Mercato all’italiana

Sarà civile la quarta fase dell’economia di mercato? L’impresa civile: Una via italiana all’economia di mercato (Itinerari) (Italian Edition) di Luigino Bruni

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava a ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la «tolleranza» della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. P.P. Pasolini, Scritti corsari

FASCISMO E CONSUMISMO PER IL PASOLINI DEGLI SCRITTI CORSARI

Responsabilità, il nome nuovo dell’economia

Una delle parole chiave di questa nuova stagione del capitalismo è responsabilità. Responsabilità deriva da rispondere: essere responsabili significa infatti rispondere, offrire ragioni quando si è interpellati da qualcuno.

Note:RESPONSABILITÀ

La cultura dominante dell’impresa e dell’economia è, per tradizione, irresponsabile, poiché il principio sul quale si è costruita la cultura del mercato e della concorrenza nell’ultimo secolo, soprattutto nel mondo anglosassone, è stato basato su quello che A. Hirschman (1970) ha chiamato «exit» (l’uscita). Nella sfera politica la gente protesta (fa «voice») e vuole risposte (perché l’uscita è difficile e molto costosa), ma nella sfera economica, dove invece si può uscire cambiando impresa, non ha senso protestare.

Note:EXIT. IL CAPITALISMO ANGLOSASSONE

In realtà sappiamo che negli ultimi anni il confine tra politica ed economia è sempre più sfumato, e i cittadini protestano anche nel mercato, chiedono «buone ragioni» alle imprese per le loro azioni.

Note:ECONOMIA E POLITICA

Domandare e rispondere, «parlare» nel mercato, erano tutti sinonimi di spreco e inefficienza! La crisi che viviamo è anche la crisi di questa cultura del mercato.

Note:MERCATO ANONIMO

Le sfide della longevità

Con una accelerazione straordinaria, negli ultimi decenni l’umanità sta sottraendo alla morte molti anni di vita: non è lontano il traguardo dei cento anni come una realistica aspettativa di vita.

Note:LA RIVOLUZIONE DELLA LONGEVITÀ

Un tale cambiamento veloce e importante ci porterà presto, da una parte, a riconsiderare i tempi della vita: la tripartizione verticale e diacronica tipica della modernità: studio-lavoro-pensione, va ripensata e resa più complessa. Si potrà, e dovrà, studiare anche durante la fase lavorativa, e lavorare, sebbene diversamente, anche nell’età oggi assegnata allo studio

Note:I TEMPI DI VITA

la tripartizione studio-lavoro-pensione era legata alla cosiddetta economia e società fordista, centrata attorno alla fabbrica: lavorare era faticoso, un «male» nel linguaggio della teoria economica.

Note:IL LAVORO COME ONERE

In secondo luogo, nella «prima» e nella «terza» età i beni più scarsi e rilevanti per la felicità (e per l’infelicità) sono i beni relazionali: la rivoluzione silenziosa ci costringe a riporre in cima alle priorità la qualità delle relazioni

Note:RELAZIONI COME BENE

Infine, il lavoro dovrà essere sempre più concepito come un’attività (work, direbbe la Arendt) e meno come posto di lavoro (job). Il lavoro dovrà progressivamente sganciarsi dal salario o dalla remunerazione monetaria. Le persone oggi chiedono libertà dalle attività non scelte

Note:LAVORO COME SCELTA DI VITA

Se, anche per la rivoluzione della longevità, saremo costretti a ripensare che cosa significa lavorare, dovremmo necessariamente complicare e ridiscutere i sistemi di remunerazione dell’attività lavorativa, per evitare che il tempo liberato dal lavoro venga occupato dal nichilismo e dalla noia, o da attività che non si incrociano più le une con le altre.

Note:RIPENSARE LAVORO E TEMPO LIBERO

L’economia civile e l’oggi

Parlare di tradizione italiana come di impresa civile può apparire a chi osserva oggi il capitalismo italiano un’operazione difettosa

Note:TRADIZIONE ITALIANA DELL’ IMPRESA

Non sono forse il «familismo amorale» italiano, e l’intreccio troppo fitto tra economia, comunità e politica, il grande vizio del nostro sistema economico, bancario e industriale?

Note:FAMILISMO AMORALE

l’economia di mercato italiana è anche la storia di un sentiero di sviluppo interrotto. L’umanesimo civile, prima, e il Settecento riformatore poi, avevano in realtà dischiuso una via al mercato innovativa e capace di grande futuro.

Note:UNA TRADIZIONE INTERROTTA

la tradizione italiana, fortemente informata da un cristianesimo comunitario e centrato sulla famiglia, non è stata vincente in un Occidente che stava uscendo dal feudalesimo, che in Italia, nel Sud specialmente, era molto radicato nell’economia e nella cultura. Nell’Europa moderna, e poi nel mondo intero, l’umanesimo anglosassone, centrato sull’individuo, la sua libertà e la sua richiesta di uguaglianza, non poteva non essere il modello vincente.

Note:MODELLO ANGLOSASSONE MODELLO VINCENTE

l’umanesimo anglosassone di mercato, quello che oggi domina la globalizzazione (e le sue crisi), ha però perso sul terreno della fraternità, e quindi della felicità, in particolare della pubblica felicità:

Note:PUBBLICA FELICITÀ

Oggi in Occidente la risorsa scarsa, anche economica, delle società (non solo economie) di mercato è la relazione interumana genuina, non puramente strumentale e contrattuale, che possiamo chiamare anche fraternità.

Note:FRATERNITÀ COME RISORSA SCARSA

Il futuro che ci attende

Non è possibile oggi parlare seriamente di economia e di impresa senza avere sullo sfondo del discorso, e ben presente nell’analisi, la stagione di crisi che sta attraversando il sistema economico capitalistico, una crisi che è primariamente antropologica e relazionale.

Note:CRISI

L’umanità ha conosciuto l’economia (oikos nomos) con la comparsa dell’homo sapiens (e forse anche prima), e i sistemi economici che nella storia della civiltà umana si sono avvicendati sono stati molteplici: dalla caccia all’agricoltura, dall’economia curtense all’economia di mercato. Sono stati gli uomini e le donne con la loro cultura, con le loro scelte e i loro valori a orientare i sistemi economici,

Note:CULTURA ED ECONOMIA

Si pensi all’ultimo grande passaggio dal feudalesimo all’economia di mercato, un cambiamento epocale che è avvenuto non appena i nuovi valori di libertà ed eguaglianza hanno fatto implodere un mondo fondato su altri valori (gerarchia, disuguaglianza) che l’uomo moderno ha voluto superare.

Note:DAL FEUDALESIMO AL MERCATO

Saranno allora, ancora una volta, la sete di vita e il desiderio di felicità delle persone a trovare soluzioni alla crisi di questo capitalismo. Ma il risultato «umano» che uscirà da questa crisi dipenderà da tutti e da ciascuno, dal civile, dal politico e dall’economico.

Note:COME USCIREMO DALLA CRISI?

Note:L’ economia civile è + sostenibile dell’ ec. di mercatodono e scontoassunto implicito: la cultura plasma il benessereÈ il contratto che ha spiazzato la famiglia, non lo Stato Sociale. [contr.: il mercato non risponde alle esigenze di sicurezza, eppure spiazza l’ istituzione che a queste esigenze risponde: la famiglia !?]Ricostruzione bruniana: la donna va al lavoro e la famiglia va in crisi: lo stato tampona [sembra una ricostruzione irrazionale: x’ mai la donna dovrebbe mandare in crisi la famiglia se la f. è un bene prezioso?]X’ abbiamo xso il civile? Vedevala chiesa protagonista e questo era intollerabole ideologicamenteUna questione semantica: no-profitL’ espressione implica che il no profit non sia mercato. n.b.: veramente è proprio nei paesi nordici che si cerca d’ includere il profit nel 3 settoreStoria del no profit: 1 il mercato manda in crisi la comunità 2 interviene lo stato con il welfare 3 il welfare insostenibile chiede aiuto al no profit/// Dubbi su 1. X’ mai? Quale logica? Più robabile che la paura del rischio abbia aumentato la domanda di stato a discapito della comunità

L’economia e il mercato

la «vecchia» tradizione economica europea, in particolare quella italiana, che in questo saggio chiameremo economia civile, con il suo modello comunitario legato alla città e al territorio, con la sua impresa medio-piccola, spesso localizzata all’interno di distretti industriali (i quali spesso conservano l’eredità di antichi saperi legati ad abbazie o arsenali), è forse un’economia di mercato più sostenibile e a misura di persona di un certo capitalismo di tradizione anglosassone fondato sull’individuo, sugli interessi e sulla mutua indifferenza.

Note:ECONOMIA CIVILE VS CAPITALISMO

L’economia di mercato ha i suoi prodromi nell’Europa meridionale (nell’Italia soprattutto) del Duecento e del Trecento e nella sua civiltà cittadina, un’economia di mercato, in quel tempo ancora solo incipiente, nata dall’incontro tra l’umanesimo cristiano orientale e occidentale (con un forte peso dei francescani) e l’emergente etica mercantile laica, con gli ebrei e anche con gli arabi (si pensi solo all’Andalusia).

Note:PRODROMI DELL’ECONOMIA DI MERCATO

Dopo il Cinquecento il baricentro culturale, economico e politico (militare) si sposta verso nord, e l’etica protestante si allea con l’etica mercantile… Non capiamo la modernità se non leggiamo assieme a Lutero e Calvino, Hobbes (inglese) e i grandi filosofi moderni protestanti: l’individuo diventa il protagonistail nuovo ethos capace di fare incontrare persone non più legate da vincoli comunitari ma da interessi reciproci

Note:DOPO IL CINQUECENTO

parallelamente alla invenzione dell’economia di mercato di Smith, in Italia si sviluppava una tradizione economica in parte diversa, legata direttamente all’Umanesimo del Tre e Quattrocento, nota come economia civile, che ebbe a Napoli il suo baricentro, e in Genovesi e Vico i suoi protagonisti

Note:GENOVESI E VICO VS SMITH

Questa tradizione latina, napoletana e civile non fu certamente quella vincente in Europa… Il mercato è così diventato sempre più un grande meccanismo di inclusione e di scardinamento delle strutture comunitarie chiuse e gerarchiche,

Note:LA SCONFITTA

Il Novecento ha poi conosciuto una terza stagione dell’economia di mercato, ormai sempre più finanziarizzata e fragile (come ci svelò soprattutto J.M. Keynes negli anni Trenta), con il baricentro spostato sull’altra sponda dell’Atlantico, ma in grande continuità con il modello anglosassone-calvinista-individualista di Adam Smith.

Note:FINANZIARIZZAZIONE

L’inclusione e la sterilizzazione del mercato

Per entrare nell’arena del mercato non ho bisogno di riconoscere l’altro nella sua identità e alterità drammatica: il sistema dei prezzi si pone come mediatore che sterilizza gli elementi di potenziale «ferita»

Note:PROTETTI DALL’ANONIMIA ANGLOSASSONE

questo universalismo non sta creando una rete di incontri e di riconoscimento tra diversi, ma piuttosto relazioni mutuamente indifferenti

Note:ANONIMIA E UNIVERSALISMO

La straordinaria forza innovatrice e di inclusione del mercato, e la sua grande capacità di produrre solitudine e infelicità, sono entrambe il risultato dell’invenzione dell’economia moderna.

