Istruiscimi

Tra le tante idee radicali in cui mi sono imbattuto quella più credibile afferma che le risorse investite nell’istruzione (scuola e università) sono uno spreco.

Detta così è effettivamente una sparata esagerata. Allora precisiamo: il 50% delle risorse investite nell’istruzione dei giovani sono uno spreco.

In altre parole: se tagliassimo del 50% le risorse destinate all’istruzione (scuola e università) non ci sarebbero ripercussioni sostanziali.

Perché?

Perché spendendo in istruzione noi non vogliamo investire in capitale umano, non è quello che interessa, ci interessa piuttosto rilasciare nell’ ambiente altre informazioni che ci riguardano.

Nel caso della scuola, per esempio, ci sono i genitori che vogliono segnalare quanto si prendono cura dei loro pargoli, o ancora di più c’è uno stato che vuole fare altrettanto: spendere in istruzione vuol dire appuntarsi una medaglia al merito ed ostentarla sulla scena internazionale.

Ma soprattutto si, quando parliamo di scuola, quel che si vuole realmente è il via libera per passare agli studi superiori. I diplomifici sono al servizio di una domanda reale.

In altri termini, a noi interessa poco la formazione reale dei nostri piccoli, sappiamo che non esistono differenziali rilevanti, interessa piuttosto conseguire un titolo che ci autorizzi a procedere. Troppi indizi lo confermano.

Man mano che si sale di livello il segnale che interessa emettere cambia, diventa più orientato al mercato del lavoro: chi affronta gli studi superiori vuole conseguire titoli atti a mostrare di essere persona coscienziosa, scrupolosa e in grado di accettare un ruolo nella gerarchia dando il proprio meglio uniformandosi alle norme dell’ambiente in cui si verrà inseriti ed esprimendo qualità intellettuali di prim’ordine.

L’ortodossia crede invece che il titolo certifichi le qualità intellettuali del discente quando invece molto spesso per verificare questa dote in modo attendibile bastano dei test di poche ore, non servono corsi pluriennali.

Al contrario per mostrare “di essere persona coscienziosa, scrupolosa e in grado di accettare un ruolo nella gerarchia dando il proprio meglio uniformandosi alle norme dell’ambiente in cui si verrà inseriti” quattro anni di un duro corso universitario valgono più di tre, e cinque più di quattro… e così via all’infinito (sprecando anni di finta formazione). 

In sintesi: se qualcuno vuol studiare veramente fino a trent’anni ed oltre accumulando master per segnalare quanto è scrupoloso e dotato di autocontrollo, lo faccia pure. Ma a sue spese.

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