Il segreto del successo

Credere in se stessi, questo sembra il segreto del successo.

Di fronte a formule tanto semplici lo scetticismo è d’obbligo ma la mole di evidenze portata da Carol Dweck nel suo “Mindset: Changing The Way You think To Fulfil Your Potential” mette in crisi anche il più prevenuto dei lettori.

Rispetto alle difficoltà che ognuno di noi incontra tutti i  giorni sul suo cammino, i comportamenti delle persone sono molto differenti. E questa differenza tra individuo e individuo si manifesta già nei bambini

… Nelle mie osservazioni mi aspettavo differenze tra bambini nel loro modo di affrontare le difficoltà, ma ho visto qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Di fronte agli enigmi, un ragazzino di dieci anni ha tirato su la sedia, si è fregato le mani, ha schioccato le labbra e ha urlato qualcosa che potrei tradurre con: “Adoro la sfida!” Un altro, faticando su quegli stessi quiz, alzava di tanto in tanto lo sguardo sbuffando e diceva qualcosa che potrei tradurre così: “Sai, spero proprio che questa faticaccia per lo meno mi faccia bene…”

Insomma, c’è chi le rifugge e chi invece si frega le mani entusiasta di poterle affrontare mettendosi alla prova. C’è chi ama la sfida e chi la teme.

Ma le nostre qualità intellettuali, ovvero gli strumenti a nostra disposizione per far fronte ai problemi, possono essere coltivate e accresciute attraverso lo sforzo? Questa è la domanda cruciale.

Alcuni di noi sembrano crederlo fermamente. Altri vedono queste qualità come scolpite nella roccia. Ebbene, qui non interessa tanto la trita questione dell’innatismo quanto piuttosto quella della credenza nell’innatismo: come si comportano i fatalisti rispetto ai libertari?…

… Molti miei amici erano convinti che le qualità umane, come quelle intellettuali, potessero essere coltivate attraverso lo sforzo … Io, d’altra parte, pensavo che  fossero scolpite nella pietra. O sei intelligente o non lo sei, e il tuo fallimento significava che non lo eri. Era così semplice per loro … Se le qualità umane sono cose che possono essere coltivate o cose che sono scolpite nella pietra è un vecchio problema. Ciò che queste credenze significano per te è un problema completamente diverso…

Ma perché, innanzitutto, due atteggiamenti tanto differenti? La spiegazione potrebbe risiedere nel carattere delle persone. Molti sostengono che l’innatismo sia all’opera anche qui…

… molti esperti hanno sostenuto che esistevano robuste basi biologiche che giustificano le differenze caratteriali, rendendole inevitabili e inalterabili …

Altri puntano invece sull’educazione ricevuta…

… Altri esperti hanno sottolineato le forti differenze negli ambienti, nelle esperienze, nella formazione e nei modi di apprendimento delle persone. Potrebbe sorprendervi sapere che un grande campione di questo punto di vista era Alfred Binet, l’inventore del test del QI ….

Ma la posizione che va affermandosi è più sfumata…

… Oggi la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che non c’è un aut-aut. Non è la natura o l’educazione, non sono i geni o l’ambiente. Dal concepimento, c’è un costante dare e avere tra le due dimensioni. Infatti, come ha detto Gilbert Gottlieb, un eminente neuroscienziato, non solo i geni e l’ambiente cooperano mentre ci sviluppiamo, ma l’effetto dei geni richiede input dall’ambiente per essere innescato…

La motivazione è l’elemento più importante per far scattare le qualità insite in ognuno di noi. Diciamo che è ciò che fa la differenza.

Sia chiaro, anche chi propende per l’ipotesi innatista sente l’urgenza di  “misurarsi”

… Credere che le tue qualità siano scolpite nella pietra – ovvero avere una “mentalità fissa” – crea comunque l’esigenza di misurarsi per capire il proprio livello…

Il fatalista magari non sente il bisogno di migliorarsi, perché è scettico sulla possibilità di farlo, ma sente l’esigenza di conoscere la propria collocazione. Per costui l’ IQ è un totem e per misurarlo occorre pur sempre mettersi alla prova…

… Alcuni di noi sono addestrati a dare il meglio fin dalla tenera età, la “mentalità del miglioramento” era la regola. Fin da bambina, ero concentrata sull’essere una bambina “sempre più” intelligente, ma la “mentalità fatalista”, ricordo ancora, era davvero impressa nella signora Wilson, una mia insegnante di prima media. A differenza di Alfred Binet, credeva che i punteggi del QI delle persone raccontassero l’intera storia passata e futura di quella persona. Eravamo sistemati in classe secondo il nostro QI, e solo gli studenti con il QI più alto potevano permettersi di portare la bandiera dell’istituto…