Note:EFFICIENZA E SOLITUDINE

la «fraternità» (il terzo principio dimenticato della modernità) nella sfera pubblica sarebbe troppo pericolosa: basta sapersi accontentare dell’uguaglianza e della libertà (ma sono possibili senza la fraternità?).

Note:UGUAGLIANZA E LIBERTÀ. MANCA LA FRATERNITÀ

Il dono vero, che è sempre esperienza di riconoscimento, pericolosa e tragica (perché lega e rende debitori), viene dal mercato sterilizzato con un «pezzettino» di dono: gadget, omaggi, sconti…Ma senza incontri, doni, sofferenze, persone in carne e ossa, si sfilaccia e alla fine si spezza il legame sociale, il bond of society che tiene assieme anche i mercati

Note:SIMULACRI DEL MERCATO CIVILE IN QUELLO MODERNO

Il modello europeo

Mentre questa economia e questa cultura di mercato crescevano e si moltiplicavano in tutti i continenti e si estendevano in sempre nuove aree della vita civile, l’Europa seguiva il loro passo e tentava varie soluzioni: dal socialismo di stato allo stato sociale, dal movimento cooperativo alle casse rurali e di risparmio.

Note:LE RISPOSTE EIROPEE AL MODELLO ANGLOSASSONE

Dalla fine dell’Ottocento alla prima guerra mondiale acceso era stato il dibattito, anche di teoria economica, sulla possibilità di evoluzione del capitalismo in una sorta di capitalismo cooperativo (Mill e Marshall),

Note:CAPITALISMO COOPERATIVO

Questo processo si interruppe con l’esperienza dei totalitarismi di destra e di sinistra, che hanno bloccato la «via europea al mercato» per oltre mezzo secolo.

Note:IL TRAUMA TOTALITARIO

Dopo il fascismo divenne difficilissimo e rischioso parlare di impresa come comunità, come un corpo: e ci vollero la profezia e il coraggio di Adriano Olivetti per ritirar fuori la parola «comunità» in Italia. Il corporativismo è stata la grande malattia o «notte oscura» della tradizione italiana di economia, che invece di fiorire in un Novecento civile e democratico, incontrò questa morte illiberale e antidemocratica.

Note:ADRIANO OLIVETTI E IL CORPORATIVISMO

Sono convinto che l’antica tradizione italiana ed europea dell’economia civile possa, oggi, offrire un nuovo punto di partenza per la quarta fase dell’economia di mercato, che non potrà non essere più civile e comunitaria.

Note:QUARTA FASE

Un nuovo bisogno di comunità

Uno dei nuovi fatti di questo inizio di millennio è una nuova e forte nostalgia dello stato sociale.

Note:NOSTALGIA DELLO STATO SOCIALE

Quanto, in tema di cura e di assistenza, nelle società tradizionale svolgevano la famiglia e le relazioni comunitarie (con un forte sbilanciamento sul lato delle donne, e anche per questo quel sistema di cura non poteva e non doveva reggere), oggi è sempre più offerto dal mercato, che trasforma i rapporti di cura in contratti.

Note:IL MERCATO SPIAZZA LA FAMIGLIA. CURA=>CONTRATTO

Sono convinto che un sistema di stato sociale funziona se e fino a quando un paese non è solo un insieme di individui tenuti assieme dalla forza dei soli interessi (come sta ormai diventando l’Italia, e come invece non sono ancora né il Giappone né la Norvegia). Lo stato sociale ha bisogno di un popolo, di una base sociale che si senta anche una comunità. Il sistema pensionistico, per esempio, non potrà mai funzionare sulla base della sola logica del contratto, perché la sua natura è più vicina a uno scambio solidale di doni tra generazioni

Note:STATO SOCIALE SENZA SOCIETÀ

(«Perché dovrei fare qualcosa per le future generazioni: che cosa hanno fatto loro per me?»,

Note:ESEMPIO: SENSIBILITA’ VERSO LE FUTURE GENERAZIONI

Quindi lo stato sociale incorpora ed esprime un legame di appartenenza, un sentirsi parte di un destino comune, che ti porta a vedere la maestra come un’alleata nel difficile compito di educare

Note:SENSO DI APPARTENENZA

Ed ecco perché lo stato sociale è di nuovo evocato in questi tempi di crisi. Il vecchio stato sociale, infatti, rispondeva a quel bisogno di sicurezza, un bisogno ancora radicale negli individui senza comunità, un bisogno a cui il contratto non risponde bene,

Note:SENSO DI SICUREZZA

il modello d’impresa capitalistico, quello fondato cioè su una netta separazione tra efficienza (impresa) ed equità (politica), va ripensato: l’impresa deve direttamente e mentre opera nel mercato occuparsi di equità

Note:LA SEPARAZIONE CAPITALISTICA

L’impresa sta evolvendo ed è chiamata a un «oltre». È anche a questo «oltre» che è dedicato questo saggio, ai diversi modi di interpretarlo,

Note:ANDARE OLTRE

Questioni di parole?

Dietro le usuali partizioni di non-profit o for-profit, primo, secondo e terzo settore, si nascondono infatti delle ben precise visioni culturali, e teoriche, di che cosa siano l’impresa e il mercato.

Note:TERZO SETTORE

modello che l’Europa (e anche per contagio molti altri regimi democratici nel mondo) aveva realizzato per la cura e l’assistenza era duale: famiglia-stato. La famiglia si occupava di molta parte della cura dei bambini, anziani e malati, e quando i problemi erano troppo pesanti, complessi, o in caso di disagio e di fallimento o assenza della famiglia, interveniva lo stato, con ospedali, scuole, case di riposo ecc. Questo modello, il cosiddetto welfare state, era stato a sua volta il sostituto del modello pre-moderno, basato sul binomio famiglia-comunità,

Note:ASSISTENZA DUALE

il modello di stato sociale nasce anche dalla crisi della comunità e della chiesa: la comunità, con la nascita dell’economia di mercato, si atomizza e si trasforma in «società»;

Note:ATOMIZZAZIONE. DALLA COMUNITÀ ALLA SOCIETÀ

Il modello del «terzo» settore nasce da una nuova e duplice crisi: questa volta della famiglia, da una parte, e dello stato dall’altra. In seguito agli importanti movimenti femministi, e con i cambiamenti degli stili di vita sempre più centrati sui diritti e desideri dell’individuo, la famiglia non riesce più a svolgere molti dei tradizionali servizi di cura (bambini, anziani, disagio); lo stato, anche per una legittima richiesta di sussidiarietà da parte della società civile, ma soprattutto per un problema di insostenibilità sul piano dei costi

Note:DA DOVE NASCE IL TERZO SETTORE

In Italia, nonostante una storia ricca di tradizione civile, di movimento cooperativo e di mutualità, di confraternite, di associazioni e di corpi intermedi, alla fine del XX secolo si è dovuta, in un certo senso, reinventare la società civile per rispondere a nuovi bisogni.

Note:CORPI INTERMEDI

L’eclissi del civile che ha caratterizzato più di un secolo di storia d’Italia è dovuta soprattutto a due fattori culturali molto importanti e collegati tra di loro: il ruolo politico della chiesa cattolica e la forte presenza del partito comunista.

Note:CAUSE DELLA CRISI DEL CIVILE

Quando con la rivoluzione liberale in Italia e con il Risorgimento ci fu una forte reazione anticlericale, con quella reazione contro la chiesa-istituzione c’è stata anche la reazione e la condanna di quel civile, che fu visto riduttivamente come «religioso», e quindi da combattere in nome di una laicità, che poi – e qui sta il punto – è diventata presto statalismo (di destra e di sinistra),

Note:ANTICLERICALISMO E CONFRATEENITE

Nel Novecento, poi, il ventennio fascista fece una dura lotta al civile, perseguitando il movimento cooperativo, i corpi intermedi, le libere associazioni, i sindacati;

Note:FASCISMO E CONFRATERNITE

In realtà, quando oggi si parla di terzo settore in Italia, normalmente i riferimenti non sono questi appena tracciati. Soprattutto nell’ambito politico ed economico, terzo settore significa «né stato, né mercato»… L’espressione «terzo settore» non a caso è nata non nel contesto italiano ma, ancora, in quello anglosassone, che segnala allora una ben precisa visione dell’economia e della società….L’economia sociale (altra espressione sinonima), o il privato-sociale, è così considerato come un settore dell’economia, un ambito ben delimitato: come c’è il settore dei trasporti, quello del turismo o dell’arte, esiste il settore dove operano coloro che si occupano di cura, di assistenza, di sociale…

Note:TERZO SETTORE OGGI

Questa terzietà, dunque, implica l’idea che il mercato sia qualcosa di ben preciso e soprattutto di diverso rispetto alla realtà classificata come sociale.

Note:MERCATO E REALTA’ SOCIALE

Secondo questa visione che chiamiamo «anglosassone» dell’impresa e del mercato, lo scopo dell’impresa è massimizzare il profitto, e tutto il resto è mezzo o vincolo: l’obiettivo è la massimizzazione del profitto, e sottostare a certi vincoli sociali (legislativi, fiscali, civili…) è un costo da pagare

Note:MAX PROFITTO

Non c’è dunque nulla di intrinseco: reputazione, responsabilità sociale, attenzione all’ambiente ecc. non vengono cercati perché hanno valore in se stessi,

MAI NULLA DI INTRINSECO

Suburbia

What’s Good About Slums? – Triumph of the City: How Urban Spaces Make Us Human by Edward Glaeser

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There are few pleasures simpler or purer than drinking a plastic cup of cool, cheap beer on Ipanema Beach in Rio de Janeiro at sunset. Rio’s beaches are among the most hedonistic of urban spaces. The weather is generally sublime. The beach is usually adorned with beautiful people.

Note:ODE A RIO

That space is a mecca for tourists, but the Cariocas usually seem to be having even more fun than the foreigners.

Note:I BRASILIANI SE LA GODONO

If you look from Ipanema Beach into the hills, your eye will be drawn by the vast statue of Christ the Redeemer, the Corcovado. But look carefully, and you’ll spy a blot upon this urban arcadia. The hills surrounding Rio are filled with shantytowns, favelas, that often lack electricity or sewers. Their presence in those hills seems puzzling, incongruous. Rio’s hills have some of the best views in the world,

Note:QUANDO ECCO LA BARACCOPOLI

Plato noted that “any city, however small, is in fact divided into two, one the city of the poor, the other of the rich.”

Note:LE DUE CITTÀ DI PLATONE

Even in the developed world, cities are disproportionately poor. In America, the poverty rate is 17.7 percent within cities and 9.8 percent in suburbs.

Note:I POVERI VANNO IN CITTÀ

Many urban analysts see a great crisis in the problem of the megacity, which usually means the vast numbers of poor people living in Mumbai or Mexico City. It seems wise to many to limit the growth of these megacities, whose crowds and squalor doom millions to harsh, deadend lives.

Note:FALSA RICETTA: LIMITIAMO L’ ESTENSIONE DELLE CITTÀ, LIMITEREMO LA POVERTÀ.

cozy, homogeneous suburbs can appear far more egalitarian than the extraordinary urban gulfs that separate a Fifth Avenue billionaire from a ghetto child.

Note:L’ ILLUSIONE DELLE CITTÀ PIÙ RICCHE

The presence of poverty in cities from Rio to Rotterdam reflects urban strength, not weakness.

Note:UN SEGNO DI FORZA

Limiting their growth would cause significantly more hardship than gain, and urban growth is a great way to reduce rural poverty.

