a diffidare: quando l’innovatore opera è debole mentre il governo è forte e si accaparra senza sforzo cio’ a cui è interessato facendo leva sulle mille possibilità di ricatto che possiede.

Altri puntano sulla competizione tra governi sperando che spinga verso politiche liberali. Ma questa ipotesi non è supportata dai dati: i paesi piccoli e aperti sono anche più interventisti di quelli grandi (Rodrik 1998). I paesi piccoli sono più esposti alla volatilità economica e gli abitanti desiderano più protezione: quanto più si arricchiscono, tanto più la desiderano…

… The more open the economy, the more risk that individuals face from the perturbations of larger world markets. These citizens then tend to favor more government intervention, not less, to protect themselves against those risks… Canada is a more “open” economy than is the United States, yet it typically has greater government intervention and higher levels of government spending… Nordic economies are both very open and have lots of government spending…

Non resta che rassegnarsi e meditare sul “pacchetto” che ci viene offerto e a cui accennavo prima: tornare indietro o incassare la maggiore ricchezza prodotta dall’innovazione con in allegato l’odiato statalismo? Forse, quest’ultima è ancora l’opzione migliore.

atom

 

 

Tu. Lo sai che potresti avere il dovere di non votare?

L’atto di votare alle elezioni ha delle implicazioni etiche di cui si occupa il filosofo Jason Brennan nel libro “The Ethics of Voting”.

Cominciamo col dire che il voto è una cosa seria: votare male danneggia gli altri.

Non si tratta di un’attività privata, non si tratta di scegliere la pizza da ordinare per sé: quella pizza la faremo mangiare a tutti.

E’ a causa di questo fatto estremamente delicato che esistono dei doveri prima ancora che dei diritti.

… The way we vote can help or harm people. Electoral outcomes can be harmful or beneficial, just or unjust… I argue that we have moral obligations concerning how we should vote. Not just any vote is morally acceptable…

In casi del genere sorgono molte domande legittime… 

… Should citizens choose to vote or abstain? If a person is indifferent to the outcome of an election, should she abstain? When citizens do vote, how should they vote? May voters use their religious beliefs in deciding how to vote? Must voters vote sincerely, for the candidate or position they believe best? What counts as voting for the best candidate? In particular, should voters vote solely for their own interest, or should they vote for the common good, whatever that is? Is it ever acceptable to buy, sell, or trade votes?…

Naturalmente, noi cittadini abbiamo molti diritti che non implicano particolari doveri…

… When you order salad at a restaurant, you alone bear the consequences of your decision. No one else gets stuck with a salad…

Tuttavia, questo non è il caso dei diritti politici, legati come sono alla “scelta collettiva”…

… Now, in voting, nobody chooses by herself. Each vote counts, but it does not count much. We decide electoral outcomes together…

Quand’anche si considerasse il proprio voto irrilevante sull’esito finale, cio’ non ci esenta da una deontologia di base…

… Even though individual votes almost never have a significant impact on election results in any large-scale election, I argue that this does not let individuals off the hook. Individual voters have moral obligations concerning how they vote…

I discorsi che sentiamo di solito intorno alla questione del voto sono molto diversi: si insiste al contrario sul dovere di votare

… Some call voting a civic sacrament. Many people approach democracy, and voting especially, with a quasi-religious reverence…

A dire il vero, osservate da vicino, le teorie che impongono un dovere di voto fanno acqua da tutte le parti. Si noti che se non esiste un dovere di voto, allora non puo’ essere negato il diritto a vendere il proprio voto.

Tuttavia, quand’anche si accettassero le critiche di cui al link, si sarebbe ancora nella posizione di opinare che ogni voto dato in buona fede sia accettabile: la buona fede scaccia la negligenza.

Si tratta di posizioni comuni ma contrarie al senso comune. Una posizione più naturale è la seguente…

… 1. Citizens typically have no duty to vote. However, if citizens do vote, they must vote well…

Un buon voto è un voto con solide giustificazioni

…  I am not arguing that voters should vote for whatever they believe promotes the common good. Instead, I am arguing that voters ought to vote for what they justifiedly believe promotes the common good. So, on my view, if a voter votes for some candidate whom she believes will promote the common good, but this voter lacks good grounds for her beliefs, then the voter has acted wrongly…

Chi si limita alle buone intenzioni è colpevole (poiché lastrica le vie dell’inferno a tutti e non solo a sé)…

… many politically active citizens—writers, activists, community organizers, pundits, celebrities, and the like—try to make the world better and vote with the best of intentions. They vote for what they believe will promote the common good. However, despite their best intentions, on my view, many of them are blameworthy for voting…

In assenza di giustificazioni razionali ben fondate, l’astensione (o la vendita del proprio voto) è doverosa.

Sia chiaro, il dovere di non votare prescinde dal diritto a farlo. Il diritto non puo’ essere negato. Affermare il contrario sarebbe un errore…

… People often assume that if it is morally wrong to do X, then it is morally permissible to stop people from doing X…

Dio condanna aspramente il peccato ma non per questo ci impedisce di commetterlo.

Come analogia si consideri  la libertà d’espressione

… Consider an analogy to the right of free speech. The right to free speech means, at the very least, that people should not be interfered with or punished for saying and writing certain things.12 This does not mean that saying anything one likes is morally right. Neo-Nazi rocker Michael Regener has the right to write music spreading the hatred of Jews…

Ha senso esaminare l’elettore prima di farlo votare?

… Why not have a poll exam—a test of competence that determines whether a citizen may vote? Or why not give extra votes to educated people, as Britain did until 1949?…

Un regime che esamina l’elettore con domande oggettive cessa di essere 2democratico” per divenire “epistemocratico”.

Al momento sul punto mi astengo. Una cosa è certa: sarebbe buona norma che l’esamino se lo facesse l’elettore e in caso di esito negativo non andasse alle urne (*).

La democrazia è una buona pratica, ma evitiamo il feticismo, per favore.

Se c’è un problema lo si affronti: anche la democrazia si puo’ migliorare.

Non nascondiamo il marcio: il nostro cervello non è il massimo, riusciamo a produrre pensieri razionali solo sotto sforzo e con i corretti incentivi…

… Actual human beings are wired not to seek truth and justice but to seek consensus. They are shackled by social pressure… Unfortunately, this leaves us with a deep bent toward tribalism and conformity. Too much and too frequent democracy threatens to rob us of our autonomy…

Purtroppo, il meccanismo delle elezioni non ci fornisce affatto i giusti incentivi, tutt’altro visto che ci consente di riversare su terzi i nostri errori.

Bisogna allora inventarsi qualcosa per metterci una pezza punendo pigri (ignoranti), egoisti (opportunisti) e ideologizzati (pieni di pregiudizi). In una parola i parassiti della democrazia.