Curiosità specifica e voglia d’imparare passano in secondo piano nella mentalità fatalista…

… A chi importava o amava imparare quando la nostra intera personalità si sentiga giudicata in modo definitivo ad ogni test che ci veniva somministrato? In quella classe la gioia di apprendere si era dissolta

Confermarsi diviene un imperativo e tutto è visto in termini di successo e fallimento, ogni prova è una sentenza…

… Ogni situazione richiedeva una conferma della nostra intelligenza, personalità o carattere. Ogni situazione veniva valutata in termini di: riuscirò o fallirò? Sarò intelligente o stupido? Sarò accettato o rifiutato? …

La mentalità opposta, quella che valorizza lo sforzo, vede la prova solo come un punto di partenza, un modo per capire dove applicarsi di più per migliorare…

… In questa mentalità, il test segna il punto di partenza che caratterizzerà il tuo sviluppo ….

Ogni fallimento si trasforma in una preziosa occasione per diventare migliori…

… Sapevi che Darwin e Tolstoy erano considerati bambini sotto la media? Che Ben Hogan, uno dei più grandi golfisti di tutti i tempi, era completamente scoordinato e sgraziato da bambino? Che la fotografa Cindy Sherman, che è stata praticamente in ogni lista degli artisti più importanti del ventesimo secolo, abbia fallito il suo primo corso di fotografia? Che a Geraldine Page, una delle nostre più grandi attrici, è stata consigliata di rinunciare alla sua carriera per mancanza di talento? …

La mentalità fatalista, al contrario, interpreta tutto come un indizio delle proprie competenze. Non vuole lavorare, vuole scoprire…

… In altre parole, il fatalista prende atto del test come di una misura del suo valere anziché vederlo come uno strumento di lavoro per la sua formazione…

La mentalità legata al miglioramento è più ottimista…

… Sto forse dicendo che i fatalisti esaminati fossero persone con bassa autostima? Oppure pessimisti dediti solo a spiare gli esiti dei testisti portatori di carte? No. Quando, anche non affrontando di petto i loro fallimenti, si sentivano comunque persone degne e anche ottimiste per il loro futuro, persone brillanti e con un lato attraente. Non meno delle persone che credevano nel lavoro … Eppure queste ultime non fondavano il loro ottimismo su mere speranze, non stavano di fatto alzando le mani arrendendosi. Anche se si sentivano in difficoltà, erano pronti a correre rischi, affrontare le sfide e perseverare nella fatica. Anzi, non chiedevano altro…

L’innatista è scettico sulle virtù dello sforzo…

… Sorprende che le persone con la mentalità fatalista declinassero le proposte di lavoro, per loro “il rischio non valeva la candela”: “se all’inizio non ci riesci, probabilmente non ne hai l’abilità.” “Se Roma non poteva essere costruita in un giorno, probabilmente non sarebbe mai stata costruita”… è sorprendente vedere il grado in cui le persone con la mentalità fatalista non credessero nello sforzo …

Le credenze di fondo del soggetto sono la variabile fondamentale che spiega lo sforzo profuso effettivamente…

… Non è solo il fatto che alcune persone capiscono il valore di sfidare se stessi e l’importanza dello sforzo. La nostra ricerca ha dimostrato che questo deriva direttamente da una “mentalità” ben precisa costruita nel tempo. Quando condizioniamo la persone verso una “mentalità del miglioramento”, si sviluppa subito in loro una cura  per lo sviluppo personale ed emergono atteggiamenti favorevoli alla sfida e alla fatica. Allo stesso modo, non è solo che alcune persone non amano la sfida e lo sforzo. Quando condizioniamo (temporaneamente) le persone verso una “mentalità fatalista”, focalizzandoci quindi sui tratti fissi della loro personalità, costoro cominciano a temere la sfida e svalutano lo sforzo … Vediamo spesso libri con titoli come “I dieci segreti delle persone di maggior successo al mondo” che affollano gli scaffali delle librerie e questi libri possono dare molti consigli utili. Ma di solito sono una lista di consigli sconnessi tra loro, come “Prendi più rischi!” O “Credi in te stesso!” … No, esiste un solo punto e riguarda la mentalità di fondo…

Domanda: chi crede nel miglioramento è un presuntuoso?…

… Beh, forse le persone con la mentalità del miglioramento non pensano di essere Einstein o Beethoven, ma non è che hanno maggiori probabilità di avere aspettative inflazionate?