Note:GRANDI CITTÀ MENO POVERTÀ

Cities aren’t full of poor people because cities make people poor, but because cities attract poor people with the prospect of improving their lot in life… The poverty rate among recent arrivals to big cities is higher than the poverty rate of long-term residents,

Note:LA CITTÀ ATTRAE I POVERI, NON LI CREA

Rio’s slums are densely packed because life in a favela beats stultifying rural poverty.

Note:LA FAVELA È UN PROGRESSO RISPETTO ALLA CAMPAGNA

America’s ghettos were filled by immigrants fleeing pogroms or poverty and by African Americans fleeing the hardships of agricultural work in the Jim Crow South.

Note:GHETTI AMERICANI, OASI DI SALVEZZA

we should worry more about places with too little poverty. Why do they fail to attract the least fortunate?

Note:LA DISGRAZIA NASCOSTA DEI SENZA POVERI

A city’s population tells you about what the city offers. Salt Lake City is full of Mormons because it’s a good place to be a Mormon. London has many bankers because it’s a good place to manage money. Cities like Rio have plenty of poor people, because they’re relatively good places to be poor. After all, even without any cash, you can still enjoy Ipanema Beach.

Note:LA POPOLAZIONE DELLA CITTÀ TI DICE COSA OFFRE

The free movement of people means that certain types of urban success can make a place poorer.

Note:SOLO LE CITTÀ DI SUCCESSO SI IMPOVERISCONO

The great urban poverty paradox is that if a city improves life for poor people currently living there by improving public schools or mass transit, that city will attract more poor people.

Note:IL PARADOSSO DELLA POVERTÀ URBANA

When American cities have built new rapid-transit stops over the last thirty years, poverty rates have generally increased near those stops. This doesn’t mean that mass transit was making people poor,

Note:POVERI E STAZIONI

What forces draw the poor to urban areas? Above all, they come for jobs. Urban density makes trade possible; it enables markets. The world’s most important market is the labor market, in which one person rents his human capital to people with financial capital.

Note:CITTÀ SIGNIFICA LAVORO

If one employer in a city goes belly-up, there’s another one (or two or ten) to take its place. This mixture of employers may not provide insurance against the global collapse of a great depression, but it sure smooths out the ordinary ups and downs

Note:SOSTITUIBILITÀ

The sheer variety of urban jobs also allows people to figure out what they can and can’t do well.

Note:VARIETÀ

As people job-hop, they learn what they like and can do well. How much would the world have lost if Thomas Edison or Henry Ford had been forced to spend all his days farming?

Note:CITTÀ DIVERSITÀ VOCAZIONE

Rio’s Favelas

Rio’s shantytowns began in the late nineteenth century,when Brazil was lurching out of its quasi-feudal past. In the 1870s and 1880s, when other New World countries, like Argentina and the United States, elected their rulers, Brazil was ruled by an emperor, a scion of Portugal’s ancient house of Braganza, and slavery was still legal. By the middle of the nineteenth century, about 40 percent of Rio’s population—eighty thousand people—were slaves.

Note:STORIA DI RIO E DELLE SUE FAVELAS

Runaway slaves in Rio formed shantytowns called quilombos in the nineteenth century, which were the ancestors of favelas.

Note:GLI SCHIAVI LIBERATI FORMARONO LE FAVELAS

The first true favela had its roots not in urban Rio but in the impoverished countryside of northeastern Brazil, where an itinerant preacher and erstwhile abolitionist, Antonio the Counselor, founded a town called Canudos, populated by former slaves, and started a tax rebellion.

Note:LA PRIMA FAVELAS DI LIBERTI

Over the next seventy years, hundreds of thousands of poor peasants, many of them freed slaves, came to Rio. The dilapidated dwellings may not look like much, but they beat working on a plantation for one’s former master.

Note:MEGLIO LA BARACCA DEI CAMPI E DEL PADRONE

The favela’s residents don’t usually have the option of living in Los Angeles, and they should be compared with the people, largely unseen by foreign eyes, living in the poor rural areas of Brazil. Rio has plenty of poverty, but it’s nothing like Brazil’s rural northeast. One recent study reported that while 90 percent of Rio residents earned more than $85 a month in 1996, only 30 percent of people in the rural northeast were above that poverty line.

Note:CONFRONTI COERENTI

Lagos, Nigeria, is often depicted as a place of profound deprivation, but in fact the extreme-poverty rate in Lagos, when corrected for higher prices in the city, is less than half the extreme-poverty rate in rural Nigeria. About three quarters of Lagos residents have access to safe drinking water, a proportion that is horribly low but that is far higher than anyplace else in Nigeria, where the norm is less than 30 percent.

Note:L’ESEMPIO DI LAGOS

In poorer countries, people in cities also say that they are happier. Throughout a sample of twenty-five poorer countries, where per capita GDP levels are below $10,000, where I had access to self-reported happiness surveys for urban and nonurban populations, I found that the share of urban people saying that they were very happy was higher in eighteen countries and lower in seven.

Note:IN CITTÁ PIÙ FELICI

And unlike the hinterlands, urban slums often serve as springboards to middle-class prosperity. The Lower East Side of Manhattan, for example, despite high levels of poverty, produced a string of dazzling successes.

Note:SLUM COME TRAMPOLINO LANCIO

Leila Velez, a janitor’s daughter who grew up in a Rio favela, was working at a McDonald’s when she was fourteen. She and her sister-in-law, a hairdresser, were determined to find a way to make their hair less frizzy. They understood the size of the market for such a product; they were surrounded by people who wanted frizzless hair. The two budding entrepreneurs lacked any scientific background, but Leila’s husband let his hair be used to test many strange concoctions cooked up by his sister and wife. .. Velez patented the concoction and sold her Volkswagen Beetle for $3,000 to get the capital to open a salon. They knew their customers, and the product sold well. From there, she expanded the number of salons, generally hiring former customers as employees. Her firm currently sells $30 million a year of beauty products.

Note:UN ESEMPIO DI SUCCESSO

Improvements in agricultural productivity typically involve new technology that reduces the number of people working on farms. That fact alone makes it unlikely that better farming will deliver widespread prosperity.

Note:PERCHÈ NON TORNARE IN CAMPAGNA?

The vast flow of migrants to cities certainly stresses urban infrastructure; that’s one of the familiar arguments against allowing the growth of megacities. But while an influx of new migrants worsens the quality of roads and water for a city’s longtime residents, the new arrivals go from having virtually no infrastructure to enjoying all the advantages that come from access to decent transport and utilities.

Note:INFRASTRUTTURE SOTTO PRESSIONE. STOPPARE  L’ AFFLUSSO?

Traditionally, governments have done more—if not always enough—to address urban poverty than rural poverty. This pattern has held true in Brazil for more than a century…. The government began with a vaccination campaign and eventually brought schools and some health care to the favelas. The “City of God” that inspired a movie about Rio’s poverty was a governmental attempt to improve housing quality for favela dwellers.

Note:INTERVENTI GOVERNATIVI FACILITATI CON LA POVERTÁ URBANA

The ironic result of attempts to improve life for Rio’s poor is that still more poor people come to the favelas, which is the urban poverty paradox in action.

Note:IL PARADOSSO DELLA POVERTÁ URBANA

Moving On Up

Americans who are shocked by the favelas’ squalor have forgotten their own urban past. Such extremes of wealth and poverty were standard in nineteenth-century American cities.

Note:LO SQUALLORE DI RIO È IL NOSTRO DI IERI

The Upper East Side of Manhattan, stretching from Fifty-ninth Street to Ninety-sixth Street between Fifth Avenue and the East River, now includes some pricey real estate, but was also full of Irish shanties in the nineteenth century. The Upper East Side Armory occupies its incongruous location, surrounded by tony apartment buildings on Park Avenue, because its bourgeois soldiers were originally meant to protect urban elites from unruly immigrants.

Note:ESEMPIO NY

Boston’s fame as an Irish-American city is particularly associated with a single family, the Kennedys, whose story shows how urban poverty can beget opportunity. Patrick Kennedy was born in 1823 in Ireland’s County Wexford. He got little schooling. Poor rural areas have generally offered little education, and when he was born, rules preventing Catholic education in Ireland were still in force. Young Kennedy worked on his older brother’s farm, planting potatoes and harvesting grain. The one nonagricultural skill he acquired came from a more urban friend, Patrick Barron, who worked in a brewery and taught him how to make barrels. The potato famine hit the Kennedys’meager farm hard. Facing the prospect of starvation, Patrick Kennedy followed Barron to Boston, where Barron got him a job as a cooper in East Boston. Boston offered economic opportunity, because it had a market where Kennedy could sell his labor to an employer who had capital. Boston provided a ready market for barrels because of its role as a center for transportation, and of course brewing. Just as in Rio’s favelas, in East Boston the density that enabled poor people to sell their labor enabled bacteria to flow, and Patrick Kennedy died of cholera. Kennedy’s son, however, also named Patrick, thrived. He started off working on the docks and saved enough to buy a saloon. He soon owned a second and then a third drinking establishment, catering increasingly to wealthier Bostonians.

Note:I KENNEDY

Just as cities are good for immigrants, immigrants are good for cities. Boston owes much to the Kennedys, as New York does to immigrants ranging from Andrew Carnegie to Al Jolson to Zubin Mehta. Indeed, for all but 12 of the 118 years between 1891 and 2009, the New York Philharmonic has depended on foreign-born music directors. Needless to say, more populist elements of New York culture, like bagels and pizza and Kung Pao chicken, are also the gifts of immigrants.

Note:GLI IMMGRATI FANNO BENE ALLA CITTÀ

Capitalists and workers are often seen as enemies, as they are, for example, during a strike. But more generally, capital increases the returns to labor, and it is urban capital that made cities such magnets for the poor. Cities don’t just connect capital-less workers with capital-rich employers; they offer a huge variety of job opportunities that allow poor people (indeed, everybody) to find talents they might otherwise never know they had. The great University of Chicago economist George Stigler once wrote that “in a regime of ignorance, Enrico Fermi would have been a gardener, von Neumann a checkout clerk in a drugstore.” Stigler’s vision of two of the finest minds of the twentieth century working dead-end jobs is frightening. Luckily, both men grew up in large cities and came from relatively privileged backgrounds, and their mathematical and scientific talents were spotted at a young age. Similarly, Boston brought forth Patrick Kennedy’s talents in a way that rural Ireland could not.

Note:L’ INCONTRO DI CAPITALISTI E LAVORATORI

Richard Wright’s Urban Exodus

The great swaths of America’s cities that are almost entirely African American and almost entirely poor illustrate what can go wrong when neighborhoods get cut off from the economic heart of their cities. But even those neighborhoods should be viewed in light of the even worse conditions endured in the rural South.

Note:IL GHETTO NERO. MEGLIO DEL SUD

The great African-American writer Richard Wright was born in Natchez, Mississippi. He and his mother moved north, first to Memphis and then to Chicago, seeking to escape Jim Crow laws as much as to find economic opportunity… “I headed north full of a hazy notion that life could be lived with dignity, In Chicago, he started off working as a porter, then an errand boy and a dishwasher. malnutrition had left him 15 pounds below the government’s 125-pound minimum. Finally, in the spring of 1929, he made weight and got a full-time job working the night shift at Chicago’s central post office, then the world’s largest. The job was a good one that allowed him to do some writing. Even more important, it connected him with a left-wing literary salon. His first book, a collection of stories called Uncle Tom’s Children, was published by Harper and Company. He won a Guggenheim Fellowship to write Native Son, and with that, he became a literary lion.

