In lode della musica commerciale: da Bach ai Beatles.

È un capitolo della più vasta opera  “In lode della cultura commerciale“, scritta da Tyler Cowen.

Partiamo allora col dire che nessuna arte è varia come la musica poiché nessuna arte come la musica è stata interessata da continui rivolgimenti nelle tecniche di creazione e diffusione del prodotto  finito: corti, mecenati, chiese, spartiti in stampa, elettricità, radio, elettronica, web…. molti fattori incidono sul tipo di musica che l’uomo fa e ascolta…

… I Beatles, il cui lavoro è costruito sulle tecniche di registrazione sonora in studio, si uniscono così al mercato musicale che ricomprende anche Beethoven, il cui lavoro è invece funzionale alla notazione su carta… la stampa ha diffuso la musica classica presso le famiglie borghesi e l’elettricità ha disseminato in tutte le case  il rock and roll… i campionamenti sonori ci regalano sia il rap che Karlheinz Stockhausen…

Nessuna altra arte conosce variazioni tanto ampie per fama, ricchezza e stile dei suoi protagonisti.

Ma è un’arte particolare anche per altri motivi: nulla di più facile che avere un gusto musicale

… molte persone non hanno una gran biblioteca… e nemmeno vanno spesso al museo… tuttavia, quasi tutti sviluppano un gusto musicale… la passione per la musica è universale… diversamente dalla letteratura o dalle arti visive possiamo consumarla anche lavorando, conversando o guidando… è molto frequente essere fruitori occasionali di musica…

D’altra parte, ci sono molte musiche a dir poco ostiche

… in ambito musicale sono stati creati alcuni tra i meno accessibili prodotti della nostra cultura… alcune composizioni non sono decifrabili senza la dovuta preparazione e ascolti ripetuti… anche chi legge James Joyce con relativa dimestichezza spesso trova “doloroso” l’ascolto di Elliott Carter o Pierre Boulez…

Ma cosa è diventata la musica con la sua crescente commercializzazione? La tesi di fondo…

… accessibilità, quantità e diversità della proposta musicale hanno subito un’ impennata una volta che le nuove tecniche di registrazione e la radio sono state introdotte… la riproducibilità meccanica dell’opera d’arte ha toccato la musica più che le altre arti ampliando confini e qualità specifiche…

Alcuni “pessimisti culturali” come Robert Frank e Philip Cook ritengono che nella musica come altrove siamo entrati nella società del “chi vince prende tutto”, il che implicherebbe una maggior omologazione dei gusti. Ma forse la verità va esattamente in senso opposto: diversità, eterogeneità e incommensurabilità sono oggi più comuni che mai…

… la meccanizzazione della musica ha consentito ad artisti marginali di prosperare raggiungendo un pubblico particolare che prima non poteva essere contattato… in questo senso la riproducibilità dell’opera musicale spinge ad una sempre maggiore diversità culturale…

***************************

Vediamo più da vicino come  fiorisce la musica occidentale e come la sua storia si intreccia con la tecnologia…

… come molte arti occidentali anche le radici della musica affondano nel Rinascimento… un ruolo da protagoniste lo giocarono le chiese del nord est francese e dei Paesi Bassi… Dufay, Ockeghem, Desprez, Isaac… sono i campioni della musica sacra polifonica… da notare che francesi e fiamminghi operavano nelle città commercialmente più prospere d’Europa… parliamo quindi della musica di società commerciali…

Letteratura e polifonia

… le sorti di letteratura e polifonia sono intrecciate fin dall’inizio… la diffusione delle musiche polifoniche richiedeva affinamento nella notazione musicale e nella relativa stampa dei codici…

Chi pagava?…

… i finanziamenti destinati alla musica erano esigui rispetto a quelli indirizzati verso la pittura… i musicisti dipendevano da chiese, corti o governi municipali, in questo senso non potevano vendere la loro opera…

Il mercato musicale a quei tempi…

… il mercato musicale era relativamente  fiacco… l’opera musicale non era nè durevole, nè riproducibile… la stampa degli spartiti era troppo complessa per decollare a pieno regime… non restava che vendere le performance singole ma si trattava pur sempre di eventi unici  costosi e quindi rari…

Al contrario, un dipinto  poteva essere venduto, posseduto: il quadro era un “bene privato”. Non sorprende che il musicista, per quanto valente, fosse uno “straccione” rispetto al pittore affermato…

… i musicisti maggiori dell’epoca guadagnavano meno dei pittori e godevano anche di un prestigio sociale inferiore… Monteverdi è considerato da molti il più grande compositore a cavallo tra 500 e 600… nonostante questo non riuscì mai a trattare coi mecenati da una posizione di forza… Lasciò Mantova da povero in canna nonostante ventun anni di servizio continuato… solo a 46 anni conseguì una certa sicurezza finanziaria grazie alle nomine ottenute a Venezia… la patria della musica commerciale…

La risorsa dei musicisti era la mobilità geografica… “guadagnare con i piedi”,,,

… molti franco-fiamminghi ricevettero offerte da corti straniere, specialmente dall’Italia, potendo così migliorare la loro paga e la loro sicurezza lavorativa…

In questo senso la Germania era il territorio ideale in cui lavorare….