Risposta: no, al contrario, è il fatalista di solito ad incorrere in un bias: è eccessivamente modesto…

… erano le persone a “mentalità fataliste” ad avere un’opinione sbagliata di sé. Le persone con la mentalità del miglioramento sembravano più accurate nel giudicare se stessi…

Le grandi menti di solito sono dedite allo sforzo e sono anche le migliori nel capire i loro limiti…

… Howard Gardner, nel suo libro Extraordinary Minds, ha concluso che persone eccezionali hanno “un talento speciale per identificare i propri punti di forza e di debolezza … In questo senso sembrerebbero appartenere alla “mentalità del miglioramento”…

Chi sa migliorarsi è più resiliente e risponde meglio a difficoltà e imprevisti…

… L’altra cosa che le persone eccezionali sembrano avere è un talento speciale per convertire le battute d’arresto della vita in futuri successi. I ricercatori della “creatività” sono concordi. In un sondaggio di 143 ricercatori sulla creatività, c’era un ampio consenso sull’elemento numero uno nella realizzazione creativa. Ed era esattamente il tipo di perseveranza e di elasticità prodotto dalla “mentalità del miglioramento”…

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Tra gli studenti esistono concezioni diverse di abilità, e quindi anche di sforzo e di miglioramento…

… Un giorno il mio dottorando, Mary Bandura, e io stavamo cercando di capire perché alcuni studenti erano così coinvolti nell’ostentare la loro abilità, mentre altri ci sembravano molto pià naturali nel lasciarsi andare e imparare. All’improvviso ci siamo resi conto che c’erano due significati do “abilità”, non uno: un’ “abilità fissa” che deve essere provata e poi ostentata e un’abilità mutevole che viene svuluppata continuamente attraverso l’apprendimento …

Ma il successo si impara o si consegue passivamente squadernando le proprie abilità? Benjamin Barber non ha dubbi…

… Benjamin Barber, un eminente sociologo, una volta disse: “Non divido il mondo tra i deboli e i forti, o tra le persone i successo e i falliti …. Divido piuttosto il mondo tra studenti e non studenti. “…

L’unica vera distinzione è tra chi sa imparare e chi no.

L’innatista però non ama troppo esporsi e rilevare le sue capacità, la cosa per lui è pur sempre rischiosa. Questo è un limite di cui una mentalità dinamica non soffre: cimentarsi in una prova, anzi, è un’occasione per migliorarsi…

… Credendo che non esista “successo” ma solo miglioramento, gli studenti la mentalità incrementatativa colgono tutte le occasioni per mettersi alla prova. I fatalisti, al contrario, temevano le prove per le cattive notizie di cui potevano essere foriere…

Non poteva mancare nemmeno qui una verifica a base di cervelli scannerizzati: l’attenzione degli innatisti ha un picco quando vengono comunicati gli esiti del test…

… Le persone con una mentalità fissa erano interessate solo al momento dei feedback… Le loro onde cerebrali hanno mostrato che prestavano molta attenzione quando veniva loro detto se le loro risposte erano giuste o sbagliate …

Quella dei “libertari” quando vengono spiegati gli errori

… Solo le persone con una mentalità incrementativa prestavano molta attenzione alle informazioni che potevano estendere le loro conoscenze. Solo per loro la spiegazione degli errori commessi rappresentava una priorità…

Qual è la vostra priorità? La sfida o il successo?… 

Chi è orientato al miglioramento ama la compagnia di chi lo corregge

… Le persone con la mentalità incrementativa speravano in un diverso tipo di partner. Dissero che il loro compagno ideale era qualcuno impegnato a vedere in loro i difetti per poterli poi aiutare…

Sposarsi tra persone con mentalità diversa puo’ anche essere un dramma…

… Una donna con mentalità incrementativa raccontava il suo matrimonio con un  fatalista: avevo appena strappato tutto il riso dai miei capelli quando ho iniziato a rendermi conto di aver fatto un grosso errore. Ogni volta che dicevo qualcosa che alludesse a un cambiamento, qualcosa del tipo: “perché non proviamo a uscire un po ‘di più?”, oppure “mi piacerebbe che tu mi consultassi prima di prendere decisioni”, lo devastavo. Poi, invece di parlare della questione che mi interessava, dovevo passare letteralmente ore a riparare il danno fattogli e farlo sentire di nuovo bene …

Chi vuole migliorarsi vuole sempre cimentarsi con i migliori, non ha paura di toccare con mano i propri limiti…

… Mia Hamm, la più grande stella di calcio femminile del suo tempo, lo diceva spesso. “Per tutta la vita ho giocato, cioè ho sfidato i giocatori più grandi, più abili, più esperti, insomma, migliori di me.” …