L’analisi della situazione richiede di compiere tre passi… 

… you need both A and B to get C: A. Normative Theory: Voters ought to do X. B. Empirical Account: Voters in fact do Y. C. Evaluation of Actual Voters: Voters behave well/badly… I discuss B, social-scientific evidence describing how voters in fact behave. In light of this, I conclude C, that many voters in fact behave badly…

Non tutti gli elettori sono uguali. Non c’è bisogno di essere élitisti per affermare quella che una pura e semplice realtà di fatto

… Not all voters are equal. They have equal voting power, but their contributions are not of equal quality. Some people tend to make government better; some tend to make it worse…

L’elettore ideale

… Some voters form their policy preferences by studying social-scientific evidence—from economics, sociology, and history—about how institutions and policies work. They are self-critical and use reliable methods of reasoning in forming their policy preferences. They actively engage contrary points…

In genere, nei fatti, l’elettore è ignorante e non si perita di danneggiare il prossimo

… For instance, a 2009 poll of likely voters in New Jersey showed that 8 percent of them (including 5 percent of Democrats and 14 percent of Republicans) believe that Barack Obama is the anti-Christ, while 19 percent of them (including 40 percent of self-identified left-liberals) believe George W. Bush had knowledge of the 9/11 attacks before 9/11.20… many voters in the 2008 U.S. presidential election rejected Obama on grounds that he is “a black Muslim terrorist-sympathizer.”…

Di fronte ad una simile situazione, perché sottacere il fatto che esista un dovere etico di non votare? Al contrario, bisogna proclamarlo a chiare lettere.

Per lo meno silenziamo le campagne volte ad aumentare la partecipazione democratica visto che contribuiscono alla qualità scadente del voto….

… Increased political participation could mean that most voters start asking for foolish, ineffective, or immoral policies…

Se richiediamo la patente a chi guida e non a chi vota, implicitamente svalutiamo la politica.

Non basta poi conoscere le proposte in campo, bisogna saperle valutare

… There are different kinds of information needed to vote well. It is one thing to know which policies different politicians favor and are likely to promote. However, it is another matter to have the relevant social-scientific knowledge needed to evaluate these positions…

Analogia dei dottori: sapere cosa propongono non è sufficiente per una scelta oculata…

… imagine you are choosing between two physicians who have proposed different treatments for your asthma…

Un chiarimento finale: gli argomenti proposti sono di tipo etico. Lo ripeto per evitare confusioni con chi afferma che votare sia di per sé un atto irrazionale

… Individual votes are of little instrumental value in influencing electoral outcomes or the quality of government. In the next chapter, we look more closely at attempts to show otherwise. These attempts fail. Collectively, votes matter. Individually, they do not…

Probabilmente lo è anche, ma qui si dice altro

… I am not going to argue that because your vote is insignificant, you should not vote… From my perspective, the insignificance of individual votes is neutral in how easy it makes it for me to argue in support of this book’s conclusions…

In conclusione

…  People who lack certain credentials (such as knowledge, rationality, and intellectual virtue) should abstain from voting…

Chi vota conformemente al proprio interesse, alla propria ideologia o alla propria pigrizia dovrebbe astenersi. Se non lo fa riversa sul prossimo il prezzo del proprio interesse, della propria ideologia e della propria pigrizia. E questo è profondamente sbagliato.

(*) In linea con quanto detto, in vista del referendum, mi sono sottoposto ad un esamino di diritto costituzionale: bocciato! Per questa volta mi astengo (in mancanza della possibilità di vendere il voto), sarà per la prossima.

cittadini

Cos’è il Vaticano?

Partiamo dall’inizio (ci verrà buono), chiediamoci cos’è una Chiesa. L’umile parere di un certo John Locke

… “A church, then, I take to be a voluntary society of men, joining themselves of their own accorder in order to the public worshipping of God…”      – Lettera sulla tolleranza –

E il Vaticano?

Cosa sia il Vaticano cerca di dircelo Carlo Lottieri nel saggio “Vatican City as a Free Society”.

Il Vaticano come lo conosciamo oggi sorge l’ 11 febbraio 1929 con la stipula dei patti lateranensi firmati da Benito Mussolini e il cardinale Pietro Gasparri, segretario di Pio XI.

Ma il pregresso è decisivo: nel settembre 1870 l’ Italia occupò lo stato pontificio costringendo il Papa a ritirarsi presso i palazzi vaticani. Il Papa non riconobbe mai l’occupazione militare e si oppose sempre all’atto di forza subito. Il Sillabo di Pio IX fu il simbolo di questa strenua resistenza. Un’espressione ancora più aspra del dissenso fu il “Non Expedit” dell’ 11 ottobre 1874: si delegittimava lo stato italiano imponendo ai credenti di non partecipare all’attività politica che in esso si svolgeva. Nel frattempo, lo stato italiano con la “legge sulle guarentigie” – un atto unilaterale – assicurava al Papa la sua incolumità, il pieno controllo del Vaticano e un’ ampia autonomia d’azione. Il Papa non riconobbe mai l’ atto rigettandolo immediatamente…

…  in the encyclical Ubi nos (May 15, 1871) he asserted that this Italian decision was not in condition to assure to the Holy See the minimum of secular independence, necessary to respect its freedom…

Altri passi testimoniano la posizione risoluta del papato…

… In his allocution Episcoporum Ordinem (May 23, 1887), for instance, Leo XIII (Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci, 1878-1903) invites the Italian government to change its position…

Dall’altra parte, l’intransigenza della massoneria congelava lo stato degli affari tra i due contendenti.

Dopo il 1910 qualcosa si sblocca…

… The enlargement of the franchise to vote (in 1912 it will be granted to all the men) opens the road to the so-called “Gentiloni agreement” and to the birth of a real Catholic party: the Popular Party created in 1919 by Luigi Sturzo, a Sicilian priest…

Nel 1926 Mussolini, dopo essere salito al potere e aver azzerato la precedente “legalità”, doveva rendere presentabile il suo regime, cosicché ritenne di stipulare i Patti Lateranensi che, tra l’altro, contenevano…

… Italian recognition of a full independence for the tiny geographical area… Pope obtains the official recognition… he has to admit a situation that had been accepted from a long time: the quitclaim on the wider territory controlled until 1870…

A quel punto il Vaticano fu considerato dai “continuisti” la prosecuzione dello Stato Pontificio, uno stato qualsiasi. La restaurazione poteva dirsi compiuta.

Tuttavia, questa interpretazione non era priva di difficoltà. Joël-Benoît D’Onorio:

…. it is still “to the Holy See (Santa Sede) (and not to the Vatican City) that the ambassadors of the foreign States are accredited”…

Anche la premessa ai Patti suona strana:

… “it has appeared necessary to institute, with special modalities, the Vatican City, recognizing to the Holy See the full property, the exclusive and absolute power and the sovereign jurisdiction on it”…

I patti avevano creato un “mostro” che avrebbe diviso a lungo i giuristi…

… both the contracting parties of the Lateran Treaty were aware to have create something of abnormal, a mirabile monstrum… jurists are not in condition to find a general consent…

Tuttavia, la tesi predominante restava quella di considerare il Vaticano come uno stato.

