Le virtù e i vizi della Virtù.

 

In campo morale lo scontro tra deontologia e virtù è millenario. Voi da che parte state?

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Vediamo di che si tratta.

Per la deontologia esistono solo dei doveri di base (minimali), tutte le altre scelte dell’uomo riguardano il gusto e non sono quindi criticabili.

Per i virtuosisti, invece, ogni decisione puo’ dirsi “giusta o sbagliata” in termini morali. Ci sono errori più gravi, scelte più o meno encomiabili ma il moralismo è onnipresente.

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Per la deontologia i soggetti devono conoscere i loro doveri e poi – ragionando nelle varie situazioni – ricavare il comportamento più corretto da tenersi.

Per i virtuosisti, invece, il carattere dei soggetti deve essere educato fin dalla prima infanzia affinché poi l’osservanza dei precetti risulti spontanea.

Questa differenza, si noti, discende da quanto detto prima: è chiaro infatti che se ogni comportamento ha rilevanza etica, lo spontaneismo diviene centrale: non si puo’ fermarsi a ragionare su ogni gesto che compiamo.

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Il virtuosista punta all’eccellenza, la deontologia al minimo indispensabile. Il virtusista mira alla santità, l’altro a non prendere multe.

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Vediamo quali sono i “pro” e i “contro” delle virtuosismo, ovvero dell’amore per l’eccellenza.

Pro: Concede sempre a tutti  uno spazio per migliorarsi, realizzarsi, essere fieri di sé. L’uomo si sente felice, non dico quando è Santo, ma comunque quando sente di adempiere ad un compito importante e difficile. Non a caso il virtuosismo è spesso connesso ad una religione.

Pro: Coordina meglio la società rendendola più prevedibile. Ci attendiamo tutti che venga compiuta l’azione considerata “buona” ma per chi si affida ai semplici “doveri” le azioni suscettibili di questo “marchio” sono poche,  prevalgono le azioni amorali e quindi l’incertezza nel comportamento altrui.

Pro: Con soggetti dal carattere ben formato l’ipotesi libertaria è meno utopica. Con soggetti che a malapena si astengono dall’aggredire il prossimo e su tutto il resto sono fragili e “dipendenti”, la proposta liberale suona velleitaria.

Pro: Diviene centrale l’educazione precoce, quella fondata sul buon esempio e sull’ affettività.

Pro: Noi siamo dotati di un “senso morale” pervasivo, l’approccio virtuosista è più confacente alla nostra natura.

Contro: Scade nell’arbitrio più facilmente laddove pretende di discernere ovunque bene e male, anche nelle piccole cose.

Contro: Pretendendo troppo, puo’ risultare esoso e produrre un “effetto Laffer” nella curva dei peccati.

Contro: Conformismo, formalismo, estetismo e soprattutto intolleranza sono pericoli sempre in agguato.

Contro: Il rischio di chiedere troppo si scontra anche con la rigidità della nostra natura. L’educazione, per quanto precoce, non è in grado di modellarla se non a costo di sofferenze prolungate che oggi giudichiamo intollerabili.

GOO

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