La morte ideale di chi possiede una mentalità dinamica?: quando puó dire “le ho provate tutte”…

… “Quando sei sdraiato sul letto di morte, una delle cose più belle da poter dire è: ‘ho fatto i tutto…’ …

L’esempio dell’attore Cristopher Reeve

… Christopher Reeve, l’attore, è stato sbalzato da cavallo spezzandosi il collo, il midollo spinale era stato reciso e risultava completamente paralizzato sotto il collo. La scienza medica sentenzio’ che il danno era irreversibile. Lui prese atto della sentenza, tuttavia, iniziò un impegnativo programma di esercizi che ha interessato tutte le arti del suo corpo paralizzato e l’uso abbondante della stimolazione elettrica. Si chiedeva ossessivamente perché non poteva imparare a muoversi di nuovo? Perché il suo cervello non poteva ancora dare comandi che il suo corpo avrebbe obbedito? I medici lo avevano avvertito che stava andando incontro a delusioni. Temevano che questa forza i volontà male indirizzata avesse nuociuto al suo adattamento. Ma, davvero, cosa stava facendo di tanto terribile Reeve del suo tempo post-traumatico? Aveva davvero a disposizione un progetto migliore da coltivare? Cinque anni dopo Reeve ha iniziato a produrre spontaneamente alcuni movimenti di base …

Lo studente a mentalità statica si ritira dopo il primo semestre se non ingrana…

… La maggior parte degli studenti hanno così iniziato a interessarsi alla chimica. Eppure, nel corso del semestre è successo qualcosa. Gli studenti con la mentalità fissa sono rimasti interessati alla materia solo finché i risultati delle prove sono stati per loro positivi…

La mentalità dinamica rilascia i suoi maggiori benefici quando il livello (grado di difficoltà nei videogiochi) si incrementa

… Abbiamo visto la stessa cosa negli studenti più giovani. Abbiamo dato a quelli i quinta enigmi affascinanti a cui si sono appassionati. Ma quando li abbiamo resi più difficili, i bambini con la mentalità fissa hanno mostrato un distacco repentino … I bambini con la mentalità dinamica, d’altra parte, non potevano staccarsi dai problemi difficili, e questo a prescindere dalle abilità …

Lo studente dalla mentalità statica si sente gratificato quando non fa errori, quello dalla mentalità dinamica quando impara qualcosa.

Se non faccio errori perchè mai dovrei imparare ancora? È la domanda che sorge spontanea in chi ha una mentalità statica. Per costoro l’abilità si manifesta, non si conquista…

… In realtà, le persone con una mentalità fissa si aspettano che l’abilità si manifesti da sola, a volte ancora prima che avvenga qualsiasi apprendimento. Dopotutto, se ce l’hai ce l’hai…

Un classico caso di mentalità statica è quello dei plagiari, ecco il caso famoso di due giornalisti dal talento notevole ma dalla mentalità statica…

… Janet Cooke e Stephen Glass… erano entrambi giovani reporter che salirono alle stelle grazie ad una serie di articoli che attirarono grande attenzione.  Janet Cooke ha vinto un premio Pulitzer per i suoi articoli del Washington Post su un bambino di otto anni che era tossicodipendente. Il ragazzo, in realtà, non esisteva, e in seguito il premio è stato ritirato. Stephen Glass era il mago di New Republic, sembrava avere storie e fonti che ogni giornalista sogna da sempre. Le fonti non esistevano e le storie non erano vere … Il pubblico percepisce queste storie come storie di trucchi e imbrogli. Ma sarebbe meglio vederle come storie di giovani estremamente talentuosi che soccombono alle pressioni della mentalità fissa: quel che sai fare lo sai, se vuoi andare oltre devi ricorrere alla frode …

Motto dei dinamici: “diventare è meglio che essere“.

Motto degli statici: “un’ etichetta è per sempre“.