Charles G. Fenwick sul “The American Journal of International Law”…

… “the treaty signed on February 11, 1929, by the representatives of Italy and of the Vatican creates a new international person and creates a technical, and possibly a practical, problem in diplomacy for most of the governments of the world”… Fenwick remembers that, after the breach of Porta Pia and the annexation of Rome by the Italian Kingdom, from many parts it comes the question if the Pope (at this point deprived of territory and subjects) could still behave as an actor of the international law. As the American scholar underlines, in fact, the Pope continued to behave as an international juridical subject… In spite of it, for many jurists since 1870 to 1929 the Holy See remained destitute of “any international character”…

Le posizioni restavano più o meno sfumate ma sempre all’interno di un solco ben identificabile…

… there were Catholic authors persuaded that the minimum of autonomy unilaterally given by the Law of Guarantees was enough…

“the Holy See had a ‘quasi-international’ position” (Oppenheim)

“a ‘special’, ‘particular’ sovereignty” (Fauchille)

Anche l’italianissima Rivista di Diritto Internazionale si adeguava alla nuova ortodossia…

Dionisio Anzilotti, Giulio Diena, Arturo Carlo Jemolo e Gaetano Morelli. All these texts share the opinion that, after the treaty, we are in front of a new State reality…

La Città del Vaticano era chiamata “Stato” anche nei documenti ufficiali.

Federico Cammeo:

… the ruling class of the Catholic Church was aware that, in an age dominated by a statist theory of the law by the reduction of the international life to the diplomatic relations among the States, it was in the interest of the Church to give to the Vatican City this kind of juridical status…

Solo gli stati sono attori internazionali, per cui non c’è da stupirsi se i giuristi cattolici spingevano nel considerare il Vaticano come uno stato. Le obiezioni provenivano piuttosto dal fronte laico.

Il Vaticano – si argomentava – aveva tutto per considerarsi uno stato: 1) un popolo 2) un territorio 3) un’organizzazione. Il Vaticano aveva persino un esercito, un tribunale, delle prigioni, un sistema postale autonomo…

Non esisteva tassazione solo perché era superflua visto che il 100% dei cittadini erano impiegati pubblici.

Ciononostante, tutti gli studiosi non potevano fare a meno di sottolineare l’eccezionalità del Vaticano…

Anzillotti pointed out the special link between the legal order and the religion

Il Diena mise in evidenza la “strumentalità” di uno stato siffatto…

… “it is evident that the repurchase of a territorial sovereignty was not, for the Holy See, a goal in itself; it was only a way to permit to the Holy See to wield with full security, in absolute and visible independence, its supreme spiritual mission in the world”…

Anche Carlo Arturo Jemolo notò l’anomalia: nessun altro stato esiste come strumento per perseguire un obbiettivo preciso. Non puo’ esistere uno stato con uno scopo. Mentre esiste il concetto di “oggetto sociale”, non esiste il concetto di “oggetto di stato”:

… this State is marked by the peculiarity to “not be an end in itself, as all the other States are, because its goal is the free activity of the central organizations of the Catholic Church”…

Ogni stato è fine a se stesso. Per questo è difficile pensare al Vaticano come tale.

D’Onorio sullo “scopo” del Vaticano…

… “showing and putting into concrete form the sovereignty of the Holy See in the international law, with the aim the assure the independence of the supreme Authority of the Church in front of any other power of this world”…

Il Vaticano è definito come “stato a supporto”, il che è una contraddizione in termini…

… “vague and generic meaning so to include every kind of political human association, from the barbaric hordes to the Greek polis, Roman Empire and contemporary State communities”. But if, on the contrary, “we refer to something of concrete: the State where we now live and where since some centuries lives the Western world, to the State furnished of some characters, as territoriality, sovereignty, and so on”, in this case it seems very questionable that we can consider a State this special entity named Vatican City…

Il Vaticano non è “soggetto attivo” di sovranità ma  “oggetto passivo”!

Viene delineandosi una tesi alternativa a quella ortodossa…

… The thesis of this text is that Vatican City is undoubtedly a political and legal order, but is not a coercive order and, even more so, it is not a State order…

Per valutare se il Vaticano sia un’anarchia dobbiamo precisare il concetto di sovranità, ovvero il marchio di fabbrica dello stato moderno.

In proposito meglio ascoltare chi ha forgiato il concetto di “stato”: Jean Bodin

… sovereignty is the attribute of an absolute and perpetual power, which does not admit other authorities over itself… sovereignty owns the right to “direct the actions of the members of the society because it has the right of coercion, a right to which all the individuals are obliged to submit…

Il Vaticano è altra cosa

… it finds its nature and its goal in an evident subordination to the Catholic faith…

E’ il Vaticano ad essere al servizio della fede cattolica e non viceversa, ma questo sarebbe impossibile per un ente dotato di sovranità assoluta.

L’incipit del trattato esprime questa ambiguità: “In nome della Santa Trinità”.

Per rintracciare assetti politici che ignorino la sovranità dobbiamo risalire al medioevo cristiano, quindi prima della modernità…

… the State of Vatican City is bearer of a sovereignty that precedes and absorbs itself…

Jemolo

… Vatican City “differs from the other States because it is object of the sovereignty of the Pontiff, and it is not a subject of sovereignty”…

Ma lo stato moderno non è e non puo’ essere subordinato ad alcunché. Lo stato moderno è sovrano per definizione.

Il Vaticano invece è stato creato per servire e veicolare la fede cattolica, il territorio esiste perché senza un “corpo” lo spirito non puo’ agire in modo indipendente. Il Vaticano esiste per rendere libero il Papa di compiere la sua missione.

Interessante a questo proposito l’art. 22

… “Italy will provide to the punishment of the felonies committed in the Vatican City, except when the author of the felony toke refuge in the Italian territory, because in this case the authorities will proceed against him in conformity with the Italian laws”…

La capacità di reprimere il crimine – da sempre la funzione primaria dello stato – non sembra in cima alle preoccupazioni vaticane. Tant’è vero che si esternalizza la funzione. Inoltre, si consente l’applicazione del diritto italiano ai cittadini vaticani…

Vatican resigns some attributes usually considered as typical of the sovereignty and, for this reason, of a State commonly understood…

Gli stessi ambasciatori vaticani sono visti come missionari in azione: preti nel pino svolgimento delle loro funzioni.

E il “popolo”? Anche qui riscontriamo anomalie.

Ruffini:…

… about the people there is “a material anomaly, not for the small number (few hundreds of people), but because this people is composed by officials, with the consequence that it has been possible to talk of a nationalité de fonction or fonctionnelle”…

Il popolo non sono che membri al servizio della comunità (e non viceversa). Oltretutto questo servizio è indirizzato all’esterno della comunità.

Ruffini, per un paragone adeguato, cita la Ginevra di Calvino.