Note:IL CASO DI RICHARD WRIGHT

The economic advantages that came from moving north were immense. A Southern sharecropper in the 1920s would be lucky to earn $445 a year. A black worker in one of Henry Ford’s plants would earn $5 a day, more than three times that income. Yet like Richard Wright, the African Americans who came north found more than just higher incomes. They found freedom.

Note:CFR MEZZADRO E OPERAIO.

Rise and Fall of the American Ghetto

In the early twentieth century, African Americans were rare in Northern cities. Only 2 percent of New York’s population and 1.8 percent of Chicago’s population were African American in 1900. Decade after decade, these percentages grew as blacks chose urban opportunity.

Note:LA GRANDE MIGRAZIONE

George W. F. McMechen would seem to be the ultimate upwardly mobile African American at the start of the last century. He graduated from Morgan College and Yale Law School and came to Baltimore, where he formed a successful legal practice with another African American, W. Ashbie Hawkins. McMechen wanted to live in one of Baltimore’s more affluent neighborhoods, which were in those days overwhelmingly white… This formerly all-white neighborhood rose up in arms. Local kids threw bricks through McMechen’s windows. McMechen’s neighbors was an attorney—“eminent” according to the New York Times, “briefless” according to Hawkins—who dug up a copy of Baltimore’s city charter and decided that it was well within the city’s rights to pass a race-based zoning ordinance. He drafted such a law and had no problem getting it passed Similar measures were soon passed in Richmond, Atlanta, Louisville, and other Southern cities. in 1917, the National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) achieved its first great triumph when the Supreme Court made zoning by race illegal,

Note:LA STORIA DI MCMECHEN. DISCRIMINAZIONE LEGALIZZATA

a study by economists John Kain and John Quigley found that blacks paid more than whites for comparable housing in St. Louis.

Note:I NERI PAGANO DI PIÙ LA LORO CASA

But cities also produced the legal champions who slowly brought down the ghetto walls. Two Baltimore attorneys, Thurgood Marshall and Philip Perl-man, one black and one white, one representing the NAACP and the other representing the U.S. government, came together to fight restrictive covenants.

Note:LOTTA AI PATTI PER NON VENDERE AI NERI

Between 1970 and 2000, segregation declined almost everywhere in America, primarily because formerly lily-white areas acquired a few mostly well-off African Americans. Between 1970 and 1990, the segregation level of African-American college graduates declined by about 25 percent, while the segregation level of high school dropouts declined by less than 10 percent.

Note:SEGREGAZIONE 1970-2000

Studies in the 1960s and 1970s found little difference in outcomes between African Americans who grew up in more segregated cities and those who lived in less segregated areas. That changed as more prosperous African Americans left the ghetto. By 1990, blacks between the ages of twenty and twenty-four who grew up in more segregated cities were 5.5 percent less likely than similarly aged African Americans in less segregated areas to have a high school degree and 6.2 percent more likely to be out of school and out of work.

Note:OGGI MENO SEGREGAZIONE MA PIÙ PERICOLOSA

The Inner City

There is a hidden logic behind the concentrated poverty that results from the tendency of the poor to live at the physical center of American cities. That tendency reflects, in part, the power of transportation to shape cities. All forms of travel involve two types of cost: money and time. The cash cost of commuting is the same for rich and poor, but rich people with higher wages give up more income when they spend more time commuting and less time working. As a result the rich are generally willing to pay more for faster trips to work.

Note:LA LOGICA DEI TRASPORTI E IL COSTO DEL TEMPO

When a single transportation mode, like driving or taking the subway, dominates, then the rich live closer to the city center and the poor live farther away. But when there are multiple modes of transit, then the poor often live closer in order to gain access to public transit. The U.S. poverty line for a four-person household in 2009 is $22,050. In 2008, a typical nonurban household spent $9,000 on car-related transportation. How in the world could a two-adult family with $22,000 of income afford two cars?

Note:PERCHÈ I POVERI VIVONO IN CENTRO?

Paris likewise has excellent public transportation and consequently has an inner zone where the rich use the Métro or walk. The next zone has the poor living in more distant areas that are still connected to the city by train.

Note:PARIGI

Central areas are often historic, and as a result they usually have older homes that have depreciated in quality and in price. Just as richer people buy new cars and then sell them to less wealthy people, typically new housing is built for more prosperous people and then as the housing depreciates, it comes to house the less fortunate.

Note:LE VECCHIE CASE DEL CENTRO

How Policy Magnifies Poverty

One line of attack offers businesses tax breaks for locating in disadvantaged areas, called Empowerment Zones

Note:EMPOWERMENT ZONE

An alternative view argues that such approaches are just “gilding the ghetto,” as my former colleague John Kain once wrote. In this view, only greater mobility, such as that created by housing vouchers, can relieve the suffering of segregation.

Note:HOUSING VOUCHER

sometimes social entrepreneurs can do great good by focusing on just one place. For almost forty years, the Harlem Children’s Zone has fought for the children of Manhattan’s best-known African-American community. They’ve created a dense web of social activities, such as the Baby College, which teaches parenting skills, aimed at improving academic outcomes and reducing crime. In one sense, they may be “gilding the ghetto,” but in another sense, they are giving Harlem’s children the skills they need to thrive and even leave Harlem if they want to.

Note:GLI ASILI DI HARLEM: MIGLIORARE SENZA SPOSTARE

The Harlem Children’s Zone proves that investing in segregated areas can work, as long as that investment targets children, not stadiums or monorails.

Note:INVESTIRE SUI BIMBI

Can other cities attract the same remarkable pool of leaders, teachers, and benefactors that came to the zone in New York, especially if they have to play by rules laid down in Washington? I hope so, but I fear that the success of the zone and the relative failure of most nationwide interventions suggest that the solution to urban problems is more likely to come from local initiative than from federal policy.

Note:INIZIATIVE NON STANDARDIZZABILI

The case for federal action is strongest when that action is reducing the artificial separation of rich and poor created by the government itself. Whenever public services are radically different in two adjacent areas, those differences will influence where people choose to live. .. differences in school quality lead to the isolation of the poor.

Note:SERVIZI DIFFERENTI SEGREGAZIONE NATURALE 

East St. Louis provides an extreme example of the urban poverty paradox, whereby public policy that helps the poor in one area can lead to a massive concentration of poverty. East St. Louis lies across the Mississippi River, in Illinois, from St. Louis, Missouri. In 1989, the annual Aid to Families with Dependent Children payment was 20 percent higher in Illinois than in Missouri. If you were out of work, it made sense to move to Illinois, and so in 1990 the poverty rate in East St. Louis was 43 percent—higher than in St. Louis or Buffalo or Detroit or any other declining Rust Belt city.

Note:ST. LOUIS: AIUTI CHE CONCENTRANO I POVERI

Welfare disparities have diminished, but differences in school quality remain, and they help explain why some central cities, like Detroit, are poor while others, like Paris, are not. Paris has some of the best public high schools in the world, and prosperous Parisian parents dream of getting their children into lycées like Henri-IV and Louis le Grand. But in the United States, public school monopolies have ensured that central cities often have poorly functioning school districts. Suburbs are smaller and more competitive, attracting more prosperous parents.

Note:DISPARITÀ TRA SCUOLE

state authorities started requiring busing among districts to achieve a constant proportion of blacks and whites within each school district. Proponents of busing saw it as a means of breaking down the intellectual isolation of the ghetto and improving opportunity for African Americans. Enemies of busing, and that included more than 90 percent of America, saw it as an intrusion that destroyed neighborhood schools and forced kids to travel long distances. .. White neighborhoods abandoned cities like Boston en masse for suburbs like Scituate outside the boundaries of the school district. They didn’t want their children to be bused, and the Supreme Court had set things up so that they could avoid the whole thing just by leaving the city. The result isolated the urban poor even more.

Note:BUSING 

The odd fact is that America’s school system could decrease segregation if it moved either to the socialist left or to the free-market right. If America imitated the best aspect of European socialism and invested enough in public schools so that they were all good, then there would be little reason for the rich to leave cities to get better schooling. If America allowed vouchers or charter schools that would foster more competition in urban school districts, then their quality would rise and might even become a draw for prosperous parents.

Note:VIA SOCIALISTA E VIA DI MERCATO

there is a reason why people promote the myth that cities are bad for the poor. The flow of millions of poor people into cities may be a hopeful sign for those migrants, but it won’t necessarily improve the quality of life for the middle-income people who are already living in those areas.

PERCHÈ ESISTE IL MITO CHE LA CITTÀ FA MALE AI POVERI?

Il futuro della crescita economica

Growth – The Age of Em: Work, Love, and Life when Robots Rule the Earth by Robin Hanson

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Premessa: nell’economia del futuro a lavorare saranno dei robot: ovvero emulatori azionati con upload di intelligenze umane opportunamente selezionate e velocizzate. Gli uomini vivranno perlopiù in campagna con la rendita azionaria delle compagnie che producono emulatori.

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Faster Growth

the em economy should be more competitive in the sense of more aggressively and more easily replacing low-efficiency items and arrangements with higher-efficiency versions.

Note:PIÙ COMPETITIVI

Stronger urban concentration should also help promote innovation (Carlino and Kerr 2014

Note:INNOVAZIONE

For a long time, most innovation, and most of the total value of innovation, has been associated with a great many small and context-dependent changes (Sahal 1981). Most innovation has also long come from application and practice, rather than from “researchers” or “inventors” narrowly conceived. Most of the research that aids innovation is “applied” as opposed to “basic” research. Thus we expect most of this better and faster em innovation to consist of many small innovations that arise in the context of application and practice.

Note:INNVAZIONE CONTESTUALE APPLICATA E PRATICA

One might guess that a future very computer-centered economy improves at something closer to the recent rate at which computer technologies have improved. This suggests that the global em economy might double as fast as every year and a half, which is 10 times faster than today’s economic doubling time of about 15 years.

Note:CRESCITA: 10 VOLTE PIÙ VELOCE

our growth of inputs is still limited because of the limited rate at which we can increase the number of skilled laborers. There is little point in making twice as many machines if we don’t have twice as many people to run them.

Note:L’ INPUT CONTA PIU’ DELLA PRODUTTIVITA’

So the world economy has lately been doubling roughly every 15 years… In an em economy, however, labor can be grown as easily as capital; factories can make more ems to run machines as fast as they can make more machines to be run….

Note:OGGI RADDOPPIAMO LA RICCHEZZA OGNO 15 ANNI

Our basic economic theories of growth strongly suggest that this ability to rapidly increase inputs could allow an em economy to grow much faster than the 1.5-year doubling time weakly suggested by an em economy being computer-based (Fernald and Jones 2014; Nordhaus 2015). In fact, basic economic theory allows for the economy to double in a month, week, day, or even faster.

Note:DOMANI: RADDOPPIO OGNI MESE

Faster growth and innovation in the em era should encourage an emphasis on less durable capital equipment, including buildings. Such equipment should be designed for a shorter useful lifespan, under the expectation that more efficient designs will quickly become available.

Note:BENI A RAPIDA OBSOLESCIENZA

large increases in growth rates translate into large cost increases for systems that produce steady value, relative to systems that produce value quickly all at once and then end. So ems will use rockets and other disposable products more,

Note:TRIONFO DELL’ USA E GETTA

Growth Estimate

To generate an empirical estimate of em economy doubling times, we can look at the timescales it takes for machine shops and factories today to make a mass of machines of a quality, quantity, variety, and value similar to that of machines that they themselves contain. Today, that timescale is roughly 1

Note:QUANTO IMPIEGANO LE MACCHINE A REPLICARSI

Today, humans are such a left-out component; our economy doesn’t grow this fast because we can’t replicate people as quickly as machines.

