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I migranti di Fahrenheit migrano ancora… (IV inbloggazione)

Luigi Ballerini a Rho

Ieri sera alle ore 21 presso la sala convegni Mantovani Furioli del santuario della Madonna addolorata di Rho il medico/psicanalista/scrittore Luigi Ballerini ci ha intrattenuto sul tema spinoso del rapporto tra i nostri figli e i social network: “Né dinosauri, né ingenui. Cosa resta dei rapporti nell’era di internet?”.

Interessante.

I pericoli sono tanti perché su internet c’è di tutto: pornografia, violenza, estremismo, inganni… Un incontro con queste realtà perverse fatto all’età sbagliata puo’ essere veramente dannoso.

Per chiarire. Il genitore/dinosauro è quello che dice: “mio figlio puo’ fare a meno di tutto questo, io non ho avuto niente del genere e sono cresciuto benissimo”. Quello ingenuo è quello che  vede nei nuovi media solo soluzioni pratiche e mai nessun pericolo di abusi.

Il motto di Ballerini:

La sfida del virtuale si vince nel reale

Cosa significa? Che se hai una solida vita reale potrai minimizzare i rischi legati ai nuovi media e al contempo massimizzarne i benefici. Allora: passa pure buona parte del tuo tempo sul pc o sullo smartphone ma tieni aperte le porte di casa, scendi al bar, passa dalla piazza, vai all’oratorio…

Un esempio di minimizzazione dei rischi: un insulto ricevuto su whatsapp puo’ diventare distruttivo se vissuto in isolamento. Se invece dopo la chat si incontrano amici in carne e si comincia a vivere con loro, l’insulto passa presto nel dimenticatoio dissolvendosi.

Un esempio di massimizzazione dei benefici: se ho degli amici che condividono con me l’hobby del calcio posso organizzare in quattro e quattr’otto una partita.

Obiezione 1: perchè correre rischi?, basta proibire…

Risposta: la proibizione del telefonino, se i pari lo possiedono, puo’ generare esclusione. Di sicuro genera conflitto tra genitore e figlio, qualcosa di spiacevole in sé ma soprattutto qualcosa che inquina le premesse per intervenire allorché il figlio aggirerà le proibizioni.

Obiezione 2: si tratta di cose che ad un ragazzino non servono a nulla.

Risposta: forse è vero, organizzare velocemente una partita di calcio non ti cambia la vita, puoi farlo benissimo anche nel modo tradizionale. Ma resta in piedi il rischio di esclusione. Inoltre, l’esperienza precoce di internet va vista piuttosto come un’ alfabetizzazione piuttosto che un vero utilizzo. L’utilizzo fruttuoso verrà dopo, man mano che la vita reale fornirà i suoi stimoli e le curiosità per soddisfare le quali internet è un portento. Sapersi muovere sul mezzo con una certa disinvoltura a quel punto sarà un bel vantaggio.

Obiezione 3: un ferreo controllo risolve tutto.

Risposta: non è detto, 1) anche il controllo più ferreo è aggirabile. Inoltre, 2) una relazione fondata sul controllo ferreo ed esplicito non fa fiorire la persona, non la responsabilizza.

Bisogna aggiungere che ogni discorso serio si fa al margine. Ballerini non è stato invitato per dire: “attenti, dare un telefonino in mano ad un imberbe potrebbe essere pericoloso, tenetelo dunque sotto controllo”. Quello potrebbe dirlo mia nonna. Lui è stato chiamato per “aggiungere” qualcosa alle osservazioni scontate, ed ha aggiunto il suo motto.

Secondo me è stato convincente, anche se da un punto di vista pratico non saprei proprio da dove partire.

baller

Una risposta a “Luigi Ballerini a Rho

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