Cardia:…

… citizenry is given temporarily, for a function…

Nella proiezione esterna del Vaticano risiede anche la ragione per cui non puo’ essere considerato una teocrazia

… A peculiarity of the Vatican City, that for this reason cannot be considered theocratic and consequently illiberal, would consist in the fact to be “avoid of the communitarian element”…

Allo status di cittadino del Vaticano si puo’ rinunciare volontariamente: altro caso unico. D’altronde, si diventa cittadini solo su invito. Due elementi che non rientrano nel modello statalista.

L’elemento territoriale è coinvolto in pieno nelle anomalie segnalate…

… Vatican and the Church do not conceive their mission in relation to the 44 hectares of their exclusive jurisdiction, but rather to the entire world…

Bisogna diffondere i vangeli e il territorio è un mero supporto spaziale.

Il proprietario è unico e non esiste diritto di esproprio. proprietà e sovranità coincidono.

L’art.3 lascia che – per ragioni di sicurezza – Piazza S.Pietro resti sotto i poteri italiani. La polizia italiana è vista come un’agenzia d’ordine a cui appaltare i servizi per potersi concentrare su altre funzioni…

… Vatican City doesn’t conceive itself as an organization to ensure security and it can, without problems, to entrust this burden to other institutions…

Carl Schmitt è stato chiaro sulle funzioni dello stato moderno:

… is an instrument of neutralization in front of the different cultures and, especially, in front of the religions…

Schmitt: la politica è figlia della teologia e lo stato è il dio dell’uomo moderno (sovranità assoluta e perpetua), ma questo non puo’ valere per il vaticano, che di conseguenza non puo’ essere considerato uno stato.

Non a caso lo stato moderno nasce come reazione alle guerre di religione. Gianfranco Miglio

… sovereignty triumphed when the Christian religion “was degraded by the state from a guide for all European umanity to a private matter…

Tra il 1859 e il 1860 Cavour avanzò le sue proposte…

… he proposed a solution providing for “the waiver of the Papacy to the temporal power” in exchange of “the waiver of the Italian State to its jurisdictional power in the matter of religion”…

Pio IX si dimostrò consapevole dei rischi: senza alcun diritto temporale alla lunga si diviene schiavi. Un po’ l’intuizione di Hayek: senza proprietà privata s’imbocca la via della schiavitù.

Anche per Pierre Manent non dare un corpo ad una mente significa imprigionarla…

… remarks that the contemporary separation between religion and legal order is the outcome of a tragic evolution, condemning us to live in a world where the opinion is without power and the power is without opinion…

Ora possiamo capire meglio cosa sia il Vaticano:

… obstinate persistence of a vision refusing to lessen the importance of the faith, putting it in the ambit completely private…

Non si puo’ essere missionari senza avere un corpo, e il vaticano è il corpo del missionario.

Ora capiamo meglio anche l’anti-liberalismo di Pio IX nel Sillabo

… When 19th century Catholicism refuses liberalism, it condemns chiefly this unacceptable and statist separation between religion and morality, between religion and law…

Un anti-liberalismo informato ad un liberalismo classico ben consapevole dell’inscindibilità tra politica e religione.

E qui diventa importante la distinzione tipica nella cultura romana tra auctoritas and potestas.

Infatti, se al Vaticano manca la sovranità non manca l’autorità.

Il Papa ha l’ambizione di guidare il suo popolo usando solo il suo prestigio.

Chi vuole essere riconosciuto nella sua autorità non è interessato ad imporla. Si cerca invece la libera e volontaria obbedienza.

Theodor Mommsen sul senato romano…

… the Senate–when it is in front of a magistrate– “arrogates to itself only the auctoritas, corresponding approximately to our recommendation”… it only exhorts… “auctoritas is more than an advice and less than an order: it is an advice whose compliance it is not easy to evade, as when the professional man gives a suggestion to the king or the parliamentary leader to his followers”…

Ma Franz Wieacker aveva un’idea ancora più estrema  dell’auctoritas romana…

… auctoritas iuriconsulti means “the importance of a legal advice, by virtue of the competence and the political prestige of a great jurist”…

Siamo qui al confine tra vita politica e vita sociale. E’ il modo in cui si fa politica in un ambiente anarchico, ovvero pre-moderno…

… people refusing the auctoritas can ignore it, but they know that by the decision they are out of the community

L’autoritas era di fatto una limitazione del potere politico

… “people having potestas cannot refuse auctoritas”…

Esempio

… during the Republican age, in Rome “there was the moral obligation to ask the counsel of advisors fair and ethically qualified”…

Per Frank van Dunn il Dio dei sacerdoti era il “radicalmente altro”, e in quanto tale sempre opponibile all’autorità politica…

… a radical criticism of any pagan culture celebrating power and domination…

E’ un caso che la cultura marxista del XX secolo – soprattutto nelle figure di  Max Horkheimer e Theodor Adorno – abbia sempre avversato il concetto di autorità mischiandolo con quello di autoritarismo?

Questo rifiuto è un chiaro segno dell’esigenza di un potere assoluto e inattaccabile (potestas) che non deve essere scalfito da pronunciamenti autorevoli.

Richard Heinze:

…  “auctoritas, for its own nature, is not prejudicial to the liberty; nobody is obliged to follow and advise, even if he asked it”… “What there is at the basis of the auctoritas? The idea is that nobody understands all, and particularly not alone”…

I padri della Chiesa (Tertulliano, Agostino, Cipriano) hanno propugnato  il concetto di autoritas.

Sotto questa luce è da vedere anche il problematico precetto della “salus extra ecclesiam non est”…

… When Cyprianus says that there in no safety out of the Church ( salus extra ecclesiam non est) he remember that cannot be considered Christian people refusing the authority of the bishops…

Non sentirsi vincolati al consiglio della Chiesa porta a dannazione, e la minaccia è rivolta soprattutto al potere politico. Per Agostino… 

… Church aims “to be recognized by the believer as an authority in condition to say something, so he does not feel his faith and his obedience as duties, but he obeys with pleasure”…

Impero e Chiesa si sono controbilanciati in questo modo per secoli. E oggi?

… After twenty centuries of Christian history we are in condition to admit that there is no space for a free and religious authority in a society controlled by a political power… Potestas and auctoritas are not compatible…

Oggi il potere politico pretende il controllo pieno delle operazioni e le pretese papali di un influenza (collegata con un minimo di potere temporale) sono un residuo dei tempi pre-moderni.

Ma intanto, questa pretesa di essere anti-stato (limite al potere statuale altrui) rende il Vaticano un non-stato. In esso prevale l’aspetto di…

… free organization (not coercive) oriented to realize its projects in the international arena…

vaticano

 

(La Basilica di San Pietro si è montata la testa e crede di essere Milano stamattina? cit. Costanza Miriano il 28/11/2016)

Incentivi perversi

Maggie McNeill lavora duro e vorrebbe essere trattata come ogni altro lavoratore.

E’ quanto afferma con orgoglio malcelato nel saggio “Treating Sex Work as Work”.

Fa il lavoro più vecchio del mondo, è un lavoro duro ma non più di altri.