Note:REPLICARE L’ UOMO, QUESTA LA DIFFERENZA COL PASSATO

an em economy focuses much more than ours does on computer capital, which has long seen much faster rates of innovation than has other forms of manufactured capital.

Note:RITMO DELL’ INNOVAZIONE

the economy might double every (objective) year, month, week, or day (Hanson 1998)

Note:CONCLUSIONE

Another way to estimate the economic growth rate of the next era is to assume that the next era will grow faster than our industrial era by a factor similar to the factor by which our era grows faster than the farming era, or by which the farming era grew faster than the forager era.

Note:ANALOGIE: DIFFERENZIALE TRA AGRICOLTURA E INDUSTRIA

This method estimates a roughly 1 week to 1 month economic doubling time for the next era.

Note:STIME DEL SECONDO METODO

Growth Myths

There are several factors that some expect to influence growth rates, but which probably have at best modest effects. One such factor is the mental speed of citizens… Yes, there could be some weak effects because of ems running faster or slower, but these are mostly minor. It is mainly the existing capacity that creates more capacity, not the mental speed

Note:IL MITO DELLA VELOCITÀ

Another factor that does not obviously suggest faster growth rates is the larger size of the em economy. Yes, a larger economy has more resources to pursue more possible innovations. But there are also usually diminishing returns in new ideas;

Note:IL MITO DELLE ECONOMIE DI SCALA

A third factor that does not obviously suggest faster growth rates is greater intelligence. While more intelligent people are more productive, and more productivity gives more growth, even so there isn’t obviously a more direct connection here, a connection not mediated by productivity.

Note:IL MITO DELL’ INTELLIGENZA

Smarter people are awarded more patents, but that is in part because smarter people tend more to be sorted into the types of jobs that produce patents.

Note:TEST BREVETTI

A fourth factor that is less relevant for growth than many think is the number of researchers… even if the em world coordinates somewhat better than today, it seems that growth would increase by only a modest amount, as nations that do more research today do not grow noticeably faster (Ulku 2004)…. increases in research funding usually give much less than proportionate increases in research progress in a field (Alston et al. 2011

Note:IL MITO DELLA RICERCA

Finance

Among their many roles, clans likely also serve as a basic unit of financial organization. For example, individual ems and subclans could relatively easily turn to their larger clans to insure against risks. Hidden information and actions, which are often obstacles to insurance, are less of a problem within a clan, especially when shallow mindreading is feasible.

Note:RITORNO DEI CLAN

A more competitive em economy likely adopts more efficient financial institutions. This plausibly includes more support for hostile takeovers of public firms (Macey 2008), and more use of private ownership of firms. As having worker control over firm management seems to reduce productivity, ems probably avoid that (Gorton and Schmid 2004).

Note:SCALATE OSTILI E COOPERATIVE

In most models and real markets so far, average interest rates (i.e., rates of return on investments) have usually been at least as large as economic growth rates. Thus as em era growth rates are large, em era interest rates are also large. This tempts slow humans and em retirees to save a large fraction of their income.

LA RENDITA

Come lavora un robot?

Work – The Age of Em: Work, Love, and Life when Robots Rule the Earth by Robin Hanson

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Premessa: per robot intendiamo macchine dotate di intelligenza artificiale. Probabilmente avremo a che fare con emulatori più che con robot, ovvero con macchine azionate tramite l’ upload di intelligenze umane opportunamente selezionate.

Work Hours

Today, successful people in very competitive jobs, professions, and industries often work a great many hours per week. This makes it plausible that selection for em productivity will produce a world of ems who are also very hard-working, even “workaholic,”

Note:WORK ALCHOLIC

“workaholics” tend to make more money, to be male, and to focus their socializing on scheduled times such as holidays. They also tend rise early to work alone and they often use stimulants (Kemeny 2002; Currey 2013

Note:STIMOLANTI A GO-GO

Many claim that working very long hours is usually counter-productive. For example, it is said that in construction, working 60 hours a week over 2 months actually results in less output than working 40 hours a week over that period (Hanna et al. 2005; Alvanchi et al. 2012; Pozen 2012; Mullainathan and Shafir 2013

Note:MA LAVORARE TANTO RENDE DAVVERO?

the reason most workers today tend to work too many hours might be because the few most productive workers are indeed more productive when they work many hours, and ordinary people are trying to resemble these super-workers. If this is the case, then ems will work many hours because they will mostly be selected from among those few super-workers.

Note:PERCHÈ SI LAVORA TANTO?

The selection for ems who work hard and well is likely to select for a work-orientation, rather than a leisure-orientation, in em cultures. During the industrial era, an orientation to leisure has become more common, and today is more common among women, the young, and the unmarried. People with a high school education are more leisure-oriented, compared with both those with more and less education.

Note:ORIENTATI AL LAVORO O AL TEMPO LIBERO?

Leisure-oriented people are less satisfied with their job, and they feel fewer intrinsic rewards from work and more from leisure.

Note:INCENTIVI INTRINSECI

This all weakly suggests that ems not only work more hours, they also tend to be male, married, care less about work relations, feel more obliged to contribute to society, and gain more intrinsic reward from work and less from leisure.

Note:RITRATTINO DEL ROBOT LAVORATORE

During the industrial era, we have spent much of our increasing wealth on more pleasant working conditions, as well as on more consumption variety and on working fewer hours. Poorer and more competitive ems are likely to reverse these trends, and accept more workplace drudgery.

Note:CONDIZIONI DI LAVORO

Some ems are likely to listen to music on the job, as that increases productivity in some kinds of jobs (Fox and Embrey 1972). Such music will typically be mild, wordless, and not otherwise distracting (Kiger 1989).

Note:MUSICA SUL LAVORO

Spurs

heavy use of “spurs,” who are em copies who are newly copied at the beginning of their workday, and then retire or are erased at the conclusion of their workday.

Note:CONTROFIGURE CON UN GIORNO DI VITA

In addition to saving on the cost of needing to rest from work, spurs also save on mental aging. As discussed in Chapter 4, Complexity section, em minds become less flexible and more fragile with subjective experience.

Note:GIOVANILISMO

U.S. workers recently reported spending an average of 7% of their time at work “loafing,” such as via eating, socializing, or web surfing. This percentage falls when workers more fear losing their job (Burda et al. 2016). More competitive em workers loaf less.

Note:BIGHELLONARE

Breaks help productivity more when they are short and frequent, when they happen in the morning relative to afternoon, and when the activities during breaks are preferred, social, work-related, and outside the office (Hunter and Wu 2015).

Note:BREAK

There is also evidence suggesting productivity gains from napping for 10 to 30 minutes one or a few times a day (Dhand and Sohal 2006).

Note:PISOLINI CONSIGLIATI

em spurs will tend to be made from copies who just finished a nap or break, and that spurs will have an extra productivity bonus for tasks that take less than about an hour or so to complete.

Note:CHI COPIARE PER LAVORETTI BREVI

in our world the peak is near 10 in the morning in construction, during the morning for sports with complex strategies, and in the afternoon for handwriting and for sports requiring great physical efforts (Alvanchi et al. 2012; Hölzle et al. 2014; Drust et al. 2005).

Note:PICCHI

Each em uses spurs created from the times of day which tend to give that em its highest productivity for the assigned task.

Note:COPIARE QUANDO SEI AL PICCO

Today only a modest degree of multitasking is productive. It seems that doing only one or two projects at a time is best (Aral et al. 2007

Note:MULTITASKING

To avoid many social complications, spurs are likely to interact less often socially with non-spur friends and lovers. Spur social interactions instead focus on other spurs, such as spur co-workers.

Note:LA VITA SOCIALE DI UNO SPUR

The use of spurs will encourage ems to coordinate and plan activities in their head before splitting into spur copies, to summarize their work well just before ending or retiring as a spur, and to organize tasks into units that can be completed in a subjective work day, with minimal need to recall details later.

Note:IL LAVORATORE E LA SUA STRATEGIA

Spur Uses

Spurs who end instead of retiring can help ems to deniably do things of questionable legal or moral status, if the main evidence of their actions was erased when their minds were erased. For example, a spur might try to alter some evidence of previous poor performance.

Note:LO SPUR USATO COME KILLER

Spurs that end could ensure privacy in short-term professional consulting. For example, a relationship counselor could make an isolated spur who hears about your relationship problems, offers advice to you in private, and then ends.

Note:SEGRETI PROFESSIONALI

Spurs make it easier to convince people of things without revealing one’s sources, by proving that “you would agree with my claim if you knew what I know.”

Note:AFFIDABILITÀ E CONFIDENZE. CHI È GIÀ NELLA TOMBA È IL MIGLIOR FIDUCIARIO

For example, spur safes could let a buyer choose among several sellers based on very open disclosures of buyer and seller details and secrets inside a safe. Potential mates might become more intimate in a safe to see how well they are matched… For example, government authorities could not simply pretend to have good secret reasons for their policies; others could ask to see those reasons inside safes.

Note:ESEMPI DI SPUR FIDUCIARI

Inside a safe, an advisor explains the non-idealistic reasons why some choice is best. Outside the safe, the em just follows the advice from the safe, and does not reflect much on why that advice differs from what their idealistic beliefs might suggest.

Note:CAMERA CARITATIS: SAFE

Spurs could also be used to test for biases. Today, psychologists show common biases by randomly splitting experimental subjects into subgroups that are given different prompts… em spurs could directly demonstrate such biases in individuals, and not just in large groups. An individual could be split into different copies that are given different prompts, and then their answers could be directly compared. Ems wanting to convince an audience of their impartiality might even empower independent judges or opponents to create such “split-tests.”

Note:RINTRACCIARE I BIAS

Social Power

Compared with us, ems are individually better at getting and keeping power. Humans today often compete for power, prestige, and material resources. But most of us are reluctant to compete fiercely and strategically, using all available means. It makes sense that we inherited such attitudes, because the forager world greatly punished such aggression… our habits of reluctant competition are often less adaptive in today’s rather different world, and are likely to also be less adaptive in the em world….

Note:EM PIÙ COMPETITIVI DEGLI UOMINI

In the farming and industrial eras selection effects have ensured that such aggressive competitors have been over-represented in positions of power (Pfeffer 2010).

Note:L’AGGRESSIVITÀ OGGI PAGA PIÙ DI IERI

They less often handicap themselves, such as by refusing to take a test that they might fail. That is, they don’t shy away from hard tests. They instead have stronger desires to improve themselves, and stronger beliefs that this is possible.

Note:L’ EMULATORE CI PROVA SEMPRE. VUOLE MIGLIORARSI

Power-gaining ems are also more willing and able to sell themselves. They push more to make themselves visible to superiors, they are more attentive to what their bosses want, and they develop stronger relations with those bosses.

Note:LECCHINI

They are more able to project self-assurance, to read others and empathize with their point of view, and to tolerate conflict. They tend more to be suspicious of potential work rivals. Such ems are more strategic and careful in choosing the details of their career paths. They more often ask for things they want, even if rejection seems likely.