Molti “grandi” del nostro tempo sono stati giudicati erroneamente come persone senza un futuro…

… Molte “geni” del nostro tempo erano considerate dagli esperti persone senza un futuro professionale. Si pensi a Jackson Pollock, Marcel Proust, Elvis Presley, Ray Charles, Lucille Ball e Charles Darwin, tutta gene giudicata con poco potenziale nell’ambito che si erano scelti…

Facciamo il caso di Paul Cezanne

… Una volta andai a un’esposizione a Londra dei primi dipinti di Paul Cézanne. Sulla mia strada, mi sono chiesto chi fosse Cézanne e quali fossero i suoi quadri prima che fosse il pittore che conosciamo oggi. Ero molto curioso perché Cézanne è uno dei miei artisti preferiti e l’uomo che ha posto le basi per gran parte dell’arte moderna. Ecco cosa ho trovato: alcuni dei dipinti erano decisamente bruttini. Ritraevano scene esagerate, troppo violente, con corpi dipinti in modo dilettantesco. Sebbene ci fossero alcuni dipinti che prefiguravano il secondo Cézanne, molti non facevano sospettare nulla. Il primo Cézanne non aveva quindi nessun talento? Oppure ci è voluto del tempo affinché il talento maturasse Le persone con la mentalità dinamica sanno molto bene che ci vuole tempo prima che il potenziale fiorisca …

Quando si ha a che fare con una mentalità dinamica il giudizio al tempo X ha poco senso: personalità del genere non si fanno “fotografare“. La foto verrà sempre “mossa”.

La personalità dinamica è stimolata dalle critiche. Il caso di Jack Welch

… Jack Welch, il celebre CEO di General Electric, ha scelto i dirigenti sulla base della loro mentalità, cercava mentalità dinamiche, capacità di correggersi. E ricorda Marina Semyonova, la famosa insegnante di danza, che ha puntava sugli studenti stimolati dalle critiche…

Classico caso di mentalità statica: John McEnroe

… John McEnroe aveva una mentalità fissa: credeva che il talento fosse tutto. Non amava imparare. Non ha prosperato sulle sfide con i pari; quando il gioco si fa duro, spesso ripiegava. Di conseguenza, per sua stessa ammissione, non ha mai realizzato il suo pieno potenziale …

Un caso opposto: Michael Jordan

… Come suo opposto, guardiamo al cestista Michael Jordan, atleta dalla mentalità dinamica per eccellenza, la cui grandezza viene regolarmente proclamata dal mondo: “un Superman”, “Dio in persona”, “Gesù in scarpe da tennis”. Se qualcuno potava pensare a sè come a una persona speciale, questi era lui. Ma ecco invece cosa disse allorché il suo ritorno alla pallacanestro creò un enorme trambusto: “Sono rimasto scioccato dal chiasso sollevato per il mio ritorno alla pallacanestro …. La gente mi lodava come se fossi un culto religioso o qualcosa del genere. E’ stato molto imbarazzante. Sono un essere umano come tutti gli altri. ” Non furono parole di circostanza, Jordan sapeva quanto avesse lavorato duramente per sviluppare le sue abilità, e si percepiva come un normale cestista che era riuscito ad estrarre da sè quel talento che lo aveva portato in cima …

Lo scrittore Tom Wolfe nel descrivere le accademie militari iper-selezionate racconta bene come si forgia una mentalità statica…

… Tom Wolfe, in The Right Stuff, descrive i piloti militari d’élite tutti orientati verso una mentalità fissa. Dopo aver superato un rigoroso test dopo l’altro, si considerano speciali, come le persone nate più intelligenti e coraggiose delle altre….

Un grave errore: giudicare un bambino dai test che supera. Il caso dei Martins e di come un fallimento si trasformò in identità…

… I Martins adoravano il loro Robert di tre anni e da sempre si vantavano delle sue imprese. Non c’era mai stato un bambino brillante e creativo come il loro. Poi Robert ha fatto qualcosa di imperdonabile: non è entrato nell’asilo numero uno a New York. Dopo questo fatto increscioso, i Martins si raffreddarono molto verso di lui. Non parlavano di lui allo stesso modo, e non lo trattavano con lo stesso orgoglio e affetto di prima … il fallimento si era trasformato da un evento (ho fallito) in un’identità (sono un fallimento) …

Mentalità statiche: il grande chef che si suicida per una stella in meno…

… Bernard Loiseau è stato uno dei migliori chef al mondo. Solo una manciata di ristoranti in tutta la Francia riceve la suprema valutazione di tre stelle dalla Guida Michelin, la guida dei ristoranti più rispettata in Europa. Il suo, vantava questo privilegio. Poco dopo la pubblicazione della Guida Michelin del 2003, tuttavia, il signor Loiseau si suicidò, era stato “degradato” … Un uomo di talento e originalità come lui avrebbe potuto facilmente pianificare dei rimedi e un recupero, con o senza i due punti o la terza stella.

Il fatalista si sente perduto quando non raggiunge la meta, il libertario quando non ha una meta da raggiungere. Paradossalmente, per quest’ultimo, un fallimento significa che esiste pur sempre un obbiettivo da perseguire.