… in epoca barocca la Germania, con le centinaia di municipalità autonome, diventò il paradiso dei musicisti itineranti…

Centinaia di municipalità autonome non costituiscono una privatizzazione dell’arte ma quasi…

… Schutz, J.S. Bach e Telemann si avvantaggiarono della decentralizzazione politica tedesca spostandosi di frequente per migliorare la loro condizione economica e non solo…

J.S. Bach

… lavorò dapprima per la chiesa di Arnstadt in un impegno che si rivelò gravoso… il coro era scarso… i musicisti poco preparati e lazzaroni… uno di loro aggredì persino l’esigente Maestro prendendolo a bastonate… Bach trovò il modo di spostarsi a Muhlhausen, ma qui la paga era bassa e la fede prevalente pietista (Bach era luterano)… Bach riuscì infine a spostarsi presso la corte ducale di Weimar raddoppiando il suo salario… ma quando nel 1715 le regole mutarono, Bach prese atto della sua libertà diminuita e cercò di andare a Cothen… a Weimar tentarono di trattenerlo minacciando anche prigione e confino… ma Bach ebbe la meglio e riuscì a partire… in passato Ambrosius, il padre di Bach, era stato costretto a restare contro la sua volontà a Eisenach ma ora la condizione dei musicisti era in qualche modo migliorata… nel 1723 Bach finì alla corte di Lipsia dove scrisse molti capolavori sacri… ma si lamentava continuamente dei doveri extramusicali… tipo rendere servile omaggio alla nobiltà locale… un cruccio ulteriore era l’ignoranza musicale dei suoi datori di lavoro e la scadente qualità dei cantanti locali…

Bach andò dove lo portava il denaro, ogni sua mossa  era volta a migliorare la propria condizione materiale…

… i mercanti di Lubecca cominciarono a finanziare concerti organistici indipendenti da quelli della chiesa… Bach trasse vantaggio dal mercato dei concerti pubblici solo in età avanzata… quando sentì la prime frustrazioni lavorative presso la corte e la chiesa di Lipsia si rivolse per uno sfogo al Collegium Musicum, un’organizzazione privata dedita all’organizzaziine di concerti pubblici…

J.S. Bach era attento al portafoglio, anche se non può dirsi che se la passasse male…

… a Lipsia la paga era di 70.000 dollari del 1995… Bach poteva però  presiedere anche al servizio musicale dei funerali… da qui le sue lamentele per il calo della mortalità in città… ma Bach si dava da fare per arrotondare gli introiti con attività supplementari: matrimoni, inaugurazioni e commercio di strumenti musicali… spesso investiva il ricavato di questi extra per comprarsi l’esenzione da compiti ingrati fissati per contratto, come l’obbligo di tenere lezioni di latino…

Ma il vero musicista commerciale dell’epoca fu Georg Friederich Telemann…

… fu leader nella commercializzazione della musica tedesca dedicandosi in modo massiccio ai concerti pubblici… puntò sulla media alta borghesia di Francoforte e Amburgo riuscendo ad affrancarsi da mecenati oppressivi… Telemann iniziò l’opera di emancipazione della musica tedesca grazie al mercato, un’opera che Beethoven completò…

La scuola di Mannheim (Carl Philipp Emanuel Bach, Johann Stamiz…)…

… molti di loro lavoravano a tempo pieno  per il pubblico… non dipendevano né da una Chiesa né da un Signore… sfruttando questa libertà creativa andarono oltre le consuete forme barocche sviluppando la moderna sinfonia e spianando la strada a Haydn e Mozart…

All’ epoca comporre per soldi non era una vergogna ma la normalità…

… i paesi privi di grandi compositori prestigiosi, come l’Inghilterra, li importavano dietro offerte lucrose… Handel e Haydn furono tra le star che approdarono in terra d’Albione…

Roger Norrington su Handel…

… il Messiah fu scritto per denaro… Handel era quel che oggi definiremmo un compositore commerciale… se oggi fosse vivo probabilmente si dedicherebbe ai jingles della pubblicità…

Ma il paradiso della musica commerciale, almeno nel 700, era l’Italia, in particolare Venezia

… l’opera italiana era il concerto pubblico più diffuso… a Venezia il primo teatro d’opera fu costruito nel 1637… gli spettacoli erano offerti a fine di lucro… zero sussidi… 125000 abitanti, 6 teatri d’opera attivi per 30 settimane l’anno…

L’ inferno della musica commerciale era la Francia…

… in opposizione a Italia, Germania e Austria, la musica francese del 700 era controllata dallo stato… tramite l’ Accademia Musicale di Francia fondata nel 1570… gli stili delle composizioni erano fissati da un canone predefinito e la musica quasi sempre volta a glorificare i Re… Il diritto a stampare spartiti veniva dato in licenza esclusiva ad un’impresa… Il compositore Lully fu nominato a capo dell’ AMF nel 1672 stroncava sul nascere i lavori non conformi al suo gusto e sussidiava i suoi e quelli dei suoi accoliti…

Morale: laddove a Venezia si davano una dozzina di opere  nuove all’anno, a Parigi se ne dava una. Di Lully, naturalmente.