Viene abbastanza naturale: lo fanno persino le scimmie cappuccine il giorno dopo che l’uomo ha insegnato loro a maneggiare i soldi.

Il fatto di base è che i maschi “hanno sempre voglia”… quei maiali. E dove c’è domanda

Molte culture hanno sacralizzato il sesso: un po’ per imporre precetti che tengano a freno la libidine, un po’ perché nel sesso lì c’è qualcosa di magico (è da lì nasce la vita).

Insomma, è un campo dove l’autorità si sente “investita”…

Sacro e soldi non vanno molto d’accordo.

In più c’è il fatto che nel settore i “venditori”  sono stati quasi sempre donne, quindi soggetti facili da vessare.

Ma oggi? Oggi le cose dovrebbero essere cambiate: la società è secolarizzata e le donne sono emancipate! Eppure…

… We no longer live in a time when power depends upon gender, nor one in which coitus runs an uncontrollable risk of creating unwanted offspring, yet our laws regarding prostitution are still solidly anchored in the era when those conditions prevailed…

Come comportarsi con la prostituzione? Ci sono molti modelli in giro tra cui scegliere.

Innanzitutto quello che “criminalizza”. In questo modello……

… the act of selling sex itself is illegal… The United States and several communist and recently-communist countries are the only large nations which have full criminalization…

Poi c’è il modello nordico

… only the act of paying for sex is de jure prohibited…

E’ un modo elegante per dire che viene criminalizzato il cliente.

Poi c’è il modello che “legalizza”

… The act of taking money for sex is not illegal in and of itself; rather, certain activities associated with it are…

I paesi latini favoriscono quest’ultimo: da noi per esempio è proibito “sfruttare” le prostitute. In altri paesi è proibito avere un posto fisso dove esercitare, oppure farsi pubblicità.

Molti paesi “legalizzatori” pongono limiti talmente stringenti che di fatto sono “criminalizzatori”.

Poi, marginale, c’è il modello “liberi tutti”: Australia e Nuova Zelanda…

… Under this system, sex work is recognized as a form of work like any other, and therefore not subject to any laws that do not bind other businesses…

Il “liberi tutti” significa avere le regole degli altri lavoratori, il che implica pagare le tasse, i contributi previdenziali, non disturbare i vicini (quindi un certo “zoning”), avere la maggiore età…

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Facciamo un po’ di storia: in genere la prostituzione è sempre stata senza regole (particolari).

Qualcuno magari pretendeva di tenere un registro con l’elenco delle professioniste e/o un certo “zoning”, magari l’osservanza di certi orari (notturni). Altri bandivano il lavoro per strada e altri ancora proibivano alle prostitute di sposarsi.

Per la Chiesa dei Padri erano un “male necessario” (Agostino)…

… until the nineteenth century almost nobody imagined that prohibition could be done, let alone that it should…

Un tempo il valore da salvare era l’apparenza

… not intended to preclude pragmatic motivations for sexual behavior, but rather to keep up appearances, guard the purity of bloodlines, and maintain public order…

La prostituta era vista per lo più come una pervertita, ma faceva comodo e i manicomi di cura non esistevano (peggio per lei)…

Alla fine del XIX secolo si fece largo un’altra idea della prostituta: era sfruttata dall’uomo (schiava).

Cominciarono a fioccare le leggi a protezione della vittima e contro la “tratta”. Presto la tratta divenne un’ossessione…

… “white slavery” hysteria was in full swing… Progressives were determined to “rescue” women from the clutches of the “pimps” who were abducting them by the thousands from homes, railway stations, and dance halls, and for the first time in history the act of taking money for sex was itself criminalized on a large scale…

In condizioni di “panico morale” l’esito fu prevedibile…

… Laws which had never been considered even advisable were now considered indispensable…

Per la prima volta il mestiere della prostituta assumeva caratteri eccezionali.

Una visione sessista faceva da perno alla nuova narrazione…

… view of women as particularly fragile and vulnerable…

Pagare per il sesso diventava una violenza.

La donna era un’eterna adolescenza incapace di esprimere consenso. In questo lo status morale dell’uomo era superiore. Esempio tipico (la Svezia è una miniera di paradossi in campo sessuale, hanno problemi gravi)…

… In one case, a 17-year-old boy (a legal minor in Sweden) was convicted under the law, thus establishing that in the area of sex, adult women are less competent than male children…

Chi si attendesse la veemente reazione delle femministe svedesi rimarrebbe deluso…

… One would expect that feminists would be vehemently opposed to a law that so thoroughly infantilizes women, but it was first enacted in 1999 under pressure from state feminists

Ma provvedimenti simbolici incuranti della sostanza sono rischiosi: punire il cliente, per esempio, ha aumentato lo stigma e le violenze contro le prostitute (pagare o pestare fa poca differenza). Altre conseguenze…

… neither the incidence of sex work (voluntary or coerced) nor the attitude of the public toward it has changed measurably in any country (Sweden, Norway and Iceland)…

La guerra al “consenso” è tipica del proibizionista senza “se” e senza “ma”. Chi invece non vuole apparire tale parla di “legalizzazione”… 

… In any discussion of sex work, there will always be voices calling for it to be “legalized and heavily regulated”…

Purtroppo, imporre onerosi obblighi burocratici ha una conseguenza ovvia e deleteria: nessuno li rispetterà. Chi ieri sopportava un alto rischio vivendo contiguo al crimine, non si fa spaventare dalle sanzioni per la mancata compilazione del registro corrispettivi. Esempi di bassa compliance

… It is estimated that over 80% of sex workers in Nevada, 90% of those in Queensland, 95% of those in Greece and 97% of those in Turkey prefer to work illegally rather than submit to the restrictive conditions their systems require, and those figures are typical for “heavy” legalization regimes…

Anche registrarsi in un elenco diventa costoso in certi casi…

… people might not want to be on a list for an activity which is legal, but still stigmatized…

La burocrazia vessa il lavoratore, e in questo ambito  più che mai. Esempio…

… in the United Kingdom women who share a working flat for safety are often prosecuted for “brothel-keeping” and, in a bizarrely cruel touch, for “pimping” each other (because they each contribute a substantial portion of the other’s rent)…

Altro esempio

… In India, the adult children of sex workers are sometimes charged with “living on the avails,” thus making it dangerous for them to be supported by their mothers while attending university…

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Uno studio del 2012 a cura del Kirby Institute

…reforms that decriminalized adult sex work have improved human rights; removed police corruption [and] netted savings for the criminal justice system…

Il sistema della licenza ha fallito costantemente nel settore…

…they always generate an unlicensed underclass…[ which] is wary of and avoids surveillance… licensing is a threat to public health…

Non resta che il modello “liberi tutti”. Ma il paternalismo si oppone…

… There is a popular belief, vigorously promulgated by anti-sex feminists and conservative Christians, that sex work is intrinsically harmful, and therefore should be banned to “protect” adult…