Reazioni possibili quando il consorte ha più successo di noi…

… Reazione n.1: al momento della mia promozione mio marito, David, è arrivato correndo verso di me e con orgoglio ha detto: “La vita con te è così eccitante!” Reazione n. 2: Quella sera, quando siamo entrati nella sala da pranzo per cena, sono venuti due colleghi di mio marito dicendogli con aria affranta: “David, come stai affrontando questo momento? E’ dura, eh” …

Se prendi un’insufficienza studierai di più o di meno? Dipende dalla tua mentalità!

… In uno studio, i diplomandi del settimo anno ci hanno spiegato come avrebbero reagito a un voto scadente nel nuovo corso di studi. Quelli con mentalità dinamica, nessuna grande sorpresa, hanno detto che avrebbero studiato più duramente per il prossimo test. Ma quelli con la mentalità fissa hanno detto che avrebbero studiato meno per il prossimo test …

C’è chi di fronte ad un fallimento si rassegna e incolpa. Il caso di Scott Paper e di John McEnroe…

… Jim Collins dice in Good to Great che reazioni simili si riscontrano nel mondo aziendale. Come Procter & Gamble entrò nel business della carta, Scott Paper, che ne era il leader, si arrese e mollò la presa. Invece di mobilitarsi e combattere, hanno detto: “Oh, beh … nel nostro business ci sono almeno un paio di grosse aziende peggiori di noi, sopravviveremo.” Un altro modo in cui le persone con la mentalità fissa cercano di riparare la loro autostima danneggiata da un fallimento è quello di distribuire colpe a destra e a manca, oppure di accampare scuse… Il caso tipico è quello di John McEnroe …

Per John Wooden, invece, perdi veramente solo quando cerchi scuse…

… John Wooden, il leggendario allenatore di basket, dice che non sei un fallito finché non cominci a dare la colpa a terzi. Ciò che intende è che puoi ancora imparare dai tuoi errori finché non li neghi …

Davanti alla depressione le due mentalità hanno modi di reagire antitetici…

… mi era chiaro da tempo che studenti diversi gestiscono la depressione in modi completamente diversi. Alcuni la subiscono inabissandosi in essa. Altri, sebbene si sentano infelici, adottano una tattica attendista. Si trascinano ugualmente in classe, tengono il passo con il loro lavoro e si prendono cura di se stessi, in modo che quando si sentono meglio, le loro vite siano facilmente riparabili …

La storia della lepre e della tartaruga ha dato una cattiva reputazione alla gente volenterosa facendola apparire vincente solo quando i talentuosi commettono errori in serie…

… La storia della tartaruga e della lepre, nel tentativo di esaltare lo sforzo, in realtà gli ha dato una brutta nomea. Ha consolidato l’immagine che lo sforzo riguardi solo persone speciali e ha suggerito che solo in rari casi, cioè solo quando i talentuosi si distraggono, lo sgobbone ha qualche opportunità…

In molte culture lo sgobbone è denigrato…

… Le persone con la mentalità fissa ci dicono: “Se devi lavorare troppo su qualcosa, significa che non ci sei portato”. Poi aggiungono: “al genio le cose vengono facili genio…”. …

Malcom Gladwell sulla nostra predilezione per il talento…

… Malcolm Gladwell, il famoso scrittore  newyorkese, ha suggerito che la nostra cultura apprezza la realizzazione naturale e senza sforzo rispetto alla realizzazione attraverso lo sforzo. Dotiamo i nostri eroi di abilità sovrumane che li hanno condotti alla loro grandezza. È come se Midori saltasse fuori così com’è dal grembo materno, Michael Jordan avesse la bacchetta magica e Picasso un pennello incantato…

Pierre Chevalier sullo stesso tema…

… Il dirigente francese Pierre Chevalier afferma: “Non siamo una nazione che ama lo sforzo. Dopotutto, se hai savoir-faire [una miscela di conoscenza naturale], fai le cose senza sforzo. “…

Come la volontà ti trasforma: storia di Laura Hillenbrand

… story about Seabiscuit’s author, Laura Hillenbrand. Felled in her college years by severe, recurrent chronic fatigue that never went away, she was often unable to function. Yet something in the story of the “horse who could” gripped and inspired her, so that she was able to write a heartfelt, magnificent story about the triumph of will. The book was a testament to Seabiscuit’s triumph and her own, equally. Seen through the lens of the growth mindset, these are stories about the transformative power of effort…