La stampa degli spartiti trasformò il mercato musicale del 700…

… ma la complicata notazione musicale era difficile da riprodurre e richiedeva tipi costosi… ciò fu la causa del lag tra diffusione di libri e di spartiti… all’inizio la pubblicazione era solo un modo per omaggiare il mecenate più che per rendere disponibilea terzi la composizione…

Telemann e C.P.E. Bach furono i primi a vendere spartiti in modo importante..

… la musica veniva poi eseguita a casa degli acquirenti… i compositori scrivevano per voce e tastiera avendo in mente questi fruitori… i temi principali erano semplici da comprendere… Telemann fece uscire anche una rivista che offriva in allegato spartiti destinati alle famiglie dietro sottoscrizione…

La nascita della classe borghese fu una manna per i musicisti…

… i membri della famiglia borghese suonavano musica dopo cena impiegando tastiere, voci e anche ridotte formazioni di archi… furono costoro ad alimentare il mercato degli spartiti… ma anche il mercato dei pianoforti… a metà 700 la maggior parte degli ordini veniva da questa utenza…

L’ Hausmusik fu una tradizione particolarmente viva in Germania…

… l’intenso legame familiare rafforzava la sfera privata e intima in cui si realizzava al meglio l’apprendimento del linguaggio musicale… non a caso molti prominenti compositori del futuro mossero i primi e decisivi passi in questo ambiente… Bach, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms…

***********************************

Con Mozart e Haydn la commissione privata rimpiazza definitivamente il mecenatismo…

… la domanda riguardava festival, firme di trattati, insediamenti di governi, matrimoni, funerali…

Haydn

… servì presso la corte del principe Esterhazy… doveva procurare musiche secondo un piano prefissato… ma gli obblighi complementari erano asfissianti e andavano dall’abbigliamento alla capigliatura… a Haydn fu persino proibito di sposarsi e di viaggiare… la creatività del genio ne usciva frustrata… il Principe insisteva perchè il maestro moderasse la sua musica… la voleva meno tragica…. ma per molti era così anche meno interessante… il desiderio del principe di partecipare all’esecuzione spiega poi la mole di musica per baritono o viola… alla domanda “perchè nessun quintetto?” Haydn era solito replicare “perchè nessuno me l’ha ordinato”… ma nel 1779 Haydn svoltò diventando un compositore commerciale… lasciò Esterhazy per spostarsi a Londra… al suo ritorno a Vienna ebbero altri mecenati ma contrattò con loro da posizioni di forza… quando Nicolaus II criticò il suo modo di condurre il maestro poteva permettere di far notare che quelli erano affari suoi…

Wolfang Amadeus Mozart…

… come Haydn operò a Vienna, probabilmente la più ricca e commerciale tra le città della Germania… teatri, corti, chiese, ristoranti, bande… i committenti potenziali erano molti… inoltre era una città cattolica, quindi dall’atteggiamento positivo e aperto alla vita… dal 1772 al 1781 Mozart era Konzertmeister a Salisburgo ma le commissioni private ricevute erano molte… alla fine lasciò le sicurezze del posto pubblico per  perseguire attività più lucrative sul mercato delle commissioni a tempo pieno… a queste affiancava concerti pianistici e lezioni private… oltre a pubblicare e vendere la sua musica…

Il tenore di vita di Mozart…

… apparteneva alla classe medio alta… il classico caso che sfata il mito del musicista affamato… le crisi finanziarie di Mozart si manifestarono nella vecchiaia quando cadde malato e l’economia viennese fu colpita dalla sciagurata guerra con la Turchia che fece fuggire molta alta borghesia dalla città… ovvero molta potenziale clientela… nelle sue lettere Mozart esagerò non poco la sua povertà… negli anni di maggiore miseria il maestro guadagnava comunque tre volte il primario dell’ospedale viennese… e non rinunciò mai alla servitù… parliamo comunque di un soggetto spesso dedito a spese irresponsabili… quando nel 1791 morì aveva ordini da Londra, dalla Russia, da Amsterdam e dall’ Ungheria… non fu mai seppellito nella fossa dei poveri, ricevette invece la sepoltura d’ordinanza imposta a tutti dall’ imperatore Giuseppe…