Note:AUTOCONTROLLO TOLLERANZA E IPOCRISIA

Power-gaining ems are better actors, in order to convince others of their power. They are better able to pretend and play a role. They tend to act like they are succeeding, even when they are not. They tend to express anger instead of sadness or remorse. They tend to stand up straight rather than slouching, and thrust their chest and pelvis forward rather than curling in on themselves. They more often move forward and toward others, and stand closer to others, instead of turning their back or retreating. They use tall bodies and deep voices, although of course all virtual ems could also easily do this if they wish. The hand gestures of such ems are short and forceful, not long and circular. They directly look others in the eye, instead of looking down or away.

Note:MODO DI COMPORTARSI E ATTEGGIAMENTI

Their language is evocative, specific, and often filled with forceful words and visual imagery. They often use emotional language terms, refer to us-them concepts and other contrasting concept pairs, pause for emphasis, and explicitly enumerate how many points they will make. Today, the powerful are different from the rest of us, and we should expect that ems will be different from us in those same ways.

LINGUAGGIO

10 buoni motivi

10 buoni motivi per essere cattolici (Italian Edition) di Mozzi Giulio e Binaghi Valter

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1. Perché questo mondo è stato creato

Un primo buon motivo per essere cristiani cattolici è che è bello immaginare che questo mondo sia stato creato, e creato da un qualcuno che posso immaginare come una persona; un qualcuno al quale io, che sono una persona, posso immaginare di somigliare; con il quale posso immaginare di parlare; con il quale posso immaginare di avere una storia… mi pare bella l’immaginazione di un creatore che tutt’a un tratto o da sempre sente la voglia di averci qualcuno che non sia lui stesso, di un qualcuno che gli somigli ma che insieme sia abbastanza distinto da lui stesso da poterci parlare, da poterci passare del tempo, da poterci, ecco, avere una storia. Una storia d’amore, magari….

Note:È BELLO IMMAGINARE UNA RELAZIONE PERSONALE CON UN CREATORE

Questo, alla fin fine, m’immagino: che il creatore si sia fatto una sorpresa; che abbia fatto qualcosa che non s’immaginava, o che almeno gli è venuto del tutto diverso da quello che s’immaginava; che abbia fatto qualcosa che, essendo venuto com’è venuto, ha svelato allo stesso creatore qual era la segreta voglia, la voglia di un tutt’a un tratto, che da sempre egli coltivava: ma segretamente, nascostamente da se stesso.

Note:SORPRESA!

2. Perché questa storia è una storia d’amore

Un secondo buon motivo per essere cristiani cattolici è che è bello leggere e rileggere, raccontare e riraccontare, la storia d’amore tra il creatore e il popolo che egli si è scelto.

Note:UNA BELLA STORIA D’AMORE

a fondamento di tutte le storie che si rispettino – succede che i personaggi cambiano. Si trasformano.

Note:CAMBIAMENTO

È andato avanti ancora un po’, il creatore, a progettare e saltuariamente realizzare distruzioni parziali o quasi totali delle creature; ha continuato ancora per un po’ a bruciacchiare questa o quella città, a sparpagliare questa o quella epidemia per punire questa o quella marachella; ma alla fine ha mollato la pezza. Ha capito che, ad accoppare il proprio innamorato per ogni qualsiasi marachella, non lo si fa reinnamorare più che tanto.

Note:IL METODO PUNITIVO NON FUNZIONA

Ora, guardate il bimbo nella mangiatoia. Ora, guardate quello stesso bimbo, poco più che trentenne, appeso agonizzante a una croce. È sempre lui. È sempre quello che finora abbiamo chiamato “il creatore”. C’è stato un bel cambiamento.

Note:IL METODO DELL’ AMORE FUNZIONA

3. Perché abbiamo identificato il nemico

Un terzo buon motivo per essere cristiani cattolici è che si sa quasi tutto sul nemico. Il nemico compare presto nella storia delle creature: è già lì, nel giardino che il creatore aveva piantato in Eden

Note:IL NEMICO COMPARE SUBITO

Lo vediamo nel giardino piantato in Eden dal creatore, e ci domandiamo: “Ma ce l’ha messo il creatore? E se il creatore è buono – poiché si dice che il creatore sia buono –, perché ce l’ha messo? E se il creatore è buono, perché l’ha creato?”, oppure ci domandiamo: “Non sarà che il nemico esiste indipendentemente dal creatore?

Note:ORIGINE DEL NEMICO

E viene, terribile, il sospetto che quei due siano complementari. Che siano un creatore e uno screatore; che siano, come coppia, i motori dell’universo, un principio di produzione e uno di distruzione, un principio di sistema e uno di entropia.

Note:DUBBIO GNOSTICO

Poi – facciamo un volo di secoli – troviamo di nuovo il creatore a confronto con il nemico: il creatore, fattosi creatura, sta sul monte a meditare in solitudine, e il nemico appare; appare, e fa un’offerta. Ti do tutto, dice. Metto nelle tue mani – come tu un tempo mettesti nelle mie mani Giobbe: non lo dice lì per lì, ma è sottinteso – tutte le creature. Regnerai su di esse. Potrai dare loro pace, salute, letizia, felicità perpetue. Ti riconosceranno – queste creature dalla zucca dura, così indocili e stravaganti – e ti adoreranno: per sempre. Il creatore fattosi creatura dice: no. E noi, che nel buio della sala osserviamo col fiato sospeso questa scena madre, urliamo di dolore. Ma digli di sì, cribbio! Ma che cosa ti costa! Ma se è quello che hai sempre desiderato! Pezzo d’idiota, per quanti secoli ancora vuoi che viviamo senza pace, senza salute, senza letizia, senza felicità? Ti basterebbe muovere appena la testa, fare un cenno, sussurrare un sì, posare su questo preteso nemico uno sguardo appena appena un pochettino benevolo, e sarebbe tutto risolto! Sarebbe tutto risolto, sì: come solvet saeclum in favilla, come tutto, alla fine, si scioglierà in un gran calore, in un punto rosso di fuoco. Ma non è ancora giunto il tempo della fine – infatti, siamo qui. Il nemico è quindi, prima di tutto, un nemico della storia…. Il nemico è quindi un sofista. Non vuole una cosa precisa; se la storia è lenta lui tenta di affrettarla; se va spedita lui tenta di fermarla….

Note:IL NEMICO DELLA STORIA

4. Perché questa storia è la storia di tutti

Un quarto buon motivo per essere cristiani, e cristiani cattolici, è che il messianismo universale (perché questo significano le parole: l’antico greco “christòs” traduce l’ebraico “messia”, ovvero “salvatore”; e “katholikòs” significa “universale”, più nel senso di “per tutti quanti” che in quello di “per ciascuno”) è per l’appunto un messianismo universale.

Note:CATTOLICO = UNIVERSALE

5. Perché non si è mai visto un Dio che si faccia carne

Un quinto buon motivo per essere cristiani cattolici è che il creatore, circa duemill’anni fa, prese tutti in contropiede e si fece creatura di carne… La cosa è ovviamente incredibile: e le autorità di quel tempo – le autorità religiose e le autorità civili, di comune accordo o per convenienza reciproca – non ci credettero. La storia finì con un corpo appeso a una croce e una comunità di seguaci allo sbando:

Note:SI È FATTO CARNE

possiamo prendere i Vangeli per quello che sono: Marco e Matteo, poco più che raccolte o promemoria, frutto di diversi e successivi assemblaggi, di detti, episodi, brevi discorsi di Gesù di Nazareth, passati per decenni di bocca in bocca, utili come sostegno alla predicazione orale, di facile comprensione per chiunque; Luca, un tentativo di fare un “libro scritto” a partire da quei materiali, aggiungendone altri, e mettendo tutto in bello stile greco, con un occhio di riguardo per un pubblico pagano e colto; Giovanni, più un libro di teologia in forma narrativa, rivolto a un pubblico di già credenti – o, sostengono alcuni, a un pubblico di affiliati a una di quelle religioni o spiritualità diffuse all’epoca, d’origine orientale, chiamate “misteri” –, che una narrazione “di annuncio” rivolta a tutti.

Note:I VANGELI

6. Perché questo Dio si fa riconoscere

Un sesto buon motivo per essere cristiani cattolici è che Fëdor Dostoevskij, in quel bizzarro testo inesistente che è La leggenda del grande inquisitore – un testo che esiste, per modo di dire, così: è un poema scritto da Ivan Karamazov, personaggio del romanzo I fratelli Karamazov, ma nel romanzo il poema non c’è; c’è invece il racconto del poema che Ivan fa a suo fratello Alëša – s’immagina quanto segue: che il creatore, in un tempo e in un luogo più o meno corrispondenti alla Spagna del Cinquecento, torni a visitare le creature nell’aspetto di Gesù di Nazareth; che entri nel mondo con discrezione, in silenzio; che peraltro tutti lo riconoscano; che lo riconoscano, ovviamente, anche gli uomini dell’allora attivissima e potentissima Inquisizione cattolica; e che questi lo prendano e lo gettino in carcere. Nella cella scende a parlargli il capo dell’Inquisizione, il grande inquisitore: che lo guarda, lo osserva, e senz’altro – anche lui – lo riconosce. Dapprima il grande inquisitore lo interroga: “Sei tu? Sei tu?”; ma subito cambia idea: “Non rispondere, taci. E che potresti dire? So troppo bene quel che puoi dire. Del resto, non hai il diritto di aggiungere nulla a quello che Tu già dicesti una volta. Perché sei venuto a disturbarci?… l’Inquisizione, ammazzandolo, intende fare nient’altro che ristabilire l’ordine. Perché il creatore che si fa creatura, il creatore che abbandona la propria infantile onnipotenza narcisista e paranoide e viene tra le creature come un fratello, con affetto e mitezza, in un corpo esposto ai rischi e alle malattie e alla morte, è intollerabile: intollerabile all’epoca di Anna e Caifa, intollerabile per l’Inquisizione spagnola del Cinquecento, intollerabile nella Russia dei tempi di Dostoevskij – e intollerabile oggi, probabilmente. D’altra parte il grande inquisitore parla chiaro: “Non hai il diritto di aggiungere nulla a quello che Tu già dicesti una volta”, dice….

Note:LA LEGGENDA DEL SANTO INQUISITORE

7. Perché Dio ha avuto bisogno di una donna

Un settimo buon motivo per essere cristiani cattolici è che il creatore, per farsi creatura, ha avuto bisogno del coraggio di una donna e di un uomo. Nella favola bella raccontata da Luca nel suo Vangelo, un messaggero si presenta all’improvviso a Maria, una giovane donna – probabilmente una ragazzina, considerati gli usi del tempo – promessa sposa al falegname – o carpentiere, come secondo alcuni è meglio tradurre – Giuseppe. “Rallégrati, piena di grazia”, le dice, “il Signore è con te”… “Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”….

Note:IL SÌ DELLA DONNA

Doveva essere, Maria, una ragazza tosta. E domandò al messaggero: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” Un modo abbastanza indiretto e prudente di fare la domanda chiave.

Note:TOSTA

8. Perché la Chiesa custodisce la Sapienza

Un ottavo buon motivo per essere cristiani cattolici è che la scena primaria della chiesa non è tanto l’indicazione di Pietro come pietra di fondazione (“Tu sei Pietro, e su questa pietra…”), quanto ciò che accadde in Gerusalemme – secondo il racconto di Luca negli Atti degli apostoli – cinquanta giorni dopo la Pasqua nella quale Gesù di Nazareth fu appeso alla croce, morì, e fu poi visto vivo.