Come la paura di provare ti paralizza:storia di Nadja Salerno-Sonnenberg

… Nadja Salerno-Sonnenberg made her violin debut at the age of ten with the Philadelphia Orchestra. Yet when she arrived at Juilliard to study with Dorothy DeLay, the great violin teacher, she had a repertoire of awful habits. Her fingerings and bowings were awkward and she held her violin in the wrong position, but she refused to change. After several years, she saw the other students catching up and even surpassing her, and by her late teens she had a crisis of confidence. “I was used to success, to the prodigy label in newspapers, and now I felt like a failure.” This prodigy was afraid of trying. “Everything I was going through boiled down to fear. Fear of trying and failing…. If you go to an audition and don’t really try, if you’re not really prepared, if you didn’t work as hard as you could have and you don’t win, you have an excuse……

I fidanzati di Amanda erano tutti sfigati, lei meritava di più ma era tormentata da una paura: “se davvero mi conoscessero per quello che sono?”. Tipico delle mentalità statiche…

… Amanda, a dynamic and attractive young woman. I had a lot of crazy boyfriends. A lot. They ranged from unreliable to inconsiderate. “How about a nice guy for once?” my best friend Carla always said. It was like, “You deserve better.” So then Carla fixed me up with Rob, a guy from her office. He was great, and not just on day one. I loved it. It was like, “Oh, my God, a guy who actually shows up on time.” Then it became serious and I freaked. I mean, this guy really liked me, but I couldn’t stop thinking about how, if he really knew me, he might get turned off. I mean, what if I really, really tried and it didn’t work? I guess I couldn’t take that risk…

Le mentalità statiche possono cambiare? Mmmmm, difficile…

… Sure, people with the fixed mindset have read the books that say: Success is about being your best self, not about being better than others; failure is an opportunity, not a condemnation; effort is the key to success. But they can’t put this into practice because their basic mindset—their belief in fixed traits—is telling them something entirely different…

Se una mentalità statica ha provato il suo valore diverrà ancora più statica: il suo compito è terminato…

… Question: If people believe their qualities are fixed, and they have shown themselves to be smart or talented, why do they have to keep proving it? After all, when the prince proved his bravery, he and the princess lived happily ever after. He didn’t have to go out and slay a dragon every day. Why don’t people with the fixed mindset prove themselves and then live happily ever after? Because every day new and larger dragons come along and, as things get harder, maybe the ability they proved yesterday is not up to today’s task…

Eppure la mentalità statica si può cambiare

… Question: Are mindsets a permanent part of your makeup or can you change them? Mindsets are an important part of your personality, but you can change them. Just by knowing about the two mindsets, you can start thinking and reacting in new ways…

E poi, importante: noi tutti siamo un fritto misto. Magari siamo giusto un 50/50…

… Question: Can I be half-and-half? I recognize both mindsets in myself. Many people have elements of both. I’m talking about it as a simple either–or for the sake of simplicity…

Altra cosa fondamentale che è sempre meglio ripetere:  lo sforzo, spesso sottovalutato, non è comunque tutto. Le colpe di un fallimento restano spesso incerte…

… Question: With all your belief in effort, are you saying that when people fail, it’s always their fault—they didn’t try hard enough? No! It’s true that effort is crucial—no one can succeed for long without it—but it’s certainly not the only thing. People have different resources and opportunities. For example, people with money (or rich parents) have a safety net. They can take more risks and keep going longer until they succeed. People with easy access to a good education, people with a network of influential friends, people who know how to be in the right place at the right time—all stand a better chance of having their effort pay off…

L’aspetto fondamentale: la mentalità dinamica ci realizza indipendentemente dal risultato. Ci fa amare quel che facciamo…

… However, this point is crucial: The growth mindset does allow people to love what they’re doing—and to continue to love it in the face of difficulties….

Problema: molte mentalità statiche si impegnano oltre misura (workalcholic). Come mai? Forse perchè ritengono il successo un segnale fondamentale, di certo non amano quello che fanno…

… Question: I know a lot of workaholics on the fast track who seem to have a fixed mindset. They’re always trying to prove how smart they are, but they do work hard and they do take on challenges. How does this fit with your idea that people with a fixed mindset go in for low effort and easy tasks? On the whole, people with a fixed mindset prefer effortless success, since that’s the best way to prove their talent. But you’re right, there are also plenty of high-powered people who think their traits are fixed and are looking for constant validation. These may be people whose life goal is to win a Nobel Prize or become the richest person on the planet—and they’re willing to do what it takes…

La mentalità statica non è una mancanza di fiducia in se stessi, sia chiaro…

… Question: Are people with the fixed mindset simply lacking in confidence? No. People with the fixed mindset have just as much confidence as people with the growth mindset—before anything happens, that is…