Chiusura: Requiem e Flauto Magico erano commissioni private, meglio ricordarlo…

… se Mozart non divenne più celermente un musicista commerciale la causa fu soprattutto il padre la cui mentalità apparteneva ad un’ era diversa… ma nel 1780 ci fu la svolta e la musica mozartiana cominciò a circolare nei canali di mercato… fu da allora che emerse la figura del musicista serio…. prima ad essere noto era soprattutto il bambino prodigio e il concertista…

******************

Diciassettesimo e Diciottesimo secolo non conoscevano la distinzione tra musica alte e musica bassa…

… le composizioni disponibili mescolavano tra loro un lato semplice e uno profondo… la cultura del volgo e quella delle élites non era separata… la tradizione dell’ Hausmusik forniva un background comune a pubblico e musicisti… la centralità del concerto pubblico imponeva una certa semplicità musicale… il pezzo doveva catturare al primo ascolto, massimo al secondo… un terzo ascolto non era disponibile…

C’era poi il mercato della musica su carta…

… l’ acquisto degli spartiti era demandato ai  membri più anziani della famiglia, spesso della generazione del compositore… in questi secoli non è alle viste alcun conflitto generazionale…

Quando si realizza allora lo split tra “alto” e “basso”?…

… gli ultimi lavori di Beethoven… sonate pianistiche e quartetti d’archi… segnano uno spartiacque… si tratta di opere molto interessanti ma che il pubblico ascoltò con sconcerto e rifiuto… poichè Beethoven era un musicista benestante tirò dritto per la sua strada…

Nell’ ottocento il mercato della musica si sviluppò ulteriormente…

… da un lato il classicismo tedesco divenne romanticismo e la pratica dei concerti si dilatò ulteriormente… dall’altro in Italia l’ opera “capitalistica” di Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi impazzava… personalità come List divennero simili a eroi della cultura europea creando carriere che preannunciavano quelle delle grandi rockstar del novecento…

La sempre maggior diversità degli approcci fece emergere alcune mode originali, per esempio quella del revival

… Mendelssohn e Zelter recuperarono la musica del passato – fino ad allora si ascoltava solo musica dei contemporanei- mettendo in scena un Bach riveduto e corretto… portato fuori dalle Chiese e fatto approdare nei concerti pubblici…

Un altro punto di svolta fu costituito da Bramhs…

… molte sue opere erano troppo complesse per essere suonate in casa… le rimostranze dei suoi produttori si fecero sentire… la produzione bramhsiana andò così dividendosi in due filoni ben distinti…ma non rinunciò alla sua ricerca…  tant’è che Schoenberg lo inserisce tra i suoi precursori…

La visione  di un Wagner si scostava dalla norma, la sua grandiosità abbisognava di copiosi finanziamenti per essere realizzata…

… il principe Ludwig contribuì a finanziare l’opera wagneriana… la sua musica richiedeva interpreti specialisti e veniva creata per una singola rappresentazione da tenersi in un luogo deputato come Bayereuth… il massimo dell’anticommerciale… la sua era una nuova religione estranea a quella tradizionale, al mercato e alla famiglia…

Sravinsky e Schoenberg capovolsero i canoni della musica…

… il primo  stravolse i ritmi, il secondo le armonie…

Nel caso del tedesco il timore per l’inquinamento del mercato affiorò in forme allora originali ma che oggi sono quelle standard…

… Schoenberg non vendette mai la sua musica… lavorò prima in banca poi come direttore d’orchestra… ma la sua attività principale fu quella di insegnante… ricevette assistenza da molte fondazioni… la sua visione era elitaria, dava concerti senza pubblicità per un pubblico selezionato all’ingresso… era irritato sia dal mercato che dai sussidi governativi… vedeva intromissioni ovunque…

Ma il disprezzo per il pubblico è un tratto comune anche nelle avanguardie successive. Queste parole di  John Cage sono sintomatiche…

… ” se il pubblico accetta la mia musica significa che devo andare oltre fino al punto in cui la rifiuterà”…

****************************

Fu a cavallo tra 8/900 che arrivò la rivoluzione tecnologica che trasformò la musica…

… la musica registrata fu disponibile dai tardi anni 70 dell’ottocento… e il fonografo fu disponibile dal 1910… negli anni 20 la radio era un elettrodomestico disponibile in molte case e destinato a proliferare…

La rivoluzione aiutò a finanziare e a far conoscere nuove musiche. L’alto e il basso si separarono ulteriormente e la musica colta prese la via delle avanguardie esoteriche. Ma il cambiamento decisivo delle innovazioni tecnologiche fu un altro…

… registrazione e radio esaltarono l’esibizione originale dell’artista relegando in secondo piano l’aspetto compositivo… fiorirono una miriade di generi come il rock and roll o il country che trasmettevano la loro visione estetica grazie alla personalità e al talento di un artista specifico che entrava a pieno titolo a far parte dell’ “opera”… l’interpretazione specifica era tutto…

La registrazione è come una foto che eterna il qui ed ora…

… si tratta di performance che non possono essere replicate a casa o codificate sulla carta… molti lavori registrati nemmeno possono essere riprodotti dal vivo… i Beatles a un certo punto trovarono insensato proseguire la loro attività concertistica e la cosa è perfettamente comprensibile…