Ole Moen nel saggio “Is Prostitution Harmful?” nota che la stessa cosa si credeva dell’omosessualità, finché un’ipotesi alternativa è stata favorita…

… problems were not caused by homosexuality itself; they were the result of legal oppression… Dr. Moen suggests that the same thing will happen with sex work…

Da qui il motto:

… “Only rights can stop the wrongs”…

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Se queste sono le premesse, non ci sorprende che le prostitute vogliano essere trattate come le altre lavoratrici. Cio’ significa sono disposte ad accettare delle regole

… Examples of restrictions I would accept would be disallowing sex businesses from hiring legal minors… reasonable zoning and advertising restrictions no more onerous than those for other businesses… some regulations on street prostitution…

Ma altre sono ben più problematiche…

… slapping a pejorative label (such as “pimping”) on behavior that would be legal if conducted in any other context…

Lo sfruttamento della prostituzione, per esempio, è un concetto ambiguo da rigettare…

… When was the last time anyone was convicted for “living on the avails” of a manicurist or secretary?…

Insomma, le prostitute sono normali lavoratrici da assoggettare ai principi comuni.

Esempio, il lavoro per strada non richiede regole particolari…

… police might very well issue a ticket… ask street workers to disperse… they would do the same for all others engaging in those same behaviors…

La concessione delle licenze non deve avere regole strambe…

… I would accept brothel licenses being denied for past convictions (not mere accusations) involving brothels… doctors convicted of gross malpractice should be denied medical licenses… that isn’t the same as saying a man convicted of marijuana possession at 21 should be denied a brothel license at 40…

I peggiori nemici delle prostitute sono le femministe radicali con la loro teorizzazione aprioristica del patriarcato.

In questi casi l’urlo delle prostitute si alza forte e chiaro: “non ci rappresentano!”…

Ma la loro risposta è altrettanto stentorea: “siete vittime di una falsa coscienza”.

Smarcarsi dal femminismo militante è un lavoro duro per le donne, specie per le prostitute…

 … Large sex worker organizations in many countries support decriminalization… not limited to developed nations… The world’s largest sex worker rights organization, Durbar Mahila Samanwaya Committee (DMSC), is based in West Bengal, India, and given that it has over 65,000 members, it strains credulity to suggest that this group is “unrepresentative” of Indian sex workers. Similar organizations are found in Cambodia, Thailand, South Korea, and a number of African countries…

Ma per le femministe tutto questo non conta: la prostituta non puo’ compiere libere scelte. Per definizione.

Per dipingere la sua disperazione vengono a volte usati gli studi di Melissa Farley. C’è da fidarsi? Chi è?…

… is well-known for selecting unrepresentative convenience samples… (such as street workers in prison or forced drug rehabilitation)… represent less than 15%…

Le affermazioni della Farley sono pesanti: la prostituta media esordisce a 13 anni. Le cose non stanno esattamente così…

… average age at debut for underage workers (a group making up only 3.5% of all sex workers) was 16… The only mention of “13” in the study Dr. Farley… reported first (noncommercial) sexual contact of any kind… Dr. Farley tried to claim that “Māori women were entering prostitution as young as 9 years old” because two of her subjects had reported juvenile sexual contact at that age…

E che dire dell’affermazione per cui l’età media delle prostitute è di 34 anni? Anche qui qualche piccolissima precisazione giova…

… The claim that “the average age of death for a prostitute is 34” is derived from… nobody who wasn’t murdered was included in the figure… It’s like using the average age of dead soldiers in a war to proclaim “the average man who joins the military dies at 21…

Ma ci sono altri miti, del tipo: tutti i soldi vanno al protettore. Oppure: l’80% delle prostitute è stata abusata da bambino…

“nearly eighty percent of prostituted women report a history of child abuse”… derives from a 2004 study of incarcerated street workers… and they actually claimed 45% reported abuse…

Oltre al fatto che chi ha subito un abuso, non per questo resta a vita incapace di esprimere un consenso.

Anche gli studi più citati sul traffico delle prostitute sono fallati in più punti…

… The first is the deeply flawed Neumayer, Cho, and Dreher study, which failed to even define the term “trafficking” in any way which would allow statistical comparison. The second is the increasingly conservative political establishment in the Netherlands, which is so desperate to seize the valuable land in Amsterdam’s legendary red-light district that it is willing to promote a known fake as an “expert” and to contradict the findings of its own 2010 study which found that only 10% of sex workers were involved in what it broadly defined as “wrongs” (including coercion)…

Il proibizionista insiste sul fatto che le prostitute siano “schiave”…

… Surveyed sex workers (even in so-called “hotbeds” of “trafficking” like Cambodia) consistently report coercion rates below 2%, which is very similar to the fraction of women in the general population who report an abusive or controlling boyfriend or husband…

Analogie

…  the fact that a fraction (probably larger than the fraction of coerced sex workers) of garment workers, agricultural workers, and domestic workers labor under exploitative conditions is not greeted with a demand that the buying of clothing, farm produce and domestic services be criminalized…

La mentalità proibizionista attinge il concetto di donna da quella protestante

… “sexually pure and pious womanhood.”…

Non è un caso se la maggior parte dell’impegno contro la “tratta” viene da organizzazioni religiose, spesso attive anche nella battaglia pro-life…

… The founder of Shared Hope International, one of the largest “anti-trafficking” organizations, has even stated that “efforts to stop the sell [sic] and trade of minors in the sex industry should be an extension of the ‘pro-life’ cause.”…

L’impegno dei militanti viene scaldato da affermazioni roboanti

… “each year, 250,000 juveniles… are subjected to commercial sexual exploitation.”…

Affermazioni che giocano sulla confusione tra “essere” ed “essere a rischio”. Per un caso concreto, ci sono cento casi a rischio, e in una ricerca 100 figura molto meglio di 1…

… This myth is a distortion of a shaky estimate from the Estes & Weiner study of 2001, which actually expressed it as the number of “children, adolescents and youth (up to 21) at risk of sexual exploitation.”… Two of the so-called “risk factors” were access to a car and proximity to the Canadian or Mexican border…. Estes himself estimated the number of legal minors actually abducted into “sex slavery” as “very small… We’re talking about a few hundred people.”…

Le testimonianze in prima persona sulla tratta sono sospette: tutte uguali. Troppo uguali. Vengono in mente analogie provocatorie…

… comparing “sex trafficking” survivor narratives to the now-discredited accounts from the Satanic ritual abuse hysteria of the ‘80s and ‘90s, saying…

Una simile omogeneità non puo’ che suonare fasulla. Convergenze di questo tipo segnalano un’azione di gruppo

… experiences of sex workers (like those of every other kind of person) are as varied as the human beings who experience them. But that isn’t what we see in “trafficking survivor” narratives… strong convergence one would expect from the action of group… “Survivors” may enter the “anti-trafficking” movement with different experiences and different views on the matter…

Il fenomeno non è sconosciuto, quasi che le “sopravvissute” fossero…

… coached by the movement’s leaders… (a process described by activist Jill Brenneman as “reframing experiences”)…

Quasi si dovesse aderire ad una narrativa ufficiale.