Note:FONDAZIONE DELLA CHIESA

“Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi”… Ecco: questo evento affascinante per alcuni, ridicolo per altri, è la nascita della chiesa cattolica. Quella che, nella parabola dei vignaioli omicidi – quasi un titolo da film dell’orrore – raccontata da Matteo era sembrata una minaccia (“A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”) si realizza come dono universale: la predilezione del creatore per un popolo è tolta a quel popolo per essere data a tutti i popoli (quindi anche restituita a lui, si spera)….

Note:PENTECOSTE

9. Perché la profezia dà vita alla Chiesa

Un nono buon motivo per essere cristiani cattolici è che il dono della profezia è sparso ovunque. Profeta non è – sia chiaro – chi è capace di prevedere il futuro: altrimenti tutti i profeti si arricchirebbero con il lotto… La profezia si occupa, in via esclusiva direi, del presente: del presente inteso come occasione di discontinuità tra passato e futuro…. il profeta è capace di vivere heideggerianamente all’aperto, in quell’aperto dove l’essere appare qual è…. Qui, nella percezione che un atto di libertà e un atto di speranza sono possibili, nascono i gesti di grande coraggio. Nascono i grandi amori. Nascono le grandi intuizioni cognitive. Nascono le idee che guidano i popoli. Nascono le accettazioni estreme, come quella di Maria. Nascono i rifiuti estremi, come quelli dei martiri (da Stefano a Jan Palach)….

Note:CHI E’ IL PROFETA

10. Perché tutto questo finirà in Gloria

Un decimo buon motivo per essere cristiani cattolici è che questo nostro mondo, questo mondo dei prima e dei dopo, sta viaggiando allegramente verso la propria fine, e noi con lui. Che cosa sarà precisamente questa fine, non è dato di saperlo… Sembra assodato – per quel che si può assodare circa ciò di cui non si sa nulla – che vi sarà un giudizio: saranno giudicati i vivi e i morti. Sorge il problema, tuttavia, di immaginare se ogniqualvolta una creatura muore essa venga subito giudicata, o se le creature morte siano state e saranno stipate da qualche parte, in attesa di essere giudicate insieme a tutte le altre…

Note:LA FINE

“C’erano sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie?”; la risposta di Gesù di Nazareth fu insieme chiara e oscurissima: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito”.

Note:IL DILEMMA DEI SADDUCEI

Agostino d’Ippona, che è considerato santo, parlava di una innumerevole “massa dannata” che sarebbe finita all’inferno; Hans Urs von Balthasar, uno dei maggiori teologi del Novecento, dice che possiamo sperare che l’inferno sia vuoto: chi ce la conta giusta?

Note:L’ INFERNO È VUOTO?

È un mistero bello e buono. Non vedo l’ora di vedere com’è.

E’ COMUNQUE UNA BELLA STORIA E SE SULLA FINE C’E’ QUALCHE DUBBIO, NON VEDO L’ORA DI APPURARLO

COMMENTO PERSONALE

https://fahreunblog.wordpress.com/2012/07/10/storie-lasche-storie-tese/

Tre proposte indecenti

Considerations On Cost Disease by Scott Alexander

I would make the case for the cost disease in the sectors Tyler mentions– health care and education– plus a couple more.

EDUCAZIONE, SANITÀ… E NON SOLO. PERCHÈ I COSTI ESPLODONO?

Per student spending has increased about 2.5x in the past forty years even after adjusting for inflation. At the same time, test scores have stayed relatively stagnant… reading scores went from 285 in 1971 to 287 today– a difference of 0.7%….

SCUOLA PRIMARIA

I discuss this phenomenon more here and here, but the summary is: no, it’s not just because of special ed; no, it’s not just a factor of how you measure test scores; no, there’s not a “ceiling effect”. Costs really did more-or-less double without any concomitant increase in measurable quality.

SPIEGAZIONI CHE NON REGGONO

So, imagine you’re a poor person. White, minority, whatever. Which would you prefer? Sending your child to a 2016 school? Or sending your child to a 1975 school, and getting a check for $ 5,000 every year?

PRIMA PROPOSTA INDECENTE

college is even worse… Do you think that modern colleges provide $ 18,000/ year greater value than colleges did in your parents’ day? Would you rather graduate from a modern college, or graduate from a college more like the one your parents went to, plus get a check for $ 72,000?

UNIVERSITÀ… ANCORA PEGGIO

The cost of health care has about quintupled since 1970… an increase of about 800% in those fifty years….

SANITÀ

The average 1960 worker spent ten days’ worth of their yearly paycheck on health insurance; the average modern worker spends sixty days’ worth of it, a sixth of their entire earnings.

COSTO REALE DELLA SANITÀ

a lot of people think that life expectancy depends on other things a lot more than healthcare spending. Sanitation, nutrition, quitting smoking, plus advances in health technology that don’t involve spending more money.

L’ AUMENTO DELLA VITA MEDIA È SPIEGATO DA ALTRI FATTORI

ACE inhibitors (invented in 1975) are great and probably increased lifespan a lot, but they cost $ 20 for a year’s supply and replaced older drugs that cost about the same amount.

SPESSO I MIGLIORAMENTI REALI SONO POCO COSTOSI

Countries like South Korea and Israel have about the same life expectancy as the US but pay about 25% of what we do…. 

CFR INTERNAZIONALI. CONFERMATA LA SPESA INUTILE

If these numbers seem absurdly low, remember all of those controlled experiments where giving people insurance doesn’t seem to make them much healthier in any meaningful way.

RINFORZINO: L’ASSICURAZIONE SANITARIA NON MIGLIORA LA NOSTRA SALUTE.

a) Get modern health care b) Get the same amount of health care as their parents’ generation, but with modern technology like ACE inhibitors, and also earn $ 8000 extra a year

SECONDA PROPOSTA INDECENTE

we se similar effects in infrastructure. The first New York City subway opened around 1900. Various sources list lengths from 10 to 20 miles and costs from $ 30 million to $ 60 million dollars– I think my sources are capturing it at different stages of construction with different numbers of extensions. In any case, it suggests costs of between $ 1.5 million to $ 6 million dollars/ mile = $ 1-4 million per kilometer… Vox notes that a new New York subway line being opened this year costs about $ 2.2 billion per kilometer, suggesting a cost increase of twenty times– although I’m very uncertain about this estimate….

INFRASTRUTTURE. METRO DI NY

The same Vox article notes that Paris, Berlin, and Copenhagen subways cost about $ 250 million per kilometer, almost 90% less. Yet even those European subways are overpriced compared to Korea, where a kilometer of subway in Seoul costs $ 40 million/ km (another Korean subway project cost $ 80 million/ km)… It suggests that the 1900s New York estimate above may have been roughly accurate if their efficiency was roughly in line with that of modern Europe and Korea….

CFR TRA PAESI

just ask yourself: do you think most poor and middle class people would rather: 1. Rent a modern house/ apartment 2. Rent the sort of house/ apartment their parents had, for half the cost

CASE: TERZA PROPOSTA INDECENTE

in the past fifty years, education costs have doubled, college costs have dectupled, health insurance costs have dectupled, subway costs have at least dectupled, and housing costs have increased by about fifty percent.

RIASSUNTINO

I worry that people don’t appreciate how weird this is. I didn’t appreciate it for a long time. I guess I just figured that Grandpa used to talk about how back in his day movie tickets only cost a nickel; that was just the way of the world. But all of the numbers above are inflation-adjusted.

COME MAI LA GENTE NON SI CHIEDE PERCHÈ?

And this is especially strange because we expect that improving technology and globalization ought to cut costs. In 1983, the first mobile phone cost $ 4,000– about $ 10,000 in today’s dollars. It was also a gigantic piece of crap. Today you can get a much better phone for $ 100.

LA TECNOLOGIA NON DOVEVA ABBASSATE I COSTI?

Patients can now schedule their appointments online; doctors can send prescriptions through the fax, pharmacies can keep track of medication histories on centralized computer systems that interface with the cloud, nurses get automatic reminders when they’re giving two drugs with a potential interaction, insurance companies accept payment through credit cards– and all of this costs ten times as much as it did in the days of punch cards and secretaries who did calculations by hand.

TUTTO PIÙ EFFICIENTE… EPPURE PIU’ COSTOSO

It’s actually even worse than this, because we take so many opportunities to save money that were unavailable in past generations. Underpaid foreign nurses immigrate to America and work for a song.

E IN PIÙ ABBIAMO UN ESERCITO DI BADANTI A BUON MERCATO CHE CI FANNO RISPARMIARE

Doctors used to make house calls; even when I was young in the ’80s my father would still go to the houses of difficult patients who were too sick to come to his office. This study notes that for women who give birth in the hospital, “the standard length of stay was 8 to 14 days in the 1950s but declined to less than 2 days in the mid-1990s”. The doctors I talk to say this isn’t because modern women are healthier, it’s because they kick them out as soon as it’s safe to free up beds for the next person.

IL PASSATO CI SEMBRA UN LUSSO: NELL’ERA DEL BABY BOOM IL MEDICO DI FAMIGLIA PASSAVA A VISITARTI… I GIORNI DI RICOVERO DELLA PARFTORIENTE ERANO RADDOPPIATI

III.

Suppose in some underdeveloped economy, people can choose either to work in a factory or join an orchestra, and the salaries of factory workers and orchestra musicians reflect relative supply and demand and profit in those industries. Then the economy undergoes a technological revolution, and factories can produce ten times as many goods. Some of the increased productivity trickles down to factory workers, and they earn more money. Would-be musicians leave the orchestras behind to go work in the higher-paying factories, and the orchestras have to raise their prices if they want to be assured enough musicians.

L’EFFETTO BAUMOL

If technology increases productivity for skilled laborers in other industries, then less susceptible industries might end up footing the bill since they have to pay their workers more. There’s only one problem: health care and education aren’t paying their workers more; in fact, quite the opposite… teacher salaries relative to other occupations’ salaries are actually declining….

BAUMOL NON SPIEGA NIENTE

This seems to me a lot like the case of the hospitals cutting care for new mothers. The price of the service dectuples, yet at the same time the service has to sacrifice quality in order to control costs.

IL COSTO ESPLODE E GLI STIPENDI STAGNANO

The overall pictures is that health care and education costs have managed to increase by ten times without a single cent of the gains going to teachers, doctors, or nurses. Indeed these professions seem to have lost ground salary-wise relative to others.

DOTTORI E INSEGNANTI NON BECCANO

Wall Street Journal: Why Doctors Are Sick Of Their Profession… The Daily Beast: How Being A Doctor Became The Most Miserable ProfessionForbes: Why Are Doctors So Unhappy?–Vox: Only Six Percent Of Doctors Are Happy With Their Jobs. Al Jazeera America: Here’s Why Nine Out Of Ten Doctors Wouldn’t Recommend Medicine As A Profession….

POVERI DOTTORI

Meanwhile, I also see articles like this piece from NPR saying teachers are experiencing historic stress levels and up to 50% say their job “isn’t worth it”. Teacher job satisfaction is at historic lows.

LO STRESS DELL’ INSEGNANTE

IV.

can we dismiss all of this as an illusion? Maybe adjusting for inflation is harder than I think.

POSSIBILI SPIEGAZIONI. È SOLO UN’ ILLUSIONE

Second, might markets just not work? I know this is kind of an extreme question to ask in a post on economics, but maybe nobody knows what they’re doing in a lot of these fields and people can just increase costs and not suffer any decreased demand because of it.