La musica classica fino all’800 non disponeva di radio e registratori

… i compositori affinarono le loro abilità in ciò che poteva essere accolto sulla carta…

Ma “la carta” si estingueva rimpiazzata dall’elettricità che esaltava la personalità riconoscibile di un artista specifico raccontando di disco in disco la sua parabola. Era questa storia a divenire spettacolo…

… il musicista intrattiene il pubblico con la sua performance e la sua personalità che il circuito radio o dei dischi provvede a recapitare a basso costo in tutte le case…

Altro effetto della riproducibilità: musiche sconosciute affiorano

… il blues è una musica già esistente nell’800 ma viene conosciuta dai più dopo l’avvento dei dischi…

La musica classica tradizionale venne oscurata dall’avvento del performer

… i consumatori sembrano prediligere chi riesce ad esprimersi con minori mediazioni mettendo in luce una personalità carismatica…

La riproducibiltà dell’opera creò abbondanza facendo nascere la doppia esigenza 1) di distinguersi (originalità) e 2) di sfruttare i nuovi suoni (sound).

Alcuni protagonisti della classica “annusarono” la crisi irreversibile del modello tradizionale cercando una terza via

… un violinista come Nigel Kennedy esprime bene il dilemma dei musicisti classici…la  voglia di rendere il proprio genere più appetibile attraverso vestiti appariscenti e trovate inattese… il tentativo di rendere protagonista un interprete… tuttavia in pochi riuscirebbero a distinguere Kennedy da Perlman o Zukerman… mentre tutti distinguono i Rolling Stones dai Led Zeppelin… il rock offre dei sound più originali proprio perché nasce specificatamente in funzione delle tecnologie che esaltano il suono e la sua diffusione artificiale…

Dagli anni sessanta cominciò ad estendersi la gamma degli effetti sonori

overdubs, riverberi, multi tracce, campionamenti, elettronica, manipolazioni varie… Sgt Pepper richiese 700 ore di mixaggio e 40.000 sferline di costi di registrazione… il più importante strumento musicale degli ultimi 70 anni è stato senza dubbio lo studio di registrazione… molti eroi del rock hannomun viso scomosciuto ai più, si tratta di virtuosi dello studio di registrazione..i creatori del giusto “sound”… per esempio Phil Spector…

La registrazione dei suoni e la loro riproduzione cambia la natura del genio musicale…

… nessun artista rock può competere con la vastità della produzione di un Bach o di un Beethoven… una canzone di tre minuti e mezzo come “Good Vibration”  dei Beach Boys ha richiesto sei mesi di studio di registrazione e novanta ore di registrazioni per essere ultimata… i primi 4 album di Brian Eno – non più di un’ora l’uno – sono bastati a consacrarlo come un’icona rock…

Ma c’è un altro motivo che giustifica la produzione ridotta dei musicisti nell’era dell’elettricità…

… la musica espressa nella performance registrata si fondano sull’ispirazione più che sulle abilità compositive… mentre le seconde permangono nel capitale umano, la prima spesso si estingue… sono pochi i rocker che danno il loro meglio in età avanzata… il caso di Paul Simon è eccezionale… di solito si peggiora…

In molti c’è la percezione che la qualità musicale sia peggiorata

… non bisogna giudicare con parametri vecchi la musica del nostro tempo… la musica moderna, per esempio, ha molte più figure di spicco… una volta una manciata di grandi figure bastava a riempire secoli di storia della musica… negli ultimi 50 anni le personalità musicali sono innumerevoli e agiscono in campi diversissimi… non basterebbe una vita per conoscerne una piccola frazione…

Forse il jazz media bene tra musica prima maniera e seconda maniera…

… il jazz si avvalse delle moderne registrazioni ma allo stesso tempo si limitava a riportare le performance live… i suoi autori erano prolifici quanto i classici ma allo sfesso tempo esprimevano personalità seducenti a tutto tondo come John Coltrane o Charlie Parker…

Registrazione e radio influirono anche sull’educazione musicale

… quando Beethoven studiava Bach doveva basarsi solo sulle partiture… Mozart ebbe accesso solo a un limitatissimo numero di generi musicali… un’educazione musicale così ristretta contribuì a preservare un senso di purezza incontaminata che più che una scelta era un esito obbligato… Bix Beiderbecke e Benny Goodman… al contrario… ascoltarono le registrazioni dei loro precursori e costruirono su quelle il loro stile… i Rolling Stones studiarono il loro suono  ispirandosi al blues del delta del Mississippi, una tradizione tra le molte a cui potevano avere accesso dal loro quartiere londinese…

Beethoven poteva studiare giusto Mozart e Bach e giocoforza continuava su quella strada, ma oggi…