Abbondano gli abbellimenti: “ricevevo 50 clienti al giorno” (?!). Tutte le salvate-intervistate da un giorno all’altro ricevevano 50 clienti al giorno, quando qualche mese prima tutte le salvate-intervistate ricevevano 15 clienti al giorno…

… a girl whose eye was supposedly “gouged out by a pimp” was shown to have lost it to a tumor…

E comunque resta sempre quella che abbiamo chiamato l’ “ipotesi alternativa”…

… majority of these problems, where they do exist, are not intrinsic to the work, but derive from criminalization

Esistono dei precedenti

… When alcohol was criminalized, a host of terrible phenomena suddenly appeared in conjunction with its sale…

Molte femministe anti-prostituzione si trincerano dietro le teorizzazioni di Sheila Jeffreys in particolare il suo libro “The Idea of Prostitution”. Ricordiamo di chi si parla…

… Jeffreys has also described heterosexual feminists as “enemy collaborationists”… decried heterosexuality as “the basis of oppression of women by men.”…

Altro riferimento: Julie Bindel

… a British journalist who derides respecting the sexual agency of adult women as “fun feminism,” has repeatedly attacked transgender people and, like Farley and Jeffreys, is not exactly known for her honesty…

Si insiste molto anche sul concetto di prostituta-veicolo di malattie. Ma non siamo più nell’800…

… rates are consistently lower than those in the non-celibate sector…

Strano concetto quello di denaro: puo’ stare ovunque ma non nel sesso. A pagare questa scelta sono le donne: per molte di loro la prostituzione è l’opportunità migliore a disposizione… 

… overwhelming majority (about 98%, as I explained in my lead essay) of sex workers make the best choice available to them… no more or less constrained than the choices of other men and women from similar backgrounds…

Non sono schiave: lo schiavo non è retribuito, ricordiamolo. Se solo sentiste le barzellette che girano nel mondo delle “schiave”…

… Indeed, it is not unusual for sex workers to half-jokingly criticize other women for giving their sexual favors away rather than charging for them… women who don’t charge suffer from “false consciousness,”… they are “victims” in need of “rescue,”… unpaid sex is a form of rape…

La prestazione sessuale puo’ essere dettata da molti motivi

… pleasure, love, intimacy, gratitude, excitement, spiritual fulfillment, money, or any other reason…

Il proibizionista ci dice che uno solo di questi è sbagliato: il denaro. Il denaro svilisce la donna…

… it’s unclear how hiring oneself for sex could be any worse than hiring oneself as a writer, advocate, or teacher…

Eppure, se il motivo di fondo è il denaro, la negoziazione è molto più chiara. E’ negli altri casi che l’equivoco e la fregatura sono sempre in agguato.

La proibizione violenta di un atto consensuale concreto avviene sempre in nome di astrazioni

… abstractions like “The Faith” or “national pride”; in this case it’s “the equality of women.”… Womankind…

L’impegno missionario del proibizionista è indirettamente segnalato dalla qualità delle sue fonti

… folk tales, unverifiable testimony from anti-prostitution crusaders, bogus research, misrepresentation, and outright lies…

La cosa migliore, allora, è sentire le protagoniste, ma quelle vere, non solo le disperate scovate con il lanternino da chi cerca risposte preconfezionate.

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Il macigno

Il debito pubblico italiano è attualmente di oltre 2200 miliardi di euro, il 133 per cento del Pil; il disavanzo è di circa 40 miliardi, il 2,3 per cento del Pil. Il che significa che, sempre in rapporto al Pil, il nostro debito pubblico è il più alto d’Europa, dopo la Grecia.

Embè?

Perché mai dovremmo preoccuparcene?

In effetti molti non se ne preoccupano, qualcuno chiede addirittura di aumentarlo, almeno in questa fase di stagnazione prolungata.

Nel suo libro “Status quo: Perché in Italia è così difficile cambiare le cose” Roberto Perotti mette in fila sia gli argomenti dei “preoccupati” che quelli dei “sereni”.

Cominciamo dai primi

1.

1) bisogna ridurlo perché… ce lo chiede l’Europa!

Ma l’argomento delle “regole europee” è debole:

… Tali regole dovrebbero essere l’ultima delle preoccupazioni: nessun paese le rispetta e, a parte qualche richiamo, non c’è praticamente niente di sostanziale che l’Europa possa farci se non le rispettiamo…

2) Stiamo ipotecando il futuro dei nostri figli.

Questo sarebbe corretto se lo stato prendesse a prestito dall’estero. Un esempio chiarisce quanto dico:

Supponiamo che l’Italia abbia due abitanti, Carlo e Paolo; anche la Germania ne ha due, Karl e Paul. Carlo produce due mele, Paolo nessuna perché non lavora: il Pil italiano è dunque di due mele. Lo stato italiano vuole dare una pensione di una mela a Paolo. Può prendere a prestito una mela da Karl, e girarla a Paolo come pensione. In questo caso l’Italia nel suo complesso consuma tre mele (due Carlo e una Paolo), quindi vive al di sopra delle proprie possibilità, nel senso che consuma una mela in più di quante ne produce; per questo si è indebitata per una mela con Paul. Se lo stato italiano promette di restituire la mela a Paul (assumendo un tasso di interesse pari a zero per semplicità) fra cinquant’anni, quando sia Carlo sia Paolo saranno morti, sta effettivamente ipotecando il futuro dei figli di Carlo e Paolo, perché saranno loro che dovranno rinunciare a una mela per restituirla a Paul o ai suoi eredi. Ma se lo stato non prende a prestito la mela da Karl o Paul, cosa può fare per dare una pensione di una mela a Paolo? Può prenderla solo da Carlo. Può farlo tassando Carlo di una mela; oppure prendendo a prestito una mela da Carlo, cioè emettendo debito pubblico che Carlo acquista pagando con una mela. In entrambi i casi, Carlo oggi consuma una mela invece di due; Paolo una mela invece di zero. L’Italia nel suo complesso continua a consumare due mele, esattamente quante ne produce: la generazione di Carlo e Paolo nel suo complesso non sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità. C’è sempre il debito pubblico emesso dallo stato, del valore di una mela, acquistato da Carlo. Prima o poi lo stato dovrà restituirlo. Supponiamo che la scadenza sia tra tantissimi anni, quando sia Carlo sia Paolo saranno morti. Adesso ci sono i figli, Carletto e Paolino, che producono ciascuno tre mele (il progresso tecnico…). Carlo ha lasciato in eredità il titolo di debito pubblico a Carletto; alla scadenza del titolo, lo stato deve procurarsi una mela per rimborsare Carletto. Lo può fare tassando Carletto stesso di una mela, o Paolino di una mela, o entrambi di mezza mela. In tutti questi casi, quante mele consumeranno complessivamente Paolino e Carletto? Sei, esattamente quante ne producono: non stanno vivendo al di sotto delle proprie possibilità. Dunque, se non diventa debito verso l’estero, il debito pubblico non è un prestito dalle generazioni future a quelle attuali…

Se il debito è detenuto dagli italiani ai nostri figli passeremo sia i debiti che i crediti.