Guardate ai bambini: noi siamo nati tutti con una gran voglia di imparare. La mentalità statica subentra in alcuni successivamente per effetto delle esperienze e delle letture fatte. In questo senso non è mai un fenomeno necessario, si può sempre eludere e depotenziare…

… are all born with a love of learning, but the fixed mindset can undo it. Think of a time you were enjoying something—doing a crossword puzzle, playing a sport, learning a new dance. Then it became hard and you wanted out. Maybe you suddenly felt tired, dizzy, bored, or hungry…

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Il grande educatore John Holt s’interroga pensando a quanta gente in gamba conosce che a scuola andava male. Evidentemente c’è qualcosa che non va… nela scuola…

… John Holt, the great educator, says that these are the games all human beings play when others are sitting in judgment of them. “The worst student we had, the worst I have ever encountered, was in his life outside the classroom as mature, intelligent, and interesting a person as anyone at the school. What went wrong? … Somewhere along the line, his intelligence became disconnected from his schooling.”…

Curiosità e ricerca della sfida fanno più del talento…

… Most often people believe that the “gift” is the ability itself. Yet what feeds it is that constant, endless curiosity and challenge seeking. Is it ability or mindset? Was it Mozart’s musical ability or the fact that he worked till his hands were deformed? Was it Darwin’s scientific ability or the fact that he collected specimens nonstop from early childhood?…

Molti insegnanti hanno una mentalità statica…

… Falko Rheinberg, a researcher in Germany, studied schoolteachers with different mindsets. Some of the teachers had the fixed mindset. They believed that students entering their class with different achievement levels were deeply and permanently different: “According to my experience students’ achievement mostly remains constant in the course of a year.” “If I know students’ intelligence I can predict their school career quite well.” “As a teacher I have no influence on students’ intellectual ability.”…

Questi insegnanti sono giudici e mai alleati…

… The fixed mindset limits achievement. It fills people’s minds with interfering thoughts, it makes effort disagreeable, and it leads to inferior learning strategies. What’s more, it makes other people into judges instead of allies. Whether we’re talking about Darwin or college students, important achievements require a clear focus, all-out effort, and a bottomless trunk full of strategies. Plus allies in learning. This is what the growth mindset gives people, and that’s why it helps their abilities grow and bear fruit…

Nell‘arte le cose si possono fare con naturalezza o con grande sforzo: questo non ci dice nulla nè sulla qualità finale nè sulla felicità dell’artista…

… Just because some people can do something with little or no training, it doesn’t mean that others can’t do it (and sometimes do it even better) with training. This is so important, because many, many people with the fixed mindset think that someone’s early performance tells you all you need to know about their talent and their future….

Jackson Pollock e il suo scarso talento…

… Experts agree that Pollock had little native talent for art, and when you look at his early products, it showed…

Studenti a mentalità fissa e a mentalità variabile: bisogna lodarli e redarguirli in modi differenti…

… We first gave each student a set of ten fairly difficult problems from a nonverbal IQ test. They mostly did pretty well on these, and when they finished we praised them. We praised some of the students for their ability. They were told: “Wow, you got [say] eight right. That’s a really good score. You must be smart at this.” They were in the Adam Guettel you’re-so-talented position. We praised other students for their effort: “Wow, you got [say] eight right. That’s a really good score. You must have worked really hard.” They were not made to feel that they had some special gift; they were praised for doing what it takes to succeed. Both groups were exactly equal to begin with. But right after the praise, they began to differ. As we feared, the ability praise pushed students right into the fixed mindset, and they showed all the signs of it, too…

In generale, le lodi favoriscono i fatalisti, le critiche i libertari.

I libertari sono anche più resistenti a stereotipi ed etichette, si puo’ persino dire che costoro amino sfatarle. Le stesse, al contrario, rinforzano le tendenze fataliste…

… When stereotypes are evoked, they fill people’s minds with distracting thoughts—with secret worries about confirming the stereotype. People usually aren’t even aware of it, but they don’t have enough mental power left to do their best on the test. This doesn’t happen to everybody, however. It mainly happens to people who are in a fixed mindset…

Il fatalismo delle donne genera in certa misura molti gender gap…

… The fixed mindset, plus stereotyping, plus women’s trust in people’s assessments: I think we can begin to understand why there’s a gender gap in math and science…

Come mai dalla famiglia Polgar sono uscite tre scacchiste di livello assoluto?…

… The Polgar family has produced three of the most successful female chess players ever. How? Says Susan, one of the three, “My father believes that innate talent is nothing, that [success] is 99 percent hard work. I agree with him.”…

forza di volontà

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4 pensieri su “Il segreto del successo”

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