… i compositori di oggi possono ascoltare dai dischi un’enorme varietà di stili… gente  come Philip Glass e Steve Reich prendono spunto dal rock and roll, dal jazz, dalla musica indiana, dalla musica dei Pigmei come dalla tradizione Congolese… le sperimentazioni nello studio di registrazione dei Beatles erano insite nel lavoro di Stockhausen… La Monte Young è stata una musa per i Velvet Underground… la produzione alternativa dei Sonic Youth deve molto a Glenn Branca e Harry Pratch… mondi diversi si toccavano e ciò che succede è sempre meno prevedibile…

Lo studio di registrazione ha cambiato i metodi compositivi

… Brian Wilson compose il suo “Pet Sound” direttamente su nastro riversando poi il lavoro così ottenuto su disco…

Interessanti musicisti contemporanei come Christian Marclay, Bob Ostertag, Otomo Yoshide, Martin Tetrault, David Shea, Tristan Perich e altri compongono direttamente partendo da fonti sonore preregistrate (cd, nastri, giradischi…)… la carta è praticamente sparita dal loro lavoro di musicisti.

*****************************

La musica classica ha perso il suo posto centrale ma non è certo morta

… autori come Bach, Mozart e Beethoven non sono mai stati tanto accessibili… mai hanno avuto un pubblico vasto come quelll di oggi…

Oggi la musica di ieri può essere fruita in condizione ideali

… le sale da concerto oggi hanno tutte le comodità… prima si giungeva al concerto dopo ore di viaggio… anche per ottimizzare i costi gli eventi musicali duravano fino a  5/6 ore con tutti i relativi cali di attenzione… i pisolini… ascoltatori e animali andavano e venivano nel bel mezzo delle sinfonie… i sedili mancavano spesso della minima comodità… cibo, bevande e conversazione venivano spartite nel corso dell’esecuzione… il direttore assiemava singoli movimenti, meadley o anche solo melodie famose e decontestualizzate… quasi mai un lavoro veniva eseguito nella sua interezza… il direttore si limitava a segnare il tempo…

Ma è la facile accessibilità alla musica del passato a rendere il nostro tempo speciale…

… anche brani del passato di importanza del tutto secondaria sono disponibili in diverse versioni… i concerti brandenburghesi sono disponibili in più di dodici interpretazioni differenti…  i maggiori distributori  propongono oltre 22.000 titoli di classica… un cd da riascoltare per tutta la vita costa spesso come un panino… con il web poi questo conteggio diventa vano: tutto o quasi è a portata di click…

Ma anche la diversità ci guadagna…

… nella periferia di qualsiasi città trovi facilmente l’opera integrale di oscuri autori come Aho, Pousser o Scelsi…

La classica cerca anch’essa di recuperare il terreno perduto puntando sull’ innovazione…

… abbiamo assistito al fenomeno della terza sinfonia di Gorecki… del CD Chant… personaggi eccentrici come il violinista Nigel Kennedy o l’organista CamEron Carpenter… la crescente frequenza con cui i dischi di classica ospitano pezzi contemporanei… di questa “nuova” classica fa parte la presentazione di nuovi strumenti…  si punta su un sound originale, proprio come il rock… la registrazione con strumenti originali testimonia come l’estetica della performance abbia contagiato il mondo della classica… Chi ascolta trova soddisfacente  identificare un Gardiner, un Herreweghe, un Harnoncourt… gente che punta molto sul sound… in epoche precedenti invece, i compositori non esitavano a stravolgere la strumentazione originale… quando Bach suonava Palestrina aggiungeva fiati, organi e altro ancora  senza pensarci due volte…

Ma c’è anche una classica contemporanea, non dimentichiamola…

… le opere contemporanee forniscono una ricca varietà di stili ed estetiche… e chi le stronca spesso è solo perchè le giudica con i criteri del passato… poche opere del passato sono altrettanto drammatiche che “Einstein on the Beach” di Glass… Robert Ashley  in “Privates Lives” sostituisce il canto con il parlato dando un quadro dell’America degno di Whitman e Faulkner, recuperando stilemi del jazz, del boogie, del piano bar e lasciandoci con un senso di bellezza e trascendenza verso gli oggetti quotidiani… Stockhausen e Xenakis usano le percussioni per esplorare le potenzialità del rumore… mentre Cage spesso mira ad un sognante esotismo… Reich e Feldman esplorano la viariazione microscopica e progressiva per creare un senso di appagamento e calma nell’ascoltatore…

Secondo il pessimista culturale, ai compositori contemporanei mancano molte doti che in passato erano moneta corrente…

… perchè meravigliarsene?… Mozart non possedeva l’abilità contrappuntistica di Bach e Beethoven non aveva la naturalezza seducente di Mozart… se Elliott Carter non ha la capacità di costruire melodie che aveva Schubert, possiede pur sempre un superiore senso dell’orchestrazione e della tessitura… Stockhausen comprende i principi organizzativi dell’opera meglio di un Tchaicowsky anche se la potenza passionale di quest’ultimo non sarà mai alla sua portata…