Tuttavia, questo argomento suggerisce un motivo più sottile per cui il debito pubblico oggi potrebbe essere un peso sul tenore di vita delle generazioni future:

… Sapendo che uno o entrambi dovranno essere tassati per ripagare il debito pubblico, Paolino e Carletto potrebbero pensare: “Chi me lo fa fare di lavorare così tanto, per poi dover dare gran parte delle mele che produco allo stato?”…

3) Preoccupa i mercati.

E qui si fa sul serio. Anche il non economista ha toccato con mano la serietà di questo argomento negli ultimi anni. La parolina “spread” dice qualcosa?

… Si potrebbe rispondere: se i mercati sono così sciocchi da pensare che l’Italia non sia in grado di restituire il debito o pagare gli interessi, affari loro. Non proprio. Una crisi del debito si riflette sulle banche, sulle imprese e sulle famiglie stesse. Le banche italiane sono piene di titoli del debito pubblico italiano: se questi ultimi perdono di valore, le banche vedono il loro capitale assottigliarsi, fanno meno prestiti, le imprese producono e assumono di meno, e le famiglie stesse, anch’esse detentrici di titoli del debito pubblico, consumano di meno…

4) Bisogna tenersi un cuscinetto per i tempi di vacche magre.

Questa è l’argomentazione più fondata.

… Si fa notare spesso che durante la crisi finanziaria il rapporto debito pubblico/Pil italiano è aumentato molto meno di quello di tanti altri paesi, come Regno Unito, Irlanda, Usa, che l’hanno usato prevalentemente per finanziare il salvataggio delle banche… Che cosa è successo? Questi paesi partivano da un debito pubblico molto basso, e hanno potuto permettersi di aumentare il disavanzo di bilancio (in Irlanda è arrivato a toccare il 35 per cento!) per combattere la recessione più grave del dopoguerra…

Bene, adesso valutiamo gli argomenti di chi ci invita a non preoccuparsi.

2

1) L’Italia ha l’avanzo primario di bilancio più alto del mondo.

L’avanzo primario è la differenza tra entrate uscite senza tener conto degli interessi. Detto questo, ciascuno vede che:

… l’ avanzo primario positivo è … una condizione necessaria per ridurre il debito. Ma non è una condizione sufficiente: perché il debito si riduca, l’avanzo primario deve poter pagare tutti gli interessi…

Eppure su un argomentazione tanto fallace ci gioca persino il ministero dell’economia:

… Sul sito del ministero dell’Economia si può trovare la seguente affermazione, nel contesto di un’analisi della politica di bilancio italiana: “Per apprezzare appieno lo sforzo prodotto dal paese bisognerebbe guardare al saldo primario. […] Ebbene l’Italia risulta il paese che ha mantenuto l’avanzo primario in media più elevato (1,1 per cento), tra i pochi ad aver prodotto un saldo positivo”.5 Questa affermazione è un po’ birichina

L’ambiguità di questo “vanto” è resa bene dalla seguente storiella:

… Nel 1996 Giovanni ha comprato una casa che costa il triplo di quella che ha comprato John, e ha fatto un mutuo triplo. Negli anni successivi Giovanni è quindi costretto a risparmiare molto più di John, per ripagare il mutuo; infatti, Giovanni risparmia il doppio di John. Una persona che li abbia conosciuti nel 2015 e che non abbia visitato le loro case osserverebbe che Giovanni è molto più virtuoso di John. Ma le loro banche non hanno la stessa percezione: Giovanni ha scialacquato all’inizio per una casa stravagante, il fatto che risparmi il doppio di John non fa nessuna impressione sulle banche; anzi, dovrebbe risparmiare più del triplo di John per ripagare il mutuo nello stesso arco di tempo. Nonostante risparmi molto di più, per le banche Giovanni è quindi ancora molto più rischioso di John…

2) In Italia la ricchezza privata è molto più alta che negli altri paesi.

Di per sé l’affermazione è un po’ inquietante. E’ come se si dicesse: “poiché molti dei nostri contribuenti hanno avuto l’ardire di risparmiare e investire anziché consumare, in caso di necessità potremmo prendere da loro”

Ma a parte questi particolari, c’è da dubitare anche nel merito:

… Per lo più questo argomento si basa sulla maggiore propensione delle famiglie italiane a possedere case: in Italia il tasso di proprietà delle abitazioni è del 77 per cento, contro il 45 per cento in Germania. Ma a chi appartengono le case se non alle famiglie? Per esempio, a società di assicurazioni e immobiliari, che sono a loro volta possedute da famiglie. Quindi anche in Germania tutte le case sono, in ultima analisi, possedute da famiglie…

Misurare la “ricchezza” non è affatto facile e le stime possibili non confermano la percezione di chi avanza questo argomento:

… Non è assolutamente chiaro perché questa ricchezza totale dovrebbe essere più alta in Italia. Anche se è molto difficile misurarla, ci si può fare un’idea guardando a quanto hanno investito (nel senso della contabilità nazionale, cioè produzione di nuovi beni capitali) in passato l’Italia e altri paesi europei: la ricchezza totale di oggi, infatti, non è altro che la ricchezza totale di ieri più la somma degli investimenti intercorsi nel frattempo (meno il deprezzamento del capitale). Nel periodo 1991-2015, il tasso di investimento (cioè, il rapporto tra investimenti e Pil) italiano è stato del 20 per cento, il più basso tra i maggiori paesi dell’Eurozona, che in media ha investito il 22 per cento del Pil ogni anno. È difficile immaginare che, nonostante un tasso di investimento così basso, l’Italia abbia la ricchezza più alta di tutti

Inoltre, quel che conta per i creditori non è tanto la ricchezza del paese, quanto la capacità del debitore di impadronirsene al momento opportuno:

… Dal punto di vista degli investitori, ciò che importa è la capacità di ripagare il debito, quindi il gettito fiscale totale. In questo senso, l’Italia non è messa particolarmente bene, per tre ragioni: ha una pressione fiscale già elevatissima, quindi non ulteriormente aumentabile; ha una grossa componente di economia sommersa, che, per definizione, non può contribuire al gettito fiscale; è notoriamente incapace di tassare la ricchezza. In molti altri paesi le tasse sulla ricchezza, principalmente sulla casa, sono una fonte importante di introiti, soprattutto per le amministrazioni locali; in Italia, sappiamo bene che la tassa sulla casa è la più impopolare. Se un paese ha una ricchezza privata elevata, ma non la può tassare, dal punto di vista della capacità di ripagare il debito pubblico questa diventa irrilevante…

CONCLUSIONE

Tra gli argomenti presentati alcuni non reggono, senonché nessun argomento dei “sereni” sembra reggere.

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