ALTRA RISPOSTA: SCARSA INFO

Suppose that people proved beyond a shadow of a doubt that Khan Academy could teach you just as much as a normal college education, but for free. People would still ask questions like– will employers accept my Khan Academy degree? Will it look good on a resume? Will people make fun of me for it?

KAHN ACADEMY

This can’t be pure price-gouging, since corporate profits haven’t increased nearly enough to be where all the money is going.

I PROFITTI NON GIUSTIFICANO QUESTA SPIEGAZIONE

Some of it is the administrative bloat that you would expect. But a lot of it is fun “student life” types of activities like clubs, festivals, and paying Milo Yiannopoulos to speak and then cleaning up after the ensuing riots.

LA QUOTA DI RETTA UNIVERSITARIA CHE PIÙ È AUMENTA

This kind of suggests a picture where colleges expect people will pay whatever price they set, so they set a very high price and then use the money for cool things and increasing their own prestige.

A QUALSIASI PREZZO

Or maybe clubs/ festivals/ Milo become such a signal of prestige that students avoid colleges that don’t comply since they worry their degrees won’t be respected?

SEGNALI

Third, can we attribute this to the inefficiency of government relative to private industry? I don’t think so. The government handles most primary education and subways, and has its hand in health care. But we know that for-profit hospitals aren’t much cheaper than government hospitals, and that private schools usually aren’t much cheaper (and are sometimes more expensive) than government schools.

IL PUBBLICO È INEFFICIENTE?

Fourth, can we attribute it to indirect government intervention through regulation, which public and private companies alike must deal with?

PESANO LE REGOLE?

This seems to be at least part of the story in health care, given how much money you can save by grey-market practices that avoid the FDA.

AL MERCATO NERO PREZZI DIMEZZATI

One factor that seems to speak out against this is that starting with Reagan in 1980, and picking up steam with Gingrich in 1994, we got an increasing presence of Republicans in government who declared war on overregulation– but the cost disease proceeded unabated.

CONTRO LA SPIEGAZIONE DELLE REGOLE

what about pet health care? Veterinary care is much less regulated than human health care, yet its cost is rising as fast (or faster) than that of the human medical system (popular article, study).

COSTI DI VETERINARIA

Fifth, might the increased regulatory complexity happen not through literal regulations, but through fear of lawsuits? That is, might institutions add extra layers of administration and expense not because they’re forced to, but because they fear being sued if they don’t and then something goes wrong?

PROCESSI FACILI. PARARSI LE SPALLE. EFFETTI COLLATERALI DELLA MARGINALIZZAZIONE DEL CAVEAT EMPTOR

A patient goes to the hospital with a heart attack. While he’s recovering, he tells his doctor that he’s really upset about all of this. Any normal person would say “You had a heart attack, of course you’re upset, get over it.” But if his doctor says this, and then a year later he commits suicide for some unrelated reason, his family can sue the doctor for “not picking up the warning signs” and win several million dollars. So now the doctor consults a psychiatrist, who does an hour-long evaluation, charges the insurance company $ 500, and determines using her immense clinical expertise that the patient is upset because he just had a heart attack. Those outside the field have no idea how much of medicine is built on this principle.

STORIELLA PER CAPIRE

Sixth, might we have changed our level of risk tolerance? That is, might increased caution be due not purely to lawsuitphobia, but to really caring more about whether or not people are protected?

SIAMO DIVENTATI DEI FIFONI

I read stuff every so often about how playgrounds are becoming obsolete because nobody wants to let kids run around unsupervised on something with sharp edges. Suppose that one in 10,000 kids get a horrible playground-related injury. Is it worth making playgrounds cost twice as much and be half as fun in order to decrease that number to one in 100,000?

CON I BIMBI LA COSA È CHIARA

To bring back the lawsuit point, some of this probably relates to a difference between personal versus institutional risk tolerance. Every so often, an elderly person getting up to walk to the bathroom will fall and break their hip. This is a fact of life, and elderly people deal with it every day. Most elderly people I know don’t spend thousands of dollars fall-proofing the route from their bed to their bathroom, or hiring people to watch them at every moment to make sure they don’t fall, or buy a bedside commode to make bathroom-related falls impossible. This suggests a revealed preference that elderly people are willing to tolerate a certain fall probability in order to save money and convenience. Hospitals, which face huge lawsuits if any elderly person falls on the premises, are not willing to tolerate that probability. They put rails on elderly people’s beds, place alarms on them that will go off if the elderly person tries to leave the bed without permission,

RISCHIO PERSONALE E RISCHIO STITUZIONALE

Eighth, might total compensation be increasing even though wages aren’t? There definitely seems to be a pensions crisis, especially in a lot of government work, and it’s possible that some of this is going to pay the pensions of teachers, etc. My understanding is that in general pensions aren’t really increasing much faster than wages, but this might not be true in those specific industries.

EXTRA COSTO E EXTRA COMPENSI

IV.

“LOOK, REALLY OUR MAIN PROBLEM IS THAT ALL THE MOST IMPORTANT THINGS COST TEN TIMES AS MUCH AS THEY USED TO FOR NO REASON, PLUS THEY SEEM TO BE GOING DOWN IN QUALITY, AND NOBODY KNOWS WHY, AND WE’RE MOSTLY JUST DESPERATELY FLAILING AROUND LOOKING FOR SOLUTIONS HERE.”

INGIUNZIONE

My uncle paid for his tuition at a really good college just by working a pretty easy summer job– not so hard when college cost a tenth of what it did now.

PAGARSI L’ UNIVERSITÀ COL LAVORETTO ESTIVO

some people get upset about teachers’ unions, saying they must be sucking the “dynamism” out of education because of increasing costs. Others people fiercely defend them, saying teachers are underpaid and overworked. Once again, in the context of cost disease, both are obviously true.

TUTTI HANNO RAGIONE SE I COSTI SONO MALATI: SIA CHI INVITA A NON REGALARE SIA CHI INVITA AD AIUTARE

Imagine if tomorrow, the price of water dectupled. Suddenly people have to choose between drinking and washing dishes. Activists argue that taking a shower is a basic human right, and grumpy talk show hosts point out that in their day, parents taught their children not to waste water. A coalition promotes laws ensuring government-subsidized free water for poor families; a Fox News investigative report shows that some people receiving water on the government dime are taking long luxurious showers. Everyone gets really angry and there’s lots of talk about basic compassion and personal responsibility and whatever but all of this is secondary to why does water costs ten times what it used to?

ANALOGIA DELL’ ACQUA

V.

In 1930, economist John Maynard Keynes predicted that his grandchildrens’ generation would have a 15 hour work week. At the time, it made sense. GDP was rising so quickly that anyone who could draw a line on a graph could tell that our generation would be four or five times richer than his. And the average middle-class person in his generation felt like they were doing pretty well and had most of what they needed. Why wouldn’t they decide to take some time off and settle for a lifestyle merely twice as luxurious as Keynes’ own?… Even if you’re making twice as much money, if your health care and education and so on cost ten times as much, you’re going to start falling behind. Right now the standard of living isn’t just stagnant, it’s at risk of declining, and a lot of that is student loans and health insurance costs and so on. What’s happening? I don’t know and I find it really scary….

IL SOGNO DI KEYNES SI INFRANGE SUL COST DISEASE

COMMENTO PERSONALE

Probabilmente parte del problema è dovuto al fatto che diversi fattori si intersecano e hanno un peso. Se dovessi isolarne uno prevalente, la mia intuizione è che questi settori siano preda della loro funzione segnaletica. Un “signalling” inerente il conformismo domina, per esempio, nell’istruzione superiore: sottopormi con successo a corsi difficili e sempre più lunghi comunica indirettamente a terzi la mia attitudine a raccogliere sfide impegnative che richiedono autocontrollo e soprattutto l’accettazione di un ruolo ben preciso nella gerarchia del sistema (oggi di quello formativo, domani di quello aziendale). Un segnale inerente la “cura” domina invece nella sanità e nell’istruzione inferiore: con il mio atteggiamento voglio comunicare a chi mi sta attorno la mia affidabilità, il fatto che nel bisogno mi prendo cura di me e dei miei cari in modo sollecito e senza risparmiarmi in nulla. Quanto alla casa, è sempre stata un indiscusso fattore di prestigio sociale, senza dire che nel settore immobiliare le regole hanno pesato eccome nell’impennata dei prezzi. E’ chiaro che quando questi fattori diventano importanti non si badi a spese, specie se a pagare sono altri.

Come lucertole che pulsano sulla ghiaia

Seamus Heaney. Terra di palude. Poesie. (Italian Edition)

***

le cose che potevano sommarsi o venir meno.

Note:OGGETTI SENZA MATERIA

la curva solitaria e astratta di treni distanti

Note:PENSIERI INVOLONTARI

adatti alla scomodità.

Note:RESOCONTO DI UNA GIOVENTÙ

… che fa girare il mondo senza far fiorire nessuno…

L’INAPPAGANTE CIVILTA’ DEL CONTRATTO

Peso squadrato dall’aspetto innocuo, finché non provi a sollevarla… Nera scatola di gravità,

Note:L’ OSTINATA REALTA’ DELLE VALIGIE

La sofferenza passiva fa andare in tondo il mondo.

Note:UNA PASSIVITA’ DINAMICA

Rifiutare l’altra guancia. Lanciare la pietra.

Note:ODIO

il potere del potere non esercitato

Note:POTENZA DELL ASTENSIONE

Due aspetti in ogni questione, certo, certo…. ma ogni tanto, schierarsi è la sola cosa a cui si può ricorrere e senza discolparsi o compatirsi.

Note:MILITANZA SCUSATA

Il suonatore di cornamusa che arriva da lontano sei tu

Note:AGNIZIONI

che svolgi senza fine il tuo bordone

PRATO DI SERA

ti tiri su tra due mucche finché non passa il tuo turno, e ti riscuoti al tanfo dello sterco, chiedendoti: “Questo é tutto? Come era all’origine, ora e per sempre?”

CICLO

il restare a casa di chi s’ appoggiava allo stipite

BAMBOCCIONE

ebrezza del duty-free

GIOIE DEL VIAGGIATORE INESPERTO

una lucertola che pulsa sulla ghiaia

ESTATE

Nessuno di noi parlava. Le pozzanghere attendevano.

BUCO

Amava gli errori ispirati

BOBBY SANDS

lo scintillio dell’acqua frettolosa e bassa,

RUSCELLETTO

La sua canzone semplice, crepitante contro la pala… Le tue canzoni, quando le canti ad occhi chiusi come fai sempre, sono come una strada familiare di cui sapevamo in passato ogni curva

CANZONETTA

la sua compagnia era intima e confortante come una medicina che non sentivi agire.

LA SEDIA DEL POETA

Leonardo disse: il sole giammai vide un’ombra.

LEONARDO

Sangue viscoso e opaco sulle nocche del muratore, come marmellata di prugne

EDILIZIA

E i mattoni traballavano, assestandosi, battuti e allineati.

MURO

Era tutto un gettare, spalmare, spianare, scintillare finché non la lavava e la riponeva via nel fodero

Note:CAZZUOLA

“Negli anni quaranta, quando ero il primo figlio di una famiglia in perenne aumento, nella contea rurale di Derry

DEMOGRAFIA

i suoni notturni del cavallo che scalpitava nella stalla sotto il muro della stanza da letto si mescolavano ai suoni delle conversazioni degli adulti provenienti dalla cucina.”

CAMERETTA SONORA