Il pessimista culturale insiste che la musica contemporanea ha solo una dimensione negativa… è distruttiva, nichilista

… in realtà non mancano nemmeno oggi approcci celebrativi verso la vita… energia e ottimismo sono presenti in dosi massicce, per esempio, in Harry Pratch, certo Luciano Berio,  Conlon Nancarrow, John Cage…  il pessimista culturale parla di musica contemporanea e pensa solo al serialismo dei post-weberniani… a lui manca quindi la conoscenza adeguata della materia, ma non è una lacuna bensì una necessità… una conoscenza adeguata manca a tutti noi proprio per l’enorme varietà dell’offerta… senza dire che anche nel serialismo non mancano composizioni divertenti da ascoltare… molte di Stockhausen… Pli selon Pli di Boulez…

Ma la classica contemporanea non sfonda sul mercato… non piace… è artefatta…

… vero…  il 90% della musica classica che si ascolta appartiene al passato…

Perchè?

… la formazione non avviene più in famiglia ma nei conservatori e nelle università… in famiglia la musica ha ceduto il passo ad altri intrattenimenti… la tv…  cosicchè si scrive per il professore, per i critici, per il piccolo gruppo di fans, per i colleghi… inoltre, nel mondo ricco e globalizzato si può facilmente raggruppare su scala planetaria un gruppo disperso di appassionati molto particolari e scrivere per loro… in generale diciamo che si produce per gli specialisti…

Lo specialista trionfa ovunque nel mondo del lavoro delle società ricche, non  si vede perché la stessa sorte non debba verificarsi nel mondo della musica. E infatti si verifica…

… Il seminale articolo di Milton Babbitt  “The Composer as Specialist” è un manifesto del nuovo mondo musicale…

Se dispiace questa distanza dal pubblico un primo rimedio è quello di non finanziare l’avanguardia; molte astrusità nascono anche dal fatto che ci si può permettere a priori di non pensare ad un pubblico: in forma estrema anche questo atteggiamento può essere nocivo…

***********

Un pessimista culturale come Allan Bloom vede la musica di oggi come depravata e disordinata, ma spesso accuse del genere tradiscono una mancanza di familiarità…

… la musica contemporanea  offre una straordinaria varietà di indirizzi… ma se proprio volessimo estrarne un messaggio omogeneo potremmo dire che incoraggia la libertà,  l’individualismo,  il non conformismo e un’attitudine scettica verso l’autorità…

Nazisti e Sovietici concedevano senza problemi l’ascolto illimitato di Bach e Mozart ma ebbero chiare difficoltà a sdoganare il jazz o il blues. In un certo senso i regimi autoritari centrarono il bersaglio meglio di molti critici musicali… E non si tratta di un’eccezione…

… un censore come Savonarola fu uno dei più perspicaci interpreti dell’arte fiorentina rinascimentale… allo stesso modo l’ apparatchicks sovietico fu una raffinata analista del rock and roll… compresero presto che il rock è una musica capitalista, individualista, consumista… e quindi una minaccia del totalitarismo… in Cecoslovacchia  il punk rock venne visto come un tentativo di infiltrazione manipolativa dei capitalisti… John Lennon – comunista confesso – fu uno dei propagandisti più efficaci del capitalismo nel mondo… è corretto tutt’altro che ironico che il suo supposto inno comunista “Imagine” venga suonato in forma di Muzak nei magazzini Nordstrom per accompagnare al meglio gli acquisti dei consumatori a passeggio tra le merci patinate…

Il pessimista culturale vede la musica classica come segno di salute sociale e il rock come segno di degrado…

non esiste alcuna correlazione empirica tra supporto alla musica classica e sviluppo sociale e culturale di un paese… Gran Bretagna e USA, per contro, hanno fornito terreno fertile sia alla musica commerciale che alle libertà individuali… un caso?… la musica classica è fiorita specialmente in quelle terre che ci hanno poi dato i totalitarismi più sanguinosi… le abilità musicali coltivate in Germania nel privato della famiglia… hausmusik… erano impiegate con meno successo in generi popolari che chiedevano invece personalità spiccata…la Germania non ebbe tradizione di music hall o vaudeville… o cabaret… terreno fertili per umorismo e avanguardie sarcastiche… i totalitarismi non amano il burlesco e l’umoristico e in alcune lande i loro nemici erano meno numerosi che in altre…

Il pessimista culturale vede la musica contemporanea come una serie di canzonette destinate al macero

… dovremmo tenere a mente che molte di queste canzonette hanno già passato il test del tempo, un indicatore significativo di profondità e qualità… ormai i classici del rock hanno mezzo secolo e oltre… eppure Chuck Berry, James Brown, i Beatles… attraggono ancora un gran numero di ascoltatori intelligenti…

L’espressione “musica popolare” è doppiamente ingannevole…

… Mozart e Beethoven erano a loro volta molto popolari presso i contemporanei, e orgogliosi di esserlo… allo stesso tempo molte band rock ritenute importanti come Velvet Underground o My Bloody Valentine non sono mai state molto popolari…

Il pessimista culturale denuncia la rozza semplicità della musica commerciale…

…  con questo modo di procedere bisognerebbe allora prendere sul serio il partigiano della classica hindustana quando dice che le creazioni musicali dell’occidente sono meno complesse e meno profonde dei suoi amati raga, anche se l’affermazione ha alcuni fondamenti musicologici qualora ci concentrassimo unicamente sui parametri che lui reputa degni di essere presi in considerazione…

Dipende allora tutto dai parametri che si considerano…

… l’affermazione che la musica del passato sia più complessa è dubbia… almeno quanto quella che indica nei raga una musica più complessa e profonda della nostra classica… la musica commerciale del XX secolo ha una sua originale complessità nei ritmi, nella produzione sonora, nel montaggio in studio, nella strumentazione, nei timbri (“sound”) e in una quantità di caratteristiche che nella musica passata si presentano in modo uniforme, meno variato o inesistente… ma anche in senso strettamente musicologico le canzoni di Jerome Kern… Duke Ellington, Thelonious Monk, Beatles… non sono meno “complesse” di un lieder di Schubert… ne scrisse 700 molti dei quali  mai ascoltati in quanto mere variazioni su formule precostituite… “Bill”, “Take the A Train”, “Crepuscule with Nellie”, “A day in a life”… sono davvero creazioni inferiori?… non direi…

Facciamo un parallelo con la letteratura: la struttura di un racconto breve puo’ essere molto semplice, persino scheletrica rispetto a quella di un vasto romanzo. Nel racconto c’è ben poco, quasi niente; in certi romanzi c’è di tutto. Eppure, nessuno dubita che esistano scrittori notevoli che hanno dato il meglio di se stessi nell’arte del racconto.

C’è infine, a complemento, un’ultima considerazione in tema: la complessità in fondo non è altro che una somma di semplicità assemblate tra loro. Un tempo avevamo pochi “pezzi” disponibili per questo Lego e l’assemblaggio era demandato all’artista (a cui si chiedeva un capolavoro onnicomprensivo). Oggi, anche per lo specialismo dilagante di cui sopra,  i pezzi del Lego sono reperibili ovunque nelle forme più impensabili ed è il consumatore che se li cerca e se li monta come crede: è lui a creare complessità facendo convivere semplicità differenti. “Cultura come playlist“, potremmo chiamarla…

***

In conclusione, potremmo dire che il contesto commerciale fa fiorire la musica secondo logiche evoluzioniste: si creano tante nicchie, alcune più sviluppate di altre. Da quella enorme delle pop star a quelle più ristrette dei quartetti per basso tuba. L’accesso è garantito a tutti, ovunque e a bassi costi.  In questa varietà ciascuno trova bene o male quel che cerca. Più il mercato è esteso, più le richieste – per quanto disperse – trovano accoglienza. Come nell’ evoluzione viene favorito il fenomeno della  serendipity: alcune delle musiche migliori nascono dal contatto del genio con prodotti di cui non sospettava nemmeno l’esistenza. Il contesto commerciale favorisce quindi la ricerca.

Il contesto non commerciale invece ha un approccio progettuale: noi sappiamo già cosa vogliamo, cerchiamo solo il genio che lo realizzi. Una volta individuato concentriamo le risorse su di lui – sottraendole agli altri – e otteniamo un prodotto qualitativamente elevato da distribuire.

Chi è più disturbato dalla musica commerciale?

Continuiamo con il parallelo evoluzione/progetto. I processi evoluzionistici sembrano generare molto spreco (mia mamma: “ma a che servono le zanzare?”, “cosa mi rappresenta l’ornitorinco?”, “che schifo i batteri!”). Allo stesso modo la musica commerciale ha una varietà spinta, e molti si chiedono “ma cosa mi rappresenta quel rumore?”. In altri termini, chi si bea di un certo genere è comunque circondato da mille generi che potrebbero magari disturbarlo. Chi ama le fughe bachiane ora, in un contesto commerciale, puo’ ascoltarle più di frequente, a basso costo ed eseguite alla perfezione da decine di interpreti diversi, ma allo stesso tempo se accende la radio puo’ imbattersi in una scarica punk rock che potrebbe traumatizzarlo.

In generale potremmo dire allora che l’ambiente commerciale è tanto più accettabile quanto più si è curiosi e si crede di dover scoprire ancora molto, è un po’ come attraversare una foresta piena di strani frutti colorati. Quale proviamo oggi? Chi invece crede di sapere e avere già tutto, in tanto agitarsi vede solo uno spreco di risorse, a lui basta un deserto, purché al centro ci sia l’oasi in cui sia reperibile il frutto che lui ritiene il migliore. 

Keith_Moon_of_The_Who

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...